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  <title>gustoblog</title>
  <subtitle>gustoblog.it</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2004-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-17T06:20:38+00:00</updated>
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    <title type="html">Street food: gli arancini con la salsiccia</title>
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    <author>
      <name>lorenza barletta</name>
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    <published>2012-02-14T11:10:46+00:00</published>
    <updated>2012-02-14T11:10:46+00:00</updated>
    <dc:subject>regioni</dc:subject><dc:subject>sicilia</dc:subject><dc:subject>ricette-antipasti</dc:subject><dc:subject>ricette-secondi</dc:subject><dc:subject>arancini con salsiccia</dc:subject><dc:subject>ricette arancini</dc:subject><dc:subject>ricette salsiccia</dc:subject><dc:subject>risotto alla milanese</dc:subject><dc:subject>street food</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Ogni tanto andare un po&amp;#8217; controtendenza ha il suo fascino; per questo a volte ci si sbizzarisce provando delle varianti a delle ricette classiche della nostra gastronomia. Questa volta tocca[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/9017/street-food-gli-arancini-con-la-salsiccia"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/arancinidiriso.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="324" alt="arancini con salsiccia" /><br clear="all" />Ogni tanto andare un po&#8217; controtendenza ha il suo fascino; per questo a volte ci si sbizzarisce provando delle varianti a delle ricette classiche della nostra gastronomia. Questa volta tocca agli <a href="http://www.gustoblog.it/post/4362/ricetta-secondo-arancini-di-ris0">arancini siciliani</a>, nella versione bianca e con la <a href="http://www.gustoblog.it/tag/ricette+salsiccia">salsiccia</a>.</p>
<p>Gli ingredienti per una decina di arancini piccoli sono: 500 grammi di <a href="http://www.gustoblog.it/post/2882/risotto-alla-milanese-ricetta-e-preparazione">risotto allo zafferano</a>, 2 tuorli, 100 grammi di formaggio grattugiato, 200 grammi di salsiccia, pangrattato, olio per friggere, sale e pepe.</p>
<p>Mescolate il risotto con i tuorli, il formaggio, il sale e il pepe. Formate con il riso tante <a href="http://www.gustoblog.it/post/4361/ricetta-secondo-suppli">piccole pallottole tondeggianti</a> e farcite con pezzettini di salsiccia, che avrete precedentemente fatto saltare per qualche minuto in padella. Passate gli arancini così formati, prima in un uovo sbattuto, con sale e pepe e poi nel pangrattato. Friggeteli e servite.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/everton137/5880566690/">Flickr</a></p>
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    <title type="html">Ricette regionali: ciuppin, ovvero zuppa di pesce genovese</title>
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    <author>
      <name>lorenza barletta</name>
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    <published>2012-02-11T11:51:27+00:00</published>
    <updated>2012-02-11T11:51:27+00:00</updated>
    <dc:subject>ricette-regionali</dc:subject><dc:subject>regioni</dc:subject><dc:subject>liguria</dc:subject><dc:subject>ricette-primi</dc:subject><dc:subject>ciuppin genovese</dc:subject><dc:subject>ricette pesce</dc:subject><dc:subject>ricette tradizionali liguria</dc:subject><dc:subject>zuppa di pesce genovese</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il termine ciuppin deriva dal dialetto genovese &amp;#8220;suppin&amp;#8221;, che vuol dire zuppetta; il nome si riferisce, quindi, al brodetto di pesce misto, anche con molluschi e crostacei, che i[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/8983/ricette-regionali-ciuppin-ovvero-zuppa-di-pesce-genovese"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/ciuppin.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="289" alt="zuppa di pesce genovese" /><br clear="all" />Il termine ciuppin deriva dal dialetto <a href="http://www.gustoblog.it/post/3952/mangiare-a-genova-osteria-da-o-colla">genovese</a> &#8220;suppin&#8221;, che vuol dire zuppetta; il nome si riferisce, quindi, al <a href="http://www.gustoblog.it/post/6629/ricette-cinema-la-zuppa-di-pesce-e-noodles-di-the-naked-kitchen">brodetto di pesce misto</a>, anche con molluschi e crostacei, che i pescatori si preparavano in barca dopo la pesca, usando il pesce di scarso valore che non veniva venduto. Per questo la definizione degli ingredienti non è mai fissa: si fa con quello che si trova.</p>
