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  <title>gustoblog</title>
  <subtitle>gustoblog.it</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2004-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-17T05:21:45+00:00</updated>
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    <title type="html">Vitigni &amp; Vini: Carica l&#039;asino</title>
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    <author>
      <name>Alessia </name>
    </author>
    <published>2012-05-02T08:01:35+00:00</published>
    <updated>2012-05-02T08:01:35+00:00</updated>
    <dc:subject>vino</dc:subject><dc:subject>curiosita</dc:subject><dc:subject>bianco</dc:subject><dc:subject>carica l'asino</dc:subject><dc:subject>uva bianca piemontese</dc:subject><dc:subject>vitigni e vini</dc:subject><dc:subject>vitigno bianco piemontese</dc:subject><dc:subject>vitigno carioloso</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Carica l&amp;#8217;asino è il nome di un vitigno bianco scoperto tra i filari della propria azienda piemontese Ca&amp;#8217;d Carussin, dai proprietari. Il ritrovamento di questi impianti che non[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/10161/vitigni-vini-carica-lasino"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/vitigno_piemontejpg.jpg" class="post" border="0" align="left" width="270" height="360" alt="carica l&#39;asino, vitigno bianco piemontese" />Carica l&#8217;asino è il nome di un <a href="http://www.gustoblog.it/post/9705/vitigni-vini-loseleta">vitigno</a> bianco scoperto tra i filari della propria azienda piemontese Ca&#8217;d Carussin, dai proprietari. Il ritrovamento di questi impianti che non sembravano appartenere alle varietà locali spinse i nuovi proprietari a ricercarne l&#8217;origine, scoprendo che la patria era la Liguria. La gioia della signora Bruna, amante degli asini, nell&#8217;apprendere l&#8217;esistenza il nome di questo vitigno nella sua proprietà fu talmente tanta, che decise di vinificarlo e dedicargli una bottiglia. </p>
<p>All&#8217;assaggio il vino si presenta in una veste di piacevolissima semplicità, dove per semplicità non intendo banalità, ma un vino rustico da bere tutti giorni, con piatti non troppo strutturati e con sapori non troppo decisi. Un vino da tavola, che si accompagna bene a paste fredde, couscous poco speziati, di verdure o anche con pollo, con piadine farcite ecc. </p>
<p>Il vino non ha una <a href="http://www.gustoblog.it/post/5665/cave-de-morgex-et-de-la-salle-prie-vini-estremi">gradazione alcolica</a> elevata, 12 %, e di questo siamo grati all&#8217;azienda, una delle poche ad offrirci un vino gradevole, con una persistenza sufficiente ed una buona beva. Lo troviamo a scaffale delle enoteche intorno agli € 8,00. Carioloso, è l&#8217;altro nome che identifica questa stessa varietà di uva.</p>
<p>Foto | Alessia</p>
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    <title type="html">Miti da sfatare: il Minutolo pugliese non è un Fiano</title>
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      <name>Manila Benedetto</name>
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    <published>2012-03-12T10:00:09+00:00</published>
    <updated>2012-03-12T10:00:09+00:00</updated>
    <dc:subject>curiosita</dc:subject><dc:subject>bianco</dc:subject><dc:subject>minutolo</dc:subject><dc:subject>miti da sfatare</dc:subject><dc:subject>vitigni dimenticati</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Ci sono argomenti su cui c&amp;#8217;è una sorta di confusione: uno di questi è su un vitigno pugliese il Minutolo. Questa varietà di uva bianca, infatti, è stata per anni chiamata Fiano Minutolo,[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/9363/miti-da-sfatare-il-minutolo-pugliese-non-e-un-fiano"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/minutolo.jpg" class="post" border="0" width="586" height="289" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Ci sono argomenti su cui c&#8217;è una sorta di confusione: uno di questi è su un vitigno pugliese il <strong>Minutolo</strong>. Questa varietà di uva bianca, infatti, è stata per anni chiamata Fiano Minutolo, volendola così imparentare al più noto Fiano campano. Ma è sempre stato un errore. Vediamo perché.</p>
