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  <title>gustoblog</title>
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  <pubDate>Thu, 17 May 2012 05:21:19 GMT</pubDate>
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  <copyright>2004-2011 Blogo.it</copyright>
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    <title>Sanremo 2012: se Rocco Papaleo fosse un piatto? Tarallucci ai semi di finocchio</title>
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    <pubDate>Sat, 18 Feb 2012 12:30:10 GMT</pubDate>
    <dc:creator>lorenza barletta</dc:creator>
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    <category>vegetariani</category><category>basilicata</category><category>ricette-antipasti</category><category>ricette-stuzzichini</category><category>in evidenza</category><category>ricette lauria</category><category>rocco papaleo tarallucci al finocchio</category><category>sanremo 2012</category>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/tarallilauria.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="324" alt="taralli lucani" /><br clear="all" />Non so perchè, ma il viso così gioviale e simpatico di Rocco Papaleo mi fa venire in mente l&#8217;abbinamento &#8220;<a href="http://www.gustoblog.it/post/1382/taralli-e-figli">tarallucci</a>&#038;vino&#8221;. Cosa c&#8217;è di meglio, quindi, della ricetta dei tarallucci ai semi di finocchio, tipici di Lauria, paese d&#8217;origine della spalla di Gianni Morandi al <a href="http://www.gustoblog.it/tag/sanremo+2012">Festival di Sanremo</a>?</p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/roccopapaleo.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="209" alt="Papaleo Sanremo 2012" />Gli ingredienti sono: 200 grammi di farina 00, 50 grammi di semola rimacinata di grano duro, 70 grammi di vino bianco secco, 60 grammi di olio evo, 5 grammi di lievito di birra, <a href="http://www.gustoblog.it/post/7022/conoscere-le-erbe-il-finocchio">semi di finocchio</a>, 1 cucchiaino di sale. </p>
<p>Su una spianatoia disponete le due farine a fontana e mescolate coi semi di finocchio (una manciata va benissimo). Nel mezzo mettete l&#8217;olio ed il vino a temperatura ambiente, in cui avrete disciolto il sale. Cominciate a mescolare e poi aggiungete il lievito sbriciolato. Lavorate l&#8217;impasto finchè non otterrete una palla morbida ed omogenea. Lasciate lievitare per 30 minuti. Poi tirate l&#8217;impasto e ricavate dei rotolini spessi un dito, richiudendoli a mo&#8217; di <a href="http://www.gustoblog.it/post/6704/ricette-della-tradizione-pugliese-taralli-dellimmacolata">tarallo</a>. Disponeteli su una placca da forno unta d&#8217;olio e fate riposare per altri 30 minuti. Infornate a 190° C per 20 minuti.  </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/ilcorra/4346519172/">Flickr</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/9067/sanremo-2012-se-rocco-papaleo-fosse-un-piatto-tarallucci-ai-semi-di-finocchio">Sanremo 2012: se Rocco Papaleo fosse un piatto? Tarallucci ai semi di finocchio</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 14:30 di sabato 18 febbraio 2012.</p>
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    <title>Aglianico del Vulture: una delle perle della produzione enologica italiana</title>
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    <pubDate>Fri, 30 Sep 2011 11:32:38 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Manila Benedetto</dc:creator>
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    <category>vino</category><category>eventi</category><category>basilicata</category><category>rosso</category><category>aglianica</category><category>aglianico del vulture</category><category>docg</category><category>in evidenza</category>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/aglianica_2011_home.jpg" class="post" border="0" align="left" width="195" height="280" alt="" />Ci sono appuntamenti col vino che proprio non si possono perdere. Uno di questi è quello dedicato all&#8217;Aglianico del Vulture, DOCG dal febbraio 2010, importante produzione che abbraccia il nord della Basilicata al confine con la Campania e che produce etichette di grande valore. L&#8217;evento dedicato a questo vino è <a href="http://www.aglianica.it/">Aglianica</a>, in corso da oggi a domenica nella città che ha dato i natali ad Orazio, Venosa (PT). </p>
