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  <title>gustoblog</title>
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  <description>gustoblog.it</description>
  <pubDate>Thu, 17 May 2012 05:30:52 GMT</pubDate>
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  <copyright>2004-2011 Blogo.it</copyright>
  <language>it-it</language>


  <item>
    <title>La zuppa di farro perlato con carote e patate, una ricetta semplice</title>
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    <pubDate>Tue, 01 May 2012 10:30:26 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Roberta F.</dc:creator>
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    <category>ricette-primi</category><category>ortaggi</category><category>cereali</category><category>farro carote patate</category><category>ricette farro perlato</category><category>ricette zuppe facili</category><category>ricette zuppe farro</category><category>zuppa di farro perlato ricetta</category><category>zuppa di farro semplice</category>
    <description>Da poco ho riscoperto l&amp;#8217;amore per il farro, l&amp;#8217;orzo ed il grano saraceno. A dir la verità non so perchè non li utilizzassi così spesso in cucina, eppure trovo che siano dei validi[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/zuppadifarroperlatoconcaroteepatate.jpg" class="post" border="0" width="586" height="391" alt="zuppa di farro perlato con carote e patate" /><br clear="all" /></p>
<p>Da poco ho riscoperto l&#8217;amore per il farro, l&#8217;orzo ed il <a href="http://www.gustoblog.it/post/8871/le-crepes-salate-al-grano-saraceno">grano saraceno</a>. A dir la verità non so perchè non li utilizzassi così spesso in cucina, eppure trovo che siano dei validi sostituti di pasta e riso. Sicuramente la bella stagione invoglia a farne un uso maggiore, soprattutto nella preparazione di golosi seppure semplici piatti come questa<strong> zuppa di farro con carote e patate.<br />
</strong><br />
Ingredienti: 4 pugni di farro perlato, 1 cipolla bianca, 1 gambo di sedano grande, 2 carote, olio extravergine d&#8217;oliva, 1 patata, sale e pepe.</p>
<p>Procedimento: tritare cipolla, sedano, carote e patate, porli in una casseruola a farli rosolare con l&#8217;olio evo. Nella stessa casseruola versare l&#8217;acqua per lessare l&#8217;orzo. Una volta bollente versare dentro la pentola il farro e fare cuocere fino a cottura completa, circa 30 minuti. Servire la zuppa tiepida.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/vegan-baking/4106741615/">Flickr</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/10157/la-zuppa-di-farro-perlato-con-carote-e-patate-una-ricetta-semplice">La zuppa di farro perlato con carote e patate, una ricetta semplice</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 12:30 di martedì 01 maggio 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Maltagliati neri con i ceci</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/8911/maltagliati-neri-con-i-ceci</link>
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    <pubDate>Sun, 05 Feb 2012 17:42:09 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Sara Rania alias Kitsuné</dc:creator>
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    <category>formaggi</category><category>ricette-primi</category><category>ricette-primi-pasta</category><category>cereali</category><category>ceci</category><category>farina di grano saraceno</category><category>fontina</category><category>maltagliati</category><category>pasta fresca</category><category>pepe bianco</category>
    <description>Allora allora, se fuori fa un freddo cane, dentro casa che si fa? Niente di meglio che approfittare del week end per fare il pieno di &amp;#8220;energie calorifiche&amp;#8221;. Benvenute ricette corpose[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/maltagliaticoniceci.jpg" class="post" border="0" width="586" height="440" alt="maltagliati con i ceci" /><br />
Allora allora, se fuori fa un freddo cane, dentro casa che si fa? Niente di meglio che approfittare del week end per fare il pieno di &#8220;energie calorifiche&#8221;. Benvenute ricette corpose e anche un po&#8217; pesantine, con le &#8220;temperature che corrono&#8221; è proprio il caos di approfittarne senza troppi rimpianti. Eccovi un piatto saporito e consistente.</p>
<p>Ingredienti per 4 persone: (per la pasta) 100 gr di farina bianca 00, 100 gr di farina di grano saraceno, 1/2 cucchiaio d&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva, 2 uova, 1 pizzico di sale; (per la zuppa) 500 gr di ceci secchi, 4 fette di fontina, 2 cucchiai d&#8217;olio, 2 spicchi d&#8217;aglio, sale, pepe bianco e pepe nero.</p>
