In ogni paese ci sono usanze diverse, una mia amica giapponese mi ha scritto una breve introduzione a cos’è il Capodanno proprio in Giappone. Il Natale infatti non è così sentito come da noi, ma è più che altro un momento in cui si esce a cena con il fidanzato o il proprio marito: è quindi maggiormente dedicato agli innamorati e non necessariamente alla famiglia.
Invece la celebrazione del Capodanno è più articolata: tradizione vuole che si vada al tempio e si faccia un’offerta. La richiesta è naturalmente di un nuovo anno molto prospero e i festeggiamenti si protraggono molto a lungo. Oggi vi espongo brevemente la prima parte.
Possiamo dividere i festeggiamenti seguendo l’aspetto culinario:
dal primo al 3 gennaio è l’Osechi- ryori: i primi tre giorni del nuovo anno si mangiano cibi precedentemente preparati. Si usa una specie di bento a diversi piani, molto bello, spesso laccato, che viene riempito con cibi che si possono conservare per qualche giorno. Oltre che contenere buoni cibi deve essere anche bello esteticamente, d’altra parte la persona che lo prepara potrà così riposarsi i primi 3 giorni dell’anno.
Il pepe è il frutto di un albero tropicale molto alto, originario di India e Malesia ed è una delle spezie maggiormente utilizzata in cucina. La varietà più conosciuta è sicuramente il classico pepe nero, ma da anni ormai si usano anche altre varietà, come quello bianco, il verde e il rosa.
Le varietà nero e bianco derivano dalla stessa pianta, il Piper nigrum: il pepe nero è raccolto prima dela maturazione, quando ha un colore tendente al rossastroe scurisce in seguito all’essiccamento. Il pepe bianco è invece pienamente maturo e prende quel colorito dopo essere stato sbucciato ed essiccato.
Anche il pepe verde deriva dalla stessa pianta e il frutto viene conservato in una sorta di marinatura e immerso in acqua prima dell’uso. Tuttavia, ogni varietà è dotata di virtù terapeutiche e si pensa che il suo proumo aromatico, così come il gusto, sia afrodisiaco.
Foto | Flickr

Girovagando per il web ho trovato su nutrition-foundation l’ennesimo elogio a frutta e verdura. L’articolo citato sostiene infatti che al giorno sarebbe consigliabile consumare almeno 3-5 porzioni di frutta e verdura. Per porzione, a quanto mi spiegò un dietologo, sommariamente possiamo rifarci a 200 gr di verdura a porzione, 100 gr di frutta a porzione.
Voi quanta ne consumate giornalmente?
Come vi sembra che il rapporto frutta/verdura si relazioni al mantenimento del vostro peso forma? Sicuramente frutta e verdura contribuiscono a drenare i liquidi, d’altra parte alcuni frutti particolarmente zuccherini non sono eccessivamente raccomandabili. Dite la vostra!
Foto | Flickr
Credo che il pomodoro sia l’ortaggio che maggiormente rappresenta la nostra nazione. Sappiamo che ne esistono moltissime varietà e la cosa che mi sorprende è che sono tutte eccezionalmente saporite. Ma guardiamo un po’ insieme le caratteristiche base dei pomodori, come acquistarli, come pulirli e in che modo gustarli.
Le varietà più note sono: il ramato, rotondo e liscio, ottimo sia crudo che cotto; il perino, un po’ allungato, da consumare cotto generalmente, come il San Marzano; il cuore di bue, nelle insalate; e i vari ciliegini e datterini, di piccole dimensioni, che si adattano ad ogni piatto. In Italia il pomodoro è il condimento classico per i nostri primi piatti ed è un alimento ipocalorico, con sole 17 Kcal per 100 grammi.
Al momento dell’acquisto, preferite sempre quelli a polpa soda e consistente e che siano uniformemente maturi, in modo che abbiano un sapore meno acido, altrimenti se li userete per cucinare dovrete aggiungere un pizzico di zucchero in cottura, per eliminare l’acidità. Per pulirli basta eliminare il picciolo; diverso discorso invece se volete spellarli. In quel caso scottateli per un minuto in acqua bollente, poi fateli intiepidire e la buccia andrà via da sola. Impportante fare un segno sul pomodoro prima di sbollentarlo, altrimenti rischi di “esplodere”.
Foto | Flickr
Non vuole essere un vade-mècum universale, ma non tutti sanno che alcuni cibi ingeriti insieme fanno la differenza: potrebbero infatti gonfiare o fermentare od aiutare la digestione. Sono solo linee guida e chi segue diete particolari per motivi di salute si affidi al programma alimentare prescrittogli. 1) Evitare sempre di mangiare pane e cereali o pasta e patate insieme. 2) Se si mangia della carne, preferibilmente rossa, a fine pasto due fettine di ananas stimolano la digestione delle proteine animali.
3) Chi ha problemi di insonnia dovrebbe preferire la sera la pasta o il riso in quanto non richiedono lunghi tempi di digestione e conciliano il sonno. 4) Evitare le macedonie o mangiare più frutti diversi in poco tempo poichè creano delle fermentazioni. 5) Mangiare aglio, cipolla e peperoncino crudi rafforzano le difese immunitarie e la circolazione. 6) Sostituite il caffè con l’orzo, quest’ultimo è rinfrescante ed aiuta l’intestino. 6) Preferire le verdure crude a quelle cotte, in caso di cottura sarebbe bene berne l’acqua che è ricca di principi attivi.
7) Mangiare molto pesce aiuta a tenere pulito il fegato e le arterie. 8 ) L’olio extra-vergine di oliva a crudo è un ottimo antiossidante e rende il pasto più digeribile. 9) L’insalata è bene che sia o di foglie o di radici, poichè combinate insieme gonfiano lo stomaco. 10) Evitare le bibite gassate, a parte l’alta componente zuccherina a preoccupare è la relazione fra anidrite carbonica ed indebolimento osseo.
Foto | Flickr