<p>I tre giorni di evento (<a href="http://www.liberovino.it//index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=114&#038;Itemid=241">qui tutto il programma</a>) saranno l&#8217;occasione per i visitatori di scoprire tutte le declinazioni del vitigno, sia nelle degustazioni in piazza con tutti i produttori e le loro etichette, sia durante dei laboratori tematici a cura dell’ONAV di Basilicata e dell’Associazione Nazionale GO Wine. A fare da padrini all&#8217;evento, enogiornalisti internazionali come Karin Meriot (VinoPress, Concours Mondial de Bruxelles), Alexander Magrutsch (Wein.pur), Mayumi Nakagawara (Winart). Inoltre, la mescita del vino sarà affiancata alla cucina tipica lucana, interpretata dall’Associazione Cuochi del Vulture, e dai prodotti tipici artigianali dei migliori produttori della regione. </p>
<p>Insomma, l&#8217;evento è assai interessante, perché permette di scoprire questa - lasciatemelo dire - favolosa DOC (e da un anno anche DOCG) del sud. Per chi non lo sapesse, infatti, l&#8217;<strong>Aglianico del Vulture</strong> è considerato una perla della produzione italiana. La sua principale caratteristica è il terroir in cui affondano le radici dei vitigni, un territorio vulcanico (il Vulture è un vulcano spento) situato tra i 200 ed i 700 metri di altitudine. Questo terreno e abili pratiche in vigna ed in cantina, producono un vino che oscilla dagli 11 ai 13 gradi alcolici, dal bel colore rosso rubino brillante, con un raffinato bouquet di sentori nasali e una bocca eccezionale: sapida, calda, di buona mineralità,  morbida nonostante la spiccata (ma mai fastidiosa) tannicità. E&#8217; un vino che ben si presta all&#8217;invecchiamento, che spesso avviene in barrique, con un successivo affinamento in bottiglia. Il disciplinare prevede la sua messa in vendita dopo almeno 12 mesi dalla vendemmia, ma dà il meglio di sé sicuramente con almeno tre anni di invecchiamento alle spalle.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/7795/aglianico-del-vulture-docg-una-delle-perle-della-produzione-enologica-italiana">Aglianico del Vulture: una delle perle della produzione enologica italiana</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 13:32 di venerdì 30 settembre 2011.</p>
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    <title>Ricette cinema: gli strascinati con i peperoni cruschi di Basilicata coast to coast</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/6297/ricette-cinema-gli-strascinati-con-i-peperoni-cruschi-di-basilicata-coast-to-coast</link>
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    <pubDate>Fri, 11 Jun 2010 08:30:19 GMT</pubDate>
    <dc:creator>roberta</dc:creator>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/basilicatacoastocoastpeperonicruschi.JPG" class="post" border="0" align="left" width="210" height="280" alt="" /> È la prima volta, mi pare, che parliamo di un film ancora in programmazione nelle sale, ma lo faccio volentieri per <a href="http://www.cineblog.it/post/21860/basilicata-coast-to-coast-recensione-in-anteprima">Basilicata coast to coast</a>, pellicola italiana davvero gradevole. Stavolta non vi svelerò la trama: soprattutto se siete ancora tra quelli che non sono convinti dell’esistenza della Basilicata, tra coloro che confondono Lucania e Basilicata, oppure tra quelli che si sono persi la lezione di geografia in cui si diceva che questa bellissima terra è bagnata sia dal Mar Tirreno che dallo Ionio, <a href="http://www.gustoblog.it/tag/cinema">dovete andare al cinema</a> e imparare qualcosa di più. Noi intanto ci gustiamo un bel piatto di strascinati ai <a href="http://www.saporideisassi.it/224-peperoni-cruschi.html">peperoni cruschi</a>, che nel film vengono citati in quella splendida scena in cui la compagnia chiede ospitalità a un pastore, che alla domanda, incredibile alle orecchie di oggi, se veramente non possieda la televisione e cosa faccia, dunque, la sera, risponde: “Lavoro tutto il giorno, la sera guardo mia moglie”. Commovente. Un avvertimento: a me li hanno insegnati così, i puristi non me ne vogliano!</p>
<p>Cosa vi occorre: 300 g di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strascinati">strascinati</a>, 5-6 peperoni cruschi, olio, 2 grossi spicchi d’aglio, pane grattugiato q.b., pecorino grattugiato di Moliterno.</p>
