Una ricetta per un risotto che forse farà storcere il naso a qualcuno ma che ha un sapore particolare che va provato: il risotto alla birra scura.
Fate il soffritto con olio, burro e cipolla mettendoci dentro 100 gr di speck tagliato a piccolissimi dadini; poi unite il riso (350 gr per quattro persone), lasciatelo tostare e proseguite la cottura bagnando a poco a poco prima con birra scura (un dl circa) poi con brodo di dado. Infine, unite il parmigiano, mescolate e servite.
Qui trovate un’altra ricetta di un risotto alla birra.
Foto | Risozaccaria
D’estate la Puglia si anima di mercatini, fiere, festival, che inevitabilmente portano in piazza i gusti ed i sapori della tradizione enogastronomica di questa ricca regione. Così, questi giorni, ho ritrovato l’amico Domenico Ioanna dell’azienda Molino a Vento di Biccari (FG), che produce con amore e dedizione formaggi particolarissimi (qui una panoramica dei prodotti). Tra i tanti degustati, apprezzo sempre più una pezzatura stagionata nelle erbe aromatiche (rigorosamente raccolte dal Monte Cornacchia, dove ha sede l’azienda), che ben si sposa con un fresco e genuino pranzo estivo. Le forme di formaggio, spiego per chi fosse curioso, vengono unte con olio extravergine d’oliva (prodotto dall’azienda) aromatizzato con alloro, rosmarino, erba cipollina. Il profumo di queste erbe insaporisce il formaggio rafforzandone il gusto.
Alcune idee: insalata con formaggio speziato, mandorle, olive ed erbette. Ingredienti: insalata mista, qualche foglia di basilico fresco, 200 gr di formaggio ai fiori, 100 gr di olive neri pugliesi, 40 gr di mandole, valeriana, erba cipolli e/o crescione, sedano.
Prepazione semplicissima: tagliate finemente l’insalata mista, e mettetela per dieci minuti nel freezer. Nel frattempo snocciolate le olive nere e tritatele finemente, spaccate le mandorle a metà e immergetele in acqua per qualche minuto. Tagliate a cubetti il formaggio e a listarelle sottili il sedano, tagliuzzate il basilico. Prendete l’insalata dal freezer, che sarà diventata così croccante, aggiungete le olive, le mandorle (dopo averle scolate dall’acqua), il formaggio a cubetti, il sedano, il basilico, la veleriana ed il crescione/erba cipollina. Condite con olio extravergine di oliva (pugliese), sale e aceto.
Continua a leggere: Insalata, bruschetta e birra, due idee per un pranzo fresco pugliese
Altro importante punto goloso romano è il ristorante Bir&fud, locale giovanile ma non per questo meno attento alla qualità degli ingredienti scelti, molti dei quali presidi slow food.
Sito in Trastevere, più precisamente in via Benedetta, questo locale unisce l’amore per la buona cucina ad una vera passione per le birre artigianali provenienti da varie parti del mondo sia alla spina che in bottiglia. Organizzano cene e degustazioni spesso con i maestri birrai di fama internazionale. Da assaggiare le originali patatine alla liquirizia, i loro trittici di supplì ed il cheescake alle fragole.
Ovviamente anche qui il lievito madre è fondamentale per un impasto della pizza facilmente digeribile, stile napoletano. Il personale è molto cortese e pronto ad illustrarvi il loro menù anche alla fine di un’estenuante serata. Il venerdì ed il sabato la chiusura si prolunga fino alle 2.00. La pizzeria non ha un parcheggio privato, è quindi opportuno munirsi di un po’ di pazienza e cercare posto nei dintorni, nel week-end meglio prenotare soprattutto se siete un gruppo numeroso.
Foto | Bir&fud
Mare e Birra. Matrimonio audace o abbinamento perfetto? La Puglia si sta ponendo la domanda già da un po’, considerando che ricca è la realtà delle birre artigianali e radicata è la cultura del cibo di mare, crudo soprattutto. Nel ricco panorama di birrifici artigianali pugliesi, due audaci birrai hanno già provato l’abbinamento, invitando appassionati e critici alla degustazione. Così, ecco che la birra nera “Arsa” del Birrificio Birranova fa coppia con il crudo misto di mare (ricci, molluschi e mitili); e l’acida “Claudette” del Birrificio Svevo si sposa perfettamente con le ostriche italiane e il salmone.