<p>Gli ingredienti sono: 1,5 Kg di pesce misto (scorfano rosso, sarago, <a href="http://www.gustoblog.it/post/8921/ricette-facili-pesce-gallinella-di-mare-alla-pizzaiola">gallinella di mare</a>, triglie), 1 cipolla dorata, 1 carota, 1 costa di sedano, 2 spicchi d&#8217;aglio, 1 bicchiere di vino bianco secco, 3 pomodori maturi (o una scatola di pelati), prezzemolo, olio evo, pane casereccio, sale e pepe.</p>
<p>Preparate il sughetto, sbollentando i pomodori e poi tagliandoli a pezzi. Intanto affettate finemente cipolla, carota, prezzemolo ed aglio. Tagliate il sedano a rondelle e rosolate tutto in una padella con dell&#8217;olio per 3-4minuti. Irrorate col vino e poi unite i pomodori; salate e pepate e cuocete per 10 minuti. In una casseruola fate bollire 1,5 l di acqua; nel frattempo pulite i pesci, lasciando le lische più grosse e togliendo le teste. Aggiungete il <a href="http://www.gustoblog.it/tag/ricette+pesce">pesce</a> nell&#8217;acqua, iniziando da quelli con le carni più sode. Riportate ad ebollizione e cuocete per altri 20 minuti. Passate la zuppa di pesce nel passaverdure, insieme al brodo; poi rimettete in acsseruola ed allungate con altra acqua. Disponete nei piatti assieme a delle fette di pane tostato e spolverizzate col prezzemolo tritato. </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/avlxyz/4906951553/">Flickr</a></p>
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    <title type="html">Ricette tipiche: il pancotto pugliese con la verza</title>
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    <published>2012-01-30T15:00:19+00:00</published>
    <updated>2012-01-30T15:00:19+00:00</updated>
    <dc:subject>ricette-regionali</dc:subject><dc:subject>prodotti-tipici</dc:subject><dc:subject>regioni</dc:subject><dc:subject>puglia</dc:subject><dc:subject>pancotto alla pugliese</dc:subject><dc:subject>ricetta pancotto con la verza</dc:subject><dc:subject>ricette gargano</dc:subject><dc:subject>ricette puglia</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Nonostante io sia pugliese, devo ammettere che nella mia zona questa ricetta non è poi così tipica e l&amp;#8217;ho mangiata, infatti, pochissime volte. È originaria delle zone del Gargano e non è[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/8845/ricette-tipiche-il-pancotto-pugliese-con-la-verza"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/pancottopugliese.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="287" alt="pancotto con la verza" /><br clear="all" /></p>
<p>Nonostante io sia <a href="http://www.gustoblog.it/tag/ricette+puglia">pugliese</a>, devo ammettere che nella mia zona questa ricetta non è poi così tipica e l&#8217;ho mangiata, infatti, pochissime volte. È originaria delle zone del Gargano e non è altro che una <a href="http://www.gustoblog.it/post/7476/macrobiotica-la-mia-zuppa-base-di-miso">zuppa</a> di pane e verdure, con tantissime varianti in base al paese in cui si mangia.</p>
<p>Gli ingredienti per questa ricetta sono: pane pugliese raffermo (tipo Altamura), acqua quanto basta, verza, <a href="http://www.gustoblog.it/post/3258/cucina-romana-fave-col-guanciale">guanciale di maiale</a>, cipolla,  olio evo, sale e pepe. Quasi tutte le versioni prevedono l&#8217;aggiunta di carne, assieme alla verdura.</p>
<p>Mondate e lavate la <a href="http://www.gustoblog.it/post/8297/lortaggio-del-mese-la-verza">verza</a>; poi lessatela in acqua salata, dopo averla tagliata a striscioline. Quando sarà cotto, tenetela in caldo con un po&#8217; del suo brodo di cottura. A questo punto aggiungete anche il pane, affinchè si bagni e si ammorbidisca un po&#8217;. A parte preparate un soffritto di cipolla con l&#8217;olio e fate cuocere il guanciale tagliato a dadini. Condite il pane e la verza con il guanciale e terminate con una macinata di pepe.</p>
