Mo.Bi., movimento birraio italiano, è un’associazione nata per unire tutti gli appassionati di birra, i consumatori consapevoli, gli homebrewers italiani, che, oltre a far incontrare gente con questa passione, promuove corsi di degustazione, di homebrewing (produzione di birra in casa), serate a tema, concorsi e rassegne, ha lanciato, durante Sapore Rimini - Pianeta Birra un progetto di chiarezza di informazione per le etichette della birra.
“Birra chiara”, così si chiama l’inizativa, “nasce dalla volontà di trovare il modo per rendere più chiare le informazioni basilari che il consumatore deve trovare su un’etichetta - ci spiega Carlo Canegallo presidente di Mo.Bi. - solo così si potrà compiere una scelta motivata e consapevole verso il prodotto. Un’etichetta chiara potenzia il rapporto tra produttore e consumatore, le etichette devono rispondere alle domande, non far sorgere interrogativi.”.
Cosa troviamo adesso sulle etichette?
“Sull’etichetta attualmente la legge prevede la presenza di nome e ragione sociale del produttore, stabilimento e sede di produzione, nome commerciale del prodotto, tipologia merceologica, il volume contenuto, il titolo alcolometrico, data di scadenza e lotto di produzione, invito a non disperdere nell’ambiente”.
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Si è concluso alle 18 di ieri Sapore Rimini, l’annuale fiera dedicata al beverage e alla ristorazione, uno degli eventi espositivi più grandi europei. All’interno della manifestazione anche Pianeta Birra, un padiglione dedicato alla nascente cultura della birra artigianale, che in questa edizione 2010 ha ospitato oltre 40 birrifici artigianali.
“Seppur ancora un settore di nicchia, la produzione della birra artigianale attira l’interesse di consumatori e distributori, facendo cultura e muovendo economia” affermano i rappresentanti di Unionbirrai, che per l’occasione hanno diffuso i nomi delle etichette vincitrici dei premi di qualità per l’anno 2010.
Il concorso, giunto alla sua 6a edizione, è riservato alle birre artigianali italiane con una produzione inferiore ai 10mila ettoliri. La giuria, formata da esperti internazionali, ha valutato una selezione di 308 tipologie di birra, divise in 11 categorie. “E’ stato un duro e piacevole lavoro - ha affermato durante la premiazione Marco Giannasso, presidente della giuria e responsabile dei corsi di Unionbirrai - dal concorso è emerso che la qualità della birra artigianale prodotta in Italia sta aumentando moltissimo”.
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Le Birre di Natale hanno avuto origine nei paesi del nord Europa, soprattutto in Belgio, dove ogni famiglia creava la propria birra artigianale a seconda della stagione. A Natale, si aveva necessità di una birra più strutturata, che scaldasse e da abbinare a piatti più ricchi di sapori, e soprattutto ai dolci.
Per questo motivo entrano a far parte delle ricette moltissime spezie come: la cannella, il cardamomo, il coriandolo, i chiodi di garofano e altri prodotti quale il miele, il cioccolato ecc. Queste vengono considerate birre speciali, con gradazioni alcoliche sempre molto elevate, tanto che alcune vengono definite da meditazione.
Visto il crescente interesse da parte degli appassionati, e la voglia di sperimentazione dei mastri birrai italiani, anche i birrifici nostrani si stanno cimentando con successo in questa produzione. Ricordiamo la Noel della Baladin, la 24/12 del Birrificio del Borgo e tante altre da scoprire.![]()

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Ci siamo, il tempio della Birra a Roma aprirà il prossimo 23 settembre a via degli Specchi 5,6 in zona Campo dei Fiori. Il pregetto nasce dall’idea di Teo Musso, grande birraio piemontese, che voleva creare una birra di qualità adatta ai pub nostrani, la Open appunto.
Il progetto però si espande ed inizia a formarsi l’idea di una serie di pubs, Open Baladin, dove gli appassionati possono trovare tutta la qualità italiana e mondiale sia alla spina che in bottiglia. Così il locale zero viene inaugurato a Cinzano in maggio ed ora si apre anche nella capitale, dove il fermento per la birra è crescente e sempre più attento.
