Château Pommard, la fine della favola.

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visita alla prestigiosa cantina di chateau pommard
Château Pommard, chi non ne ha mai sentito parlare? Fin dalla storia è stato un riferimento dell’enologia mondiale, con il suo suolo argillo-calcareo del primo giurassico, come lo si trova in tutta la Borgogna ed in parte dell’alsazia, e le sue uve di pinot nero, hanno regalato nettari preziosi, quasi leggendari. Cosa rimane oggi di tutto questo?

Il Castello è stato diviso nel corso della storia ed ora, la parte più importante è una spoetizzante macchina per fare soldi. Con €18,00 euro si può visitare la mostra, che cambia annualmente, quest anno dedicata a picasso, il piccolo, ma grazioso museo del vino, il giardino alla francese, la statua di Dalì, una visita guidata alle cantine ed un breve, brevissimo accenno alle vigne.

Ovviamente si ha anche il diritto a 3 assaggi. A me,come al resto del gruppo, sono capitati dei bicchieri sporchi, temperatura di servizio dei vini, sbagliata ed anche un insetto nello stesso. Per un simile prezzo mi sarei aspettata un altro trattamento e più informazioni su come si produce il vino,o la lavorazione in vigna.

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Vini: Gli Champagnes di André e Jacques Beaufort.

pubblicato da Alessia

Champagne biologici Adré Beaufort
Non è di certo una mia scoperta, ma finalmente ho avuto l’occasione di assaggiare parecchi vini di questo produttore, in Italia molto conosciuto e dibattuto, in Francia conosciuto da pochi. In realtà non è biodinamico, come ho letto da qualche parte, ma è omeopatico ed in vigna usa degli olii essenziali per rinvigorire o guarire la vite, per gli amanti dell’inquadramento, rientra nel biologico. Stiamo parlando degli Champagne di André Beaufort. Il padre, Jaques, nel 1969 scopre, ammalandosi, di avere una forte allergia ai prodotti chimici, di cui faceva uso nelle vigne e sui meli, tanto da non poter mangiare più quei frutti.

Un po’ come in una fiaba, una biancaneve al contrario, assaggia la mela non trattata, di quella che poi sarebbe divenuta sua moglie, e con grande stupore si accorse che non gli faceva male. Iniziò allora un percorso di conoscenza del biologico e dell’omeopatia applicato alle piante che lo ha portato ad avere degli Champagne, unici riconoscibili, anche se, per alcuni, discutibili. Discutibili da tutti coloro che sono abituati al classico Champagne e come sempre i gusti son gusti e non si discutono.

A me sono piaciuti moltissimo, anche i rosati che generalmente non mi ispirano, qui sono fruttati, e speziati allo stesso tempo, hanno ricordi di china, sono persistenti. Tutti i suoi vini hanno una leggera tannicità, una morbidezza iniziale, che a seconda del vino si trasforma. Sono davvero ricchisimi di riconoscimenti olfattivi, quindi evito di tediarvi. Quelli di Ambonnay li ho preferiti in generale ai vini di Polisy, che qualche volta presentavano una nota di uovo meno entusiasmante per il mio naso. Alla fine sono rimasta molto sorpresa nel verificare che un annata migliore era di qualità inferiore, poichè proveniente da vigne parzialmente contaminate dai prodotti chimici del vicinato. Vero o no, sembra che il suo modo di operare funzioni.

condividi condividi 0 commenti mercoledì 19 maggio 2010
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Vini: La Champagne e lo Champagne.

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degustare la champagneLa champagne è una regione francese nella quale si produce il famoso vino. Le vigne coprono 33.975 ettari di terreno e sono coltivate a pinot nero, pinot meunier e chardonnay, per una percentuale irrisoria, ad arbanne e petit meslier. Vengono distinte 4 zone: Vallée de la Marne, Montagne de Reims; Côte des Blancs e de Sézanne e Côte des Bar. Dom Pérignon è il celebre frate Benedettino da tutti conosciuto come l’inventore dello Champagne, in realtà, si dice che stesse lavorando per ridurre il fenomeno delle bollicine nel vino. La storia e le curiosità su questo vino particolare sono tante e non mi dilungherò.