La prima birra, creata dal birraio Donato Di Palma (Birranova), è una European Dark Lager - Schwarzbier, con aromi di malto tostato (e poco luppolo), nero intenso con moderata persistenza di schiuma, sapore ricco, pieno, amaro avvolgente, con un lieve finale affumicato, che ha ben retto e affrontato la sapidità tipica dei frutti di mare (ripercorrendo la tradizione british della Guiness con le ostriche).
La seconda, la Claudette, è una birra acida nata da una ricetta del birraio Vito Lisco (Svevo), che unisce una base di 70% di Germana (blond ale) invecchiata 18 mesi in fusto e 3 mesi in legno, e 30% di una birra giovane di frumento. L’unione delle due porta alla nascita di una birra assai originale e interessante, di un grado alcolico di 5,5%. Di colore dorato tendente all’ocra, al naso presenta ricchi sentori terrosi, di cuoio, con un lungo finale di miele. Nel bicchiere ha un persistente e fine perlage che resta intenso e gradevole anche in bocca. Di corpo medio, ha una buona sapidità ed un’acidità contenuta, molto armonica grazie ai sentori di legno della birra barriquata ben corretti dall’aggiunta giovane. Abbinata ad un carpaccio di salmone fresco marinato e alle ostriche italiane, trova la sua perfetta collocazione in tavola.
Si terrà nella capitale una fiera della durata di tre giorni che riguarda le birre artigianali, non solo nostrane ma anche di provenienza mondiale. La manifestazione prevede un campionato tra gli Homebrewer, produttori di birra casalinghi, i quali possono partecipare gratuitamente. Al vincitore andrà un buono valido per l’acquisto di ingredienti fondamentali per la birrificazione.
Da oggi fino al 19 Aprile sarà possibile, pagando un biglietto d’ingresso di € 8.00, aggirarsi tra gli stands, parlare con i produttori, assaggiare, carpire qualche trucco dei birrai e partecipare ai laboratori gratuiti che tratteranno temi quali: degustazione della birra per neofiti, come fare la birra con la frutta, come utilizzarla in cucina ecc.
Insomma se siete appassionati o se non ne sapete nulla ma vorreste, questa manifestazione amplierà le vostre conoscenze sensoriali e gustative. La fiera si trova in via dei Monti della Farnesina, per altre informazioni visitate il sito associazione degustatori. Buona degustazione a tutti!
Foto | Voiaganto

Almeno una volta nella vita, ogni bevitore pure occasionale di birra avrà ascoltato da un amico brillo ogni sorta di invettiva nei confronti della birra in lattina. Siamo qui per smentire quelle argomentazioni.
Innanzitutto, la birra in lattina è semplicemente conservata come una birra alla spina in un fusto più piccolo; solo, più ermeticamente. Il rivestimento delle pareti dell’uno e dell’altro contenitore in metallo sono trattate in modo che neanche una goccia di birra entri in contatto con le superfici. La birra in lattina, per tanto, non sa di metallo quanto non ne sa quella alla spina.
La lattina, inoltre, non protegge la birra solo dall’ossigeno, come vantaggio rispetto alla spina, ma anche dalla luce, e questo è un vantaggio rispetto alla bottiglia di vetro, tanto osannata dagli “esperti”. Altrimenti, perché tanti eccellenti produttori artigianali di birra ne distribuirebbero tanta in lattina?
Via | Askmen
Il 16 aprile debutta nelle sale degli Stati Uniti Beer Wars, un documentario dedicato alla lotta perenne delle (molte) case di produzione artigianale della birra contro le (poche, pochissime) grandi industrie che si occupano dello stesso settore.
Nel film, di cui vi presentiamo il trailer (in lingua inglese), si racconta di un mondo fatto di privilegi contro passione, di arroganza contro specializzazione, di disattenzioni contro ostinazione.
Le birrerie artigianali italiane non mancano, dove meno ce lo aspettiamo ce n’è una. Forse non avranno gli stessi ostacoli a farsi distribuire, rispetto alla situazione americana, ma hanno certamente bisogno di molto più interesse, da parte del mercato, per migliorare e sopravvivere ad una battaglia commerciale anche per loro impari.
