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Distillati

Il ritorno della fée verte!

pubblicato da Sara R. in: Distillati

Il ritorno dell'assenzio
L’assenzio ha una reputazione talmente solforosa da giustificare ampiamente quell’aurea di mito che si porta ancora dietro. Un distillato che è da sempre sinonimo di abbandono e simbolo che accompagna come un sigillo verde, la vita artistica parigina a cavallo tra la fine del 1800 e il 1915, quando venne dichiarato illegale in Francia. Ciò che non tutti sanno è che un distillato denominato “Spirito a base di piante d’assenzio” ha continuato ad essere commercializzato e quindi disponibile sul mercato, scontando naturalmente, e ben oltre la presunta pericolosità, “il bollino della cattiva considerazione”, che si era ormai conquistato. Nonostante “gli interdetti” che pesavano sul liquore dalle belle nuance giallo-verdacee, i suoi fans hanno continuato a moltiplicarsi, costituendo vere e proprie “comunità di amatori”, ulteriormente incentivate dall’abrogazione del divieto avvenuta il 18 maggio di quest’anno.

Perché bere l’assenzio è partecipare ad un rito che ripercorre le atmosfere del secolo che fu, e di alcuni tra i suoi momenti storici e creativi più volte rievocati. Coloro che si prestano al gioco, lo fanno con una curiosità eccitata dal “sentimento di appartenenza” che riesce a ridar vita a vere e proprie leggende del passato. E il tutto resta perfettamente legale, perché se solo pochi mesi che la bevanda è stata rimessa sul mercato sotto la denominazione originale di Assenzio, lo si deve ai numerosi controlli che ne hanno accertato la non-tossicità. Il quantitativo di tujone, il terpeme dal profumo mentolato responsabile di effetti devastanti sul sistema nervoso, è infatti presente in concentrazioni minime e ben al di sotto i limiti previsti dalla legge (10 mg/kg per i liquori e 35 mg/kg di tujone per gli amari). Una notizia accolta con piacere dagli aficionados della fée verte, che hanno fretta di vedere riabilitato uno dei più fedeli compagni dei personaggi dei quadri e non.

Via | heureverte.com

La Zacapa Room resterà aperta fino al 4 dicembre

pubblicato da francesco in: Dolci Distillati Cuochi e Chef

La Zacapa Room resterà aperta fino al 4 dicembre

C’è da fare in fretta, perché ha aperto l’altro ieri lo spazio temporaneo Zacapa Room. Un angolo dedicato al rum guatemalteco “invecchiato sopra le nuvole” nel cuore di Brera, a Milano. Fino al 4 dicembre resterà aperto in via Fiori Chiari angolo via Formentini uno spazio perfetto per il dopo cena, magari abbinato degustazione guidata di rum e cioccolato. Se avete tempo al pomeriggio lo Zacapa Room è aperto dal martedì alla domenica dalle 15.30 alle 24 per degustazioni abbinate al cioccolato Venchi. (prenotazioni sul sito Zacapa).

Insieme al rum Zacapa ci saranno anche - ogni giorno dalle 21 - i dessert creati da Andrea Berton, chef de cuisine del Trussardi Alla Scala, 2 stelle Michelin - e da Mario Sandoval - giovane chef del Coque, stellato anche lui e all’avanguardia culinaria madrileña. Noi siamo stati all’inaugurazione dello spazio a fare un assaggio. Cosa si può dire dei rum Zacapa? Poco che non sia stato già detto, magari nella nostra intervista di qualche anno fa con la maestra mezcladora Lorena Vasquez.

Abbiamo fatto due parole con Mario Sandoval, qui il sito del “suo” Coque, se passate da Madrid magari potrebbe essere interessante farci un salto. Se volete farvi un’idea del posto, c’è un breve documentario su una giornata di lavoro nelle cucine del Coque su Youtube. La nostra breve chiacchierata invece la trovate dopo il salto.

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La torta del weekend: crostata di mele al Calvados

pubblicato da Barbara in: Dolci Distillati

Il weekend è alle porte, pensiamo a una bella crostata da fare per sabato o domenica sera, quando ci vediamo con gli amici? Ecco la ricetta di un classico, la crostata di mele, però in versione per grandi, cioè con l’aggiunta di Calvados. Il Calvados è un brandy a base di mela, tradizionale della Normandia, soprattutto meridionale.

Pelate e tagliate a fettine fini 5 mele tipo Granny Smith, poi cuocetele in un tegame con una noce di burro e due cucchiai di zucchero, si devono ammorbidire ma non spappolare; tenete da parte il succo di cottura. Mescolate 300g di farina 00 con lievito, 125g di zucchero di canna e 175g di burro freddo tagliato a cubetti, più un’idea di buccia di limone grattuggiata.