<p>Come si preparano: spolverate con un panno i peperoni cruschi (non lavateli, per carità), quindi tagliateli a striscioline sottili con le forbici togliendo i semi e il picciolo. In una padella tanto ampia da poter contenere la pasta, scaldate qualche cucchiaio d’olio con l’aglio sbucciato ma intero, quindi fate saltare i peperoni cruschi aggiungendo poche cucchiaiate di pan grattato. I peperoni saranno cotti quando risulteranno croccanti, ma attenzione a non farli annerire, altrimenti daranno alla pasta un gusto amarognolo. Scolate la pasta al dente e ripassatela pochi secondi in padella. Se vi piace, servite polverizzato con <a href="http://www.formaggio.it/pecorinomoliterno.htm">pecorino di Moliterno</a> grattato.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/6297/ricette-cinema-gli-strascinati-con-i-peperoni-cruschi-di-basilicata-coast-to-coast">Ricette cinema: gli strascinati con i peperoni cruschi di Basilicata coast to coast</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 10:30 di venerdì 11 giugno 2010.</p>
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    <title>Ricette regionali di Federico Valicenti: Melanzana di Rotonda ripiena di porcini</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/5090/5090</link>
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    <pubDate>Tue, 15 Sep 2009 12:19:31 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Manila Benedetto</dc:creator>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/melanzanadirotonda.jpg" class="post" align="left" border="0" width="280" height="243" alt="" />La Basilicata è una regione dalle ricche risorse, bagnata su due lati dal mare e attraversata dai monti, ricca di storia e di attrazioni. Una di quest&#8217;ultime è proprio la ricca enogastronomia, fatta di prodotti tipici e di piatti tradizionali che uno chef su tutti sta riportando alla &#8220;gloria&#8221; con un certosino ed appassionato lavoro di riscoperta e comunicazione. Si tratta di <a href="http://www.federicovalicenti.it/">Federico Valicenti, chef de La Luna Rossa</a> a Terranova di Pollino, ambasciatore nel mondo della Basilicata e del mangiar bene.</p>
<p>Ed è proprio qualche ricetta dello chef Valicenti che vorrei proporvi per conoscere un po&#8217; questa regione ed i suoi prodotti. Una tipicità, ad esempio, è la melanzana rossa di Rotonda, presidizio Slow Food, caratteristica per la sua forma e colore (arancio-rosso, tondeggiante con dimensioni contenute, da 70 ad 80 grammi), che dà più l&#8217;impressione di essere un pomodoro. Rispetto ai sapori della melanzana comune, la melanzana di rotonda ha un gusto più acre, piccante, deciso, intenso, decisamente diverso dalla melanzana nera, bianca o violacea che comunemente si trova bei mercati ortofrutticoli. La polpa è carnosa, non annerisce nemmeno dopo parecchie ore dal taglio; il profumo è intenso, fruttato, ricorda addirittura il fico d’India, al palato è piccante con un gradevole finale amarognolo. L&#8217;area di produzione è la Valle Mercure in provincia di Potenza, con la raccolta da luglio a novembre.</p>


<p>Ecco la ricetta di Federico Valicenti: <strong>Melanzana di Rotonda ripiena di porcini </strong><br />
Ingredienti: 4 melanzane di Rotonda, 2 funghi porcini di media grandezza, 250 gr di mollica di pane rafferma, 2 uova, 100 gr di pecorino, prezzemolo tritato, sale q.b., olio q.b., 4 fette di pomodoro</p>
<p>Preparazione: tagliare la calottina delle melanzane rosse e svuotarle con un coltellino. Sbollentare per 10 minuti la polpa in acqua salata.  Sbollentare per 4 minuti in acqua calda le calotte di melanzane. Scolare e strizzare in un canovaccio la polpa aggiungendo anche un peso sopra. Far scolare su una piccola spianatoia obliqua. Nel frattempo mondare i porcini , tagliarli a fette sottile e saltarli in padella con un poco di olio e uno spicchio d’aglio, aggiungere la mollica e farla tostare un poco. Aggiustare di sale,  versare in una ciotola capiente, aggiungere la polpa e l’uovo, amalgamare il tutto creando un bell’impasto. Aggiungere pepe a piacere.  Riempire le melanzane con l’impasto precedentemente preparato. Se necessario aggiungere altra mollica di pane. Sulla calotta piena chiudere con la fetta di pomodoro. Adagiare su di una teglia oleata, versare sopra un filo di olio extravergine di oliva. Passare al forno caldo a 180°  per 10 minuti circa, servire sia caldo che freddo.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/5090/5090">Ricette regionali di Federico Valicenti: Melanzana di Rotonda ripiena di porcini</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 14:19 di martedì 15 settembre 2009.</p>