<p>Sia il Fiano (quello vero) che il Minutolo (erroneamente chiamato Fiano Minutolo fino a qualche anno fa) in Puglia ci sono sempre stati, il primo presente in diversi disciplinari di produzione, e poche volte (anche se adesso sono in aumento) vinificato in purezza, il secondo conosciuto da secoli soprattutto nella zona della Valle d&#8217;Itria con il nome di &#8220;Fianello&#8221;, nome usato da Fonseca nel 1892 che ha creato la confusione con il Fiano di Avellino, con cui però ha caratteri aromatici ed ampelografici completamente diversi.</p>
<p>Il Minutolo è un&#8217;uva aromatica molto interessante, che si propone con caratteristiche organolettiche molto espressive, con sentori floreali, di frutti a polpa gialla ed erbe aromatiche (rosmarino, salvia, alloro) che sono molto caratteristiche del vitigno. La pianta ha una foglia piccola, il grappolo è stretto, gli acini sono a forma ellittica di dimensioni medio-piccole con la buccia gialla dorata con sfumature ambrate. Il terroir ideale è fatto di terreni argillosi e calcarei come quelli della Valle d&#8217;Itria. Grazie al suo carico aromatico è capace di invecchiare, e con un buon lavoro in campo e cantina, diviene un vino di buon corpo ma facile beva, con una spiccata acidità e freschezza.</p>
 <p>
In Puglia è stato usato per una minima percentuale per le DOC Locorotondo e Martina Franca, seppur subito sostituito da Bianco D&#8217;Alessando e Verdeca, vitigni per i produttori più redditizi e ormai più abituali nel territorio. La sua r<em>iscoperta</em> si deve all&#8217;enologo Pasquale (Lino) Carparelli dell&#8217;azienda Torrevento, che con alcuni colleghi decise nel 2000 di cercare nel territorio i vecchi vigneti, mappando tutte le viti di Minutolo sopravvissute all&#8217;espianto. Da quelle viti furono raccolte le gemme ed innestate su un nuovo vigneto: fu il primo filare di Minutolo.  Dopo averlo usato per riproporre il vero Locorotondo DOC secondo il disciplinare originario, Lino Carparelli negli anni successivi creò una etichetta in cui si esprimeva in purezza: Minutolo Rampone, I Pastini. Da lì tante altre aziende hanno deciso di vinificare in purezza il Minutolo, creando diversi prodotti di qualità. Vi suggerisco anche: Vigne Rare di Pirro Varone e Minutolo di Polvanera.</p>
<p>Spero di esser riuscita così a chiarire qualche confusione sul mondo del Fiano in Puglia: insomma, riassumendo, se c&#8217;è scritto in etichetta solo Fiano allora si tratta della varietà di Avellino impiantata in Puglia, se c&#8217;è scritto Fiano Minutolo sappiate che si tratta di un vitigno completamente diverso, e che <em>fiano </em>è una definizione sbagliata che presto sparirà da tutte le etichette di Minutolo.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.pirrovarone.eu/it">Pirro Varone</a></p>
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    <title type="html">Vitigni &amp; Vini: La Clairette del Languedoc in via di estinzione.</title>
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    <author>
      <name>Alessia </name>
    </author>
    <published>2012-02-28T10:30:37+00:00</published>
    <updated>2012-02-28T10:30:37+00:00</updated>
    <dc:subject>vino</dc:subject><dc:subject>curiosita</dc:subject><dc:subject>bianco</dc:subject><dc:subject>château condamine bertrand</dc:subject><dc:subject>vini in via d'estinzione</dc:subject><dc:subject>vino bianco francese</dc:subject><dc:subject>vitigni francesi</dc:subject><dc:subject>vitigno la clairette</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Ho deciso di parlarvi di questo vino e di conseguenza dell&amp;#8217;azienda che lo produce (ancora per poco) perchè è un vitigno ed una tipologia di vino che secondo me, andrebbero protetti[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/9141/vitigni-vini-la-clairette-del-languedoc-in-via-di-estinzione"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/vino_clairettejpg_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="270" height="360" alt="vino e vitigno la Clairette" />Ho deciso di parlarvi di questo vino e di conseguenza dell&#8217;azienda che lo produce (ancora per poco) perchè è un vitigno ed una tipologia di vino che secondo me, andrebbero protetti dall&#8217;estinzione e rivalutati. Negli ultimi anni, si è affermato uno stile che vuole il vino necessariamente grasso, potente, corposo, masticabile, profumato e muscoloso indipendentemente dalla tipologia, dal vitigno e dal terroir. Una moda che vede protagonisti i vini del nuovo mondo che non fanno certo fatica a produrre secondo questi parametri, non avendo come riferimento una tradizione ed un passato con i quali fare i conti. </p>