Lavorate con le mani fino ad ottenere un impasto tipo pane sbriciolato; a questo punto aggiungete un tuorlo e lavorate bene fino ad ottenere un impasto elastico. Preriscaldate il forno a 180°, poi rivestite una tortiera (20/22cm) di carta forno e sistemateci l’impasto ben disteso; è il momento di aggiungere le fettine di mela. Scatenate allora la fantasia per produrre una fantasia carina! Infornate per 30 minuti e qando assume un colore dorato, irrorate la crostata con il succo di cottura delle mele e una dose di Calvados quanto basta. Cuocete ancora 10 minuti e servite tiepido.

Via | Weekend Bakery

Come preparare un ottimo mojito in casa

pubblicato da lorenza barletta in: Distillati Ricette liquori

mojito
Il nome mojito richiama il concetto della preparazione nel mortaio, ma la reale fama mondiale di questo cocktail risale agli anni Trenta ed è dovuta al rituale drink che Hemingway consumava di solito in un famoso locale dell’Havana. Vediamo come prepararne uno ottimo in casa, da gustare comodamente sul divano.

Quello che ci occorre è: 2/10 di lime spremuto; 2 cucchiai di zucchero di canna; 4/10 di rum chiaro; 2 gocce di Angostura; 4/10 di soda; 4 foglie di menta fresca.

Lavorate sul fondo di un bicchiere, con il pestello, zucchero, lime e menta. Aggiungete le gocce di Angostura, per ottenere un perfetto equilibrio tra dolce, amaro e un aspro sapore agrumato. Riempite il bicchiere di ghiaccio, precedentemente tritato e versate il rum. Completate con la soda. Volendo, potete guarnire con delle foglioline di menta fresca.

Foto | Flickr

Ricette con i fiori: la limonata alla lavanda

pubblicato da Barbara in: Distillati Prodotti di nicchia


Sarà che per caso mi trovo attualmente nel sud della Francia, ma mi ha subito colpito questa ricetta estiva che molto semplicemente vede la lavanda come aggiunta alla classica limonata. Un mix da rinfresco immediato, con l’aroma intenso di questo fiore bello da annusare e da accarezzare, che qui trovi un po’ dappertutto.

I cespugli rigogliosi dei fiori lilla dagli steli lunghi, ti invitano a sperimentare, anche perchè da queste parti per usare la lavanda c’è sempre una scusa buona. Come la ricetta di London Bakes: fate sciogliere una tazza di zucchero in 2,5 tazze di acqua su fuoco dolce, poi rimuovete dal fuoco, aggiungete i fiori di lavanda (senza lo stelo) e lasciate in infusione per un’ora.

Dopodichè, filtrate il tutto e versatelo in una brocca a cui aggiungerete una tazza di succo di limone appena spremuto e altre 2,5 tazze di acqua. Questa bibita va servita fredda, con ghiaccio e per una serata tra amici, magar con una piccola aggiunta di vodka.

Il punch estivo all'anguria

pubblicato da Barbara in: Distillati Ricette Frutta

Ecco la ricetta per avere una bevanda rinfrescante utilizzando un frutto di stagione: il punch all’anguria. Tagliate la polpa di una piccola anguria (dovrebbero venire 4 tazze di polpa) e snocciolatela; poi mettetene metà nel mixer, frullate e aggiungete l’altra metà.

Poi mettete in frigo per un paio d’ore. Intanto preparate lo sciroppo, scaldando inun tegame 2 tazze di acqua con 1/2 tazza di zucchero e fatelo raffreddare; spremete 4 lime e unite il succo con un mix composto da una manciata di menta pestata con 2 cucchiai di zucchero.

Quindi unite la polpa di anguria frullata con il succo di lime e aggiungete 3 cucchiai di sciroppo di zucchero (quello che vi avanza andrà benissimo per zuccherare tè o caffè ghiacciato), a seconda del grado di dolcezza dell’anguria. Se poi volete trasformarlo in cocktail, aggiungete ad ogni coppa di punch 2 cucchiai di rhum.

Via | Yummy Supper

Il sorbetto mojito al lampone

pubblicato da Barbara in: Dolci Distillati

Il sorbetto d’estate diventa alcolico con questa versione stile Mojito. Procuratevi 300g di lamponi surgelati (io li trovo di solito da Picard); scaldate 250ml di acqua su fuoco dolce e aggiungete una tazza di zucchero semolato. Mescolate bene finchè non si dissolve bene e aggiungete metà dei lamponi.

Poi lasciate riposare 5 minuti senza mescolare e lasciate raffreddare, i lamponi non si saranno ancora spappolati del tutto. Mettete tutto in un mixer, aggiungendo il resto dei lamponi e 50ml di rhum.

