Esattamente una settimana fa iniziava il Cibus, storico evento a livello cittadino sicuramente, ma anche nazionale, riguardante un certo tipo di gastronomia. Pur vivendo a Parma da ormai 8 anni, era solo la seconda volta che ci mettevo piede e dopo ben 4 anni. In questo modo ho potuto però fare qualche paragone, e tirare un po’ le somme.
L’impressione generale ed iniziale è stata di sfarzo estremo: stands immensi, a volte su più piani e molto scenografici. Vedi ad esempio la postazione interattiva della Barilla o lo stand-ristorante di Giovanni Rana. Però si leggeva nell’aria anche una freddezza estrema, e vi spiego anche in che senso.
Il Cibus nasce come punto d’incontro tra venditore e potenziali clienti; quest’anno invece gli espositori si rivolgevano in maniera esclusiva a clientela selezionata. E quindi, chi pagava ben 40 euro per pura curiosità gastronomica, veniva ripagato con l’indifferenza più totale. Questa è stata sicuramente la cosa che mi è piaciuta meno! Molti gli ospiti d’eccellenza invece, dal giovane cuoco del Gambero Rosso, Simone Rugiati a Gerry Scotti e via dicendo.
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L’evento SuperWhites Milano compie dieci anni e li ha festeggiati con un nutrito raduno di produttori friulani selezionati dagli esperti di Slow Food. Dribblando le fashionistas in zona Montenapoleone, arrivo al Four Seasons incuriosita dalla presenza di oltre 40 brands di vini che hanno ottenuto punteggi elevatissimi e che sono reduci dall’ edizione romana tenutasi lo scorso febbraio.
All’ingresso vengo prontamente dotata di tracolla porta calice e mi avvio per l’ampio salone gremito di appassionati e supertecnici del vino. L’atmosfera è pensosa e solenne, volano domande a bruciapelo sulla data di imbottigliamento o sulla natura del terreno: prevalenza di sabbia, ghiaia o argilla? Gli operatori sono tutti molto preparati e generosamente elargiscono dettagli, ma soprattutto impressioni personali sui vari vitigni. Anche se poi alla fine i figli so’ tutti piezz e core ed è difficile strappare una preferenza, siano essi Chardonnay, Traminer, Collio, Sauvignon, Friulano (ex Tocai), Pinot Grigio o Ribolla Gialla. Riguardo alla distribuzione è facile trovarli in enoteche e ristoranti, un po’ meno nei supermercati, ma i prezzi sono spesso ragionevoli e si aggirano mediamente intorno ai 12€.
Insomma quale scegliere? Qual’è la star tra le star? La varietà è notevole, anche perchè alcune cantine, dopo l’esplosione tecnologica degli anni ‘90, fanno del loro punto di forza le tecniche più naturali. Poi c’è chi utilizza vasche di solo acciaio e chi in cemento vetrificato per mantenere una nitidezza aromatica di base. E infatti sono vini di spesso dotati di un bell’equilibrio, oltre a una certa versatilità e morbidezza che permette di accompagnarli agli antipasti, come ai piatti di pesce e alle uova, ma soprattutto al prodotto principe, a cui vola subito il pensiero quando dici Friuli Venezia Giulia.
Il prosciutto: possente e incastonato in una morsa di legno (mi perdoneranno i vegetariani). Tra un banco di vini e l’altro spuntano oasi con provetti tagliatori di succosi prosciutti DOP e leste aiutanti giù a preparare una tartina dietro l’altra e a sistemarle su vassoi argentati. A questo punto tutti si rilassano, nell’indecisione tra il crudo e il cotto. Di sicuro entrambi decisivi nel produrre un grande effetto di armonia a questo tour vinicolo regionale.
Per gli appassionati di enogastronomia friulana che si fossero persi l’evento, segnalo domenica 30 maggio la diciottesima edizione di Cantine Aperte che prevede anche uno winebus, pedalate enoturistiche nella natura e degustazioni gourmet in molti agriturismi della zona.
Ho visitato alla Triennale di Milano la piccola mostra Estetica del sapore: un’arte giapponese. Ammetto che sono rimasta un po’ delusa dall’allestimento dell’oggettistica. Tutto ciò che ho visto sono stati dei piatti estremamente noti con delle brevi spiegazioni a fianco: il proposito probabilmente era dare un’infarinatura molto generale alle persone totalmente digiune dell’argomento.
