
I fichi al forno costituiscono un dessert senza dubbio d’effetto ma anche molto dolce. Personalmente non li servirei a fine pranzo, ma da soli, magari per una merenda, accompagnati da un vino liquoroso.
Per quattro persone occorrono: 50 ml di marsala (o, in alternativa, di rum), 8 fichi maturi, zucchero di canna, cannella in polvere.
Pulite i fichi con delicatezza, incideteli a croce dal lato del picciolo fino a metà altezza (in modo che si aprano come un fiore). Adagiateli nella teglia per il forno (o in terrine monoporzione) e riempite l’apertura a croce con un cucchiaino di zucchero di canna e una spruzzatina di cannella. Irrorate con il marsala (o il rum) e infornate per 10 minuti a forno preriscaldato a 180 gradi. Prima di servirli, lasciateli intiepidire e bagnateli con il fondo di cottura.
Se nel gustare le specialità tipiche dei posti che avete visitato in vacanza avete messo su qualche chilo di troppo, ecco a voi la ricettina di un dolce leggero che non vi farà rinunciare a fare colazione con gusto, ma senza appesantire troppo fianchi e pancetta: il ciambellone allo yogurt.
Cosa vi occorre: 1 vasetto di yogurt magro, 3 vasetti di farina, 2 vasetti di zucchero, 1 vasetto di olio, 3 uova, 1 bustina di lievito, 1 limone grattugiato.
Come si prepara: sbattete le uova con lo zucchero, quindi aggiungete l’olio a filo, la farina, lo yogurt, il lievito e alla fine la buccia del limone (non trattato) grattugiata. Imburrate e infarinate uno stampo di media grandezza che lasci il caratteristico buco al centro, versatevi il composto e infornate a 200° per almeno mezz’ora. Servite una volta raffreddato completamente.
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Per preparare il sorbetto allo yougurt occorrono pochi ingredienti quali: 500 gr di yougurt al naturale, 3 gr di stabilizzante per semifreddi e gelati, 150 gr di zucchero vanigliato, 12 gr di latte in polvere e 10 gr di succo di limone.
Mescolate tutti gli ingredienti, passando al setaccio lo zucchero vanigliato, e metteteli nella gelatiera, per montare e raffreddare il sorbetto. Servite il sorbetto in una flute o in una coppa, decorando a piacere con una fogliolina di menta e dei frutti di bosco.
Una rivisitazione del classico zabaione, arricchito con pistacchi e con la dolcezza dei fichi. Per sei persone queste le dosi: 40 g di zucchero, 10 g di pasta di pistacchi, 6 cucchiai di Marsala, 6 fichi maturi (per una questione di colori sceglieteli violetti o rossi), 4 tuorli, 1 cucchiaio di pistacchi tritati.
In una terrina termoresistente mettete i tuorli e lo zucchero e lavorate con una frusta fino a quando non si formi un composto denso e spumoso; unite, quindi, il marsala e la pasta di pistacchi. Immergete la terrina in un bagnomaria caldo (non bollente altrimenti si creano dei grumi) e continuate a sbattere con la frusta fino a quando lo zabaione non si presenterà gonfio e soffice (tenete presente che la crema dovrà triplicare di volume e formare un nastro continuo). A questo punto togliete la terrina dal bagnomaria e continuate a sbattere con la frusta fino a quando lo zabaione non sarà freddo. Porzionatelo in delle coppette e guarnite con un fico aperto a fiore; cospargete, infine, con i pistacchi e servite.
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ISAAC, Birrificio Baladin
Birra blanche di frumento e orzo. Schiuma presente di media persistenza, con aspetto pannoso e grana bolle fine. La birra si presenta di un colore vivo, giallo quasi aranciato (albicocca), velata e di ottima consistenza. Al naso è intensa, si riconosce un bel fruttato e una spiccata nota agrumata, si riconosce una nota speziata, con un riconoscibile coriandolo. Alla bocca è intensa, le sensazioni boccali esaltano la morbidezza e la dolcezza, la frizzantezza è delicata e piacevole, il corpo c’è, anche se si presenta come una birra beverina e facile da bere. Il retrogusto è avvolgente e di media persistenza.
Una bella birra armonica ed equilibrata, di 5% vol. alc. Bottiglia da 75 cl, prodotta con alta fermentazione, temperatura di servizio 8-10°

