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  <title>gustoblog</title>
  <subtitle>gustoblog.it</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2004-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-17T06:50:07+00:00</updated>
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    <title type="html">Vitigni &amp; Vini: il Pelaverga</title>
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      <name>Alessia </name>
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    <published>2012-04-29T10:30:13+00:00</published>
    <updated>2012-04-29T10:30:13+00:00</updated>
    <dc:subject>vino</dc:subject><dc:subject>piemonte</dc:subject><dc:subject>rosso</dc:subject><dc:subject>pelaverga burlotto</dc:subject><dc:subject>verduno pelaverga</dc:subject><dc:subject>vino piemontese</dc:subject><dc:subject>vitigni &amp; vini</dc:subject><dc:subject>vitigno pelaverga</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il Pelaverga è un vitigno di cui ignoravo l&amp;#8217;esistenza fino alla degustazione dei vini piemontesi organizzata a Roma da Gowine. Questo vitigno ha un&amp;#8217;origine molto antica e la sua[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/10087/vitigni-vini-il-pelaverga"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/vitigno_pelavergajpg.jpg" class="post" border="0" align="left" width="270" height="360" alt="vitigni &amp; vini: pelaverga" />Il Pelaverga è un <a href="http://www.gustoblog.it/post/9705/vitigni-vini-loseleta">vitigno</a> di cui ignoravo l&#8217;esistenza fino alla degustazione dei vini piemontesi organizzata a Roma da Gowine. Questo vitigno ha un&#8217;origine molto antica e la sua coltivazione era localizzata nei comuni di Verduno, la Morra e Roddi d&#8217;Alba in provincia di Cuneo, <a href="http://www.gustoblog.it/post/7470/vitigni-vini-sotto-ai-e-1000-la-vespolina">Piemonte</a>.</p>
<p>Quest&#8217;uva è stata denominata Pelaverga piccolo e non va confuso con il Pelaverga di origine saluzzese (o Pelaverga di Pagno), chiamato Cari nel Chierese, o con il Peilavert canavesano, in quanto presenta acini sostanzialmente più piccoli. A partire dagli anni settanta i viticoltori cuneesi hanno cominciato a coltivarlo e vinificarlo in purezza per ottenere questo vino particolare con odore intenso e fruttato, particolarmente speziato, ma difficile da vinificare. </p>
<p>Si abbina bene con i <a href="http://www.gustoblog.it/post/7851/tutti-i-formaggi-della-puglia">formaggi</a> e i primi della tradizione piemontese. Il vino di questa azienda ha una particolare nota vegetale prorompente, cui seguono frutti rossi, pepe nero. In bocca è ricco, caldo e persistente, un vino che non lascia indifferenti. </p>
<p>Foto | Alessia</p>
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    <title type="html">A Pasqua abbiniamo il Banyuls al cioccolato</title>
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      <name>Alessia </name>
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    <published>2012-04-05T10:01:13+00:00</published>
    <updated>2012-04-05T10:01:13+00:00</updated>
    <dc:subject>vino</dc:subject><dc:subject>uomini-e-vino</dc:subject><dc:subject>rosso</dc:subject><dc:subject>banyuls</dc:subject><dc:subject>sweet wine</dc:subject><dc:subject>vino e cioccolato</dc:subject><dc:subject>vino francese</dc:subject><dc:subject>vino rosso dolce</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il Banyuls è un vino AOC (appellation d&amp;#8217;origine controllée) prodotto intorno a Banyuls-sur-Mer. Le vigne vecchie da cui si produce il vino dolce naturale si trovano in forte pendenza sulle[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/9435/a-pasqua-abbiniamo-il-banyuls-al-cioccolato"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/vino_banyulsjpg.jpg" class="post" border="0" width="586" height="439" alt="il vino adatto al cioccolato e non solo" /><br clear="all" />Il Banyuls è un vino AOC (appellation d&#8217;origine controllée) prodotto intorno a Banyuls-sur-Mer. Le vigne vecchie da cui si produce il <a href="http://www.gustoblog.it/post/7124/vitigni-vini-il-marzemino">vino dolce</a> naturale si trovano in forte pendenza sulle terrazze dei Pirenei a picco sul mare. Un paesaggio meraviglioso che sostiene piuttosto bene la teoria secondo la quale non si può ottenere un vino buono in ambienti brutti. L&#8217;area di produzione è limitata ai quattro comuni di  Collioure, Port-Vendres, Banyuls-sur-Mer et Cerbère. </p>