<p>Preparazione. Mettete i ceci in una ciotola capiente, ricopriteli con abbondante acqua e lasciateli in ammollo per almeno 12 ore. Mescolate le due farine ed il sale, fate la fontana ed unite il mezzo cucchiaio d&#8217;olio e le uova già sbattute. Lavorate per una decina di minuti, e lasciate riposare la pasta per una mezz&#8217;ora. Nel frattempo sbucciate gli spicchi d&#8217;aglio e tagliateli a metà. Fateli dorare in un pentola capiente, possibilmente dai bordi spessi come quelle in terracotta. Unite i ceci e 1 litro d&#8217;acqua. Salate, pepate, mettete il coperchio e lasciate cuocere a fuoco vivo finché i ceci sono morbidi. Stendete la pasta in sfoglie non troppo sottili, appoggiatele su un canovaccio infarinato e ricavatene dei rombi dalla grandezza irregolare. Gettateli nella zuppa di ceci e fateli cuocere per pochi minuti. Servite bollente distribuendo sul fondo di ogni ciotola una fetta di fontina e un&#8217;abbondante grattata di pepe bianco e nero.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/8911/maltagliati-neri-con-i-ceci">Maltagliati neri con i ceci</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 19:42 di domenica 05 febbraio 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Ricette cinema: il chapati di The milionaire</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/8179/ricette-cinema-il-chapati-di-the-milionaire</link>
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    <pubDate>Fri, 11 Nov 2011 08:30:32 GMT</pubDate>
    <dc:creator>roberta</dc:creator>
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    <category>prodotti-tipici</category><category>ricette-stuzzichini</category><category>cereali</category><category>chapati</category><category>pane</category><category>ricette cinema</category><category>the millionaire</category>
    <description>È un film sul sogno e sul riscatto, dopo una vita fatta di espedienti come non potrebbe essere altrimenti per uno nato ai margini di una grande metropoli come Mumbai in un Paese, l’India, dai nuovi[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/milionariochapati.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="187" alt="" />  È un <a href="http://www.gustoblog.it/cerca/cinema">film</a> sul sogno e sul riscatto, dopo una vita fatta di espedienti come non potrebbe essere altrimenti per uno nato ai margini di una grande metropoli come <a href="http://www.gustoblog.it/post/5019/una-bevanda-rinfrescante-il-lassi">Mumbai</a> in un Paese, <a href="http://www.gustoblog.it/post/3764/piatti-indiani-minestra-fredda-di-yogurt-e-menta">l’India</a>, dai nuovi ricchi ma con ancora molti, troppi poveri. Jamal trova la sua possibilità nella partecipazione a <a href="http://www.cineblog.it/post/13958/the-millionaire-recensione-in-anteprima">The Millionaire</a>, il gioco che tutti noi ben conosciamo grazie alla versione italiana nel preserale Mediaset e al faccione amichevole di Gerry Scotti. Ma qui la situazione è diversa, perché la vita non regala niente a uno che la società considera un niente: Jamal è arrivato all’ultima, fatidica domanda, l’unica che lo separa dal milione di rupie quando, è la regola dei tempi televisivi e dello show biz, il programma s’interrompe per dare appuntamento ai telespettatori al giorno dopo. Quella notte, però, il protagonista viene arrestato perché sospettato di aver barato: come può, uno come lui, avere le conoscenze e il tipo d’istruzione che lo hanno portato fino a lì? La risposta la conosciamo tutti, almeno tutti coloro che hanno ancora la fortuna di avere in casa la saggezza di un nonno o una nonna che hanno fatto appena la quinta elementare. Anche per Jamal la risposta sta nella sua vita di strada, anzi, da lì ha pescato tutte le risposte, dalle esperienze che ha fatto, dai piccoli trucchi per rubare qualche chapati come dagli stratagemmi adottati in più di un’occasione per salvarsi la vita. </p>
<p>Cosa vi occorre per 8 chapati: 250 g di farina per chapati o <a href="http://www.gustoblog.it/post/5038/ricetta-facile-focaccia-integrale">farina integrale</a>, sale e acqua q.b.</p>
<p>Come si prepara: in una ciotola unite 230 g di farina e mezzo cucchiaino di sale, fate un buco nel mezzo e versatevi poco a poco 1.8 dl d’acqua lavorando l’impasto con le dita. Dopo aver lavorato per 10 minuti, formate un pane elastico che farete riposare avvolto nella pellicola trasparente per 20 minuti. Trascorsi questi, dividete l’impasto in 8 palline e stendetele con il mattarello su una superficie infarinata, dandogli una forma rotonda. Scaldate una padella antiaderente a fuoco molto alto: quando inizierà a fumare cuocete il primo chapati, girandolo sull’altro lato quando si formano le bolle. Tenetele in caldo nell’alluminio foderato di carta assorbente prima di servire.  </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/avlxyz/3914975876/">Flickr</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/8179/ricette-cinema-il-chapati-di-the-milionaire">Ricette cinema: il chapati di The milionaire</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 10:30 di venerdì 11 novembre 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Cucina russa: kascia di grano saraceno</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/7238/cucina-russa-kascia-di-grano-saraceno</link>
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    <pubDate>Mon, 30 May 2011 08:30:29 GMT</pubDate>
    <dc:creator>roberta</dc:creator>
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    <category>prodotti-tipici</category><category>cereali</category><category>cucina russa</category><category>dolci</category><category>piatti unici</category><category>primi piatti</category>