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    <title type="html">Ricette regionali: gli sciatt tradizionali della Valtellina</title>
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    <published>2012-01-18T16:23:58+00:00</published>
    <updated>2012-01-18T16:23:58+00:00</updated>
    <dc:subject>ricette-regionali</dc:subject><dc:subject>regioni</dc:subject><dc:subject>lombardia</dc:subject><dc:subject>ricette-stuzzichini</dc:subject><dc:subject>ricette frittelle salate</dc:subject><dc:subject>ricette lombardia</dc:subject><dc:subject>ricette sondrio</dc:subject><dc:subject>ricette valtellina</dc:subject><dc:subject>sciatt</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[In dialetto la parola &amp;#8220;sciatt&amp;#8221; vuol dire rospi; questo perchè, dopo la cottura, queste frittelle salate diventano molto gonfie al centro e presentano dei riccioli di pastella ai[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/8755/ricette-regionali-gli-sciatt-tradizionali-della-valtellina"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/sciattvaltellina.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="324" alt="sciatt valtellinesi" /><br clear="all" />In dialetto la parola &#8220;sciatt&#8221; vuol dire rospi; questo perchè, dopo la cottura, <a href="http://www.gustoblog.it/post/2891/gli-sciatt-frittelle-valtellinesi-al-formaggio-e-grano-saraceno">queste frittelle salate</a> diventano molto gonfie al centro e presentano dei riccioli di pastella ai lati, che li fanno assomigliare a dei rospetti. Oltre ad essere un <a href="http://www.gustoblog.it/post/5867/parliamo-di-bresaola">piatto tipico della Valtellina</a>, sono molto comuni anche in Valchiavenna, valle in provincia di Sondrio.</p>
<p>Gli ingredienti per 4 persone sono: 110 grammi di farina di grano saraceno, 90 grammi di farina 00, 1 dl di <a href="http://www.gustoblog.it/tag/ricette+birra">birra</a> chiara, 1,2 dl di acqua frizzante, 2 cucchiai di grappa, 100 grammi di salame casereccio a fette, 300 grammi di formaggio Casera (o comunque un altro non troppo stagionato), 1 cespo di <a href="http://www.gustoblog.it/tag/ricette+radicchio">radicchio trevigiano</a>, 1 mazzetto di cicorino, aceto di vino rosso, olio evo, olio per friggere, sale e pepe.</p>
<p>Fate la pastella, mescolando le due farine e aggiungendo a filo l&#8217;acqua frizzante. Unite a filo poi anche la birra e la grappa, sempre mescolando. La pastella dovrà essere morbida, ma non fluida. Tagliate il formaggio a quadratini e aggiungetelo alla pastella; regolate di sale e pepe e fate riposare per 1-2 ore a temperatura ambiente. Lavate le verdure e tagliatele a striscioline. Al momento giusto, scaldate l&#8217;olio da frittura e prelevate una cucchiaiata di pastella per volta, facendola scendere nell&#8217;olio. Cuocetene pochi alla volta. Serviteli caldi con l&#8217;insalatina condita con olio e aceto ed il <a href="http://www.gustoblog.it/tag/ricette+salame">salame</a> a fette.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/reblf/3469493595/">Flickr </a></p>
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    <title type="html">Cucina regionale: gli &quot;uccelletti scappati&quot;</title>
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    <published>2012-01-17T16:55:13+00:00</published>
    <updated>2012-01-17T16:55:13+00:00</updated>
    <dc:subject>ricette-regionali</dc:subject><dc:subject>regioni</dc:subject><dc:subject>lombardia</dc:subject><dc:subject>mangiare-informati</dc:subject><dc:subject>ricette carne</dc:subject><dc:subject>ricette lombardia</dc:subject><dc:subject>ricette tradizionali</dc:subject><dc:subject>uccelletti scappati</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Chi di voi ha mai mangiato gli uccelletti scappati? Sicuramente non chi vive nel meriodione, visto che questa è una ricetta tipica del nord, in particolare della Lombardia, anche se il piatto è diffuso[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/8749/cucina-regionale-gli-uccelletti-scappati"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/uccellettiscappati_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="274" height="280" alt="uccelletti scappati" />Chi di voi ha mai mangiato gli uccelletti scappati? Sicuramente non chi vive nel meriodione, visto che questa è una ricetta tipica del nord, in particolare della <a href="http://www.gustoblog.it/post/7064/vini-di-lombardia-anteprima-vinitaly">Lombardia</a>, anche se il piatto è diffuso anche in altre regioni, con piccole varianti.</p>
