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Bianco

Vitigni & Vini: il Durello

pubblicato da Alessia in: Vino Veneto Bianco

vini & vitigni: il durelloDi questo vitigno, localmente conosciuto anche come Durella, si hanno tracce storiche a partire dal XIII secolo, malgrado ciò, oggi non se ne sente parlare molto. Eppure ha una buona vigoria, si adatta facilmente ai terreni argilloso-calarei ed è resistente a molte malattie. Acido ed abbastanza profumato è ottimo per la spumantizzazione, sia metodo classico che charmat. Proprio per divenire uno spumante, Sekt in tedesco, è stato esportato e trapiantato in Germania.

La zona di vocazione è tra la provincia di Verona e quella di Vicenza, più precisamente nelle vallate della Lessinia. Con la sua struttura non eccessiva e la sua acidità presente, si abbina facilmente alla cucina veneta, soprattutto col baccalà alla vicentina e con gli asparagi. Nella versione metodo classico con affinamento sui lieviti per dieci anni, emergono note molto interessanti, di frutta secca, crosta di pane ed una persistenza che stupisce.

Va detto che questo spumante contiene il 15% di Pinot Nero, il quale sicuramente donerà una struttura più decisa al vino, ma l’acidità piacevole sostiene tutto il sorso, e lo rende ottimo per pasteggiare con più pietanze. Un vitigno bianco la cui conoscenza andrebbe approfondita.

Foto | Marcato

Vitigni & Vini. la Spergola.

pubblicato da Alessia in: Vino Emilia - Romagna Bianco

spumante da uva spergolaSentiamo sempre parlare dei vitigni internazionali quali cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot per i rossi e chardonnay, sauvignon blanc e riesling per i bianchi, ma il mondo delle varietà è ben più ampio di questo. Soprattutto qui in Italia abbiamo molti vitigni che son stati abbandonati nel corso degli anni per la loro scarsa produttività, o per moda, e che recentemente stanno tornando in auge. Un esempio su tutti è il pecorino, che dall’Umbria, passando per le Marche arrivando in Abruzzo sta riscuotendo un notevole successo.

Ho pensato di parlare di qualche vino dal vitigno poco conosciuto ai più. Per questa nuova rubrica partiamo da un metodo classico da uva Spergola. Questo vitigno bianco, le cui origini sono incerte, è presente nella zona di Reggio Emilia da tempo immemore, particolarmente nei comuni di Scandiano e Albinea. Infatti è proprio nel comune di Pratissolo di Scandiano che l’azienda Casali Viticultori, spumantizza questa uva, dalla quale viene ricavato anche un ricco passito.

Lo spumante all’assaggio si presenta con un corpo mediamente complesso, con una buona morbidezza, ed una sapidità rimarchevole. Il naso è fresco e giovane con riconoscimenti che vanno dall’erba alla frutta gialla matura. Un vino non particolarmente impegnativo, ma che, con i suoi 12 gradi alcolici si presta a diversi abbinamenti a tavola.

Vini di Lombardia: anteprima Vinitaly

pubblicato da francesco in: Rosso Bianco Spumante


Il grattacielo Pirelli a Milano è un ambiente suggestivo per l’anteprima dei vini lombardi Vinitaly 2011, evento che si terrà a Verona Fiera dal 7 all’11 aprile. Al Vinitaly 2011, la Lombardia sarà presente con i suoi 5 DOCG, 14 consorzi vitivinicoli e ben 70 aziende produttrici. Come tutti gli anni, la Franciacorta fa da portabandiera per i vini lombardi; per la sua qualità, la sua particolarità e la sua fama anche a livello internazionale.

Con una degustazione partendo dalla Franciacorta, è facile capire perché questa zona sia diventata uno dei beni più preziosi nel mondo del vino lombardo, nonché quello nazionale italiano. Da lì, c’è opportunità per scoprire cosa fanno nel Oltrepò Pavese. Sempre individuale e indipendente, e sempre legato al suo amatissimo Pinot Nero, da questa zona abbiamo assaggiato la Cruasé: versione rosé del DOCG Oltrepò Pavese Metodo Classico.