    <description>Oggi proponiamo un’ultima, ottima versione della ormai ben nota kascia, stavolta preparata con un altro cereale, il grano. Come al solito potete accompagnarla con burro, latte e miele se la preferite[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/kasciagranisaraceno.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="186" alt="" />  Oggi proponiamo un’ultima, ottima versione della ormai ben nota <a href="http://www.gustoblog.it/post/7185/cucina-russa-kascia-dorzo-perlato-con-ciccioli">kascia</a>, stavolta preparata con <a href="http://www.gustoblog.it/post/7215/cucina-russa-la-kascia-di-miglio ">un altro cereale</a>, il grano. Come al solito potete accompagnarla con burro, latte e miele se la preferite dolce, oppure con burro e cipolle fritte se la utilizzate come portata per il pranzo.</p>
<p>Cosa vi occorre a porzione: 1 bicchiere di <a href="http://www.gustoblog.it/post/6652/ricetta-dolci-torta-al-grano-saraceno">grano saraceno </a>non macinato, 2 bicchieri d’acqua, sale q.b.</p>
<p>Come si prepara: ci sono due metodi principali per la preparazione di questa ricetta secondo la <a href="http://www.gustoblog.it/tag/russa">cucina russa</a>, entrambi ottimi ed efficaci, a seconda che vogliate o meno usare il forno. Se volete usarlo, allora, dopo aver ben mondato il grano grezzo, prosciugatelo in padella per un poco e trasferitelo in una teglia dove lo salerete, lo irrorerete di acqua bollente e lo infornerete una volta coperto. Se, invece, preferite cucinare sul fuoco, dopo aver lavato e sciacquato il grano sette volte come tradizione vuole, copritelo con acqua fredda e portate a ebollizione, quindi conditelo con il sale ed eventualmente una punta di zucchero. La kascia è servita.</p>
<p>Foto |<a href="http://www.flickr.com/photos/scris/1489819112/ "> Flickr</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/7238/cucina-russa-kascia-di-grano-saraceno">Cucina russa: kascia di grano saraceno</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 10:30 di lunedì 30 maggio 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Cucina russa: kascia d’orzo perlato con ciccioli</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/7185/cucina-russa-kascia-dorzo-perlato-con-ciccioli</link>
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    <pubDate>Mon, 09 May 2011 08:30:52 GMT</pubDate>
    <dc:creator>roberta</dc:creator>
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    <category>ricette-primi</category><category>cereali</category><category>cucina russa</category><category>orzo perlato</category><category>ricette primi</category>
    <description>Oggi iniziamo una serie di ricette russe a base di cereali e di pane, che costituisce l’alimento base, quasi sacro, per i russi. Non stupitevi, perciò, se nelle preparazioni troverete gesti[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Cucina+russa%3A+kascia+d%E2%80%99orzo+perlato+con+ciccioli&url=http%3A%2F%2Fwww.gustoblog.it%2Fpost%2F7185%2Fcucina-russa-kascia-dorzo-perlato-con-ciccioli" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/kasiaorzo.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="209" alt="" />  Oggi iniziamo una serie di <a href="http://www.gustoblog.it/tag/russa">ricette russe </a>a base di <a href="http://www.gustoblog.it/post/6909/cucina-macrobiotica-i-cereali-integrali">cereali</a> e di pane, che costituisce l’alimento base, quasi sacro, per i russi. Non stupitevi, perciò, se nelle preparazioni troverete gesti tradizionali che vi faranno sorridere, dettati da una cura nell’ammannire il pasto che oggi è andata quasi completamente perduta. Tutte queste ricette andrebbero preparate vicino alla stufa, che è il vero cuore della casa russa, protagonista in tutte le stagioni, visto che di caldo lassù non ce n’è mai molto: la stufa, come la mamma (e ieri era la festa di tutte!) è colei che ti nutre, ti riscalda e ti solleva da tutti i malesseri.</p>
<p>Cosa vi occorre: 1 bicchiere di <a href="http://www.gustoblog.it/post/5895/orzo-con-pecorino-speck-e-pomodorini">orzo perlato</a>, 2 bicchieri d’acqua, 1-2 cucchiai di burro, sale q.b. Per accompagnare: ciccioli, funghi, cipolle fritte, olive nere, latte e miele se preparate la kascia per colazione. </p>
<p>Come si prepara: tradizione vuole che l’orzo, dopo essere stato sgranato, sia lavato e risciacquato per ben 7 volte, prima di essere posto a macerare per una notte in una pentola coperta. Il mattino dopo conditelo con il sale e il burro e cuocetelo a fuoco lento per almeno 20 minuti, e comunque a cottura. A servirlo vi sembrerà di avere davvero un piatto pieno di perle!</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/olga666flickr/4008787855/">Flickr</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/7185/cucina-russa-kascia-dorzo-perlato-con-ciccioli">Cucina russa: kascia d’orzo perlato con ciccioli</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 10:30 di lunedì 09 maggio 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Abbinamenti: Birre e sigari artigianali.</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/6202/abbinamenti-birre-e-sigari-artigianali</link>
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    <pubDate>Fri, 30 Jul 2010 08:35:51 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Alessia </dc:creator>
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    <description>Ancora una volta siamo di fronte ad un abbinamento inconsueto: le birre artigianali ed i sigari. Protagonisti di questa degustazione sono state le birre del birrificio del Borgo ed i sigari Amazon. 