<p>I vitigni comunemente utilizzati sono: Grenache nero, minimo 50 % per il banyuls e il 75 % per il banyuls grand cru, Grenache grigio e bianco, Macabeu, Malvasia e Muscat. Possono venir impiegati altri vitigni complementari quali: Carignan, Cinsault e Syrah. Ciò che contraddistingue questa tipologia di vino è il lungo affinamento il legno, generalmente molto vecchio, in modo da favorire il processo ossidativo, che apporta note terziarie quali legno, cuoio, caffé, frutta secca, cacao ecc&#8230; L&#8217;étoile è un&#8217;azienda che ho conosciuto al Merano Wine Festival e che produce banyuls, ma anche vino secco. </p>
<p>Il loro 2002 mi ha molto colpita per il carattere di questo vino che prima conoscevo poco. In gioventù questo <a href="http://www.gustoblog.it/post/9705/vitigni-vini-loseleta">vino</a> è concentrato ed ha riconoscimenti di frutta matura e di confettura, poi con il passare del tempo e l&#8217;affinamento, le note diventano sempre più speziate, il dolce rimane ma è come se si caramellizzasse e la nota ossidativa mette in risalto le note di fichi e datteri. Per queste caratteristiche, il banyuls lo si accompagna a cioccolati pregiati o diventa un vino da meditazione che da solo, basta a soddisfare la nostra domanda edonistica.</p>
<p>Foto | Alessia</p>
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    <title type="html">Vitigni &amp; Vini: L&#039;Oseleta</title>
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      <name>Alessia </name>
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    <published>2012-03-31T11:30:46+00:00</published>
    <updated>2012-03-31T11:30:46+00:00</updated>
    <dc:subject>vino</dc:subject><dc:subject>veneto</dc:subject><dc:subject>rosso</dc:subject><dc:subject>oseleta del veronese</dc:subject><dc:subject>vini</dc:subject><dc:subject>vitigni&amp; oseleta vitigno rosso</dc:subject><dc:subject>vitigno veneto</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[I primi cenni riguardanti diverse varietà di un&amp;#8217;uva denominata Oselina risalgono al 1880. Successivamente l&amp;#8217; Oseleta, viene recuperata nel veronese, all’inizio degli anni ‘70,[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/9705/vitigni-vini-loseleta"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/Vitigni_oseletajpg.jpg" class="post" border="0" align="left" width="293" height="360" alt="vitigni&amp;vini: l&#39;oseleta" />I primi cenni riguardanti diverse varietà di un&#8217;<a href="http://www.gustoblog.it/post/9197/vitigni-vini-il-carcaghjolu-neru">uva</a> denominata Oselina risalgono al 1880. Successivamente l&#8217; Oseleta, viene recuperata nel veronese, all’inizio degli anni ‘70, quindi viene descritta e valutata dal punto di vista viticolo ed enologico. Il suo vino viene definito “complessivamente molto interessante per il colore, il corpo, la vivacità”. </p>
<p>Recuperata e riscoperta la Oseleta, comincia ad essere utilizzata in uvaggio per la produzione del vino Valpolicella, del Recioto e dell’<a href="http://www.gustoblog.it/post/5808/vini-naturali-corte-santalda">Amarone</a>, per le caratteristiche enologiche: per la buona idoneità all’appassimento e per le basse rese che consentono di rientrare nei parametri del disciplinare. </p>
