Lo so che il Natale è ancora lontano, ma, non ci posso fare nulla, io sento già nell’aria l’atmosfera natalizia e già la mia mente vola a possibili decorazioni casalinghe da preparare Ne ho viste alcune con le mele che mi sono piaciute e ve le ripropongo.
Un esempio è la corolla di mele e cannella, da usare ad esempio come centro tavola: ci occorrono 16 mele ben pulite, ai cui lati vanno inserite delle stecche di cannella a metà. La corolla verrà poi formata in due piani, con 8 mele disposte sotto e 8 al di sopra. Un altro esempio di centro tavola si può effettuare usando mele e castagne, da poggiare su un’alzatina, su un letto di foglie di castagne, dando loro una disposizione piramidale.
Infine vi segnalo un’idea per dei segna-posto, preparando del caramello, infilzando le mele in uno stecchetto e poi immergendole nel caramello. Fate poi asciugare ed asciugate come degli eleganti segna-posto.
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Da tanto tempo l’Oms ci mette in guardia contro l’obesità: secondo gli ultimi dati, infatti, ne sono colpite già un miliardo di persone in tutto il mondo, ma… da qui al magico mondo dei Lillipuziani il passo non è così breve!
State a sentire la novità: secondo gli studi della Cornell University, in America, utilizzando alcuni accorgimenti quando si apparecchia la tavola, si può ridurre il rischio di ingrassare. Questione di psicologia, certo, ma vale la pena provare a usare piatti piccoli (massimo 15 cm di diametro), eliminare i piatti di portata e sostituire i cucchiai da brodo con quelli da tè. Automaticamente le porzioni risulteranno ridotte.
Se poi siete amanti di bibite gassate o zuccherate, che fanno la loro parte di ciccia, meglio utilizzare bicchieri alti e stretti, perché il cervello registrerà più lentamente il fatto che si sta davvero bevendo meno; meglio, poi, la ceramica del vetro trasparente perché l’occhio tende a ingannare sulle quantità. Infine, se siete particolarmente voraci, non usate i piatti piani per impiattare il cibo, ma delle tazze larghe.
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Sono molte le pasticcerie artigianali che, in occasione della Santa Pasqua, propongono il cioccolato sotto forma non solo di uova. Ne ho viste moltissime sbizzarrirsi in complicati animali e soprattutto in pulcini modellati con la pasta di mandorle. I prezzi variano molto dalle lavorazioni e anche dalla richiesta o meno di inserire all’interno una sorpresa.
E voi? Cosa regalerete per Pasqua? Quando ero piccola, più che l’uovo, da noi era immancabile l’agnellino di zucchero. In molti paesi poi, si usa decorare le uova di gallina: basta bucare i gusci con un ago grande alle due estremità e far uscire l’uovo e sciacquarle bene internamente, e poi con delle tempere si decorano. Serviranno poi, per decorare dei ramoscelli, come fosse un albero natalizio.
L’interno, ovvero le uova, in questo periodo non andrà sprecato se adesempio vi cimenterete nella pastiera napoletana.
Se siete stati invitati a un cenone di Capodanno in casa di amici, non volete presentarvi a mani vuote ma vi hanno tassativamente proibito di portare qualunque cosa che sia commestibile, ho un’idea per voi. No, non si tratta del solito vischio, ma è comunque un presente in tema ‘buona fine e buon principio’: un calendario goloso.
Ce ne sono per tutti i palati e per tutte le tasche: uno dei classici è certamente quello del caffè Lavazza, che per il 2010 si affida alla musica, capace di volteggiare nell’aria proprio come l’aroma di un espresso appena fatto. Sfogliando le sue pagine si trovano pin-up anni Cinquanta e immagini che fanno vivere, anche se solo sulla carta, pezzi come ‘Con te partitò’, ‘Baciami piccina’, ‘O sole mio’, ‘Nessundorma’.
Per i più golosi, coloro, cioé, per i quali il cibo è anche una gioia degli occhi, ecco i calendari 2010 da stampare dal sito di Alimentipedia, dedicati alla pasta e al cioccolato. La prima è celebrata da immagini simbolo come quella di un giovanissimo Alberto Sordi che disquisisce con un maccherone in ‘Un americano a Roma’, ma anche da magnifici piatti come gnocchetti o linguine al pesto. Non da meno le pagine al cioccolato, che spaziano tra praline, tavolette, tartufini, muffin e, ovviamente, l’immancabile locandina di Chocolate.
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Ancora alle prese con gli ultimi regali di Natale? Anche i telegiornali hanno consacrato come regalo natalizio preferito, sia da chi lo riceve che da chi lo acquista, quello enogastronomico. Se non vi dovesse piacere il cesto, con olio, e prodotti tipici in generale, potreste concentrarvi su un unico prodotto prezioso, come l’intramontabile bottiglia di vino, meglio ancora se nel formato magnum.