Lo Champagne può chiamarsi così solo in questa regione, in tutto il resto del mondo prende nomi differenti e nel resto della Francia prende il nome di Crémant, ad indicare che il vino è fatto col metodo classico o champenois, ovvero rifermentazione in bottiglia. Ogni maison, famiglia e produttore ha una sua ricetta particolare e lo champagne che ne scaturisce si differenzia moltissimo. Generalmente è il risultato dell’assemblaggio di più vini di zone ed annate differenti, ma può anche essere millesimato ed in qualche caso particolare, provenire da un singolo vigneto, clos.

Andare alla scoperta di questa zona, se si è appasionati, è veramente emozionante, ma se per caso si capita da queste parte e non si ha il tempo di far visita a qualche produttore, a Dizy, villaggio vicino ad Aÿ, c’è un negozio piccolo, ma con una selezione di Champagnes limitrofi a quei comuni, davvero ben oculata. Infatti, è operata da un enologo esperto, ed ad aiutarvi, troverete due simpatiche donne che cercheranno di capire i vostri gusti e di indirizzarvi al meglio. Il prezzo delle bottiglie è quello che paghereste in cantina dai produttori. Aperto tutti giorni dalle 10-12.30 e dalle 15-19 e d il sabato e la domenica orario continuato 10-19. Il negozio si chiama La cave des filles e si trova al 463, Avenue du Général Leclerc. Non ve lo consiglio se siete amanti dei vini più estremi e naturali, qui non li troverete.

Gli champagne
Gli champagneGli champagneGli champagne

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Cave de Morgex et de la Salle: Prié Vini Estremi.

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blanc de morgex et de la salleTra i vitigni non molto conosciuti vi è il Prié o Blanc de Morgex la cui origine è incerta. Questo vitigno viene coltivato in Valle d’Aosta nei comuni di Morgex e La Salle ad un altitudine massima di 1200 metri, altezza che gli vale il riconoscimento di vino più alto d’Europa. Uva Tardiva nel germogliamento e precoce nella maturazione ha un ciclo vegetativo molto breve, caratteristica che gli permette di scampare alle gelate primaverili. Uva versatile dà ottimi risultati sia come vino fermo che come metodo classico, categoria nella quale ha ottenuto molti riconoscimenti.

Questa azienda cooperativa nasce nel 1938 e da allora ha sempre lavorato nel rispetto del vitigno e della tradizione, con lo sguardo sempre rivolto all’efficienza tecnologica. Il blanc de Morgex et de la Salle Vini Estremi è un vino di quelli che non se ne vedono più in giro, 11% alcolici, giallo paglierino tenue con riflessi verdi, profumo delicato, sottile, fresco di pietra focaia.

Al gusto si presenta con un’acidità importante ma mai invasiva, una lieve tannicità minerale solletica il cavo orale e l’ equilibrio gioca su note fresche e delicate. Vino veramente adatto ad essere bevuto in estate come aperitivo, in accompagnamento a delle verdure grigliate, con una trota di montagna o con un crostino con il lardo di Arnard.

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Eventi: Vinitaly 2010

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manifestazione verona: vinitaly Verona si riconferma protagonista di uno dei più grandi eventi concernenti il vino, non solo italiano, ospitando la quarantaquattresima fiera del Vinitaly. Con i suoi 4213 espositori, distribuiti su 92325 mq e con 151216 presenze, il Vinitaly si conferma il luogo più importante dove si prendono il maggior numero di contatti.

Vini, distillati, degustazioni e tema, verticali, birre, cocktails e tante iniziative rendono questi 5 giorni densi di appuntamenti. Navette gratuite ed etilometri dovrebbero agevolare il povero degustatore, che proprio in queste manifestazioni dovrebbe non bere tutto quel che assaggia. Il biglietto può essere acquistato direttamente sul sito, dove si trovano anche informazioni su come raggiungere Verona, e dove alloggiare.