Le[...]</description>
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    <p style="clear:both">
      <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.gustoblog.it%2Fpost%2F6202%2Fabbinamenti-birre-e-sigari-artigianali" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width=66 height=20 alt="Mi piace" /></a>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/birre_sigarijpg.jpg" class="post" border="0" align="left" width="270" height="360" alt="Abbinamenti strani: sigari e birre artigianali." />Ancora una volta siamo di fronte ad un abbinamento inconsueto: le <a href="http://www.gustoblog.it/post/5913/a-rimini-premiate-le-migliori-birre-artigianali">birre artigianali</a> ed i sigari. Protagonisti di questa degustazione sono state le <a href="http://www.gustoblog.it/post/6358/scegliere-la-birra-giusta-per-ogni-formaggio">birre</a> del birrificio del Borgo ed i <a href="http://www.gustoblog.it/post/4881/abbinamenti-sigari-e-cocktail">sigari</a> Amazon. </p>
<p>Le birre scelte per l&#8217;<a href="http://www.gustoblog.it/post/5473/abbinamenti-culinari-champagne-parmigiano">abbianamento</a> sono: la delicata enkir, fatta con l&#8217;omonimo cereale al 55%, simile, ma precedente per addomesticazione, al <a href="http://www.gustoblog.it/post/6327/i-cereali-e-i-loro-derivati-3">kamut</a>. E la più corposa ketoreporter, ovvero la reporter con infusione di foglie di tabacco kentuky toscano. Sono rimasta sorpresa soprattutto dall&#8217;<a href="http://www.gustoblog.it/post/5282/gli-abbinamenti-possibili-con-il-cioccolato">abbinamento</a> con la birra enkir, la quale non riusciva ad essere in perfetta armonia con il sigaro per mancanza di corpo, ma comunque lasciava un palato abbastanza pulito e pronto a continuare a fumare. </p>
<p>La ketoreport, invece, era più in armonia, ma a mio parere, rafforzava troppo il gusto del <a href="http://www.gustoblog.it/post/4881/abbinamenti-sigari-e-cocktail">sigaro</a> per via dell&#8217;aromatizzazione. Può essere un&#8217;idea da non sottovalutare visto la calura estiva, quella di combinare <a href="http://www.gustoblog.it/post/5913/a-rimini-premiate-le-migliori-birre-artigianali">birre artigianali</a> ai sigari che normalmente si accompagnano a distillati quali rum, whiskey e cognac. Tutt&#8217;altro che facili, questi abbinamenti sono da sperimentare.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/6202/abbinamenti-birre-e-sigari-artigianali">Abbinamenti: Birre e sigari artigianali.</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 10:35 di venerdì 30 luglio 2010.</p>
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  </item>

  <item>
    <title> I Cereali e i loro derivati / 6</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/6372/i-cereali-e-i-loro-derivati-6</link>
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    <pubDate>Mon, 19 Jul 2010 09:00:01 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Manila Benedetto</dc:creator>
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    <description>Finiamo il nostro tour nel mondo dei cereali parlando della&amp;#8230; pasta! Ormai simbolo della cucina italiana, la pasta è il secondo uso più diffuso degli sfarinati da cereali. Ma come nasce? Il[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/pasta_01.jpg" class="post" border="0" width="586" height="489" alt="" /><br clear="all" /><br />
Finiamo il nostro <a href="http://www.gustoblog.it/tag/guida+i+cereali+e+i+loro+derivati">tour nel mondo dei cereali</a> parlando della&#8230; pasta! Ormai simbolo della cucina italiana, la pasta è il secondo uso più diffuso degli sfarinati da cereali. Ma come nasce? Il grano, raccolto e selezionato viene portato al mulino dove viene ripulito dai corpi estranei e macinato. Si ottiene così un semolato di grano, il germe (non adatto alla pastificazione) e la crusca. Il semolato di grano viene sottoposto a lavorazione meccanica, attraverso la quale amido e proteine vengono idratate per la creazione del glutine. L&#8217;impasto poi viene &#8220;gramolato&#8221;, ovvero respo più omogeneo ed elastico per la lavorazione. Quando la massa è pronta, si procede alla trafilazione attraverso lo stampo dei diversi formati. L&#8217;impostao viene compresso verso la trafila e ne esce la pasta. La trafila può essere in bronzo (pasta ruvida) o alluminio o il moderno teflon. Quando la pasta è pronta viene lasciata essicare, con un procedimento che la porti ad un grado di umidità di circa il 12.5% come previsto dalla legge. L&#8217;esiccamento può durare dalle 5 alle 40 ore. Infine la pasta viene riportata a temperatura ambiente&#8230; ed è pronta! Si procede al confezionamento e alla vendita. </p>
<p>In commercio troviamo vari formati di pasta, ma in generale possiamo suddividerla in questa classificazione:<br />
- pasta lunga: può essere a sezione tonda (capellini, spaghetti, vermicelli), con il buco centrale (bucatini, ziti), a sezione quadrata (spaghetti alla chitarra), a sezione rettangolare (bavette, linguine)<br />
- pasta corta: cavatellin, farfalle, fusilli, gnocchetti, maltagliati, maniche e mezze maniche, penne, pennette, sedani, trofie, orecchiette&#8230;<br />
- pasta in nido: fettuccine, lasagne, pappardelle, tagliatelle&#8230;<br />
- pasta minuta: anellini, conchigliette, filini, semolino, stelline&#8230;<br />
- pasta ripiena: ravioli, agnolotti, tortellini, cannelloni, cappelletti&#8230;</p>