<p>Qui vi propongo un&#8217;Oseleta in purezza dell&#8217;azienda Zýmē che ho assaggiato al <a href="http://www.gustoblog.it/post/9685/conclusione-della-46esima-edizione-del-vinitaly">Vinitaly</a>. Il vino è strutturato e speziato, un rosso corposo da abbinare a qualche pietanza sostanziosa, anche per fronteggiare il grado alcolico. Il tannino è ben presente ed al naso risulta abbastanza complesso. Il prezzo non è dei più accessibili, dovrebbe infatti trovarsi a scaffale intorno ai € 35,00.</p>
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    <title type="html">Mini verticale a vinitaly: Badia a Coltibuono</title>
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      <name>Alessia </name>
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    <published>2012-03-28T18:01:38+00:00</published>
    <updated>2012-03-28T18:01:38+00:00</updated>
    <dc:subject>eventi</dc:subject><dc:subject>toscana</dc:subject><dc:subject>rosso</dc:subject><dc:subject>badia a coltibuono</dc:subject><dc:subject>verticale chianti classico</dc:subject><dc:subject>verticale chianti vinitaly</dc:subject><dc:subject>vino rosso toscana</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il monastero Coltus Boni nasceva nel 1051 per opera dei monaci vallombrosani i quali piantarono anche le prime viti. Sotto il dominio di Lorenzo de&amp;#8217; Medici il monastero ebbe un ulteriore[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/9659/mini-verticale-a-vinitaly-badia-a-coltibuono"><![CDATA[<p><a href="http://www.gustoblog.it/galleria/mini-verticale-a-vinitaly-badia-a-coltibuono-01/"><img class="post" src="http://static.blogo.it/gustoblog/mini-verticale-a-vinitaly-badia-a-coltibuono-01/01_badia_a_coltibuono.jpg" alt="Mini verticale a vinitaly: Badia a Coltibuono" width="586" height="439" /></a><br clear="all" /></p>
<p>Il monastero Coltus Boni nasceva nel 1051 per opera dei monaci vallombrosani i quali piantarono anche le prime viti. Sotto il dominio di Lorenzo de&#8217; Medici il monastero ebbe un ulteriore sviluppo. Dopo varie vicende il monastero ed i vigneti vennero acquisiti dalla famiglia Piretti i cui eredi, Emanuela, Paolo e Guido, oggi la gestiscono nel pieno rigore della tradizione. La magia del <a href="http://www.gustoblog.it/post/9633/vivit-sezione-dei-vini-naturali-al-vinitaly">Vinitaly</a> forse risiede in questo, tra confusione diffusa, si creano delle piccole oasi di tranquillità dove alcuni produttori riescono a far assaggiare la loro storia. </p>
<p>Nel Nostro caso, l&#8217;azienda Badia a Coltibuono ci ha portato in degustazione il <a href="http://www.gustoblog.it/post/3729/il-22-settembre-degustiamo-il-chianti-dei-colli-fiorentini">Chianti</a> classico riserva 1970, il Chianti classico riserva 1981, il Chianti classico riserva 1999, il Sangioveto 1997 ed Sangioveto 2006. L&#8217;ordine di degustazione è quello scritto, quindi partiamo con la riserva del 1970 che è stato in botte di castagno fino al 1986 e nell&#8217;uvaggio c&#8217;erano anche i tradizionali vitigni a bacca bianca. Si presenta aranciato, al naso ad emergere immediatamente è la gamma della tostatura, dal caffè al cacao, poi seguono sentori di macchia mediterranea, poi ancora cuoio, tabacco, una nota eterea, ematica e di brandy. Come annata, raccontano le cronache che non sia stata neanche eccezionale, eppure il vino regge benissimo, non ha cedimenti ed è ancora fresco. </p>
<p>La 1981 è subito più eterea, più matura ma allo stesso tempo giovane, in bocca è più presente. Naso più di pellami. L&#8217;imbottigliamento è avvenuto nell&#8217;85. Dopo 20 minuti dall&#8217;apertura emergono note di sherry intrigantissime. Si prosegue col 1999, rituffando il naso di tanto in tanto nei bicchieri precedenti. Qui la nota che balza all&#8217;olfatto è di goudron che poi lascia spazio alla ciliegia sotto spirito. Segue una annata, che benchè decantata da tutto il mondo l&#8217;azienda non ritiene fra le più longeve, ovvero Sangioveto 1997. Qui il naso si sposta su note più fruttate, con una dolcezza più vanigliosa ben integrata. </p>