Ci siamo: settembre è alle porte e inizia la stagione delle pere. O meglio, si trovano tutto l’anno, anche perchè le molte varietà di questo frutto variano il momento della raccolta; ma adesso arriva il momento migliore: da agosto e soprattutto settembre, fino a tutto novembre. Come spesso accade con la frutta di stagione, si tende a comprarne in eccesso, visto il prezzo conveniente. La pera è un frutto molto ricco di fibre, vitamine e potassio e non è molto calorica, ma non a tutti piace la frutta troppo matura, e allora riecco il vecchio trucco dell’impiego in un bel dolce. E’ perfetta per la prima colazione o la merenda, cos’è?
Ah le Birre Trappiste! Che birre meravigliose. E che dobbiamo dire della signora Orval? Una birra trappista dalla grande tradizione, che nasce nell’abbazia di Orval (Abdij Notre-Dame d’Orval) in Belgio, è una delle 7 birre trappiste esistenti.
Schiuma abbondante e durevole, di colore avorio e grana bolle fine, la birra Orval è caratterizzata da un colore ramato con una leggera velatura. Al naso è intensa, le percezioni del bouquet dei profumi restano nella memoria per un tempo sufficiente a far venir voglia di metterci di nuovo il naso dentro e berne ancora. Si riconosce un netto sentore maltato, un carattere vinoso deciso e quasi prepotente, una frutta matura caramellata, del miele. Al gusto esplode e tutto quello che avevamo pensato (e sperato) si avvera: intensa e persistente, in bocca è asciutta e con gran corpo. Un’ottima effervescenza riempie il palato, esaltando le sensazioni vinose ed un amaro lieve, inizialmente “soffocato” da una netta sensazione dolciastra, che invece diviene forte nel retrogusto.
La bocca, alla fine del sorso rimane pulita e ricca, con un’intensa voglia di un altro bicchiere.
Caratteristica di questa birra è la fermentazione: inizia, infatti, con una fermentazione guidata (lievito Orval, usato solo per questa birra) per continuare con una fermentazione spontanea. Si conclude con una rifermentazione in bottiglia. Birra da meditazione? Birra che ci fa meditare su quanto siam stupidi a volte a bere certi orrori da supermercato… Che volere di più?
Se verso fine agosto vi trovate in quel di Londra, non perdete la mostra Cake Britain alla Future Gallery. Partecipano alla mostra/evento, che durerà dal 27 al 29 agosto 2010 e che come tema ha l’atteggiamento equo e solidale, artisti e virtuosi dei dolci creativi che produrranno delizie e installazioni fuori dell’ordinario. In programma: un albero su cui germogliano cupcakes finemente decorati, incontri con esperti di gastronomia molecolare, tea parties ed enormi torte nuziali le cui squisite fette verranno messe all’asta per beneficenza. Un inno alla creatività in cucina e all’entusiasmo che può trasmettere l’arte di creare (e di assaggiare) torte e dolcetti. Se poi volete seguire le vicende del simpatio albero di cupcakes in giro per l’Inghilterra, tenete d’occhio il suo Flickr.

Una fresca alternativa per i patiti di torte di mele, da gustare anche nelle giornate estive, è la crostata di mele con gelatina. Per la pasta potete usare una briseè già pronta, rivestite una tortiera da crostata, con i bordi ondulati, con della carta forno inumidita. Oppure usate quelle pratiche in alluminio usa e getta da forno, ma ricordatevi di spostarla in un piatto appena è pronta. Bucherellate il fondo con una forchetta e premete bene i bordi; con un cucchiaio mettete sul fondo un po’ di marmellata di albicocche e poi disponetevi sopra a piacere 2 mele renette tagliate a fettine. Spolverate con 2 cucchiai di zucchero di canna e cannella a piacere e infornate per 35 minuti a 170°. Quando la crostata è pronta e completamente raffreddata, versatevi sopra, evitando di ricoprire i bordi, 2cl di acqua in cui avrete fatto sciogliere per 5 minuti a fuoco dolce, 2 fogli di gelatina per dolci. Lasciate riposare in frigorifero per almeno 2 ore.

Se volete mantenere il gusto dell’estate anche nei mesi invernali, provate a fare la confettura di anguria. Per prepararla occorrono: anguria, 250 g di zucchero per ogni chilo di polpa di anguria, 1 limone per ogni chilo di polpa di anguria.
Affettate l’anguria, sbucciatele e con pazienza togliete tutti i semini; tagliate quindi la polpa a dadini che raccoglierete in una ciotola. Aggiungete lo zucchero necessario e lasciate riposare in frigo per 24 ore. Trascorso il tempo di riposo, frullate il tutto e trasferite il composto in una casseruola che porrete su fuoco moderato. Aggiungete il succo di limone e fate cuocere per un’ora, mescolando di tanto in tanto e togliendo la schiuma che si crea in superficie.
Per verificare la consistenza della marmellata versatene alcune gocce su un piattino freddo di freezer: se è pronta versatela calda in vasetti di vetro sterilizzati e asciutti. Chiudete ermeticamente e lasciate raffreddare capovolti (ma ricordatevi di girarli un’altra volta prima che siano freddi del tutto). Quindi mettete l’etichetta con la dicitura “Confettura di anguria” e la data di preparazione.
Conservate in un luogo fresco e asciutto, lontano dalla luce. Prima di aprirla fate passare almeno una ventina di giorni. Se ben conservata, la confettura di anguria si mantiene per 7/8 mesi.
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