<p>La Clairette è un vitigno particolarmente robusto, <a href="http://www.gustoblog.it/post/4682/vini-di-qualita-sotto-i-10-euro-moss">aromatico</a>, dalla maturazione tardiva, che se ben fatto sorprende per la sua complessità aromatica, ha fatto la fortuna della  regione Languedoc ottenendo nel 1948 il riconoscimento della Aoc. Il vino che se ne produce ha una storia invidiabile anche da cru oggi conosciuti a livello mondiale, e non ha mai ceduto in termini di qualità a favore della quantità. Il vino che se ne ottiene  ha un alcol contenuto, una buona vivacità, è profumato, fresco, sapido ed è facile da bere, tutte caratteristiche che oggi sono penalizzanti sul mercato. Ma come mai, visto anche le restrizioni della legge, vini così gradevoli fanno fatica ad essere venduti? Semplicemente per moda, e l&#8217;azienda Château Condamine Bertrand, è costretta ad utilizzare percentuali ogni anno maggiori di questo vitigno per farne un assemblaggio che doni un vino più grasso ed alcolico e che gli permetta di avvicinarsi ai canoni &#8220;qualitativi&#8221; attuali. </p>
<p>Escludendo le ragioni prettamente commerciali, non mi spiego come un vino del genere non venga premiato dalle scelte degli appassionati o addetti del settore, costretti per lavoro a degustare vini per i quali servirebbero coltello e forchetta invece di un calice. Lancio quindi un appello a favore di questo vino, ma anche di tutti quei vini che hanno un corpo esile ed aggraziato che non riescono a competere contro gli attuali culturisti. Anzi, mi piacerebbe iniziare a vedere un pubblico che, stanco dei 13,5% di alcol di partenza, iniziasse a cercare e a pretendere vini che tradizionalmente abbiano un tenore alcolico più basso ed assolutamente ben fatti. Salvando così storia, tradizione ed alleggerendo un po&#8217; il lavoro del nostro fegato.</p>
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    <title type="html">L&#039;aperitivo pompeiano ai tempi dei romani</title>
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      <name>Sara Rania alias Kitsuné</name>
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    <published>2012-02-06T16:00:53+00:00</published>
    <updated>2012-02-06T16:00:53+00:00</updated>
    <dc:subject>campania</dc:subject><dc:subject>curiosita</dc:subject><dc:subject>uomini-e-vino</dc:subject><dc:subject>bianco</dc:subject><dc:subject>aperitivo pompeiano</dc:subject><dc:subject>epoca romana</dc:subject><dc:subject>garum</dc:subject><dc:subject>lacryma christi del vesuvio</dc:subject><dc:subject>mulsum</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[&amp;#8230;vi abbiamo promesso un viaggio nell&amp;#8217;atmosfera culinaria dell&amp;#8217;antica Pompei. Eccovene un primo assaggio. Anche i romani avevano l&amp;#8217;abitudine[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/8917/laperitivo-pompeiano-ai-tempi-dei-romani"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/anforedigarumaPompei.jpg" class="post" border="0" width="586" height="514" alt="anfore di garum a Pompei" /><br />
&#8230;vi abbiamo promesso un viaggio nell&#8217;<a href="http://www.gustoblog.it/post/8875/lantica-cucina-romana-di-pompei">atmosfera culinaria dell&#8217;antica Pompei</a>. Eccovene un primo assaggio. Anche i romani avevano l&#8217;abitudine dell&#8217;aperitivo. Naturalmente non si trattava del &#8220;rito milanese&#8221; per eccellenza, ma di un momento di preparazione al pasto principale, che permetteva agli invitati di scambiare quattro chiacchiere in tranquillità. Segue qualche indicazione per cimentarsi nella preparazione di un vero e proprio aperitivo pompeiano dell&#8217;epoca.</p>
<p>Ingredienti: 1 litro di eccellente vino bianco campano (come il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lacryma_Christi">Lacryma Christi del Vesuvio</a>), 1 cucchiaio di miele, 3 chiodi di garofano, 1 foglia di alloro spezzettata, 1/2 cucchiaino di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Garum">salsa garum</a> o di pasta di acciughe (facoltativo).</p>
<p>Mescolare tutti gli ingredienti in una caraffa, avendo cura di sciogliere bene il miele e la salsa di pesce. Lasciar riposare in frigorifero per qualche ora prima di servire con olive bianche e nere, fichi, ricotta aromatizzata con il miele e focaccia salata ricoperta con burro e acciughe.</p>
<p>Immagine da <a href="http://www.silkroadgourmet.com/?p=334">silkroadgourmet</a></p>