<p>Il millesimo 1999 è sicuramente più scalpitante sia al naso che in bocca, dove si contrappongono struttura e morbidezza. Dopo un po&#8217; di tempo dall&#8217;apertura emerge una nettissima caramella d&#8217;orzo che viene accompagnata da molti altri sentori. Terminiamo con il naso più balsamico della carrellata, Sangioveto 2006. Si presenta già come un&#8217;annata matura ed elegante già pronta ad essere bevuta anche se sarebbe preferirebile attendere qualche altro anno. A 15 minuti dall&#8217;apertura, si fa strada una leggera nota formaggiosa. Inutile dire che la mia concentrazione è andata sull&#8217;annata del 1970, che per stile ed anzianità rimarrà nei miei ricordi enoici.</p>
<p><a href="http://www.gustoblog.it/galleria/mini-verticale-a-vinitaly-badia-a-coltibuono-01/1"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/gustoblog/mini-verticale-a-vinitaly-badia-a-coltibuono-01/thn_01_badia_a_coltibuono.jpg" alt="Mini verticale a vinitaly: Badia a Coltibuono" width="130" height="97" /></a><a href="http://www.gustoblog.it/galleria/mini-verticale-a-vinitaly-badia-a-coltibuono-01/2"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/gustoblog/mini-verticale-a-vinitaly-badia-a-coltibuono-01/thn_02_badia_a_coltibuono.jpg" alt="Mini verticale a vinitaly: Badia a Coltibuono" width="130" height="97" /></a></p>
<p>Foto | Alessia</p>
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    <title type="html">Vitigni &amp; Vini: Il Carcaghjolu Neru</title>
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      <name>Alessia </name>
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    <published>2012-03-06T08:30:29+00:00</published>
    <updated>2012-03-06T08:30:29+00:00</updated>
    <dc:subject>vino</dc:subject><dc:subject>rosso</dc:subject><dc:subject>vino rosso</dc:subject><dc:subject>vitigni&amp;vini</dc:subject><dc:subject>vitigno carcaghjolu</dc:subject><dc:subject>vitigno corso</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Il vitigno Carcaghjolu Neru a bacca rossa è di probabili origini sarde, in particolare potrebbe provenire dalla Gallura. Il Foëx, nel 1909, parla di un vitigno chiamato Carcajola, coltivato in Corsica[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/9197/vitigni-vini-il-carcaghjolu-neru"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/vitigni_vinijpg.jpg" class="post" border="0" align="left" width="270" height="360" alt="vinitgni &amp; Vini il carcaghjolu neru" />Il <a href="http://www.gustoblog.it/post/9141/vitigni-vini-la-clairette-del-languedoc-in-via-di-estinzione">vitigno</a> Carcaghjolu Neru a bacca <a href="http://www.gustoblog.it/post/8209/vini-barolo-borgogno-1982">rossa</a> è di probabili origini sarde, in particolare potrebbe provenire dalla Gallura. Il Foëx, nel 1909, parla di un vitigno chiamato Carcajola, coltivato in Corsica ma importato dalla Sardegna. La sua somiglianza con il Vermentino nero, suggerirebbe una seconda ipotesi di provenienza ligure.<br />
&#8220;Carcaghjolu nero&#8221; significa &#8220;nero che dà molta uva&#8221;. Si dice sia imparentato con vitigni, visto le similitudini con il Mourvèdre o Bonvedro, coltivato in Portogallo e il Ribote o Coatendra, rintracciabile in Spagna. Ha molti sinonimi: Carcagiola, Bonifacengo, Garricadolza, Carcagiola, Carcaghjolu. </p>
<p>La produzione é abbondante e costante, predilige terreni sciolti, siliceo-argillosi, clima caldo, anche se ha buone capacità di adattamento. Resiste abbastanza bene ai principali agenti parassitari e alle avversità climatiche, è particolarmente sensibile al marciume acido. </p>
<p>L&#8217;azienda che lo produce si chiama <a href="http://www.gustoblog.it/post/9099/degustazione-vini-corsi">Clos Canarelli</a>, già citata nella degustazione sui vini corsi. Quest&#8217;azienda fa un vino in purezza che si chiama Carcaghjolu neru, l&#8217;annata assaggiata è la 2009. Il colore è un rosso rubino/violaceo, il naso esprime tutti i sentori della macchia mediterranea. Le vigne hanno 50 anni ciarca. In bocca il tannino è presente ma levigato. Gli altri sentori che esprime sono le note fruttate e pepate. Fermenta in acciaio e matura in legno. Esiste anche un Carcaghjolu Blanc, ma non l&#8217;ho mai assaggiato, quindi non so darvene notizie, anzi se qualcuno ne ha notizie me lo scrivesse.</p>