C’è stato tempo per ‘riscoprire’ anche il Lambrusco – vino spesso sottovalutato per la sua semplicità. Ma è proprio questa semplicità che gli dona un’adattabilità a tanti piatti, soprattutto i famosi salumi di questa zona. Con l’estate che si avvicina, sono tempi di bevibilità e piacevolezza – e sono queste le doti del Lambrusco.

Con la rappresentanza di 14 consorzi lombardi al grattacielo Pirelli sarebbe stato impegnativo assaggiare tutto. Ma abbiamo deciso di finire con il più recente DOCG lombardo, nonché vino da meditazione, il Moscato di Scanzo. Nonostante abbia preso il suo riconoscimento da DOCG solo nel 2009, è noto come uno dei vini più antichi d’Italia. Assaggiare un vino da dessert verso l’ora di pranzo non fa per tutti, ma siamo riusciti a trovare un esempio comunque fresco e con una bella acidità. Sicuramente un prodotto più che valido e meritevole del suo DOCG, che si presta a piatti di formaggio, pasticceria e cioccolato.

Cosa troveremo al Vinitaly 2011 dalla Lombardia? C’è un nuovo sito in arrivo per il vino lombardo: Lombardiavini.it che dovrebbe essere attivo nei prossimi giorni.

Secondi piatti: Rollè di vitella ripieno.

pubblicato da Alessia in: Bianco Ricette Secondi Ricette Secondi Carne

rollè di vitella ripienaPer 4 porzioni abbondanti di rollè ripieno occorrono: rollè di vitella magro 700 gr; 3 uova, 2 carote intere e 2 zucchine, o spianaci o borragine ecc. Olio extra-vergine d’oliva, spezie a scelta, 1 spicchio d’aglio, rosmarino e sale. Come prima cosa sbattete le uova in un piatto con del formaggio, un pizzico di pepe e sale e se preferite delle verdure, poi procedete a farne una frittata.

Una volta cotta la frittata, utilizzatela per farcire la vitella insieme alle carote lavate e mondate, inserendole crude ed intere, ed unitevi le zucchine tagliate in quattro nel senso della lunghezza. Ora arrotolate bene e legate con lo spago da cucina in modo che sia ben stretto e che non fuoriesca il contenuto. In una pentola a pressione aggiungete dell’olio un rametto di rosmarino ed uno spicchio d’aglio, adagiate il rollè e coprite con un coperchio finché non iniziano ad uscire i liquidi. Quando la carne inizia a rosolarsi, aggiungete un altro filo d’olio, del peperoncino ed erba cipollina e chiudere con il coperchio della pentola a pressione.

Da quando la pentola fischia, abbassate la fiamma e lasciate cuocere 20-25 minuti. Lasciate raffreddare ed aggiungete, un po’ d’ acqua se il rollè risulta essere troppo secco e 3/4 di un bicchiere di vino bianco. Riportare sul fuoco, senza coperchio e fate evaporare un po’ il vino per altri 10 minuti. Se la salsa della carne è troppo liquida, mettetela in un pentolino più piccolo ed aggiungete un cucchiaino di maizena per farla addensare, avendo cura di girare per evitare la formazione di grumi. Quando si sarà raffreddato nuovamente, sarà possibile tagliarlo a fettine dopo aver tolto lo spago, ed accompagnarlo con la salsa di cottura.

Il vino secondo Gaspare Buscemi.

pubblicato da Alessia in: Vino Uomini e vino Rosso Bianco

vini di gaspare buscemi
Vi è mai successo di veder realizzate nel lavoro di un’altra persona l’interpretazione di tutte o quasi le vostre convinzioni? A me è accaduto martedì 18 gennaio alla degustazione di Slow Food Roma, che ha visto protagonisti i vini d’ Artigianato di Gaspare Buscemi. E’ da tempo che sto pensando a come poter definire un buon vino e a quali dovrebbero essere i parametri indiscutibili, accettati sia dall’esperto che dal neofita. Il pensiero che più ricorre è l’interpretazione del territorio e della riscontrabilità della materia prima e l’avallo e la testimonianza del tempo sul prodotto finito.