<p>Gli uccelletti scappati, o in dialetto, osei scampadi, sembrano avere origine bergamasca; devono il loro nome al fatto che, durante la chiusura della caccia, si sostituivano i volatili, ironicamente &#8220;scappati&#8221; con degli spiedini di carne. Si tratta infatti di <a href="http://www.gustoblog.it/post/8455/ricette-natale-gli-involtini-di-vitello">involtini di carne di vitello</a> allo spiedo, con all&#8217;interno <a href="http://www.gustoblog.it/tag/ricette+pancetta">pancetta</a> e salvia.</p>
<p>Come tutte le ricette tradizionali, possono essere realizzati in tantissime varianti: con i fegatini, con pezzi di <a href="http://www.gustoblog.it/tag/ricette+salsiccia">salsiccia</a>, ecc. In genere si accompagnano alla polenta e ad un buon bicchiere di Chardonnay.</p>
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    <title type="html">Ricette tipiche: il baccalà con le patate alla calabrese</title>
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    <published>2011-11-26T11:00:46+00:00</published>
    <updated>2011-11-26T11:00:46+00:00</updated>
    <dc:subject>regioni</dc:subject><dc:subject>calabria</dc:subject><dc:subject>ricette-secondi</dc:subject><dc:subject>ricette-secondi-pesce</dc:subject><dc:subject>baccalà alla calabrese</dc:subject><dc:subject>baccalà con patate</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>ricette pesce</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Premetto che adoro il baccalà ed amo le patate &amp;#8230; Perciò quando mi è stato presentato davanti questo piatto classico della cucina calabrese non ho potuto fare a meno di chiederne la ricetta,[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/8323/ricette-tipiche-il-baccala-con-le-patate-alla-calabrese"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/baccalconpatate.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="324" alt="baccal&Atilde;&nbsp; alla calabrese" /><br clear="all" /></p>
<p>Premetto che adoro il <a href="http://www.gustoblog.it/post/6925/gita-in-portogallo-baccala-a-la-bras">baccalà</a> ed amo le patate &#8230; Perciò quando mi è stato presentato davanti questo piatto classico della <a href="http://www.gustoblog.it/post/5608/ricette-di-natale-le-zeppole-calabresi">cucina calabrese</a> non ho potuto fare a meno di chiederne la ricetta, che vi ripropongo qui di seguito. Pochi ingredienti e gusto pazzesco.</p>
<p>Gli ingredienti per 4 persone sono: 800 grammi di baccalà messo a mollo; 400 grammi di patate; 50 grammi di <a href="http://www.gustoblog.it/post/8291/ricette-facili-i-crostini-con-peperoni-e-crema-di-rafano">peperoni</a> secchi dolci; olio evo e sale.</p>
<p>Tagliate a pezzi il baccalà, eliminando lische e pelle. Sciacquatelo sotto l&#8217;acqua corrente e tampnate con carta assorbente. Sbucciate le <a href="http://www.gustoblog.it/post/7871/frittelline-di-patate-speck-e-radicchio">patate</a> e tagliatele a spicchi di media grandezza. Lavate i peperoni e tagliateli a pezzi. Accendete il forno a 180° C e sistemate i pezzi di baccalà, aggiungendo tutto il resto. Irrorate con abbondante olio e coprite con acqua. Salate pochissimo e fate cuocere per circa 30 minuti. </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/xurde/3448326633/">Flickr</a></p>
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    <title type="html">Prodotti tipici: i ciccioli</title>
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    <author>
      <name>lorenza barletta</name>
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    <published>2011-11-11T12:00:43+00:00</published>
    <updated>2011-11-11T12:00:43+00:00</updated>