<p>Foto | Alessia</p>
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    <title type="html">Gamberetti piccantini al Porto</title>
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    <author>
      <name>Sara Rania alias Kitsuné</name>
    </author>
    <published>2012-01-27T15:50:20+00:00</published>
    <updated>2012-01-27T15:50:20+00:00</updated>
    <dc:subject>rosso</dc:subject><dc:subject>ricette-antipasti</dc:subject><dc:subject>ricette-secondi-pesce</dc:subject><dc:subject>porto</dc:subject><dc:subject>ricette con i gamberi</dc:subject><dc:subject>ricette nel wok</dc:subject><dc:subject>ricette orientali</dc:subject><dc:subject>salsa di soia</dc:subject><dc:subject>zenzero fresco</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Premesso che si tratta di una ricetta che si presta a belle presentazioni, non vi nascondo che la fase di pulizia dei gamberi è lunga, lenta e parecchio noiosa. Ma superato questo primo step il resto[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/8831/gamberetti-piccantini-al-porto"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/Gamberettipiccantini.jpg" class="post" border="0" width="586" height="510" alt="Gamberetti piccantini" /><br />
Premesso che si tratta di una ricetta che si presta a belle presentazioni, non vi nascondo che la fase di pulizia dei gamberi è lunga, lenta e parecchio noiosa. Ma superato questo primo step il resto è semplice e ultrarapido e molto decorativo. Otterrete delle vere e proprie farfalle di gamberi dal profumo esotico. A proposito, se avete a disposizione un bel <a href="http://www.gustoblog.it/post/7480/attrezzi-della-cucina-il-wok-tuttofare">wok</a>, sappiate che è arrivato il momento di usarlo.</p>
<p>Ingredienti per 2 persone: 500 gr di gamberi freschi, 1 bicchiere di Porto, 1 pezzetto di radice di zenzero fresco, 1 spicchio d&#8217;aglio, 1 cucchiaio di fecola, 2 cucchiai d&#8217;olio, 2 cucchiai di salsa di soia, sale e pepe bianco.</p>
<p>Preparazione. Sgusciate completamente i gamberi privandoli progressivamente della testa, delle zampette, del carapace e della coda. Incideteli sul dorso per eliminare il filetto scuro, sciacquateli e asciugateli con la carta assorbente. Metteteli in uno scolapasta salate, pepate e spolverate di fecola, scuotendo per eliminare l&#8217;eccesso. Tritate finemente lo spicchio d&#8217;aglio con o zenzero, poi mescolateli con la salsa di soia e con il Porto e lasciate il tutto da parte. Scaldate l&#8217;olio nel wok, aggiungete i gamberetti e fateli saltare a fiamma vivace per qualche minuto. Cospargete con la salsa a base di Porto, e lasciate cuocere per altri due minuti. Servite i gamberi freddi in bicchieri da Martini.</p>
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    <title type="html">Vitigni &amp; Vini: Vernatsch meglio conosciuta come Schiava.</title>
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      <name>Alessia </name>
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    <published>2012-01-09T12:30:03+00:00</published>
    <updated>2012-01-09T12:30:03+00:00</updated>
    <dc:subject>vino</dc:subject><dc:subject>trentino-alto-adige</dc:subject><dc:subject>rosso</dc:subject><dc:subject>cantina di caldaro</dc:subject><dc:subject>vini rossi</dc:subject><dc:subject>vitigno schiava</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Ha più di un secolo la cantina di Caldaro, costituita da più di 450 contadini che insieme hanno 300 ettari di vigna. La filosofia condivisa da tutti ha portato questa cantina ad avere sempre più[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/8671/vitigni-vini-vernatsch-meglio-conosciuta-come-schiava"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/schiava_caldarojpg.jpg" class="post" border="0" align="left" width="270" height="360" alt="cantine di caldaro schiava" />Ha più di un secolo la cantina di Caldaro, costituita da più di 450 contadini che insieme hanno 300 ettari di vigna. La filosofia condivisa da tutti ha portato questa cantina ad avere sempre più riconoscimenti per il lavoro qualitativo che viene svolto. Normalmente volta al biologico, con la linea Solos, dal latino solum, suolo, un gruppo di viticoltori ha scelto la biodinamica ed almeno a giudicare da questa <a href="http://www.gustoblog.it/post/7937/vitigni-vini-pignolo">Schiava</a>, in tedesco Vernatsch, hanno fatto bene. </p>