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    <title type="html">Penne rigate al ragù di mare</title>
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    <author>
      <name>Sara Rania alias Kitsuné</name>
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    <published>2012-01-25T14:01:44+00:00</published>
    <updated>2012-01-25T14:01:44+00:00</updated>
    <dc:subject>campania</dc:subject><dc:subject>bianco</dc:subject><dc:subject>ricette-primi-pasta</dc:subject><dc:subject>ricette-salse</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>penne rigate</dc:subject><dc:subject>sardine</dc:subject><dc:subject>sughi di pesce</dc:subject><dc:subject>tonno al naturale</dc:subject><dc:subject>vino bianco secco</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Insomma che si fa quando c&amp;#8217;è voglia di una bella salsa spessa e profumata, ma in casa non ce n&amp;#8217;è di macinata? Rima a parte, si può ovviare per la versione con salsiccia che vi[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/8819/penne-rigate-al-ragu-di-mare"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/ragdimare.jpg" class="post" border="0" width="586" height="404" alt="ragÃ¹ di mare" /><br clear="all" /></p>
<p>Insomma che si fa quando c&#8217;è voglia di una bella salsa spessa e profumata, ma in casa non ce n&#8217;è di macinata? Rima a parte, si può ovviare per la <a href="http://www.gustoblog.it/post/7567/la-vera-ricetta-del-ragu-alla-salsiccia">versione con salsiccia</a> che vi abbiamo già presentato qualche tempo fa, oppure sperimentare una soluzione express che &#8220;vien dal mare&#8221;, senza dimenticare che, per di più, si tratta di un ottimo modo per convincere anche i più reticenti (bambini in testa) a convertirsi alla causa del pesce.</p>
<p>Ingredienti per 4 persone: 300 gr di penne rigate, 1 bottiglia di salsa di pomodoro, 1 scatola di sardine intere sott&#8217;olio, 1 scatoletta media di tonno al naturale, 1 spicchio d&#8217;aglio, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, 2 cucchiai d&#8217;olio, 1 peperoncino, sale e origano.</p>
<p>Preparazione. Far sfrigolare in una casseruola capiente l&#8217;olio e l&#8217;aglio tagliato a metà. Unire il tonno e le sardine sgocciolati. Spezzettarli con il dorso di un cucchiaio di legno, alzare la fiamma e versare il vino. Lasciar leggermente evaporare la parte alcolica, poi rimuovere l&#8217;aglio, aggiungere la passata di pomodoro, il sale e il peperoncino. Coprire con il coperchio e lasciar cuocere per una ventina di minuti. Nel frattempo bollire le penne e scolarle molto al dente. Versarle nella pentola del sugo e far insaporire per qualche minuto. Servire con una generosa spolverata di origano e peperoncino in polvere.</p>
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    <title type="html">Genovese in versione partenopea</title>
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    <author>
      <name>Sara Rania alias Kitsuné</name>
    </author>
    <published>2012-01-23T16:11:31+00:00</published>
    <updated>2012-01-23T16:11:31+00:00</updated>
    <dc:subject>campania</dc:subject><dc:subject>bianco</dc:subject><dc:subject>ricette-primi-pasta</dc:subject><dc:subject>carne macinata</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>ricette con cipolla</dc:subject><dc:subject>salsa genovese</dc:subject><dc:subject>sughi veloci</dc:subject><dc:subject>vino bianco secco</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[La ricetta che vi presento oggi ha un nome piuttosto originale, a casa mia giù a Napoli la chiamiamo genovese reinterpretata&amp;#8221;, premettendo che i miei genitori sono &amp;#8220;rigorosamente[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/8781/genovese-in-versione-partenopea"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/Genoveseinversionepartenopea.jpg" class="post" border="0" width="586" height="446" alt="Genovese in versione partenopea" /><br clear="all" /></p>
<p>La ricetta che vi presento oggi ha un nome piuttosto originale, a casa mia giù a Napoli la chiamiamo genovese reinterpretata&#8221;, premettendo che i miei genitori sono &#8220;rigorosamente partenopei&#8221; e che quindi questo piatto è il risultato di una strana mescolanza dell&#8217;originale salsa a base di cipolle (un <a href="http://www.gustoblog.it/categoria/campania">grande classico napoletano</a>), con una buona dose di &#8220;modifiche generazionali&#8221;. Anche perché si tramanda ormai da un po&#8217; visto che la faceva già mia nonna, scimmiottando l&#8217;originale, dalla cottura lunghissima. Insomma i commenti li lascio a voi e ai vostri ospiti, come sempre.</p>