Le spiegazioni riguardavano i cibi esposti e gli oggetti usati per la cucina, più qualche porcellana o servizio da sakè. Informazioni semplici sul fatto che in Giappone si usa moltissimo riso, molto pesce, mentre il consumo della carne è in crescita solo recentemente. Mi è dispiaciuto che non si sia pensato di mettere nemmeno un maestro del tè per mostrarne l’arte, nè che ci fossero persone in carne e ossa a poter spiegare qualcosa a contatto diretto col pubblico. Mi aspettavo di meglio: forse utile a chi non sa nulla ed è interessato ai primi rudimenti.
Continua a leggere: L'estetica del sapore un'arte giapponese - triennale di Milano
Verona si riconferma protagonista di uno dei più grandi eventi concernenti il vino, non solo italiano, ospitando la quarantaquattresima fiera del Vinitaly. Con i suoi 4213 espositori, distribuiti su 92325 mq e con 151216 presenze, il Vinitaly si conferma il luogo più importante dove si prendono il maggior numero di contatti.
Vini, distillati, degustazioni e tema, verticali, birre, cocktails e tante iniziative rendono questi 5 giorni densi di appuntamenti. Navette gratuite ed etilometri dovrebbero agevolare il povero degustatore, che proprio in queste manifestazioni dovrebbe non bere tutto quel che assaggia. Il biglietto può essere acquistato direttamente sul sito, dove si trovano anche informazioni su come raggiungere Verona, e dove alloggiare.
Per chi non avesse troppo tempo si può andare anche un solo giorno ed a questo proposito ricordo che trenitalia ha delle tariffe agevolate per chi compra il biglietto andata e ritorno in giornata. Organizzando bene il proprio giro si riesce a degustare quei produttori ai quali si è interessati. Personalmente la trovo una manifestazione un po’ troppo caotica, ma un’ esperienza utilissima da provare almeno una volta.
Foto | Vinitaly

Si è concluso venerdì il grande evento sulla Borgogna vitivinicola. La degustazione riguardante i vini di Vougeot si è tenuta nell’omonimo castello che vedete nella foto. In generale, è stata una manifestazione ben organizzata, con navette veloci e puntuali. L’ unica grande pecca, anche in un’ottica turistica, è il mancato collegamento tra la stazione del treno di Auxerre e Chablis, che dista 20 km. Se vi dovesse capitare di andarci, le possibilità sono: l’autostop, il costoso taxi o l’ecologica bici, stagione permettendo.
Per quasi tutta la Borgogna, l’annata 2007 è considerata più minerale rispetto alla 2008, e da bere prima, al contrario, il millesimo 2008, è stato più ricco di polpa ed invecchierà meglio, poichè c’è stata una maturazione tardiva e la vendemmia è stata un po’ complicata, quindi cernita attenta degli acini. Sono tutti daccordo sulla 2005 come grande annata del decennio, ma ancora troppo giovane da bere ora. Per quel che riguarda il 2003 soprattutto per lo Chablis, grandi risultati inaspettati per alcuni grand cru, per tutte le altre denominazioni, pessima annata. Il 2009 è stato molto equilibrato, ci si aspetta grandi cose ma è ancora presto per parlare.
Ho trovato un po’ penalizzante per i vini stessi, portare in degustazione l’ultima annata, visto che quasi tutti i vini, eccezione fatta per l’aligotè, si esprimono al meglio dopo qualche anno di affinamento. Molti produttori, hanno portato i loro campioni di botte, poichè non avevano più il 2007 da far assaggiare. In conclusione direi che è una manifestazione molto interessante, che non solo offre una panoramica sull’intera Borgogna, anche spumantistica, ma permette una visione più approfondita della microzona, che qui, cambia di metro in metro.
Per tutti gli appassionati del buon bere, prima di Pasqua c’è un appuntamento imperdibile che riguarda la Borgogna vitivinicola. I Grands Jours de Bourgogne, arrivata quest’anno alla decima edizione, è la manifestazione più attesa dagli amanti dello chardonnay e del pinot noir.
Le degustazioni si svolgono in diverse città francesi e durante più giorni, con la possibilità di scegliere l’appuntamento al quale si è più interessati per i giorni di martedì, mercoledì e venerdì. Fondamentale sarà l’ iscrizione, che consentirà di partecipare alle degustazioni scelte, con annessi buffets. L’ entrata alle degustazioni è completamente gratuita ed è un’ottima occasione per scoprire anche le bollicine, che in questa regione si chiamano cremant, per distinguerle da quelle della champagne.