<p>Infine, per legge, la pasta viene divisa secondo queste tipologie (da riportare anche in etichetta):<br />
- pasta di semola e di semolato di grano duro (prodotto standard, ottenuto con il procedimento prima descritto)<br />
- pasta fresca all&#8217;uovo (ad un chilo di semola vengono aggiunte almeno 4 uova intere di gallina di almeno 200gr di peso)<br />
- pasta fresca (è la pasta artigianale che conserva un grado di umidità fino al 30%, ha data di scadenza breve e viene spesso venduta sfusa nei pastifici artigianali)<br />
- pasta integrale (la semola è arricchita di crusca, carica di fibre)<br />
- pasta speciale (tipologie di impsti che contengono anche ulteriori ingredienti, tipo verdure, spezie, carne, etc.  Sono paste speciali anche quelle di farro, mais e prive di glutine).</p>
<p>La pasta viene cucinata lessa (in pentola con circa 1 litro di acqua per ogni etto di pasta e circa 7 gr di sale grosso), anche se può essere fatta (o aggiunta) una cottura in forno. In ogni caso, il consiglio è di scolarla al dente per farle conservare le proprità nutritive e la digeribilità. </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/pinksherbet/2201247567/">Flickr</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/6372/i-cereali-e-i-loro-derivati-6"> I Cereali e i loro derivati / 6</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 11:00 di lunedì 19 luglio 2010.</p>
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  </item>

  <item>
    <title> I Cereali e i loro derivati / 5</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/6365/i-cereali-e-i-loro-derivati-5</link>
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    <pubDate>Tue, 13 Jul 2010 10:00:30 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Manila Benedetto</dc:creator>
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    <description>Abbiamo quindi conosciuto il pane. Adesso dobbiamo acquistarlo e, una volta portato a casa, fare in modo di conservarlo con le sue proprietà intatte il più possibile. Ma come? Prima di tutto impariamo[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/paneduro.jpg" class="post" border="0" width="586" height="403" alt="" /><br clear="all" /><a href="http://www.gustoblog.it/tag/guida+i+cereali+e+i+loro+derivati">Abbiamo quindi conosciuto il pane</a>. Adesso dobbiamo acquistarlo e, una volta portato a casa, fare in modo di conservarlo con le sue proprietà intatte il più possibile. Ma come? Prima di tutto impariamo a scegliere un buon panificio che garantisce provenienza (artigianale) e qualità del pane. Quando acquistate il pane ricordate di leggere gli ingredienti (devono essere solo sfarinati, acqua, lievito, sale ed eventuali spezie). Diffidate dal pane semicotto che viene venduto al banco, è illegale tale vendita! Infatti un pane semicotto pesa di più per la maggiore umidità e la sua vendita al banco è considerata frode. Se volete un pane di questo tipo, scegliete quello confezionato, che poi finirete di cuocere a casa. </p>
<p>Quando siamo a casa il pane ha una &#8220;tenuta&#8221; di circa 12 ore di fragranza, seppur questo sia del tutto empirico, in quanto dipende soprattutto dal tipo di lievitazione. Un pane a lievitazione naturale con pasta madre, infatti, può durare diversi giorni. Per garantirne la freschezza usate un sacchetto di carta all&#8217;interno di uno di tela. Oppure scegliete direttamente uno di tela e riponetelo in frigo. Se dovete conservarlo per tempi lunghi, allo scegliete l&#8217;abbattimento della temperatura, quindi il frezeer. Se il pane è fatto con lievitazione industriale, ovvero usando lievito di birra, allora la qualità si perde più facilmente. In questo caso optate sempre per la conservazione in freezer, negli appositi sacchetti per alimenti, cercando di creare il più possibile un sottovuoto.</p>
<p>E se non voglio comprare il pane? Lo faccio a casa! Non è impossibile, infatti, fare il pane anche nei forni elettrici delle nostre case. Il vero segreto è nell&#8217;impasto! Se riuscite, procuratevi del lievito madre, o createlo voi (io in casa ho creato un lievito madre che tengo in vita costantemente e con cui faccio il pane), e sbizzarritevi cercando di riprodurre i pani della tradizione, o inventate un nuovo pane, con il vostro ingrediente segreto. Se avete delle ricette o dei suggerimenti che volete proporci, inviateceli e li pubblicheremo!</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/70253321@N00/2323156593/">Flickr</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/6365/i-cereali-e-i-loro-derivati-5"> I Cereali e i loro derivati / 5</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 12:00 di martedì 13 luglio 2010.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>I Cereali e i loro derivati / 4</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/6330/i-cereali-e-i-loro-derivati-4</link>
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    <pubDate>Wed, 30 Jun 2010 19:55:26 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Manila Benedetto</dc:creator>
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    <category>mangiare-informati</category><category>guide</category><category>cereali</category><category>arina</category><category>guida i cereali e i loro derivati</category><category>pane</category>
    <description>E arriviamo al sud, con i pani tradizionali regionali. 

	SUD
Campania
Casatiello napoletano: di grano tenero arricchito con sugna, pepe e pancetta, ha forma di treccia o ciambella.