<p>Ingredienti per 4 persone (parecchio affamate come al solito): 300 gr di carne macinata di manzo (primo o secondo taglio), 3 cipolle dorate grandi, 1 bicchiere di vino bianco secco, 2 bicchieri d&#8217;acqua, una noce di burro, sale, pepe, rosmarino.</p>
<p>Affettare finemente le cipolle. Metterle in padella con il burro e far sfrigolare a fuoco medio per circa cinque minuti. Aggiungere la cane macinata e il vino bianco. Alzare la fiamma per far evaporare la parte alcolica, girando il tutto, lentamente, con un cucchiaio di legno. Lasciar cuocere ancora per una decina di minuti a fiamma media. Aggiungere il sale, il pepe, il rosmarino e l&#8217;acqua. Coprire con il coperchio e lasciar andare ancora per una mezz&#8217;ora. Far cuocere in acqua salata i fusilli, scolarli quando sono ancora al dente avendo cura di lasciarli ben umidi. Condirli con il sugo ottenuto e servire immediatamente con una generosa macinata di pepe nero.</p>
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    <title type="html">Sfogliata di fine autunno</title>
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    <author>
      <name>Sara Rania alias Kitsuné</name>
    </author>
    <published>2011-12-10T10:26:33+00:00</published>
    <updated>2011-12-10T10:26:33+00:00</updated>
    <dc:subject>bianco</dc:subject><dc:subject>ricette-antipasti</dc:subject><dc:subject>ricette-secondi</dc:subject><dc:subject>aglio</dc:subject><dc:subject>funghi</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>pancetta</dc:subject><dc:subject>pasta sfoglia</dc:subject><dc:subject>piatto unico</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[&amp;#8220;L&amp;#8217;autunno sta finendo&amp;#8230;&amp;#8221; eh già, mentre gli ultimi sprazzi di questa &amp;#8220;ex-stagione di mezzo&amp;#8221; si consumano, cerco di catturarne tutti i profumi[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/8417/sfogliata-di-fine-autunno"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/Sfogliataautunnale.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="315" alt="Sfogliata autunnale" /></p>
<p>&#8220;L&#8217;autunno sta finendo&#8230;&#8221; eh già, mentre gli ultimi sprazzi di questa &#8220;ex-stagione di mezzo&#8221; si consumano, cerco di catturarne tutti i profumi più intensi. Ecco che &#8220;cucino funghi a profusione&#8221;, per farne una vera e propria scorpacciata che mi permetta di affrontare, senza troppi rimpianti, i pochi mesi di &#8220;astinenza funghifera&#8221; (parlo del prodotto fresco naturalmente, so bene che ne esistono di secchi, surgelati, in polvere&#8230; ma &#8220;l&#8217;argomento che preferisco&#8221; è stato colto da poco ed ha ancora il suo piede attaccato) che seguiranno. Eccovi una ricetta a base di&#8230;funghi! Ma guarda un po&#8217;. E&#8217; un ottimo piatto unico, ma tagliata a dadi si presta bene anche per gli aperitivi.</p>
<p>Ingredienti per 4 persone: 1 rotolo di pasta sfoglia fresca (di quella che si trova nel banco frigo), 300 g di Champignon de Paris, 150 g di pancetta affumicata (tagliata in una sola fetta spessa), 5 uova, 80 g di groviera, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, 1/2 bicchiere di latte parzialmente scremato, 1 spicchio d&#8217;aglio, 1 presa di sale, 1 pizzico di noce moscata e 1 di pepe nero in grani (da macinare al momento).</p>
<p>Preparazione. Affettate a lamelle la pancetta, pulite i funghi e sottoponeteli alla stessa operazione. Sbucciate lo spicchio d&#8217;aglio, tagliatelo a metà e mettetelo in una padella insieme ai pezzetti di pancetta. Fate rosolare 5 minuti a fuoco medio e aggiungete i funghi. Tirate fuori dal frigo il rotolo di pasta sfoglia e preriscaldate il forno a 200°. Girate ancora 5 minuti, versate il vino e fate sfumare a fiamma vivace fino a che l&#8217;intingolo di base non si è ridotto. Togliete l&#8217;aglio e ponete il composto dalla padella in un piatto per farlo leggermente raffreddare. Foderate di pasta sfoglia una teglia capiente dai bordi medi (alti almeno 2,5 cm). Sbattete le uova con il latte, la presa di sale, la noce moscata e il pepe macinato fine. Versate i funghi sulla pasta sfoglia, ricoprite con il composto di uova e cospargete di groviera grattugiato. Infornate a 200° per 20/25 minuti circa, la sfogliata sarà pronta quando gonfierà verso il centro e avrà assunto un bel colore dorato.</p>