Le cene invece sono a pagamento, ma è tutto ben specificato, in inglese ed in francese. Differenti sono i temi degli incontri, per scoprire le loro denominazioni, i vini e le moltitudini di “vignerons” che vi partecipano basta cliccare sul sito GJdB.
L’idea Superwhites nacque durante un incontro tra il gruppo dirigente di Slow Food-Arcigola ed alcuni produttori di vino di qualità friulani. Il piano Superwhites intende lanciare l’ immagine del territorio del Friuli Venezia Giulia, strettamente collegato alla produzione di vini bianchi di eccellenza, cui si affiancano specialità gastronomiche di pari valore.
Sabato 20 febbraio, dalle 17 alle 20, tredici enoteche di Roma e quattro nel resto della regione ospitano 58 produttori SuperWhites per una presentazione e degustazione, libera e gratuita, delle ultime annate di alcuni loro vini. Domenica 21 febbraio, dalle 15 alle 19.30, nelle affascinanti sale del Rome Cavalieri si tiene la grande degustazione collettiva, alla presenza dei produttori, per conoscere i vini bianchi di eccellenza del Friuli. L’ingresso ha un costo di 10 Euro per i soci Slow Food e 15 Euro per i non soci.
In abbinamento ai SuperWhites il pubblico potrà assaggiare alcune eccellenze gastronomiche della regione: prosciutto crudo del Consorzio di San Daniele, salame del Collio friulano e prosciutto Praga con osso di Morgante e il formaggio Montasio del Consorzio che ne tutela la tipicità.
Per ulteriori informazioni consultate il sito.
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Se pensate di preparare per il/la vostro/a partner una cena speciale in occasione della festa degli innamorati, vi suggerisco questo secondo di classe, raffinato ma al tempo stesso semplice da preparare anche per chi è meno a suo agio tra i fornelli: il salmone grigliato in salsa di radicchio trevigiano.
Cosa vi occorre: 300 g di filetti di salmone fresco, 150 g di radicchio rosso (melius abundare…), 3 filetti di acciuga lavati e dissalati, 10 g di capperi sott’aceto sciacquati, 40 g di olio, succo di limone, sale e pepe q.b.
Come si prepara: ungete la griglia d’olio, fatela scaldare, quindi cuocete i filetti di salmone 6 minuti per lato. Intanto frullate insieme il radicchio in pezzi, le acciughe e i capperi, aggiungendo l’olio e il succo di limone e aggiustando di sale e pepe. Cospargete con la salsa i filetti di salmone e servite il piatto accompagnato da patate prezzemolate.
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Il mondo del cioccolato apre i battenti, pronto ad accogliervi in un lungo weekend di golosità, nei giorni 12, 13 e 14 febbraio. Quello che troveremo a Choccolandia non sarà il cioccolato di fabbricazione industriale, facilmente reperibile sul mercato, bensì il nobile ingrediente esotico trasformato dalla passione di maestri cioccolatieri.
La kermesse, oramai diventata un appuntamento per tutti i golosi e gli appassionati del gusto, ospita unicamente artigiani pasticcieri di alta qualità che con la loro professionalità e creatività offrono ai visitatori prodotti d’eccezione.
Giunta con successo alla sesta edizione, Choccolandia si caratterizza per il desiderio di coniugare un appuntamento goloso con la cultura del cioccolato, riscoprendo la storia di questo prodotto e valorizzandone l’impiego nell’alta gastronomia. L’ingresso è libero.
I surgelati nel 2010 compiono 80 anni. Anche se non siamo molto amanti del cibo pronto e preferiamo le cose genuine fatte in casa come una volta, non possiamo non fare gli auguri a questa invenzione geniale che a ognuno di noi ha salvato la vita in più di un’occasione.
Ormai c’è di tutto: verdure, carne, pesce, piatti pronti, minestrone, pizza: una manna dal cielo per molti uomini single (ma non tutti). Ma allora, 80 anni fa, l’americano Clarence Birdseye s’inventò i bastoncini di pesce e generazioni di madri gli sono state grate per essere finalmente riuscite a far ingurgitare ai propri figli un po’ di fosforo.
La curiosità è che l’invenzione gli costò appena 7 dollari: il prezzo di un ventilatore elettrico, di alcuni contenitori per conserve e di blocchi di ghiaccio. Oggi abbiamo l’assai più comodo freezer, che sappiamo usare tutti, ma proprio tutti (vedi foto).
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