<p>Questo vino che troviamo sugli scaffali a non più di € 10,00 ha una grande beva, ma non per questo è un vinello in senso stretto. Il coloro chiaro ci lascia già intuire che non sono stati usati concentratori o altri vitigni cosidetti migliorativi, il profumo poi è tutt&#8217;altro che anonimo, ha un carattere fumè molto persistente, che ci introduce ad una leggera speziatura e a delicati sentori di piccoli frutti rossi. </p>
<p>In bocca non delude, a parte un leggero residuo di carbonica appena stappato, intuibile dalla sensazione di <a href="http://www.gustoblog.it/post/8577/vini-champagne-paul-bara">bollicine</a>, che svanisce immediatamente. Il tenere alcolico è di 12,5% e l&#8217;annata è la 2010, la persistenza è adeguata ed il corpo può sembrare esile, ma non lo è. Nell&#8217;abbinarlo attenzione all&#8217;affumicato e alla mandorla amara che si percepisce nettamente all&#8217;assaggio, la quale potrebbe tornare utile negli abbinamenti con cibi la cui tendenza è dolce. Schietto e di carattere è un vino che credo valga la pena assaggiare.</p>
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    <title type="html">Vino: mini verticale di Morellino di Scansano.</title>
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    <published>2011-12-14T10:30:43+00:00</published>
    <updated>2011-12-14T10:30:43+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Nell&amp;#8217;anno della caduta del muro di Berlino, marito e moglie,  Giancarlo Lanza e Giulia Andreozzi, acquistarono il vigneto che poi chiamarono I Botri a soli 20 km da Scansano. Dei sette ettari[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/8471/vino-mini-verticale-di-morellino-di-scansano"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/verticale_botrijpg.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="324" alt="mini verticale morellino di scansano" /><br clear="all" />Nell&#8217;anno della caduta del muro di Berlino, marito e moglie,  Giancarlo Lanza e Giulia Andreozzi, acquistarono il vigneto che poi chiamarono I Botri a soli 20 km da <a href="http://www.gustoblog.it/post/7270/ristoranti-lenoteca-dei-mille-a-scansano-gr">Scansano</a>. Dei sette ettari di proprietà, 4 sono dedicati a vitigni a <a href="http://www.gustoblog.it/post/8421/vini-sotto-i-10-euro-primitivo-di-manduria">bacca rossa</a> tra cui: il Sangiovese, presente con due cloni di Morellino per il 90%, il Prugnolo gentile per il restante 10%; l’Alicante, che è un clone di Grenache, il Ciliegiolo.</p>
<p>Le uve sono coltivate biologicamente. La riserva è composta da Sangiovese all&#8217; 85%, Ciliegiolo al 10% e Tinto di Spagna (Alicante o Grenache) al 5%. La Vinificazione è tradizionale con una lunga macerazione, fino a 60 giorni. Messo in bottiglia dopo 12 mesi di maturazione in piccole botti di rovere di Slavonia esauste. Nel 1992 il disciplinare venne cambiato per introdurre dei vitigni, cosiddetti, migliorativi quali Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot e Syrah. Questa azienda ha preferito continuare con i vitigni storicamente vitati, rifiutando l&#8217;omologazione e la facilità di beva che i vitigni internazionali comportano.</p>
<p>Le annate degustate sono state la 2007, la 2006 e la 2005. La più recente è ancora un po&#8217; ruvida e poco equilibrata. Ricca e speziata sia al naso che in bocca ha una sapidità ben presente, forse grazie alla vicinanza col mare. La 2006 era più rotonda ed equilibrata. Gradevole, e persistente. La 2005 è la più corposa. Credo siano espressioni di morellino meno morbide e facili rispetto ad altri. Sicuramente più espressive di un terroir preciso della Toscana.</p>