Nel suo sogno Teo Musso ha pensato bene di coinvolgere altri illustri personaggi della gastronomia romana come Gabriele Bonci, Farinetti e Vecchiato ed un mastro birraio che si sta facendo conoscere al grande pubblico con le sue Birre del Borgo, Leonardo Divincenzo. Seguiremo le fasi di questo locale sperando che rimanga con una chiara idea di qualità sia nella scelta degli ingredienti che nella selezione delle birre.
Questa è una delle 1000 ricette per il limoncello, usate: 10 limoni possibilmente senza alcun tipo di conservante, un litro di vodka e 350 gr di zucchero. Il procedimento è semplicissimo: grattugiate la buccia dei limoni e disponetela in una brocca grande abbastanza da contenere anche la vodka.
Versate appunto anche il litro di vodka e aspettate! Per preparare il limoncello ci vogliono infatti come minimo 2 settimane di attesa. Ovviamente la brocca va coperta e tenuta a temperatura non troppo calda. Passato il tempo necessario bisogna aggiungere lo zucchero.
Prendete dunque un pentolino e metteteci tutti i 350 gr di zucchero, accendete il fuoco e miscelate con dell’acqua andando a formare uno sciroppo piuttosto denso. Versatelo poi nella brocca e mescolate. Alcune ricette contemplano l’aggiunta di altra vodka ma, secondo me, il limoncello verrebbe troppo forte! Bisogna provare diverse volte per raggiungere la ricetta ottimale: i gusti variano da persona a persona!
Foto | Flickr
Una ricetta per un risotto che forse farà storcere il naso a qualcuno ma che ha un sapore particolare che va provato: il risotto alla birra scura.
Fate il soffritto con olio, burro e cipolla mettendoci dentro 100 gr di speck tagliato a piccolissimi dadini; poi unite il riso (350 gr per quattro persone), lasciatelo tostare e proseguite la cottura bagnando a poco a poco prima con birra scura (un dl circa) poi con brodo di dado. Infine, unite il parmigiano, mescolate e servite.
Qui trovate un’altra ricetta di un risotto alla birra.
Foto | Risozaccaria
D’estate la Puglia si anima di mercatini, fiere, festival, che inevitabilmente portano in piazza i gusti ed i sapori della tradizione enogastronomica di questa ricca regione. Così, questi giorni, ho ritrovato l’amico Domenico Ioanna dell’azienda Molino a Vento di Biccari (FG), che produce con amore e dedizione formaggi particolarissimi (qui una panoramica dei prodotti). Tra i tanti degustati, apprezzo sempre più una pezzatura stagionata nelle erbe aromatiche (rigorosamente raccolte dal Monte Cornacchia, dove ha sede l’azienda), che ben si sposa con un fresco e genuino pranzo estivo. Le forme di formaggio, spiego per chi fosse curioso, vengono unte con olio extravergine d’oliva (prodotto dall’azienda) aromatizzato con alloro, rosmarino, erba cipollina. Il profumo di queste erbe insaporisce il formaggio rafforzandone il gusto.
Alcune idee: insalata con formaggio speziato, mandorle, olive ed erbette. Ingredienti: insalata mista, qualche foglia di basilico fresco, 200 gr di formaggio ai fiori, 100 gr di olive neri pugliesi, 40 gr di mandole, valeriana, erba cipolli e/o crescione, sedano.
Prepazione semplicissima: tagliate finemente l’insalata mista, e mettetela per dieci minuti nel freezer. Nel frattempo snocciolate le olive nere e tritatele finemente, spaccate le mandorle a metà e immergetele in acqua per qualche minuto. Tagliate a cubetti il formaggio e a listarelle sottili il sedano, tagliuzzate il basilico. Prendete l’insalata dal freezer, che sarà diventata così croccante, aggiungete le olive, le mandorle (dopo averle scolate dall’acqua), il formaggio a cubetti, il sedano, il basilico, la veleriana ed il crescione/erba cipollina. Condite con olio extravergine di oliva (pugliese), sale e aceto.