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  </item>

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    <title>Ristoranti a Matera : Al Cantuccio</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/4950/ristoranti-a-matera-al-cantuccio</link>
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    <pubDate>Thu, 20 Aug 2009 08:30:02 GMT</pubDate>
    <dc:creator>roberta</dc:creator>
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    <description>Una serata nelle atmosfere incantate dei Sassi di Matera è un&amp;#8217;esperienza davvero indimenticabile, anche se deciderete, come abbiamo fatto noi, di cenare in un posticino un po&amp;#8217;[...]</description>
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      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Ristoranti+a+Matera+%3A+Al+Cantuccio&url=http%3A%2F%2Fwww.gustoblog.it%2Fpost%2F4950%2Fristoranti-a-matera-al-cantuccio" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p> <img src="http://static.blogo.it/gustoblog/cantucciomatera.jpg" class="post" align="left" border="0" width="280" height="210" alt="" /> Una serata nelle atmosfere incantate dei Sassi di Matera è un&#8217;esperienza davvero indimenticabile, anche se deciderete, come abbiamo fatto noi, di cenare in un posticino un po&#8217; defilato rispetto ai circuiti più propriamente turistici, per poi scoprire, da fonti più che attendibili, di aver desinato in uno dei <a href="http://www.gustoblog.it/tag/ristoranti">ristoranti</a> migliori della <a href="http://www.gustoblog.it/post/2734/guida-ai-luoghi-di-ristoro-in-basilicata">città</a>. Reduci da un matrimonio ultratradizionale, eravamo alla ricerca di pietanze lucane più ricercate, che non avessimo ancora assaggiato, insomma, e qui siamo stati accontentati.</p>
<p>Dopo una breve sistemazione nei tavoli all&#8217;aperto nel vicolo (suggestivo ma pieno di corrente, nulla ha potuto per riscaldarci neppure l&#8217;<a href="http://www.gustoblog.it/post/3798/il-new-york-times-incorona-laglianico-di-venosa">Aglianico </a>della casa) ci siamo ritrovati al piano di sopra di questo piccolo ristorante rustico e caldo, arredato con legno e maioliche colorate, dove abbiamo aperto le danze e lo stomaco con un ricco antipasto tradizionale: gustosissima la polentina con salsiccia al sugo, un po&#8217; troppo pungenti le zucchine con aceto, menta e finocchio, buone le melanzane al sugo rosso e mandorle, la ricottina alla glassa balsamica, il cestino di pasta sfoglia con i funghi.</p>
<p>Per primo abbiamo &#8216;tradito&#8217; la specialità della casa, gli strascinati in purea di fagioli (quelli nella foto), preferendo le orecchiette ai profumi d&#8217;estate: salsa pomodoro, ricotta salata, mollica di pane e un trito di cipolla, aglio e basilico e un bel piatto di troccoli  salsiccia e ceci. Entrambi ineccepibili. Per secondo abbiamo scelto salsiccia tradizionale (non macinata) al sugo, servita su un crostone di pane di Matera, e maialino con scamorza e prosciutto, versione rielaborata dei saltimbocca alla romana, a mio giudizio.  Per tutto questo ben di Dio ci sono voluti appena  60 euro. Passateci se siete in zona.</p>
<p>Ristorante Al Cantuccio<br />
Via delle Beccherie, 33<br />
75010 - Matera<br />
Tel 0835332090</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/bootsintheoven/371787679/">Flickr</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/4950/ristoranti-a-matera-al-cantuccio">Ristoranti a Matera : Al Cantuccio</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 10:30 di giovedì 20 agosto 2009.</p>
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    <title>Formaggi tipici: Caciocavallo Podolico</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/2747/formaggi-tipici-caciocavallo-podolico</link>
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    <pubDate>Sat, 15 Dec 2007 12:57:48 GMT</pubDate>
    <dc:creator>gianluca</dc:creator>
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    <category>formaggi</category><category>campania</category><category>puglia</category><category>basilicata</category><category>amarone</category><category>caciocavallo podolico</category><category>campanaro</category><category>feudi di san gregorio</category><category>masi</category>
    <description>Il caciocavallo è sicuramente il formaggio più diffuso nell’Italia meridionale; il nome pare derivi dall’usanza di appendere due forme legate assieme da una corda “a cavallo” di una trave.