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    <title type="html">Vini di qualità sotto i 10 euro: Primitivo di Manduria</title>
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    <published>2011-12-10T11:20:46+00:00</published>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/8421/vini-sotto-i-10-euro-primitivo-di-manduria"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/primitivo_manduriajpg.jpg" class="post" border="0" align="left" width="270" height="360" alt="vino rosso pugliese" />Quando si pensa al Primitivo di Manduria, spesso ci viene in mente un vino rosso, morbido e fruttato, con un tannino delicato, un vino che viene scelto sovente da chi si affaccia al mondo enologico. </p>
<p>Il Primitivo di Manduria della Compagnia dei Vini è un rosso da solo acciaio, che mantiene le caratteristiche tipiche del vitigno, ma decisamente meno spinte e più sobrie, tutto a favore di un frutto più fragrante e meno marmellatoso. Rimane piacevolmente speziato. </p>
<p>Le caratteristiche olfattive sono numerose e delicate e tutte insieme creano un bouquet abbastanza complesso ed equilibrato. Per il prezzo siamo intorno ai € 7,50. 14% il tenore alcolico è ben integrato nell&#8217;interezza della struttura di questo vino pugliese. Interessante anche la versione <a href="http://www.gustoblog.it/post/7124/vitigni-vini-il-marzemino">dolce</a> naturale, meno il <a href="http://www.gustoblog.it/post/8415/vino-rosso-rebo">rosso secco</a> passato in barrique.</p>
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    <title type="html">Vino rosso: Rebo</title>
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    <published>2011-12-09T09:30:39+00:00</published>
    <updated>2011-12-09T09:30:39+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Recentemente ho bevuto questo vino frutto dell&amp;#8217;incrocio di due vitigni: Merlot e Teroldego. L&amp;#8217;ideatore fu Rebo Rigotti, genetista italiano e ricercatore presso[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/8415/vino-rosso-rebo"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/vino_rebo_.jpg" class="post" border="0" width="586" height="360" alt="Vino rosso: Rebo" /><br clear="all" /></p>
<p>Recentemente ho bevuto questo vino frutto dell&#8217;incrocio di due vitigni: Merlot e <a href="http://www.gustoblog.it/post/1286/alla-scoperta-del-teroldego">Teroldego</a>. L&#8217;ideatore fu Rebo Rigotti, genetista italiano e ricercatore presso l&#8217;Università di San Michele Appiano nel 1948. </p>
<p>Il vino che se ne ottiene è fruttato, piacevole, con poche parti dure, facile da bere ma neanche scontato, come la mia descrizione potrebbe lasciar intendere. Un vino spensierato ma presente. </p>
<p>L&#8217;azienda è quella di Gino Pedrotti, sita a Lago di Cavedine in provincia di Trento. Questo <a href="http://www.gustoblog.it/post/8209/vini-barolo-borgogno-1982">vino</a> si accompagna a paste al forno e alla carne rossa, ma anche a bolliti se ben salsati.</p>
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    <title type="html">Contorni: verza cruda al vino</title>
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    <published>2011-12-01T09:30:09+00:00</published>
    <updated>2011-12-01T09:30:09+00:00</updated>
    <dc:subject>vino</dc:subject><dc:subject>rosso</dc:subject><dc:subject>ricette-verdure</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>insalata invernale</dc:subject><dc:subject>verza</dc:subject><dc:subject>vino rosso</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Ripropongo la verza profumata ma con delle varianti importanti. Ci occorrono: una metà di verza liscia; della cannella, dei semi di girasole e di lino; un bicchiere di vino rosso; zucchero; aceto,[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/8371/contorni-verza-cruda-al-vino"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/cavolo_verzajpg.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="324" alt="cavola verza con riduzione di vino rosso speziato" /><br clear="all" /></p>