Pizza: è simbolo[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p>E arriviamo al sud, <a href="http://www.gustoblog.it/tag/guida+i+cereali+e+i+loro+derivati">con i pani tradizionali regionali</a>. </p>
<ul>
	<img src="http://static.blogo.it/gustoblog/panealtamura_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="210" height="280" alt="" vspace="5" hspace="5" /><strong>SUD</strong></p>
<p><strong>Campania</strong><br />
Casatiello napoletano: di grano tenero arricchito con sugna, pepe e pancetta, ha forma di treccia o ciambella.<br />
Pizza: è simbolo dell&#8217;Italia. Fatta di farina, lievito, acqua e sale, con un impasto privo di grassi.</p>
<p><strong>Basilicata</strong><br />
Pane di Matera IGP: fatto di semola di grano autoctono, lievito madre nato dalla fermentazione della frutta, cotto a legno di quercia ed ulivo. Si conserva a lungo, ha le forme di cornetto o di pane alto. La crosta è dorata bruna, croccante e dal tipico odore di bruciato.<br />
Ficcilatidd: ciambelle biscottate di grano tenero aromatizzate con i semi di finocchio. Tipici del periodo natalizio.</p>


<p><strong>Calabria</strong><br />
Fresa: fatto di grano tenero, ha forma di ciambella. Dopo la prima cottura viene tagliato a metà e ricotto, al fine di &#8220;biscottarlo&#8221;. Prima di consumarlo può essere bagnato con dell&#8217;acqua. Si condisce con pomodoro fresco, olio, origano.<br />
Pitta: è il pane delle antiche feste di Sant&#8217;Antonio, Santa Lucia e San Nicola. Fatto di grano teenro, ha forma di ciambella schiacciata e viene arricchito con un uovo sodo o le verdure.</p>
<p><strong>Puglia</strong><br />
Pane di Altamura DOP: è l&#8217;unico pane DOP italiano, tipico per la crosta smessa e la mollica gialla compatta. E&#8217; tipico per le capacità di conservazione: può durare anche una settimana. Ogni pezzatura ha un nome differente nel dialetto locale.<br />
Focaccio barese: è tipica della città di Bari, è pasta di pane spianata e farcita con pomodoro e olio. Si può trovare anche farcita con cipolla, acciughe, olive nere e ricotta salata (ricotta forte).<br />
Frisella: uguale alla Fresa calabrese.</p>
<p><strong>Sicilia</strong><br />
Pane di Lentini: pane casereccio di Siracusa, fatto di semola di grano duro e semi di sesamo, ha la caratteristica forma ad &#8220;esse&#8221;. Viene cotto in forno con gusci di mandole, rami di ulivo e di arancio.<br />
Mafalda: pane aromatico e quasi dolce, ha la forma serpentina.<br />
Pan forte: un tempo era preparato con il grano duro, oggi viene fatto con farine più in uso (0/00). E&#8217; cosparso di sesamo.</p>
<p><strong>Sardegna</strong><br />
Civraxiu: una pagnotta del campidanese, fatta con semolato di grano duro o con la crusca, e lievito naturale. La lievitazione avviene nei cestini e sulla sommità viene fatta un&#8217;incisione a forma di cuore.<br />
Pane carasau: noto anche come &#8220;carta da musica&#8221; è originario della Barbagia, dove i pastori lo usavano per nutrirsi. La versione di base è fatta di semola, con un impasto fatto a dischi sottilissimi cotti a circa 500°. Viene usato anche per preparare il pane &#8220;frattau&#8221; una sorta di &#8220;lasagna di pane&#8221;.
</ul>
<p>Al prossimo appuntamento parleremo di come consumare e conservare il pane e vi lascerò la ricetta del tipico pane pugliese. Restate con noi!</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/kochtopf/1725429020/">Flickr</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/6330/i-cereali-e-i-loro-derivati-4">I Cereali e i loro derivati / 4</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 21:55 di mercoledì 30 giugno 2010.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>I cereali e i loro derivati / 3</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/6327/i-cereali-e-i-loro-derivati-3</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.gustoblog.it/post/6327/i-cereali-e-i-loro-derivati-3</guid>
    <pubDate>Tue, 29 Jun 2010 07:08:08 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Manila Benedetto</dc:creator>
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    <category>mangiare-informati</category><category>guide</category><category>cereali</category><category>farina</category><category>guida i cereali e i loro derivati</category><category>pane</category>
    <description>Continuiamo a conoscere il pane tipico della nostra regione ed oggi passiamo al centro Italia.

CENTRO
Umbria
Pane di Terni: è il filone schiacciato senza sale, impastato con farina di grano tenero,[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/piadina.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="288" alt="" /><br clear="all" /><a href="http://www.gustoblog.it/post/6319/i-cereali-e-i-loro-derivati-2">Continuiamo a conoscere il pane tipico della nostra regione</a> ed oggi passiamo al centro Italia.</p>
<ul>
<strong>CENTRO</strong></p>
<p><strong>Umbria</strong><br />
Pane di Terni: è il filone schiacciato senza sale, impastato con farina di grano tenero, lievito madre e acqua di montagna.<br />
Pizza di Pasqua: un impasto lievitato fatto con latte, pecorino, uova, parmigliano, olio, strutto, sale e pepe, tipico del periodo pasquale.</p>
<p><strong>Emilia Romagna</strong><br />
Coppia ferrarese IGP: è il pane con le &#8220;quattro punte&#8221;, fatto con farina di grano duro. Quasi privo di molli, è di colore dorato.<br />
Piadina: originariamente senza lievito, è un impasto di farina di grano tenero, acqua (o latte), sale, strutto (o olio) e adesso lievito di birra. Sottilissima, va riscaldata prima dell&#8217;utilizzo.<br />
Tigella: è un piccolo panino chiaro rotondo, tipico del modenese (nel dialetto vuol dire &#8220;tegola&#8221;).</p>
<p><strong>Toscana</strong><br />
Pane di neccio nella Garfagnana: pane a filoni di farina di castagne macinata con la pietra.<br />
Pane toscano: i tipici filoni e pagnotte di grano tenero e lievito madre senza sale.<br />
Schiacciata: tipica di Grosseto, è croccante e condita con olio di oliva.</p>
<p><strong>Marche</strong><br />
Crescia: è un disco di pasta con i bordi alti che viene condito in maniera differente a seconda della provincia.</p>
<p><strong>Abruzzo e Molise</strong><br />
Pane di Cappelli: è il pane di Chieti fatto con la semola di grano duro del Senator Cappelli, pregiata varietà autoctona. Forma a filone con la crosta incisa.<br />
Pane casereccio acquilano: pane a doppia lievitazione fatto con un blend di farina di grano tenero e farina integrale. Mollica soffice e crosta croccante. Forma a filone.<br />
Pane Parruozzo: tipico di Teramo, è di colore giallo per la presenza di farina di mais. Molto morbido, viene usato soprattutto per accompagnare le verdure cotte.</p>
<p><strong>Lazio</strong><br />
Pane Casereccio di Genzano IGP: è il primo marchio IGP d&#8217;Italia. Fatto da un impasto di farina di grano tenero e lievito naturale, la superficie è cosparsa di crusca. Ottimo per la bruschetta, è possibile trovalo in pagnotte o filoni.