La[...]</description>
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    </p>
<p> <img src="http://static.blogo.it/gustoblog/gas_caciocavallo.jpg" class="post" align="left" border="0" width="240" height="158" alt="" />Il caciocavallo è sicuramente il formaggio più diffuso nell’Italia meridionale; il nome pare derivi dall’usanza di appendere due forme legate assieme da una corda “a cavallo” di una trave.</p>
<p>La famiglia dei caciocavallo comprende infinite varianti, che derivano dall’ambiente di produzione, dalle tecniche di lavorazione, dal tipo di caglio utilizzato e dal periodo di stagionatura che, tradizionalmente, era sempre piuttosto lungo.</p>
<p>La versione più “nobile” è forse quella che prevede l’utilizzo del latte di vacche di razza <a href="http://editore.slowfood.com/editore/riviste/arca/EN/05/Cacio4.html">Podolica</a>, allevate allo stato semibrado e in grado di pascolare nella macchia mediterranea; questa qualità permette al latte di arricchirsi di tutti i profumi tipici della macchia: mirto, finocchio selvatico, ginepro…e consequenzialmente dona al formaggio aromi unici.</p>
<p>Per raggiungere una certa complessità organolettica il caciocavallo ha bisogno di stagionare almeno sei mesi: in questo caso possiamo abbinarlo ad un bianco profumato e strutturato come il Campanaro di <a href="http://www.feudi.it/ita/intro.aspx">Feudi di San Gregorio</a>, da uve Fiano e Greco; se aumenta la stagionatura del formaggio, dobbiamo salire di struttura anche con il vino: un caciocavallo podolico stagionato due anni sviluppa sentori e sapori molto complessi ed ha bisogno di essere accompagnato ad un vino di gran corpo e personalità: vi sfido a provarlo con un grande Amarone, il <a href="http://www.masi.it/agricola/components_table/CAMPOLONGO_PAGE.pag">Campolongo di Torbe di Masi</a>, rotondità elegante e persistenza infinita. Un abbinamento del genere può essere il vero protagonista di un intero pasto e sarà in grado di regalare emozioni irripetibili.</p>
<p>La foto è tratta dal sito: <a href="http://www.fuorirignano.com/2007/01gastronomia.html">www.fuorirignano.com</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/2747/formaggi-tipici-caciocavallo-podolico">Formaggi tipici: Caciocavallo Podolico</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 14:57 di sabato 15 dicembre 2007.</p>
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    <title>Guida ai luoghi di ristoro in Basilicata</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/2734/guida-ai-luoghi-di-ristoro-in-basilicata</link>
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    <pubDate>Wed, 12 Dec 2007 15:43:26 GMT</pubDate>
    <dc:creator>fabio</dc:creator>
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    <category>basilicata</category><category>guide</category>
    <description>La Basilicata è una regione poco conosciuta in tutta Italia, forse proprio per questo affascinante e misteriosa. Cosa dire allora riguardo i suoi luoghi di ristoro e lue sue strutture[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/Basilicata_guida_ristoranti.jpg" class="post" align="left" border="0" width="180" height="384" alt="Basilicata_guida_ristoranti" />La Basilicata è una regione poco conosciuta in tutta Italia, forse proprio per questo affascinante e misteriosa. Cosa dire allora riguardo i suoi luoghi di ristoro e lue sue strutture ricettive?</p>
<p>E&#8217; stata da poco pubblicata la guida &#8220;La Basilicata è servita&#8221; ad opera di <a href="http://www.tirsomedia.it/">Edizioni Tirsomedia</a>, 122 pagine. La pubblicazione contiene 38 ristoranti e trattorie, 6 vinerie, 26 masserie, 6 bed &#038; breakfast, 9 dimore d&#8217;epoca.</p>
<p>Ogni struttura è presentata con una foto, una descrizione dell&#8217;offerta e una scheda contenente tutte le altre informazioni utili come i recapiti, i prezzi, &#8230; Molto bella anche la sezione finale dal titolo eloquente: &#8220;Ristoranti lucani nel mondo&#8221;, circa 100 luoghi sparsi nel mondo che propongono &#8220;le carte dei vini e degli oli extravergine lucani, insieme ad antiche pietanze regionali elaborate da chef lucani con prodotti tipici che giungono direttamente dalla Basilicata&#8221;. La guida è a cura di Luciano Pignataro.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/2734/guida-ai-luoghi-di-ristoro-in-basilicata">Guida ai luoghi di ristoro in Basilicata</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 17:43 di mercoledì 12 dicembre 2007.</p>