<p>Ripropongo la <a href="http://www.gustoblog.it/post/8277/contorni-verza-profumata">verza profumata</a> ma con delle varianti importanti. Ci occorrono: una metà di <a href="http://www.gustoblog.it/post/8297/lortaggio-del-mese-la-verza">verza</a> liscia; della cannella, dei semi di girasole e di lino; un bicchiere di vino rosso; zucchero; aceto, buccia di un&#8217;arancia non trattata; olio extra vergine di oliva, sale e pepe.</p>
<p>Tagliate a listarelle la verza e lavatela. In un padellino antiaderente mettete il <a href="http://www.gustoblog.it/post/8209/vini-barolo-borgogno-1982">vino rosso</a>, la stecca di cannella, 1 chiodo di garofano, buccia di arancia grattugiata e zucchero q.b. Fate ridurre il vino fino ad arrivare ad una riduzione densa. Passate il vino in un setaccio per eliminare le spezie.</p>
<p>Condite la verza con olio, aceto, sale e pepe e poi aggiungete i semi di lino e di girasole. Il tocco finale lo darete con la riduzione di vino rosso, che andrà a bilanciare l&#8217;acidità dell&#8217;aceto. La parte croccante sarà data sia dai semi che dalla verza stessa. Un gusto agrodolce tenue.</p>
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    <title type="html">Vini: Barolo Borgogno 1982</title>
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    <published>2011-11-16T10:30:40+00:00</published>
    <updated>2011-11-16T10:30:40+00:00</updated>
    <dc:subject>vino</dc:subject><dc:subject>rosso</dc:subject><dc:subject>assaggi vini.</dc:subject><dc:subject>barolo 1982</dc:subject><dc:subject>barolo borgogno</dc:subject><dc:subject>barolo riserva. in evidenza</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Durante il Merano Wine Festival nella giornata del lunedì protagonisti son stati vari  vini di annate vecchie. Ne ho assaggiati alcuni che mi hanno particolarmente colpita. È il caso di questo Barolo[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.gustoblog.it/post/8209/vini-barolo-borgogno-1982"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/barolo_borgognojpg.jpg" class="post" border="0" align="left" width="270" height="360" alt="barolo Borgogno annata 1982" />Durante il Merano Wine Festival nella giornata del lunedì protagonisti son stati vari  vini di annate vecchie. Ne ho assaggiati alcuni che mi hanno particolarmente colpita. È il caso di questo <a href="http://www.gustoblog.it/post/5189/cantina-mascarello-vini-tradizionalmente-buoni">Barolo</a> di Borgogno del <a href="http://www.gustoblog.it/post/2308/la-vera-ricetta-del-ragu-alla-bolognese">1982</a>. Già mi emoziona assaggiare qualcosa che vive da più tempo di me, poi se parliamo di un <a href="http://www.gustoblog.it/post/7937/vitigni-vini-pignolo">vino</a> notoriamente longevo, è ancora più bello poterlo fare. Infatti, nell&#8217;assaggio sembra volermi trasmettere la sua esperienza raggiunta, ma di certo non terminata.</p>
<p>Il colore era ancora compatto un po&#8217; mattonato e senza particelle in sospensione. Al naso era un&#8217;esplosione di riconoscimenti olfattivi tra cui rosa, liquirizia, pepe, frutti rossi sotto spirito, un pizzico di balsamicità, cuoio lavorato. In bocca mi aspettavo di trovare un vino dove l&#8217;ossidazione rimaneva un po&#8217; da sola ed invece non lo era affatto, era al contrario morbido, con un tannino quasi vellutato. Rotondo, ampio e con una persistenza che si allargava e non rimaneva solamente verticale. Tutto il sorso era equilibrato e supportato da tutte le componenti di un grande vino: alcol, tannino, acidità, sapidità, morbidezza.</p>
<p>Un assaggio che spero di non dimenticare mai, e che anzi, magari riuscirò a ripetere a distanza di qualche anno.</p>
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