</ul>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/fra1982/2697114514/">Flickr</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/6327/i-cereali-e-i-loro-derivati-3">I cereali e i loro derivati / 3</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 09:08 di martedì 29 giugno 2010.</p>
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    <title> I cereali e i loro derivati / 2</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/6319/i-cereali-e-i-loro-derivati-2</link>
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    <pubDate>Fri, 25 Jun 2010 23:40:30 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Manila Benedetto</dc:creator>
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    <description>Il secondo massimo derivato dei cereali, dopo la farina, è il pane. Esistono diversi tipo di pane, denominati in base al tipo di farina e agli ingredienti con cui sono fatti. I più importanti[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/pane_04.jpg" class="post" border="0" width="586" height="319" alt="" /><br clear="all" />Il secondo massimo derivato dei cereali, <a href="http://www.gustoblog.it/post/6317/i-cereali-e-i-loro-derivati-1">dopo la farina</a>, è il pane. Esistono diversi tipo di pane, denominati in base al tipo di farina e agli ingredienti con cui sono fatti. I più importanti sono:</p>
<ul>
<strong>Pane di farina di grano tenero</strong>: ovvero il classico pane bianco che troviamo in diverse forme.<br />
<strong>Pane di semola di grano duro</strong>: è un pane tipico delle regioni del sud, ha la caratteristica di conservarsi a lungo e di avere il classico colore giallino della semola.<br />
<strong>Pane semolato di grano duro</strong>: anch&#8217;essso si trova al sud. Il semolato viene spesso usato anche per i taralli e le friselle.<br />
<strong>Pane integrale</strong>: prodotto con la farina ricca di crusca è scuro ed ha un alto contenuto di fibre.<br />
<strong>Pane di altre farine:</strong> a seconda della farina che viene usata, possiamo trovare pane di segla, di avena, di riso, di mais&#8230;<br />
<strong>Pane speciale</strong>: è quello che usa oltre la farina anche degli altri ingredienti che si aggiungono all&#8217;impasto base. Troviamo così il pane al burro, al latte, allo strutto, all&#8217;olio, alle olive&#8230;
</ul>
<p>Il pane in Italia viene anche tutelato con le denominazioni protette (IGP - DOP), ed ha diverse forme, nomi e tipologie a seconda della regione in cui viene prodotto. Questa la mappa dell&#8217;Italia del pane:</p>


<ul>
<strong>NORD</strong><br />
<strong><br />
Valle d&#8217;Aosta</strong><br />
Pan ner: tradizionalmente cotto a legna è composto di farina di segale e di frumento, a volte arricchito con noci, uvetta o semi di finocchio.<br />
<strong>Piemonte<br />
</strong>Biova: fatta di pezzatura grande e piccola, è caratterizzata da una mollica molto soffice e bianca.<br />
Focaccia di Novi: è assa e dorata, croccante, si condisce di solito con olio d&#8217;oliva.<br />
<strong>Liguria<br />
</strong>Focaccia classica di Genova: Alta un paio di centimetri, esternamente fragrante e morbida all&#8217;interno, viene condita con olio d&#8217;oliva e sale. A volte c&#8217;è la variante con rosmarino o salvia.<br />
Galletta: il pane &#8220;a lunga conservazione&#8221;. Croccante, sottile, bucherellato e dalla forma rotonda e piccola.<br />
<strong>Lombardia</strong><br />
Rosetta: il classico panino, preparato con farina 00 e lungamente lievitato. E&#8217; caratteristica l&#8217;incisione a stella. All&#8217;interno è vuota, con poca mollica. Di forma rotonda.<br />
Pane di riso: è il pane delle mondine, fatto con farino di riso e di grano tenero in parti uguali. Spesso ci sono chicchi di riso bolliti. Mollica bianca e soffice.<br />
<strong>Trentino-Alto Adige</strong><br />
Pane di segale: preparato con farina di segale e di frumento, aromatizzato con i semi di cumino. Esiste in tre sotto-versioni: Schuttelbrot (schiacciata tradizionale), Pusterer Breatl, Vinschger Paarl (due pani rotondi uniti).<br />
<strong>Veneto<br />
</strong>Ciabatta: classico della tradizione panettiera, viene fatto con farine di glutine nelle versioni filone o panino. E&#8217; rettangolare, croccante fuori e morbida dentro.<br />
Puccia di Cortina: schiacciata e sottile, è una focaccia di pane condita con origano selvatico.<br />
Rosetta imperiale: è il panino degli imperatori (l&#8217;austricao kaiser semmel), ha l&#8217;interno pieno e si spennella d&#8217;albume prima di infornarla.<br />
<strong>Friuli Venezia Giulia</strong><br />
Grispolenta: è un grissino friabile fatta di farina di mais.</ul>