Via | USA Today
Si svolgerà il prossimo venerdì 16 gennaio un particolare evento dell’AIS Murgia in collaborazione con Salsamentarius.it dedicato alle birre artigianali di Puglia e Basilicata, una nuova realtà in crescendo in queste due regioni del sud (notoriamente votate al vino). Ospiti i mastri birrai dei birrifici B94 (Lecce), Birranova (Triggianello di Conversano - BA), Dauno (Torremaggiore - FG), Gruit (Brindisi), Svevo (Bari) e Lucano (Potenza).
La serata si svolgerà presso la Masseria Centrone Piccolo a Castellana Grotte (BA) e sarà completata da due piatti in abbinamento creati dallo chef della masseria. Per info e prenotazioni: Delegato AIS Murgia Vincenzo Carrasso .
In merito a piatti e chef, nell’ultimo numero della rivista regionale dell’AIS Puglia, Messaggi in Bottiglia, il rinomato Federico Valicenti, chef e proprietario del ristorante La Luna Rossa a Terranova di Pollino, ha ben pensato di presentare alcune ricette per usare la birra artigianale in cucina. Così leggiamo di un pollo alla birra, di salcicce alla birra, di maiale alla birra e… visto che il periodo è propenso alla riscoperta del risotto, anche un risotto alla birra. Di seguito la ricetta:
Continua a leggere: Birre artigianali ottime anche per cucinare un risotto

Di birre al Salone del Gusto ve ne erano veramente molte. Un’intera “piazza” dedicata e tutti i padiglioni costellati da stand di produttori e rivenditori. Insomma, seguendo l’attuale gusto dei consumatori, che si sono ormai affezionati alla complessa bevanda (seppur, in verità, è considerata un alimento per il valore calorico dei lieviti e dei cereali), anche al Salone è stato grande lo spazio dedicato, tanto da farci un opuscolo che le raccoglieva tutte.
Uno dei momenti migliori, a parte il tour tra tutti i produttori - provenienti da Italia, USA, Germania, Belgio, Austria, Gran Bretagna, Cecoslovacchia - per un totale di circa 350 birre degustabili e acquistabili, è stata però la scoperta delle birre “estreme” con l’ormai noto Lorenzo “Kuaska” Dabove. “Ai confini della birra” questo il nome di uno dei laboratori, ha portato gli amanti della bevanda più antica a confrontarsi con sei birre veramente fuori dal normale:
La Panil Divina di Torrechiara, una birra definita da Kuaska “tra le migliori di Italia”, prodotta in Emilia Romagna in una sorta di lambic all’italiana. Fatta fermentare naturalmente “sul furgone di casa. Il mosto di birra con fiori di luppolo selvatico autoctono riposa per una notte intera sotto la luna per assimilare i lieviti” - come ha affermato il mastro birrario Renzo Losi - è una birra dai sentori unici, di un’acidità che non disturba come avviene per le lambic, e viene attenuata da una bocca che è estremamente agrumata e floreale, veramente fresca e piacevole, per una gradazione di 5,5%. Non certo una birra da bere al pub davanti alle patatine fritte, ma un piccolo gioiello da intenditori.
Continua a leggere: Ai confini della birra con le birre italiane più estreme

A proposito di microbirrifici artigianali, segnalo la nascita di una nuova etichetta su cui voglio puntare la credibilità (di giornalista e sommelier) e dire che farà parlare di sé. Nella zona dove è nata, la Puglia e più precisamente quel lembo di terra che collega il mare alle Murge (in una piccola frazione, Triggianello), la birra ha già fatto parlare di sé ed il mastro birraio, Donato Di Palma, vede continuamente pieno il suo locale.
L’etichetta si chiama Birranova, sarà commercializzata a breve e per ora è possibile degustarla presso La Cantina della Birra (o, se siete fortunati, avete forse avuto modo di conoscerla a Rimini la scorsa settimana) e non escluderei di trovarla sulle prossime guide Slowfood.
Birranova è, come dice il suo motto, speciale quanto la birra. Speciale perché nasce da una passione, che è quello che mi ha principalmente colpito di questo birrificio e del suo proprietario. In fondo, a pensarci bene, l’impresa è di quelle folli: aprire un birrificio artigianale in una piccola frazione. Un birrificio nato praticamente “sotto casa” ma che vanta un impianto eccezionale, disegnato dal proprietario e fatto costruire da un’azienda specializzata.
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