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    <title type="html">Vini: Nova 2010</title>
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    <published>2011-12-07T09:30:48+00:00</published>
    <updated>2011-12-07T09:30:48+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/8399/vini-nova-2010"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/vino_biancojpg_02.jpg" class="post" border="0" align="left" width="270" height="360" alt="altoadige ancora in auge" />L&#8217;Alto-adige è ancora protagonista grazie alla sua alta qualità dei vini che produce. Oggi ci occuperemo di un piccolo produttore che lavora in biologico, come quasi tutti gli altoatesini per dire la verità. La superficie vitata: 1,3 ettari e produce 8000 bottiglie ripartite tra un rosso e cinque <a href="http://www.gustoblog.it/post/8195/degustazioni-verticale-di-vorberg-dal-1957-al-2009">vini bianchi</a>. </p>
<p>I prezzi mediamente si aggirano intorno agli 8 euro. L&#8217;azienda è situata a 520 metri sopra il livello del mare vicino ad un bosco, il comune è quello di San Michele Appiano. Questo vino è molto interessante per le sue note fruttate mature, e la sua mineralità spiccata e fresca. L&#8217;alto tenore alcolico è molto equilibrato e i 14 gradi quasi non si avvertono. </p>
<p>Forse un po&#8217; difficile da reperire, ma credo proprio ne valga la pena. Si abbina bene con delle vellutate di legumi, carni bianche accompagnate da funghi trifolati.</p>
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    <title type="html">Primi vegetariani: Cavolo rosso e patate.</title>
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    <published>2011-11-18T10:01:29+00:00</published>
    <updated>2011-11-18T10:01:29+00:00</updated>
    <dc:subject>vegetariani</dc:subject><dc:subject>bianco</dc:subject><dc:subject>dolci</dc:subject><dc:subject>ricette-primi</dc:subject><dc:subject>cavolo rosso</dc:subject><dc:subject>crosta parmigiano</dc:subject><dc:subject>patate</dc:subject><dc:subject>zuppa</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/8259/primi-vegetariani-cavolo-rosso-e-patate"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/cavolo_rossojpg.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="324" alt="zuppa di cavolo rosso e patate" /><br clear="all" />In Germania il <a href="http://www.gustoblog.it/post/6856/ricette-sane-e-leggere-dopo-le-feste-insalata-invernale-di-cavolo-rosso-e-alfa-alfa">cavolo rosso</a> lo mangiano crudo, ma io lo trovo un po&#8217; coriaceo e così preferisco cuocerlo. Per 4 persone ci occorre: 1 cavolo rosso non molto grande; 10 patate piccole, tipo le novelle o 3 grandi tagliate a quadrati; l&#8217;immancabile pizzico di peperoncino; sale e d olio; 1 bicchiere di vino bianco; 1 carota e 1 cipolla, naturalmente formaggio e possibilmente anche la <a href="http://www.gustoblog.it/post/6930/ricette-davvero-povere">crosta del parmigiano.</a></p>
<p>Lavate, mondate e tagliate la carota e la cipolla. Prendete una pentola a pressione nel cui interno metterete l&#8217;olio extra vergine di oliva, la carota e la cipolla tagliate, il peperoncino ed il cavolo rosso tagliato a listarelle. Aggiungete subito anche la crosta del parmigiano ed il sale. </p>
<p>Aggiungete dell&#8217;acqua, chiudete e fate cuocere per circa 15 minuti, poi aprite aggiungete il vino e fate cuocere altri 10 minuti. Se è necessario aggiustate ancora di sale. Aggiungete del parmigiano grattato alla zuppa e&#8230;tutti a tavola!</p>
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    <title type="html">Degustazioni: Verticale di Vorberg dal 1957 al 2009</title>
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    <published>2011-11-10T10:30:49+00:00</published>
    <updated>2011-11-10T10:30:49+00:00</updated>
    <dc:subject>letture</dc:subject><dc:subject>trentino-alto-adige</dc:subject><dc:subject>bianco</dc:subject><dc:subject>cantina terlano</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>pinot bianco</dc:subject><dc:subject>vino</dc:subject><dc:subject>vorberg</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Al Merano Wine Festival ho partecipato alla verticale del Pinot bianco di Vorberg di Cantina di Terlano. Le annate degustate sono state: la 1957, 1971, 1980, 1993, 1999, 2001, 2002, 2004, 2006 e[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/8195/degustazioni-verticale-di-vorberg-dal-1957-al-2009"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/degustazione_vorbergjpg.jpg" class="post" border="0" width="586" height="439" alt="verticale vorberg" /><br clear="all" /></p>