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Altro importante punto goloso romano è il ristorante Bir&fud, locale giovanile ma non per questo meno attento alla qualità degli ingredienti scelti, molti dei quali presidi slow food.
Sito in Trastevere, più precisamente in via Benedetta, questo locale unisce l’amore per la buona cucina ad una vera passione per le birre artigianali provenienti da varie parti del mondo sia alla spina che in bottiglia. Organizzano cene e degustazioni spesso con i maestri birrai di fama internazionale. Da assaggiare le originali patatine alla liquirizia, i loro trittici di supplì ed il cheescake alle fragole.
Ovviamente anche qui il lievito madre è fondamentale per un impasto della pizza facilmente digeribile, stile napoletano. Il personale è molto cortese e pronto ad illustrarvi il loro menù anche alla fine di un’estenuante serata. Il venerdì ed il sabato la chiusura si prolunga fino alle 2.00. La pizzeria non ha un parcheggio privato, è quindi opportuno munirsi di un po’ di pazienza e cercare posto nei dintorni, nel week-end meglio prenotare soprattutto se siete un gruppo numeroso.
Foto | Bir&fud
Mare e Birra. Matrimonio audace o abbinamento perfetto? La Puglia si sta ponendo la domanda già da un po’, considerando che ricca è la realtà delle birre artigianali e radicata è la cultura del cibo di mare, crudo soprattutto. Nel ricco panorama di birrifici artigianali pugliesi, due audaci birrai hanno già provato l’abbinamento, invitando appassionati e critici alla degustazione. Così, ecco che la birra nera “Arsa” del Birrificio Birranova fa coppia con il crudo misto di mare (ricci, molluschi e mitili); e l’acida “Claudette” del Birrificio Svevo si sposa perfettamente con le ostriche italiane e il salmone.
La prima birra, creata dal birraio Donato Di Palma (Birranova), è una European Dark Lager - Schwarzbier, con aromi di malto tostato (e poco luppolo), nero intenso con moderata persistenza di schiuma, sapore ricco, pieno, amaro avvolgente, con un lieve finale affumicato, che ha ben retto e affrontato la sapidità tipica dei frutti di mare (ripercorrendo la tradizione british della Guiness con le ostriche).
La seconda, la Claudette, è una birra acida nata da una ricetta del birraio Vito Lisco (Svevo), che unisce una base di 70% di Germana (blond ale) invecchiata 18 mesi in fusto e 3 mesi in legno, e 30% di una birra giovane di frumento. L’unione delle due porta alla nascita di una birra assai originale e interessante, di un grado alcolico di 5,5%. Di colore dorato tendente all’ocra, al naso presenta ricchi sentori terrosi, di cuoio, con un lungo finale di miele. Nel bicchiere ha un persistente e fine perlage che resta intenso e gradevole anche in bocca. Di corpo medio, ha una buona sapidità ed un’acidità contenuta, molto armonica grazie ai sentori di legno della birra barriquata ben corretti dall’aggiunta giovane. Abbinata ad un carpaccio di salmone fresco marinato e alle ostriche italiane, trova la sua perfetta collocazione in tavola.
Si terrà nella capitale una fiera della durata di tre giorni che riguarda le birre artigianali, non solo nostrane ma anche di provenienza mondiale. La manifestazione prevede un campionato tra gli Homebrewer, produttori di birra casalinghi, i quali possono partecipare gratuitamente. Al vincitore andrà un buono valido per l’acquisto di ingredienti fondamentali per la birrificazione.
Da oggi fino al 19 Aprile sarà possibile, pagando un biglietto d’ingresso di € 8.00, aggirarsi tra gli stands, parlare con i produttori, assaggiare, carpire qualche trucco dei birrai e partecipare ai laboratori gratuiti che tratteranno temi quali: degustazione della birra per neofiti, come fare la birra con la frutta, come utilizzarla in cucina ecc.
Insomma se siete appassionati o se non ne sapete nulla ma vorreste, questa manifestazione amplierà le vostre conoscenze sensoriali e gustative. La fiera si trova in via dei Monti della Farnesina, per altre informazioni visitate il sito associazione degustatori. Buona degustazione a tutti!
Foto | Voiaganto