Come a dire, che si deve capire che il vino è frutto della spremitura d’uva e che se fatta in un posto, piuttosto che in un altro e da tipologie di uve differenti, il risultato non può essere lo stesso, ma che si parla pur sempre di vino. Potreste allora comprendere il mio stupore per la scoperta, certamente tardiva, del lavoro di Gaspare Buscemi appunto.

Questo artigiano, ben più lungimirante di tutti quegli imprenditori prestati all’agricoltura, che vedono nel vino un business da inseguire anche passando attraverso le mode, è così totalmente immerso in questo mondo, da applicarsi non solo in vigna e in cantina, ma all’occorrenza anche in officina, per poter realizzare dei macchinari che, meglio si adattino alla sua filosofia o semplicemente alla sua visione di vino.

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Vino dolce: il Tokaji ungherese.

pubblicato da Alessia in: Vino Prodotti tipici Curiosità Bianco

vino tokaj unghereseUn ultimo regalo per queste festività prima che l’epifania se le porti via? Concedetevi l’incontro sensoriale con un Tokaji ungherese. Stiamo parlando del vino per il quale abbiamo dovuto rinunciare a chiamare il nostro Tocai, a favore del nome friulano, per colpa della somiglianza fonetica e non degli ungheresi stessi. Sono vini molto differenti, il loro è da sempre un vino dolce da vitigni quali, Furmint, Hárslevelü, Sárgamuskotály.

La tradizione vinicola dell’Ungheria è antica, la vite infatti si coltivava già all’epoca dei romani, quando il paese si chiamava Pannonia, e la classificazione dei vigneti risale al 1700, battendo sul tempo quella francese. Chiamato vino dei re e re dei vini ha poi avuto sorti poco fortunate a causa di vari periodi storici. Ancora oggi non riesce ad avere quel posto d’onore che meriterebbe.

Il Tokajer nasce come vino dolce da uve botritizzate, aszù, pressate in secchi dal nome di puttonyos. Queste uve venivano aggiunte ad un vino bianco secco e per questo motivo, più puttonyos si aggiungevano al vino e più questo risultava dolce e pregiato. Nasce così la classificazione: Szaras cioè secco, poi viene Aszù 2 puttonyos, poi 3, 4 fino a 8 puttonyos, ovvero Aszù Essencia che ha dai 180-240 g/l di zucchero e un minimo di 10 anni di affinamento in legno, qualcosa di straordinario, ancor più, quando se ne prende uno vino più invecchiato.

Degustazioni vino: il Trebbiano d'Abruzzo di Emidio Pepe

pubblicato da Manila Benedetto in: Abruzzo Bianco


Vino totalmente naturale, fatto secondo i principi dell’agricoltura biodinamica, coltivato bio, raccolto a mano, pigiato con i piedi, no solforosa, tranne in annate particolari e piccolissime dosi, niente liviti selezionati, niente additivi, a riposo per due anni ed alcuni travasi, niente filtrazioni di altro genere, poi riposo in bottiglia fino a quando non viene ritenuto pronto, ed allora ultimo travaso e decantazione da bottiglia a bottiglia, fatta manualmente una alla volta, quindi tappatura ed etichettatura a mano. Bottiglie numerate, vino di costo, se non altro per tutto il lavoro che ha dietro.

La mia bottiglia, la numero 04684, si presenta alla vista di un giallo dorato pulito e brillante, di buona consistenza. Al naso, dopo una leggera decantazione, è abbastanza intenso e persistente, con note leggermente fragranti e fruttate, riconoscimenti di frutta gialla matura. Ossigenando per più tempo il vino nel bicchiere, il bouquet si apre con ulteriori note speziate leggere di vaniglia.