<p>Al <a href="http://www.gustoblog.it/post/8187/eventi-conclusione-del-xx-merano-wine-festaval">Merano Wine Festival</a> ho partecipato alla verticale del Pinot <a href="http://www.gustoblog.it/post/7923/vitigni-vini-il-pallagrello">bianco</a> di Vorberg di Cantina di Terlano. Le annate degustate sono state: la 1957, 1971, 1980, 1993, 1999, 2001, 2002, 2004, 2006 e l&#8217;attuale 2009. La degustazione è iniziata con l&#8217;annata più vecchia, scelta che per altro approvo in pieno, poiché la prorompenza dei millesimi nuovi potrebbero coprire sentori terziari più sottili che si formano con gli anni. Questa azienda altoatesina ci mostra quanto i vini bianchi possano invecchiare e bene e di come è sbagliato aprirne di troppo giovani. Nella loro filosofia infatti, non esiste vino bianco o rosso ma esiste il vino.</p>
<p>Alla vista si presenta di un oro verde, sedimenti pressoché assenti, grasso ma non viscoso. Al naso emergono le note di zucchero filato, miele una leggera ma ben integrata ossidazione, e frutta candita. Questi sentori li ritroviamo al naso unitamente ad un&#8217;acidità ancora presente ed abbastanza vivace, che supporta insieme alla sapidità la struttura del vino. L&#8217;annata &#8216;71 a parer mio, credo sia quella con il naso più affascinante e che quindi mi ha stregata. Andando con ordine il colore qui è giallo paglierino carico con riflessi verdi, indizio che ci fa pensare all&#8217;acidità. Il naso è sottile, fine, minerale, fresco. Corrispondente in bocca, ma con una persistenza inferiore rispetto al vino precedente. </p>
<p>L&#8217;annata &#8216;80 dista un&#8217;abisso per sensazioni aromatiche, qui infatti emergono soprattuto note di marmellata di albicocca appena fatta ed agrumi canditi. La &#8216;93 a detta degli esperti è stata un&#8217;annata magnifica. Il colore è un oro verde poco intenso con qualche traccia di particelle in sospensione. Al naso le note più marcate sono quelle della cera d&#8217;api, cipria e gesso, ma troviamo anche note caramellate e di frutta matura a polpa gialla. Il millesimo &#8216;99 è di colore giallo paglierino, in bocca è più sapido e minerale e più succoso, con un&#8217;acidità notevole anche se l&#8217;alcol si avverte un po&#8217; di più.</p>
 
<p>La 2001 nel suo complesso è un annata molto equilibrata, minerale, ricca ma non eccessiva, dove l&#8217;alcol è presente ma ben bilanciato. Credo sia un&#8217;annata molto promettente. la 2002 si presenta con un corpo più corposo, più glicerico e strutturato, rimane comunque equilibrato ed al naso emergono delle note che rievocano somiglianze con il Riesling renano di qualche austriaco. L&#8217;annata &#8216;04 si presenta con un naso più sottomesso al quale si contrappone una bocca decisamente più vivace.</p>
<p>La 2006 è una delle annate che mi è piaciuta di più. Naso complesso, minerale, <a href="http://www.gustoblog.it/post/2405/un-manuale-per-la-tracciabilita-del-miele">miele</a> di acacia, cipria, fiori gialli ecc&#8230; All&#8217;assaggio non delude, il sorso non è affatto stucchevole, ma avvolgente e persistente. L&#8217;ultima annata è la &#8216;09 attualmente in commercio, si presenta infatti giovanissima, fruttata, con molta polpa e di grande potenziale evolutivo. Più che una degustazione lo chiamerei un viaggio sensoriale attraverso il Pinot Bianco, vitigno forse un po&#8217; sottovalutato.</p>
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    <title type="html">Filetti di panga ai pomodorini</title>
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    <author>
      <name>Sara Rania alias Kitsuné</name>
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    <published>2011-10-13T15:06:08+00:00</published>
    <updated>2011-10-13T15:06:08+00:00</updated>