    <dc:subject>salumi</dc:subject><dc:subject>prodotti-tipici</dc:subject><dc:subject>regioni</dc:subject><dc:subject>emilia-romagna</dc:subject><dc:subject>ciccioli</dc:subject><dc:subject>emilia romagna</dc:subject><dc:subject>maiale</dc:subject><dc:subject>salumi</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[In Emilia Romagna il maiale è considerato come una sorta di &amp;#8220;dio&amp;#8221;: il suo allevamento è sempre stato molto diffuso e, dopo anni ed anni che abito qui ho capito una cosa: del maiale[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/8201/prodotti-tipici-i-ciccioli"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/ciccioli.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="324" alt="ciccioli" /><br clear="all" /></p>
<p>In Emilia Romagna <a href="http://www.gustoblog.it/post/5366/e-tempo-di-november-porc-nella-bassa-parmense">il maiale</a> è considerato come una sorta di &#8220;dio&#8221;: il suo allevamento è sempre stato molto diffuso e, dopo anni ed anni che abito qui ho capito una cosa: del maiale non si butta via veramente nulla! Un classico esempio della veridicità di questa frase sta in uno dei <a href="http://www.gustoblog.it/post/2236/quattro-sagre-in-tre-colli-a-brisighella">prodotti tipici della zona</a>: i ciccioli.</p>
<p>I ciccioli sono ottenuti dal grasso del maiale, che viene estratto e ripulito dalla <a href="http://www.gustoblog.it/post/4163/ricetta-facile-fagioli-e-salsiccia">cotenna</a>, poi va tagliato a cubetti, che verranno messi a cuocere in un calderone. Quando il grasso si sarà sciolto, dopo qualche ora, si estraggono dalla pentola e si pressano, per alleggerirli del grasso in eccesso.</p>
<p>Oggi sono considerati una specialità e vengono richiesti dai palati più fini; un tempo si trovavano soprattutto sulle mense degli agricoltori, perchè rappresentano comunque il cibo povero per eccellenza. I ciccioli si gustano al naturale, serviti con <a href="http://www.gustoblog.it/post/3193/i-dieci-vini-piu-venduti-nei-supermercati">vino rosso frizzante fresco</a>, leggero e giovane. </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/82842528@N00/3040323149/">Flickr</a></p>
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    <title type="html">Degustati per voi: la burrata di Andria</title>
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    <author>
      <name>lorenza barletta</name>
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    <published>2011-11-04T12:38:04+00:00</published>
    <updated>2011-11-04T12:38:04+00:00</updated>
    <dc:subject>formaggi</dc:subject><dc:subject>regioni</dc:subject><dc:subject>puglia</dc:subject><dc:subject>mangiare-informati</dc:subject><dc:subject>burrata di andria</dc:subject><dc:subject>degustazioni</dc:subject><dc:subject>formaggi pugliesi</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Durante il mio ultimo week end di ritorno nella mia amata terra d&amp;#8217;origine, ho fatto scorpacciate su scorpacciate di uno dei formaggi più amati nella zona: la burrata pugliese. Ma non una[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/8139/degustati-per-voi-la-burrata-di-andria"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/burrata_01.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="324" alt="burrata degustazione" /><br clear="all" /></p>
<p>Durante il mio ultimo week end di ritorno nella mia amata terra d&#8217;origine, ho fatto scorpacciate su scorpacciate di uno dei <a href="http://www.gustoblog.it/post/7851/tutti-i-formaggi-della-puglia">formaggi più amati nella zona</a>: la burrata pugliese. Ma non una burrata qualsiasi, LA <a href="http://www.gustoblog.it/post/6329/burrata-con-salsa-agrodolce-di-peperoni">burrata</a>, ovvero quella originaria di Andria. Molti danno i natali a questo formaggio proprio in questo paesino barese, anche se le origini non sono certe, se si pensa che fino a poco tempo fa se ne trovavano addirittura fino nel basso Lazio, fatte con latte di bufala.</p>
<p>La freschezza e la delicatezza di questo formaggio fanno sì che la sua degustazione, seria o meno che sia, venga fatta in totale naturalezza, assolutamente senza utilizzare olio, pepe o altri ingredienti. L&#8217;unica cosa che può accompagnarla è la <a href="http://www.gustoblog.it/post/7653/i-miei-bigne-panna-e-nutella">panna</a> all&#8217;interno della quale è immersa, anche se ne esistono anche versioni semplici, prive di panna.</p>