<p>continua&#8230;</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/cristianocani/2874764377/">Foto | Flickr</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/6319/i-cereali-e-i-loro-derivati-2"> I cereali e i loro derivati / 2</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 01:40 di sabato 26 giugno 2010.</p>
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    <title>I cereali e i loro derivati / 1</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/6317/i-cereali-e-i-loro-derivati-1</link>
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    <pubDate>Thu, 24 Jun 2010 11:07:57 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Manila Benedetto</dc:creator>
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    <description>Cos&amp;#8217;è quella cosa che non manca mai sulle tavole italiane? Il vino dite? Beh, non è sempre presente, anche se posso darvi ragione. Il caffè? Ma quello è il finale del pranzo! Cosa? La pasta[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/farina.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="324" alt="" /><br clear="all" />Cos&#8217;è quella cosa che non manca mai sulle tavole italiane? Il vino dite? Beh, non è sempre presente, anche se posso darvi ragione. Il caffè? Ma quello è il finale del pranzo! Cosa? La pasta ed il pane? Bravissimi! Da quando in età prestorica gli uomini iniziarono a coltivare i primi cereali è iniziata la produzione di alimenti molto nutritivi che non hanno più abbandonato le nostre tavole, in Italia soprattutto, dove la pasta è diventata un simbolo nazionale. Questa introduzione, vi avrà sicuramente fatto capire qual è la prossima guida che mi accingo a proporre qui su Gustoblog&#8230; i Cereali e loro derivati.</p>
<p>Innanzitutto cerchiamo di chiarire quali sono i cereali presenti in Italia e cosa produciamo da essi. I cereali sono dei vegetali facenti parte delle graminacee e si dividono in frumento (grano tenero e grano duro), riso, orzo, mais, avena, sorgo, miglio, segale. In Italia la produzione è concentrata sul frumento, il riso, il mais e l&#8217;orzo, con delle zone regionali assai famose per la loro produzione (Piemonte e Lombardia per il riso, Sicilia e Puglia  per il frumento, il Veneto per il mais).</p>
<p>Dalla lavorazione dei cereali si ottengono principalmente tre prodotti: la farina, il pane e la pasta. </p>


<ul>
<strong>Le farine</strong></p>
<p><strong>Farina di grano duro / semola</strong>: è di colore giallo, e nasce come derivato dal frumento duro dopo la macinazione e la separazione della farina dalla crusca. Il frumento duro è una delle specie più antiche, e viene usato come base per la pasta, il pane e in molti prodotti tradizionali del Mediterraneo. Il suo uso è diffuso maggiormente al sud e può essere anche integrale.</p>
<p><strong>Farina di grano tenero</strong>: è la macinazione del grano tenero, il più diffuso e coltivato nel mondo, in quanto tollera ogni tipo di clima. La farina che si crea viene convenzionalmente definitita di tipo &#8220;00&#8243; o &#8220;fior di farina&#8221; ed è quella usata per pane, pizza e tutti i prodotti da forno e da pasticceria. La 00 è prima di crusca, ma in caso di presenza di quest&#8217;ultima, si trasforma in farina 0, 1, 2 e integrale.</p>
<p><strong>Semolato</strong>: una farina artigianale di qualità, ottenuta dal grano duro pulito dopo l&#8217;estrazione della semola. </p>
<p><strong>Farina di riso</strong>: nasce dalla lavorazione e macinazione del riso bianco. Viene usata nella pasta e nei dolci.</p>
<p><strong>Farina di segale</strong>: nasce dalla lavorazione e macinazione della segale, cereale antichissimo impiegato soprattutto in Europa centrale e orientale.</p>
<p><strong>Farina di granoturco</strong>: nasce dalla lavorazione e macinazione del mais. La sua origine è americana, ma ha avuto grande diffusione in Pianura Padana, diventandone un alimento caratteristico. Viene usata per la produzione della polenta, mentre il mais lavorato si trasforma anche in amido di mais, usato come addensante nelle salse.</p>
<p><strong>Kamut</strong>: è una farina dal marchio registrato, prodotta in America dai semi di un antico cereale egizio. Viene usata per le torte e per il pane in versione raffinata e integrale per i biscotti.</p>
<p><strong>Manitoba</strong>: è una farina proveniente dal grano tenero canadese, particolarmente resistente al freddo. Ideale per i dolci per il suo alto contenuto di glutine.</ul>
<p>Inoltre esistono ulteriori farine non derivate dalle graminacee, come quella ai ceci, tipica di Genova (farinata) e di Putignano - Ba (farinella).</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/dags1974/1595922787/">Flickr</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/6317/i-cereali-e-i-loro-derivati-1">I cereali e i loro derivati / 1</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 13:07 di giovedì 24 giugno 2010.</p>
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