Seguita poi dall’aceto balsamico tradizionale di modena. Alcune aziende come la Guerzoni hanno anche la certificazione biologica e poi biodinamica. Per un regalo invece che diventa funzionale al buon bere direi che i bicchieri sono sempre un must! Forse perchè si rompono e anche perchè le forme si evolvono, cambiano, diventano colorate…
Decanter di ogni forma, non sempre pratici nell’utilizzo e mai nell’asciugatura, diventano oggi quasi indispensabili. E poi bicchieri per le acqueviti che vanno dalla grappa al rum o perchè no i bicchieri per le birre artigianali…Il bere oggi è sofisticato ed ha bisogno della sua forma.
Segnaposti, decorazioni natalizie, centrotavola edibili e riutilizzabili: con le arance ed i chiodi di garofano si possono realizzare le iniziali dei nomi, o disegnare stelle, soli ecc… come segnaposto. Una volta tolti i chiodi di garofano le arance potranno essere tranquillamente mangiate, e saranno anche un po’ aromatizzate, quindi niente sprechi! Già pronte per un Vin brulè.
Se invece ci mettiamo delle candele, per fare una composizione da utilizzare come centrotavola, dobbiamo far attenzione che la cera non coli all’interno, se vogliamo mangiarle. Se la cera è venuta a contatto con la polpa, possiamo tagliare delle fettine sottili, da far seccare e da utilizzare come decorazioni sull’ albero di natale o anche per fare delle candele decorate.
Non è proprio la casetta di Hansel e Gretel, ma ci si avvicina molto. L’occorrente sono 2 rotoli ,quadrati, di pasta sfoglia; zucchero semolato q.b. e dei nastrini colorati per unire le varie pareti della casa. Stendete le sfoglie, ritagliate 4 quadrati di 12 cm di lato, e ad ogni angolo praticate dei fori non troppo piccoli, per poi far passare il nastro. Al centro dei quadrati usate la formina che preferite per fare delle finestre.
La sfoglia rimasta serve per il tetto, ricavate due rettangoli della misura di 10×14 cm, avendo sempre cura di praticare dei fori ad ogni angolo. I ritagli delle formine possono essere utilizzati per adornare l’albero di natale, quindi cuocete anche quelli, magari cospargendoli con lo zucchero. Cuocete nel forno già caldo per 10-15 minuti a 200′ C.
Quando la sfoglia si sarà raffreddata, unite gli angoli delle pareti con dei nastrini e poi legate anche il tetto. Una volta terminata può essere decorata a piacimento ed appesa all’albero, oppure può essere illuminata con una candelina e servire da centrotavola.
C’era una volta il vino alcolico ed ora non più, o meglio non solo! Come molti prodotti privati della sostanza che più li caratterizza, come la caffeina per il caffè, la teina per il tè, il grasso per il formaggio, adesso anche il vino è stato privato dell’ alcool, come è già successo per la birra. A produrlo, dopo tre anni di ricerche, è stata la Eminasin di Bodega Matarromera, e ad importarlo in Italia due imprenditori Veneti.
In Europa è boom, e da noi c’è qualche allarmismo da parte dei produttori per così dire tradizionali. A rassicurarli sono il Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia e Valerio Fuson presidente di Asso Enologi Sezione Veneto, i quali assicurano che è una bevanda, e come tale non va a sostituire il vino, ma va a riempire fasce di mercato in concorrenza con altre bevande analcoliche. Per loro, questa rappresenta un’opportunità per le aziende che vogliono e possono investire in ricerca e vendere prodotti nuovi.
Sembrerebbe proprio che quasta trovata risponda alle esigenze di molto astemi e delle persone coscienziose che evitano di bere quando sanno di doversi mettere al volante. I produttori e gli importatori assicurano che dopo il processo di dealcolizzazione, che avviene in seguito al normale processo di vinificazione eliminando l’etanolo, il vino conservi i benefici ed il gusto originari. Lasciamoci con un: “assaggiare per credere”.
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La cucina al microonde si differenzia da tutti gli altri metodi di cottura tradizionali pee un concetto base: il calore non si propaga all’esterno verso il recipiente, ma all’interno del cibo stesso, grazie a movimenti vibrazionali di molecole di acqua presenti nell’alimento, che generano calore per frizione.
Per questa loro azione diretta sull’alimento, le microonde vengono principalmente utilizzate per lo scongelamento o per il riscaldamento del cibo. Ma sfatiamo un mito e diciamo che comunque anche una vera e propria cottura può essere eseguita col forno a microonde.
Innanzitutto i vantaggi di una cottura di questo tipo sono rappresentati dalla non necessaria aggiunta al cibo di grassi e condimenti vari; i cibi rimangono comunque morbidi e gustosi e il sapore non viene alterato. In questo modo potremo più facilmente seguire un’alimentazione sana e leggera. E poi, dulcis in fundo, non dimentichiamo la praticità e la rapidità di preparazione dei piatti!
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Abbiamo parlato di birra autunnale, birra al cioccolato, birra senza alcol…ma mai di una birra verde! Cosa contiene? Colorante, frullato di menta, succhi di frutta? Personalmente non riesco a spiegarmi cosa ci possa essere all’interno soprattutto che non comprometta il gusto della birra!
A voi la parola, cliccate anche dopo il salto per dirmi cosa hanno invece messo nelle uova! Il verde, evidentemente, piace!
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