<p>Al taglio, la parte interna è ben compatta, e ben amalgamata ed ha un colore bianco avorio. L&#8217;odore è dominato dalle note della panna fresca, odore molto forte e persistente, ma delicato. Il sapore è dolciastro e sapido e alla fine della degustazione ti lascia la bocca leggermente unta, che sa di burro fresco e <a href="http://www.gustoblog.it/post/7445/i-miei-antipasti-tramezzini-tondi-di-caprese">mozzarella</a> insieme. Insomma, tutti noi nella nostra vita dovremmo provare almeno per una volta una burrata di questo livello&#8230; </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/derekthomasla/5077497059/">Flickr</a></p>
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    <title type="html">Cucina partenopea: cos&#039;è il sartù</title>
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      <name>lorenza barletta</name>
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    <published>2010-12-10T12:36:06+00:00</published>
    <updated>2010-12-10T12:36:06+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/6743/cucina-partenopea-cose-il-sartu"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/sart.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="209" alt="sart&Atilde;&sup1;" />Il fatto che l&#8217;ingrediente fondamentale di questo piatto fosse il riso, mi ha fatto storcere un po&#8217; il naso, pensando agli ingredienti tradizionali e tipici della cucina classica partenopea. Ma poi, appena dopo aver finito di leggere la ricetta, ho capito tutto. Il segreto sta in ciò che questo spettacolare <a href="http://www.gustoblog.it/post/5361/preparare-il-timballo-di-riso-di-cuba">timballo</a> di ricco contiene ricopre &#8230;</p>
<p>Il sartù è, infatti, un ricco &#8220;pasticcio&#8221; di riso con un ripieno a sorpresa, contenente del ragù di carne o pesce, piselli, strutto, mozzarella, funghi, uova, e chi più ne ha più ne metta. Il nome pare discendere dal francese surtout, che vuol dire soprattutto, cioè indica lo stampo esterno che racchiude qualcosa di segreto.</p>
<p>Il sartù è un piatto nobile e raffinato, che nasce nell&#8217;era dei Borboni, grazie al re Ferdinando IV di Borbona, che fece trascrivere in uno dei primi ricettari partenopei, questa ricetta, che spicca non sicuramente per leggerezza, ma sì per la sua bontà. </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/avlxyz/42678148/">Flickr</a></p>
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    <title type="html">Cave de Morgex et de la Salle: Prié Vini Estremi.</title>
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      <name>Alessia </name>
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    <published>2010-04-23T09:29:35+00:00</published>
    <updated>2010-04-23T09:29:35+00:00</updated>
    <dc:subject>vino</dc:subject><dc:subject>prodotti-tipici</dc:subject><dc:subject>regioni</dc:subject><dc:subject>valle-daosta</dc:subject><dc:subject>uomini-e-vino</dc:subject><dc:subject>bianco</dc:subject><dc:subject>spumante</dc:subject><dc:subject>morgex et la salle</dc:subject><dc:subject>priè</dc:subject><dc:subject>vini valle d'aosta</dc:subject><dc:subject>vino bianco</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Tra i vitigni non molto conosciuti vi è il Prié o Blanc de Morgex la cui origine è incerta. Questo vitigno viene coltivato in Valle d&amp;#8217;Aosta nei comuni di Morgex e La Salle ad un altitudine[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/5665/cave-de-morgex-et-de-la-salle-prie-vini-estremi"><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/gustoblog/vino_biancojpg.jpg" class="post" align="left" border="0" width="210" height="280" alt="blanc de morgex et de la salle" />Tra i vitigni non molto conosciuti vi è il Prié o <a href="http://www.gustoblog.it/post/5869/eventi-x-edizione-dei-superwhites-friulani">Blanc</a> de Morgex la cui origine è incerta. Questo vitigno viene coltivato in Valle d&#8217;Aosta nei comuni di Morgex e La Salle ad un altitudine massima di 1200 metri, altezza che gli vale il riconoscimento di vino più alto d&#8217;Europa. Uva Tardiva nel germogliamento e precoce nella maturazione ha un ciclo vegetativo molto breve, caratteristica che gli permette di scampare alle gelate primaverili. Uva versatile dà ottimi risultati sia come vino fermo che come <a href="http://www.gustoblog.it/post/5616/idee-per-il-brindisi-di-fine-danno-erbaluce-di-caluso-spumantizzato">metodo classico</a>, categoria nella quale ha ottenuto molti riconoscimenti.</p>