Per chi non avesse troppo tempo si può andare anche un solo giorno ed a questo proposito ricordo che trenitalia ha delle tariffe agevolate per chi compra il biglietto andata e ritorno in giornata. Organizzando bene il proprio giro si riesce a degustare quei produttori ai quali si è interessati. Personalmente la trovo una manifestazione un po’ troppo caotica, ma un’ esperienza utilissima da provare almeno una volta.

Foto | Vinitaly

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Eventi Borgogna: Considerazioni ed informazioni.

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commenti sui grands jours de bourgogne
Si è concluso venerdì il grande evento sulla Borgogna vitivinicola. La degustazione riguardante i vini di Vougeot si è tenuta nell’omonimo castello che vedete nella foto. In generale, è stata una manifestazione ben organizzata, con navette veloci e puntuali. L’ unica grande pecca, anche in un’ottica turistica, è il mancato collegamento tra la stazione del treno di Auxerre e Chablis, che dista 20 km. Se vi dovesse capitare di andarci, le possibilità sono: l’autostop, il costoso taxi o l’ecologica bici, stagione permettendo.

Per quasi tutta la Borgogna, l’annata 2007 è considerata più minerale rispetto alla 2008, e da bere prima, al contrario, il millesimo 2008, è stato più ricco di polpa ed invecchierà meglio, poichè c’è stata una maturazione tardiva e la vendemmia è stata un po’ complicata, quindi cernita attenta degli acini. Sono tutti daccordo sulla 2005 come grande annata del decennio, ma ancora troppo giovane da bere ora. Per quel che riguarda il 2003 soprattutto per lo Chablis, grandi risultati inaspettati per alcuni grand cru, per tutte le altre denominazioni, pessima annata. Il 2009 è stato molto equilibrato, ci si aspetta grandi cose ma è ancora presto per parlare.

Ho trovato un po’ penalizzante per i vini stessi, portare in degustazione l’ultima annata, visto che quasi tutti i vini, eccezione fatta per l’aligotè, si esprimono al meglio dopo qualche anno di affinamento. Molti produttori, hanno portato i loro campioni di botte, poichè non avevano più il 2007 da far assaggiare. In conclusione direi che è una manifestazione molto interessante, che non solo offre una panoramica sull’intera Borgogna, anche spumantistica, ma permette una visione più approfondita della microzona, che qui, cambia di metro in metro.

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Eventi: dal 22 al 27 marzo Grands jours de Bourgogne.

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manifestazione grands jour de bourgognePer tutti gli appassionati del buon bere, prima di Pasqua c’è un appuntamento imperdibile che riguarda la Borgogna vitivinicola. I Grands Jours de Bourgogne, arrivata quest’anno alla decima edizione, è la manifestazione più attesa dagli amanti dello chardonnay e del pinot noir.

Le degustazioni si svolgono in diverse città francesi e durante più giorni, con la possibilità di scegliere l’appuntamento al quale si è più interessati per i giorni di martedì, mercoledì e venerdì. Fondamentale sarà l’ iscrizione, che consentirà di partecipare alle degustazioni scelte, con annessi buffets. L’ entrata alle degustazioni è completamente gratuita ed è un’ottima occasione per scoprire anche le bollicine, che in questa regione si chiamano cremant, per distinguerle da quelle della champagne.

Le cene invece sono a pagamento, ma è tutto ben specificato, in inglese ed in francese. Differenti sono i temi degli incontri, per scoprire le loro denominazioni, i vini e le moltitudini di “vignerons” che vi partecipano basta cliccare sul sito GJdB.

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Eventi: X edizione dei SuperWhites friulani.

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eventi: superwhites a Roma L’idea Superwhites nacque durante un incontro tra il gruppo dirigente di Slow Food-Arcigola ed alcuni produttori di vino di qualità friulani. Il piano Superwhites intende lanciare l’ immagine del territorio del Friuli Venezia Giulia, strettamente collegato alla produzione di vini bianchi di eccellenza, cui si affiancano specialità gastronomiche di pari valore.