La bocca è buona, con un bel corpo, di buona morbidezza, secco, caldo, sapido, con una discreta persistenza ed un retrogusto erbaceo ben spiccato. Sicuramente un vino abbastanza equilibrato ed armonico, seppur ogni bottiglia, alla luce della tecnica produttiva e di confezionamento, è un vero e proprio gioco con la fortuna: a chi può andar bene e a chi no… 

Trebbiano D’Abruzzo doc
Emidio Pepe
Bott. n° 04684 – anno 2008

Ricette Primi: Zuppa di cozze autunnale.

pubblicato da Alessia in: Vino Bianco Ricette Primi

zuppa autunnale di cozze
Oggi prepariamo una zuppa di cozze gustosa e facile. Gli ingredienti che ci occorrono per realizzarla sono: 2 cucchiai di pesto, 2 cucchiai di cipolla tagliata finemente, 1 spicchio d’aglio, mezzo peperone rosso, mezza costa di sedano. 1 bicchiere grande di vino bianco, 3 bicchieri grandi d’acqua, 2 cucchiai di pomodoro concentrato, 900 gr di cozze, già lavate e spazzolate, 2 cucchiai di panna fresca liquida, sale e pepe q.b. una manciata di prezzemolo fresco da tritare al momento di servire ed un pizzico di peperoncino.

Lavate tutte le verdure. Tagliate il peperone a listarelle ed il sedano a dadini. Mettete in una casseruola il pesto e la cipolla, aggiungete dopo un paio di minuti il peperone ed il sedano, lo spiccho d’aglio intero e lasciate cuocere 2 minuti a fuoco medio. Incorporate il vino bianco, l’acqua ed il pomodoro, girando bene. Togliere l’aglio, prima che si sfaldi completamente. Una volta arrivato ad ebollizione, aggiungete le cozze ed abbassate la fiamma coprendo la casseruola con un coperchio.

Quando le cozze si saranno aperte toglierle dalla zuppa, per estrarle dalla conchiglia e rimmetterle a cuocere. Le cozze che non si saranno aperte devono essere gettate. Aggiungete il sale, il pepe ed il peperoncino e la panna. Ancora qualche minuto di cottura e poi servitela calda con un po’ di prezzemolo fresco tritato prima di portare la zuppa in tavola.

Foto | Photos8

L'altra Borgogna.

pubblicato da Alessia in: Letture Vino Rosso Bianco

intervista al presidente dell'unione dei produttori di mercureyLa Borgogna è una regione prettamente vitivinicola contraddistinta da sottozone di importanza mondiale per la qualità dei vini ivi prodotti. Possiamo distinguere a nord-ovest la zona dello Chablis, dove si produce l’omonimo vino dal bianco vitigno Chardonnay; nella parte centro orientale si delinea la ben nota Côt d’Or, che a sua volta si divide, a nord in Côte de Nuits e a Sud Côte de Beaune.

Procedendo più a sud arriviamo alla Côte Chalonnaise, naturale proseguimento della Côte d’Or sia per quel che riguarda la formazione geologica, sia per i vitigni utilizzati: Chardonnay e Aligotè per i bianchi, Pinot Noir e Gamay per i rossi. La lunghezza di questa costa è di 25 km e la larghezza è di 7 km, confinanti a sud con un altra zona denominata Maconnais.

I 5 crus di questa area sono: Bouzeron, Rully, Mercurey, Givry ( da non confondere con Gevrey) e Monatgny. Oggi ci occuperemo di Mercurey, l’appellazione comunale più grande della Borgogna, grazie ai sui 600 ettari ripartiti in due villaggi, Mercurey e Saint-Martin-sous-Montaigu. Le vigne, in prevalenza pinot noir, si trovano ad un’altezza compresa tra i 230 e 320 m.s.l.m.

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Ricette classiche: le pesche al vino bianco

pubblicato da Roberto Russo in: Bianco Ricette Frutta Frutta

Ricette classiche: le pesche al vino bianco

Un classico della tavola estiva sono le pesche al vino. Solitamente l’abbinamento è con il vino rosso, ma anche con il vino bianco sono buone. Questa è una delle tante ricette in merito. Per quattro persone occorrono: 6 pesche (non troppo mature), 100 gr di zucchero, 1 bicchiere di vino bianco secco.

Scottate le pesche per pochi secondi in acqua bollente e sbucciatele. Tagliatele, quindi, a fettine e ponetele in una ciotola, cospargete con lo zucchero e irrorate con il vino avendo cura di mescolare delicatamente. Lasciatele per circa tre ore a temperatura ambiente e, prima di servirle, passatele una mezz’oretta in frigorifero.

Foto | Flickr