    <dc:subject>prodotti-tipici</dc:subject><dc:subject>bianco</dc:subject><dc:subject>ricette-secondi-pesce</dc:subject><dc:subject>olio</dc:subject><dc:subject>panga</dc:subject><dc:subject>peperoncino</dc:subject><dc:subject>pomodorini</dc:subject><dc:subject>pterogymnus laniarius</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Buoni propositi per l&amp;#8217;autunno: mangiare più pesce e verdure. Il tempo stringe e trovarne da passare in cucina non è facilissimo. Quindi non c&amp;#8217;è niente di meglio che una bella[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/7941/filetti-di-panga-ai-pomodorini"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/Pangaepomodorini.jpg" class="post" border="0" width="586" height="442" alt="Panga e pomodorini" /></p>
<p>Buoni propositi per l&#8217;autunno: mangiare più pesce e verdure. Il tempo stringe e trovarne da passare in cucina non è facilissimo. Quindi non c&#8217;è niente di meglio che una bella ricetta semplicissima che mette l&#8217;acquolina in bocca. Materie prime basiche e due indiscussi protagonisti: un pesce oceanico dai filetti belli carnosi e i pomodorini ciliegia. Il pesce in questione è il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Panga">Pterogymnus laniarius</a>, volgarmente detto panga, che si trova fresco, ma più spesso congelato nei banchi del supermercato, e per di più è anche economico, che non guasta.</p>
<p>Ingredienti per due persone: 2 filetti di panga, 200 g di pomodorini, 1 bicchiere di vino bianco secco, 2 cucchiaio d&#8217;olio, 1 spicchio d&#8217;aglio, 1 pizzico di sale, <a href="http://www.pimentdespelette.com/">peperoncino d&#8217;espelette</a> (un prodotto basco a denominazione controllata dal sapore dolce e intenso).</p>
<p>Preparazione:<br />
Sbucciare e incidere lo spicchio d&#8217;aglio, lavare, tagliare a metà i pomodorini e tenerli pronti in una ciotola. Mettete sul fuoco una padella capiente con l&#8217;olio e l&#8217;aglio, fate dorare a fuoco medio e aggiungete i pomodorini avendo cura di porre a contatto con il fondo la parte tagliata. Lasciateli cuocere per cinque minuti schiacciandoli leggermente con il dorso del cucchiaio di legno, affinché rilascino i succhi e i semini. Aggiungerete i filetti di pesce (sciacquati e asciugati) e il vino bianco. Alzate la fiamma per far sfumare la componente alcolica, girateli, salate e eliminate lo spicchio d&#8217;aglio. Fate cuocere altri due minuti e cospargete di peperoncino, impiattate e servite subito. Buon Appetito!</p>
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    <title type="html">Vitigni &amp; Vini: il Pallagrello</title>
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    <author>
      <name>Alessia </name>
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    <published>2011-10-12T10:30:40+00:00</published>
    <updated>2011-10-12T10:30:40+00:00</updated>
    <dc:subject>vino</dc:subject><dc:subject>campania</dc:subject><dc:subject>bianco</dc:subject><dc:subject>azienda selvanova</dc:subject><dc:subject>vini campani</dc:subject><dc:subject>vitigni &amp; vini</dc:subject><dc:subject>vitigno pallagrello</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il pallagrello è un vitigno della zona di Caserta, uscito dall&amp;#8217;anonimato in questi ultimi anni, grazie all&amp;#8217;entusiasmo di alcuni viticoltori, ma in passato molto amato dai Borboni.[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/7923/vitigni-vini-il-pallagrello"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/vitigno_pallagrellojpg_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="270" height="360" alt="vitigno pallagrello" />Il pallagrello è un <a href="http://www.gustoblog.it/post/7861/vitigni-vini-il-durello">vitigno</a> della zona di Caserta, uscito dall&#8217;anonimato in questi ultimi anni, grazie all&#8217;entusiasmo di alcuni viticoltori, ma in passato molto amato dai Borboni. Durante il suo lungo periodo di decadenza venne utilizzato essenzialmente come uva da taglio nelle vigne dei contadini delle zone di produzione, sovente confuso con la Coda di Volpe. </p>
<p>Il Pallarello, come viene chiamato localmente, è uno dei pochi rari vitigni a bacca bianca e rossa. Il <a href="http://www.gustoblog.it/post/7887/il-vino-nel-piatto-il-segreto-delle-ricette-migliori">vino</a> prodotto con questa uva risulta al palato rotondo ed equilibrato, con un frutto maturo e dolce, complice anche l&#8217;elevata gradazione alcolica, se ben fatto è molto elegante. </p>
<p>L&#8217;azienda Selvanova, è l&#8217;artefice di uno dei pallagrello più interessanti che abbia bevuto fino ad ora, ricco, grasso nonostante non faccia né legno, né svolga la malolattica, lo possiamo comprare con 12 euro circa.</p>
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