Sabato 20 febbraio, dalle 17 alle 20, tredici enoteche di Roma e quattro nel resto della regione ospitano 58 produttori SuperWhites per una presentazione e degustazione, libera e gratuita, delle ultime annate di alcuni loro vini. Domenica 21 febbraio, dalle 15 alle 19.30, nelle affascinanti sale del Rome Cavalieri si tiene la grande degustazione collettiva, alla presenza dei produttori, per conoscere i vini bianchi di eccellenza del Friuli. L’ingresso ha un costo di 10 Euro per i soci Slow Food e 15 Euro per i non soci.

In abbinamento ai SuperWhites il pubblico potrà assaggiare alcune eccellenze gastronomiche della regione: prosciutto crudo del Consorzio di San Daniele, salame del Collio friulano e prosciutto Praga con osso di Morgante e il formaggio Montasio del Consorzio che ne tutela la tipicità.
Per ulteriori informazioni consultate il sito.

Foto | SW

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Vino: Nobile di Montepulciano Poderi Sanguineto.

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nobile di montepulciano poderi sanguinetoPurtroppo non ho aggiornamenti sulle vicende scandalose che riguardano la Toscana vitivinicola “furbetta”. Ma mentre da un lato della medaglia leggiamo di tagli con vini non permessi sia per il Chianti che per il Brunello, dall’altro ci sono aziende piccole, che lavorano con fatica e tenacia, che non hanno grande visibilità o i numeri per imporsi e che pagano ingiustamente la sfiducia del consumatore finale, che fa di tutta un’erba un fascio. Questo potrebbe essere scongiurato dichiarando chiaramente chi sono i personaggi e le aziende coinvolte, in modo da non trascinare tutti nel baratro dello scandalo.

In questo 2010 ho avuto la fortuna di conoscere artigiane di un Nobile vino, quello di Montepulciano. Due donne che respirano la vigna ed ascoltano il loro vino. Dora, è una donna con delle mani che raccontano più di quanto possa fare lei, sebbene ne abbia di cose da dire. Patrizia, parla della vita in cantina, delle fatiche dei delestages manuali, del lavoro duro che c’è da fare anche qui, se non si usano macchinari. Possibile che non riusciamo ad imporre a noi stessi esempi eroici come questi e promuoverli nel mondo? Perchè dobbiamo dar retta ad un wine writer qualunque, che con molta probabilità, un vigneto l’ha visto solo da un elicottero?

Queste ragioni mi portano a guardare con maggiore attenzione alla Toscana, e questa volta la scelta è andata all’azienda Poderi Sanguineto. Niente certificazioni, niente pratiche biodinamiche ma solo buon senso, quello che ci ha fatto conoscere nel mondo. Rapporto qualità/prezzo buono, vini senza fronzoli, puliti, eleganti, genuini senza essere rustici. La visita nella loro azienda può trasformarsi in un’esperienza meravigliosa, di quelle che ricordi a distanza di anni con affetto, e poi detto fra noi, sono famose per la loro simpatia, ospitalità e ottima cucina.

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Vini Naturali: Corte Sant'Alda.

pubblicato da Alessia

corte sant'aldaA Mezzane di Sotto in provincia di Verona è situata l’azienda vitivinicola Corte Sant’Alda. Diciannove ettari di terreno biologico certificato e coltivato secondo i principi della biodinamica. Anni di degustazione di Amaroni imponenti, con sentori di confettura di prugne, di spezie calde e di frutta molto matura, con l’ alcool che può raggiungere i 17%, mi hanno fatto tralasciare questo vino perchè troppo impegnativo.

Nella manifestazione dei vini Naturali, ho avuto modo di conoscere un amarone fedele alla sua tipologia, ma molto equilibrato, elegante e con un’acidità che non ho mai riscontrato in altri. Vino importante e non certo da tutti i giorni, ha comunque una beva più facile ed invitante. Ma la vera rivelazione di questa azienda, secondo me, è il loro Valpolicella, pulito, onesto ottimo, fruttato e speziato, come non se ne trovano in giro.

Per tutti i loro vini, vengono usati unicamente i lieviti indigeni e questo permette di esprimere al meglio il territorio poichè un lievito selezionato snatura il prodotto apportando profumi diversi. I vini naturali non devono per forza avere ossidazioni marcate, spunti acetici, ma possono essere equilibrati, ben fatti e buoni, come Corte Sant’Alda dimostra.

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