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    <title>A Potenza il Salone Meridionale del Gusto</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/2619/a-potenza-il-salone-meridionale-del-gusto</link>
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    <pubDate>Sat, 24 Nov 2007 06:30:50 GMT</pubDate>
    <dc:creator>roberta</dc:creator>
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    <category>eventi</category><category>basilicata</category><category>gusto</category><category>Potenza</category><category>salone</category>
    <description>Terza edizione per quello che mi dicono essere uno degli appuntamenti più interessanti di tutto il Sud Italia, almeno dal punto di vista enogastronomico.
Quest’anno il Salone Meridionale del Gusto,[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/salonemeridionalegusto.jpg" class="post" align="left" border="0" width="180" height="60" alt="" /> Terza edizione per quello che mi dicono essere uno degli appuntamenti più interessanti di tutto il Sud Italia, almeno dal punto di vista enogastronomico.<br />
Quest’anno il <a href="http://www.salonemeridionaledelgusto.it/news.php">Salone Meridionale del Gusto</a>, evento tra i più grandi dedicati alla cucina e alle tradizioni culinarie delle regioni del sud, è ospitato a Potenza dal 24 al 26 novembre 2007 presso il Grande Albergo in Corso XVIII agosto, 46.</p>
<p>La manifestazione, a ingresso gratuito, ha intenti spiccatamente educativi e fa da contenitore a conferenze, esibizioni di grandi chef, lezioni sul mangiare sano per grandi e piccini, degustazioni di prodotti tipici e chi più ne ha più ne metta. Insomma, davvero l’altra faccia del pianeta alimentare, in cui si contenderanno la scena produzioni vitivinicole, prodotti da forno, frantoi, enoteche, torrefazioni, panifici, aziende di acque minerali, biologiche, per i tartufi bianchi, miele, confetti e pasticcerie, per un viaggio nei sapori di Basilicata, Campania, Calabria e Puglia.<br />
Se siete in zona fateci un salto.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/2619/a-potenza-il-salone-meridionale-del-gusto">A Potenza il Salone Meridionale del Gusto</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 08:30 di sabato 24 novembre 2007.</p>
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    <title>Mangiare sano: singolare esperimento in classe</title>
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    <pubDate>Tue, 06 Nov 2007 06:30:28 GMT</pubDate>
    <dc:creator>roberta</dc:creator>
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    <category>basilicata</category><category>news</category><category>merendine</category><category>scuola</category><category>yogurt</category>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/mela.jpg" class="post" align="left" border="0" width="180" height="120" alt="" /> La strenua battaglia contro l’obesità dilagante, ormai, non fa più notizia e noto è anche che l’arma migliore sia la prevenzione fin dall’età scolare. Questo deve aver interiorizzato il prof Saverio Ciccimarra, docente di lettere della II B della scuola media Rocco Scotellaro di Tricarico, in provincia di Matera, promotore di <a href="http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_04/matera_guerra_snack.shtml">un singolare esperimento</a>, il primo del suo genere in Italia: mettere al bando in classe merende e snack ad alto contenuto calorico.</p>
<p>Per i suoi alunni dunque niente merendine, patatine, dolci industriali né bibite gassate: a merenda sono concessi soltanto yogurt, frutta e panini purché il pane sia casareccio. E non solo: il professore consiglia anche di andare a scuola a piedi agli studenti che non abitano troppo lontano. Altro che distributori di roba sana come <a href="http://www.gustoblog.it/post/1864/per-merenda-frutta-o-merendine">quelli che si stanno sperimentando altrove in Italia</a>: qui la macchinetta della cioccolata c’è, ma le vengono preferite croccanti mele verdi.<br />