Secondo recenti sondaggi sono ben ventiquattro milioni i barbecue organizzati dagli italiani nel periodo che va da giugno a settembre. Se da un lato la grigliata per molti è un irrinunciabile rito estivo, dall’altro non bisogna sottovalutare i rischi per la salute. La dottoressa Augusta Sonato, specialista in Scienze dell’alimentazione e dietetica presso l’Irccs MultiMedica, afferma:
“Una grigliata ogni tanto va bene ma non deve diventare un’abitudine. Nella bella stagione, specialmente con il caldo e l’afa, l’alimentazione deve mantenersi varia e completa e, soprattutto, non bisogna eccedere con le carni rosse che dovrebbero essere consumate non piu’ di una o due volte alla settimana”.
Ecco quindi alcuni consigli alimentari della dottoressa Sonato per le grigliate estive, mentre qui e qui potrete trovare le regole d’oro per un barbecue perfetto:

Il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio ha sottoscritto specifici accordi con i panificatori (in particolare con le associazioni Assipan-Confcommercio, Assopanificatori Fiesa Confesercenti e con l’Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari Industriale) per ridurre la quantità di sale presente nel pane: troppo sale infatti porta a un aumento della pressione arteriosa con conseguente aumento del rischio di insorgenza di gravi patologie dell’apparato cardiovascolare, come infarto del miocardio e ictus cerebrale.
Personalmente sono anni che cucino del tutto senza sale e ormai mi sono abituato (e, ad essere sincero, dopo il primo sconcerto iniziale, i cibi hanno un gusto “migliore” senza sale… ma si sa, de gustibus…)
Voi come lo preferite il pane?
Ormai il caldo estivo si fa sentire, vi voglio dunque consigliare un cocktail fresco per l’estate da bere accanto ad un piatto di carne e verdure. Procuratevi questi ingredienti: 10 foglioline di menta, 2 foglioline di rosmarino, 1 cetriolo fresco, 1 lime, tequila bianca e ghiaccio tritato sottile.
Questo drink non ha un nome, ho provato a farlo e mi è sembrato molto rinfrescante. Mettete abbondante ghiaccio tritato in un bicchierone, aggiungete la tequila fino a 1/4 di bicchiere e mescolate. Mettete le foglie di menta e mescolate di nuovo. Aggiungete poi il rosmarino e spremete il lime. Mescolate anche il succo di lime e tagliate una decina di fettine di cetriolo. Immergetele nel drink e date un’ultima mescolata.
Parte del ghiaccio si sarà ormai sciolto. Mettetene di nuovo fino a riempire il bicchierone. Il vostro cocktail è pronto. La tequila ha un elevato grado alcolico, va usata con molta moderazione, questo cocktail non ne necessita molta, badate bene se abbondate di miscelarla con una ben maggiore quantità di ghiaccio e acqua!
Foto | Flickr

Per la sopravvivenza estiva: una bella insalata leggera e saporita! Procuratevi 200 gr di lattuga, 100 gr di insalata amara, 50 grammi di indivia, philadelphia, erba cipollina, un cetriolo, sale, olio, pepe e del salmone affumicato tagliato a striscioline sottili.
Lavate bene l’insalata, fatela asciugare e disponetela nel piatto facendo una base di lattuga. Mette poi l’insalata amara, tagliate l’indivia e mescolatela con philadelphia ed erba cipollina.
Ponetela sopra all’altra insalata e, come decorazione, aggiungete il cetriolo tagliato a fettine sottili e il salmone affumicato. Condite con un filo di olio, sale e pepe. La cipolla è facoltativa ma si sposa con i sapori dell’insalata. Buonissima con bruschette semplici condite con olio e sale.
Foto | Flickr

Ieri sera ho frequentato la lezione di sushi del Tozai, con il sensei Katsuya Tatsumoto. Le lezioni del sensei non sono “solo chiacchiere” e ordini su come cucinare, ma ti coinvolge anche nelle spiegazioni e nella pratica dei cibi. Ha iniziato a spiegarci alcuni cenni storici riguardanti il sushi: non tutti sanno che il sushi nasce per conservare il pesce sotto aceto. Nella parola SU-shi, infatti, il SU significa aceto.
Esistono poi vari tipi di sushi: i nigiri che sono la classica polpettina di riso con sopra il pesce fresco, i maki che sono i rotolini di alga, riso e condimento, gli uramaki sono invece i rotolini con il riso all’esterno, i temaki sono la variante a forma di cono ripeno di riso. Ci si può proprio sbizzarrire poi con i condimenti: insalata, tonno, salmone, pomodorini secchi, cetriolo, avocado, gamberi…
Riguardo la preparazione sarebbe meglio avere una cuociriso, tuttavia se usate una normale pentola mettete riso e acqua in egual proporzione e chiudete con il coperchio. Tenete sempre chiuso poichè il vapore è importantissimo, fate cuocere per 20 minuti, quando il coperchio “borbotta” abbassate il fuoco ma lasciate cuocere ancora.