<p>Questa azienda cooperativa nasce nel 1938 e da allora ha sempre lavorato nel rispetto del vitigno e della tradizione, con lo sguardo sempre rivolto all&#8217;efficienza tecnologica. Il blanc de Morgex et de la Salle <a href="http://www.viniestremi.com/viniestremi.php">Vini Estremi</a> è un vino di quelli che non se ne vedono più in giro, 11% alcolici, giallo paglierino tenue con riflessi verdi, profumo delicato, sottile, fresco di pietra focaia.</p>
<p>Al gusto si presenta con un&#8217;acidità importante ma mai invasiva, una lieve tannicità minerale solletica il cavo orale e l&#8217; equilibrio gioca su note fresche e delicate. Vino veramente adatto ad essere bevuto in <a href="http://www.gustoblog.it/post/2120/post-di-vino-quale-vino-per-lestate">estate</a> come aperitivo,  in accompagnamento a delle verdure grigliate, con una trota di montagna o con un crostino con il <a href="http://www.gustoblog.it/post/5682/ricetta-facile-focaccia-ai-quattro-formaggi-e-lardo">lardo</a> di Arnard.</p>
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    <title type="html">Italia poco protezionista e orgogliosa</title>
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      <name>Alessia </name>
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    <published>2010-04-21T14:44:55+00:00</published>
    <updated>2010-04-21T14:44:55+00:00</updated>
    <dc:subject>letture</dc:subject><dc:subject>formaggi</dc:subject><dc:subject>prodotti-tipici</dc:subject><dc:subject>regioni</dc:subject><dc:subject>mangiare-informati</dc:subject><dc:subject>olio</dc:subject><dc:subject>cucina italiana</dc:subject><dc:subject>dop formaggi</dc:subject><dc:subject>gastronomia</dc:subject><dc:subject>prodotti tipici</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[In questi giorni mi trovo in Francia, e partecipando a dei corsi di gastronomia mi sono accorta di quanto poco ci valorizziamo. Ho dovuto far notare all&amp;#8217;insegnante che i francesi sono secondi a[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/5917/italia-poco-protezionista-e-orgogliosa"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/prodotti_italianijpg.jpg" class="post" border="0" align="left" width="270" height="360" alt="prodotti italiani di qualit&Atilde;&nbsp;" />In questi giorni mi trovo in Francia, e partecipando a dei corsi di gastronomia mi sono accorta di quanto poco ci valorizziamo. Ho dovuto far notare all&#8217;insegnante che i <a href="http://www.gustoblog.it/post/3832/formaggi-francesi-cantal">francesi</a> sono secondi a noi per varietà di <a href="http://www.gustoblog.it/categoria/formaggi">formaggi</a> prodotti, e non primi come hanno erroneamente affermato, anche se loro hanno più dop riconosciute. Si vantano giustamente di produzioni differenti di burro della bretagna. E noi con le nostre varietà di <a href="http://www.gustoblog.it/post/6067/ricetta-facile-plum-cake-pomodorini-e-olive">olive</a>? </p>
<p>Il mio è più che altro un appello a non cercare sempre gli escamotages che poi ci portano tristemente in prima pagina per i vari scandali. Se la Francia ha promulgato nel 1998 una legge per proteggere il boulanger, cioè è colui che materialmente fa il <a href="http://www.gustoblog.it/post/6053/ricetta-facile-pane-con-brie-e-zucchine">pane</a>, dai negozi che si limitano ad infornare baguette surgelate, ci sarà un motivo no? E allora se dobbiamo copiargli qualcosa, che sia questa forma ti protezionismo positivo. </p>