Ad essere entusiaste dell’esperimento, naturalmente, le mamme dei 19 ragazzi i quali, assicurano, osservano ‘la dieta’ non per obbligo, ma per autoconvinzione e senza soffrire troppo. </p>
<p>Il preside dell’istituto, intanto, sta studiando un encomio per la classe modello di linea e benessere, che potrebbe prendere la forma di materiale didattico, iniziative culturali o un bel voto in educazione alla convivenza civile, l’ex educazione civica.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/2494/mangiare-sano-singolare-esperimento-in-classe">Mangiare sano: singolare esperimento in classe</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 08:30 di martedì 06 novembre 2007.</p>
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  </item>

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    <title>Una nuova forma per il pane di Matera</title>
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    <pubDate>Mon, 29 Oct 2007 07:30:02 GMT</pubDate>
    <dc:creator>roberta</dc:creator>
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    <category>prodotti-tipici</category><category>basilicata</category><category>curiosita</category><category>design</category><category>pane</category><category>pane di matera</category>
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      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.gustoblog.it%2Fpost%2F2449%2Funa-nuova-forma-per-il-pane-di-matera" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
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      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Una+nuova+forma+per+il+pane+di+Matera&url=http%3A%2F%2Fwww.gustoblog.it%2Fpost%2F2449%2Funa-nuova-forma-per-il-pane-di-matera" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/panematera.jpg" class="post" align="left" border="0" width="180" height="135" alt="" /> Quanto mi piace il pane che si fa al Sud! Croccante, salato, con la mollica soffice e la caratteristica crosta nera perché un po’ bruciacchiata dal forno…eppure anche un prodotto così tradizionale ogni tanto ha bisogno di rilanciare la propria immagine. È il caso del pane di Matera, per il quale il relativo consorzio per la promozione e la valorizzazione del prodotto, ha indetto un concorso rivolto a designer, creativi e panificatori di tutto il mondo per idearne una nuova forma.</p>
<p>L’intento degli organizzatori di ‘<a href="http://www.paneinarte.it/">Pane in Arte</a>’ (il poeta Roberto Linzalone e l’associazione Poliedrica in partnership con il Comune), che si svolgerà dal vivo il 3 e 4 novembre presso gli Ipogei di San Francesco nella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sassi_di_Matera">città dei Sassi </a>dove saranno allestiti i forni per la cottura, è reinventare il consumo del pane locale, farne un motivo rinnovato di attrazione per il turismo e di pubblicità per il territorio.</p>
<p>Alla festa si accompagneranno musica, stand e degustazioni di prodotti tipici, inoltre i pani concorrenti saranno esposti in mostra dal 5 all’11 novembre, mentre il vincitore sarà premiato con un trofeo scultura e un fine settimana per due persone in un residence all’interno dei suggestivi Sassi. </p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/2449/una-nuova-forma-per-il-pane-di-matera">Una nuova forma per il pane di Matera</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 09:30 di lunedì 29 ottobre 2007.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Aglianica Wine Festival di scena a Venosa</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/2168/aglianica-wine-festival-di-scena-a-venosa</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.gustoblog.it/post/2168/aglianica-wine-festival-di-scena-a-venosa</guid>
    <pubDate>Wed, 05 Sep 2007 08:14:50 GMT</pubDate>
    <dc:creator>arietta</dc:creator>
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    <category>eventi</category><category>prodotti-tipici</category><category>basilicata</category><category>aglianico</category><category>canestrato di moliterno</category><category>pane di matera</category><category>pecorino filiano</category><category>venosa</category>