Mixate finchè non raggiunge una consistenza fluida e poi mettete in freezer 2 ore, quindi togliete da freezer e mixate di nuovo; ripetete qesta operazione 3 o 4 volte e poi lasciate in freezer tutta la notte. Quando servite il sorbetto, decorate con qualche fogliolina di menta.

Via | OneBiteMore

Ricette con le ciliegie: i ghiaccioli al whisky

pubblicato da Barbara in: Dolci Distillati

Della serie: “ricette per adulti” ecco un’idea d’estate: il cocktail sotto forma di ghiacciolo, che in inglese si chiama popsicle. Niente male davvero, un drink tutto speciale da gustare morso dopo morso insieme alla frutta di stagione; nel caso, le lanciatissime ciliegie.

Per prepararlo vi servono 3 tazze di ciliegie mondate e snocciolate, una mela verde e un lime sbucciati e tagliati a pezzetti; mettete tutto in un mixer, aggiungendo mezzo bicchiere di whiskey e mezzo bicchiere di uno sciroppo ottenuto scaldando su fuoco dolce mezza tazza di acqua con mezza tazza di zucchero e una tazza di succo di limone.

Quando lo sciroppo si è raffreddato potete aggiungerlo al mixer; frullate fino ad ottenere una specie di purè omogeneo. Versate il composto negli stampi per ghiaccioli e mettetet in freezer, dopo due ore inserite gli stecchini e lasciate di nuovo a congelare per una notte.

Via | Bakers Royale

La ricetta delle ciliegie alla grappa

pubblicato da Barbara in: Distillati Frutta

Se vi piacciono le ciliegie sotto spirito, forse allora apprezzerete anche la versione “sotto grappa”; cercando ovviamente di non gustarla in un momento di grande caldo, vista l’alta gradazione del liquore.

Per preparare questa ricetta pulite bene mezzo Kg di ciliegie con i piccioli attaccati, asciugatele molto bene con un torcione da cucina e tagliate i piccioli in modo che siano lunghi non più di 1cm; quindi disponetele nei vasetti di vetro. Poi pelate la buccia di un limone non trattato, cercando di tagliare via solo la parte gialla, poi disponeteno un pezzettino in ognuno dei vasetti con le ciliegie, aggiungendo un chiodino di garofano e un pezzetto di cannella.

In un pentolino mettete 150ml di acqua e 150g di zucchero e scaldate finchè lo zucchero non si dissolve, poi togliete dal fuoco, aggiungete 300ml di grappa e versate il tutto nei vasetti delle ciliegie. Conservateli per due mesi in un luogo lontano dalla luce.

Via | Palachinka

La storia del whisky: oggi è il John Cor Day

pubblicato da Barbara in: Distillati


Narra la leggenda che, nell’antico mondo gaelico (il termine deriva da “uisge beatha” o “usquebaugh”, più o meno “acqua di vita”), il primo whisky era di singolo malto, denso e dal sapore molto affumicato e da subito le sfumature aromatiche contraddistinsero le produzioni di villaggio in villaggio; una bevanda dai molti pregi, a partire dal riscaldare il viandante fino ad arrivare alle occasioni di socialità, celebrazioni in primis.

Ma se vogliamo fare riferimento alla prima testimonianza scritta che parli di whisky, dobbiamo risalire alla Scozia del 1495, dove il governo per ordine del Re James IV°,commissionò 8 barili del famoso distillato a Friar John Cor, anche se sicuramente era già prodotto da secoli. E pare che fosse proprio il giorno 1 giugno, quindi: buon anniversario! Ora sappiamo che attualmente in Scozia sono presenti 42 distillerie e che per essere chiamato Scotch, il whisky deve essere maturato sempre in Scozia per almeno 3 anni (e quindi ricevere la giusta influenza da un certo tipo di ambiente). E poi invecchiato da 8 fino a 30 anni, per la gioia degli esperti di tasting e nosing.

E una volta? Non sappiamo i tempi di fermentazione nei tempi che furono, nè se ad occuparsene forse un singolo frate o un’intero ordine monaci; sappiamo però che in alcuni casi veniva distillato fino a 4 volte ed è molto probabile che una volta il whisky venisse prodotto in ogni casa (diciamo che “faceva” atmosfera di casa), quasi alla stregua dei dolci, con la propria tradizione e i propri rituali. Comunque, per celebrare questa ricorrenza, versatene un po’ in un bicchiere a tulipano chiuso, così potrete scaldarlo e liberare le note aromatiche. Dopo aver valutato l’insieme dell’aspetto/colore e delle note olfattive, aggiungete poche gocce di acqua minerale naturale a temperatura ambiente (aiuta se è un whisky a gradazione piena) per evitare l’anestesia della lingua e aiutarvi a sentire in pieno la persistenza degli aromi.

Foto | Flickr