<p>Vorrei andare in giro per l&#8217;Europa suscitando rispetto per la nostra produzione di qualità, vorrei non dover ammettere che uno dei migliori <a href="http://www.gustoblog.it/tag/vini">vini</a> italiani, in alcuni casi, viene ritoccato <a href="http://www.gustoblog.it/post/4894/il-caso-brunello-ecco-i-risultati">col merlot</a>, mi piacerebbe non dover rendere conto della mozzarella di bufala con la diossina, o parlare dei nostri formaggi dop prodotti con latte proveniente dai paesi dell&#8217; est ecc. Vorrei affermare con una certa sicurezza che l&#8217; <a href="http://www.gustoblog.it/post/6075/impariamo-a-conoscere-lolio-6">olio</a> di oliva proviene dagli ulivi secolari pugliesi, e non sentire invece che, non vengono raccolte, poichè costituisce un&#8217;attività poco remunerativa, e che per rimediare a ciò, vengono acquistate olive tunisine per la produzione nostrana.</p>
 <p>
Non si può dormire sugli allori, le notizie volano in fretta, la globalizzazione tende ad uniformare il gusto, allora facciamo in modo che sia quello italiano, non aspettiamo di ritrovarci a mangiare la pasta col ketchup, o a bere l&#8217;<a href="http://www.gustoblog.it/post/5808/vini-naturali-corte-santalda">amarone</a> cinesese, qui vince chi ha un prodotto forte che sa ben valorizzare e comunicare, e noi abbiamo la fortuna di avere anche una grande tradizione alle spalle.</p>
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    <title type="html">Eventi: dal 22 al 27 marzo Grands jours de Bourgogne.</title>
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      <name>Alessia </name>
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    <published>2010-03-16T17:41:32+00:00</published>
    <updated>2010-03-16T17:41:32+00:00</updated>
    <dc:subject>vino</dc:subject><dc:subject>eventi</dc:subject><dc:subject>prodotti-tipici</dc:subject><dc:subject>regioni</dc:subject><dc:subject>uomini-e-vino</dc:subject><dc:subject>rosso</dc:subject><dc:subject>bianco</dc:subject><dc:subject>chardonnay</dc:subject><dc:subject>degustazioni</dc:subject><dc:subject>manifestazioni</dc:subject><dc:subject>pinot noir</dc:subject><dc:subject>vine della borgogna</dc:subject><dc:subject>vini</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Per tutti gli appassionati del buon bere, prima di Pasqua c&amp;#8217;è un appuntamento imperdibile che riguarda la Borgogna vitivinicola. I Grands Jours de Bourgogne, arrivata quest&amp;#8217;anno alla[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/5955/eventi-dal-22-al-27-marzo-grads-jours-de-bourgogne"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/degustazione_borgognajpg.jpg" class="post" border="0" align="left" width="270" height="360" alt="manifestazione grands jour de bourgogne" />Per tutti gli appassionati del buon bere, prima di Pasqua c&#8217;è un appuntamento imperdibile che riguarda la <a href="http://www.gustoblog.it/post/3370/lunedi-19-degustiamo-i-grandi-vini-importati-da-sarzi-amade">Borgogna</a> vitivinicola. I Grands Jours de Bourgogne, arrivata quest&#8217;anno alla decima edizione, è la <a href="http://www.gustoblog.it/post/5869/eventi-x-edizione-dei-superwhites-friulani">manifestazione</a> più attesa dagli amanti dello <a href="http://www.gustoblog.it/post/2593/i-migliori-vini-del-2007">chardonnay</a> e del pinot noir.  </p>
<p>Le degustazioni si svolgono in diverse città francesi e durante più giorni, con la possibilità di scegliere l&#8217;appuntamento al quale si è più interessati per i giorni di martedì, mercoledì e venerdì. Fondamentale sarà l&#8217; iscrizione, che consentirà di partecipare alle degustazioni scelte, con annessi buffets. L&#8217; entrata alle degustazioni è completamente gratuita ed è un&#8217;ottima occasione per scoprire anche le <a href="http://www.gustoblog.it/post/5557/bollicine-biodinamiche-col-prosecco-perlage">bollicine</a>, che in questa regione si chiamano cremant, per distinguerle da quelle della champagne. </p>
<p>Le cene invece sono a pagamento, ma è tutto ben specificato, in inglese ed in francese. Differenti sono i temi degli incontri, per scoprire le loro denominazioni, i <a href="http://www.gustoblog.it/post/5810/vino-nobile-di-montepulciano-poderi-sanguineto">vini</a> e le moltitudini di &#8220;vignerons&#8221; che vi partecipano basta cliccare sul sito <a href="http://www.grands-jours-bourgogne.fr/">GJdB</a>.</p>
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