    <description>E’ un evento che non ha bisogno di presentazioni, perciò in questa sede non ho la presunzione di farvelo conoscere, quanto l’intenzione di ricordarvi che l’Aglianica Wine Festival è alle porte.[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p> <img src="http://static.blogo.it/gustoblog/spot_005B15D.jpg" class="post" align="left" border="0" width="240" height="103" alt="" />E’ un evento che non ha bisogno di presentazioni, perciò in questa sede non ho la presunzione di farvelo conoscere, quanto l’intenzione di ricordarvi che l’<strong>Aglianica Wine Festival</strong> è alle porte. Dal 7 al 9 Settembre, a Venosa (PZ), avrà luogo la nona edizione della <em>kermesse</em>. </p>
<p>Degustazioni di <a href="http://www.consorzioaglianicodelvulture.it/">Aglianico del Vulture</a>, formaggi, salumi e dolci tipici lucani (solo per citarne alcuni, il <a href="http://www.formaggio.it/pecorinofiliano.htm">Pecorino di Filiano</a>, il <a href="http://www.prodottilucani.it/pecorino_canestrato_moliterno.htm">Canestrato di Moliterno</a> e il <a href="http://www.prodottitipici.com/prodotto/5569/Pane-Di-Matera.htm">Pane di Matera</a>), mostre, convegni e seminari si susseguiranno nell’incantevole scenario del Castello Pirro del Balzo Orsini. </p>
<p>Previsti “gemellaggi” con i migliori vini italiani, dal Montepulciano al Barolo, che sarà possibile conoscere e degustare nel corso della tre giorni all’insegna del gusto e della cultura, il cui programma trovate sul <a href="http://www.aglianica.it/">sito</a>.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/2168/aglianica-wine-festival-di-scena-a-venosa">Aglianica Wine Festival di scena a Venosa</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 10:14 di mercoledì 05 settembre 2007.</p>
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    <title>Formaggi tipici: casieddu di Moliterno</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/1993/formaggi-tipici-casieddu-di-moliterno</link>
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    <pubDate>Tue, 03 Jul 2007 18:28:23 GMT</pubDate>
    <dc:creator>gianluca</dc:creator>
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    <category>formaggi</category><category>basilicata</category><category>caprini</category><category>casieddu di Moliterno</category>
    <description>Il Casieddu (diminutivo di Casu, “formaggio”) è uno dei pochi formaggi caprini italiani di qualità superiore. Purtroppo la produzione è minima e limitata al territorio del comune di Moliterno, in[...]</description>
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    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.gustoblog.it%2Fpost%2F1993%2Fformaggi-tipici-casieddu-di-moliterno" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
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    </p>
<p> <img src="http://static.blogo.it/gustoblog/casieddu.jpg" class="post" align="left" border="0" width="250" height="215" alt="" />Il Casieddu (diminutivo di Casu, “formaggio”) è uno dei pochi formaggi caprini italiani di qualità superiore. Purtroppo la produzione è minima e limitata al territorio del comune di Moliterno, in <a href="http://www.inbasilicata.org/">provincia di Potenza</a>.</p>
<p>La lavorazione del latte prevede il riscaldamento fino quasi al livello di ebollizione; successivamente viene aggiunta un’erba aromatica locale, la Nepeta, una specie di timo dal sentore più forte e pungente. Alla fine della lavorazione il formaggio viene avvolto in foglie di felce legate insieme da steli di ginestra.</p>
<p>Personalmente ritengo che sia uno dei pochi caprini nostrani che reggono il confronto con <a href="http://www.lagazzettaweb.it/Pages/rub_conv/2007/tavola/r_tav_07-05.html">quelli d’Oltralpe</a>. L’ho provato con un bicchiere di Gewurztraminer di <a href="http://www.franz-haas.com/">Franz Haas</a>…abbinamento esaltante.</p>
<p>La foto è tratta dal sito turistico <a href="http://www.viatraveldesign.com/">www.viatraveldesign.com</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/1993/formaggi-tipici-casieddu-di-moliterno">Formaggi tipici: casieddu di Moliterno</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 20:28 di martedì 03 luglio 2007.</p>
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