Caren Alpert è una fotografa, è amante della cucina e ha avuto la possibilità di usare delle macchine speciali per scattare delle foto: con queste tre premesse nascono le spettacolari immagini di cibi che vi proponiamo. Si tratta di scatti di alimenti ripresi a dimensioni decine o centinaia di volte superiori al normale
Un viaggio vero e proprio dentro il cibo per apprezzarlo ancora di più e scatenare la fantasia nella preparazione dei vari piatti.
Dopo il salto la gallery con la descrizione dei soggetti.
Continua a leggere: Viaggiare nel cibo con le foto di Caren Alpert

Con queste temperature la mia voglia di cucinare diminuisce e prediligo quindi cotture veloci e piatti semplici ma sempre gustosi. E cosa c’è di meglio di una semplice pasta al pomodoro fresco, basilico e mozzarella? Per due persone occorrono circa 20 pomodorini; 2 fette di mozzarella; foglie di basilico q.b; peperoncino, olio e sale q.b. 1 spicchio d’aglio; un pizzico di pepe, la pasta che vi piace di più (io preferisco quella tipo paccheri, le maniche o penne, meglio ancora se rigate).
Fate bollire l’acqua e procedete alla normale cottura della pasta. In una padella mettete l’olio extra vergine di oliva, il peperoncino, lo spicchio d’aglio privato della pelle. Se non vi piace la pelle dei pomodorini, fateli bollire per 5 minuti in una pentola a parte e poi spellateli delicatamente. Altrimenti, lavateli accuratamente e tagliateli a metà, metteteli in padella e copriteli con un coperchio.
Tagliate a dadini la mozzarella, lavate le foglie di basilico. Salate i pomodori e quando si sarà fatta una poltiglia aggiungete il basilico, il pepe e per ultimo la mozzarella con la pasta scolata e con un po’ di acqua di cottura. Mantecate e servite. Potreste sostituire la mozzarella con della provola.
L’estate è tempo di viaggi e di relax. E, lo sappiamo bene, quando si viaggia si provano sempre cibi nuovi, si fanno confronti tra i piatti, si gustano pietanza del tutto nuove. In un video ecco l’esperienza intorno al mondo di alcuni ragazzi: il viaggio è stato compiuto in quarantaquattro giorni, attraversando undici Paesi, con voli voli, oltre sessantamila chilometri e… molti, molti cibi.
Buona visione e, se vi va, raccontateci dei vostri cibi in viaggio.
Vedrete come stupirete i vostri ospiti, quando all’aperitivo in casa presenterete questo finger food dal nome così “ambiguo”: pasticcini agli asparagi! Il sapore è assicurato, così come la realizzazione del piatto, molto semplice.
Gli ingredienti che vi occorrono per 4-5 persone sono: 80 grammi di asparagi; 135 grammi di farina; 1 dl di latte; 40 grammi di parmigiano grattugiato; 1 cucchiaino di lievito in polvere; 40 grammi di burro; 1 uovo; sale e pepe.
Pulite, mondate e mettete a sbollentare gli asparagi in acqua salata. In una ciotola iniziate a preparare l’impasto, lasciando da parte 10-15 grammi di farina, che servirà in un secondo momento, e aggiungendoci l’uovo, il latte, 30 grammi di burro fuso, gli asparagi a tocchetti, 20 grammi di formaggio, il lievito, sale e pepe. Lavorate bene il composto e distribuitelo poi in 12 - 14 pirottini per pasticcini, precedentemente imburrati e infarinati. Cospargete col restante parmigiano e cuocete in forno a 180° C per circa 20-25 minuti. Potete servire anche freddi.
Foto | Flickr

I capperi altro non sono che i fiori non ancora sbocciati della specie Capparis spinosa, che vengono trattati in modo tale da poter poi dare un sapore molto deciso alla maggior parte dei piatti della tradizione mediterranea, dai sughi ai ripieni, dalle salse alle insalate. La pianta è infatti diffusa abbondantemente in Italia, soprattutto nel centro-sud e in tutta la zona del Mediterraneo, dove si trova sia spontanea che coltivata.
In base alla zona di coltivazione, nel periodo che va da maggio a settembre, il cappero inizia a far comparire i boccioli. E’ qui che inizia la raccolta e la produzione, di tipo scalare: appena raccolti i primi boccioli, la pianta continua la propria fioritura, e al momento di ogni raccolta, circa ogni 10 giorni, vengono a trovarsi sulla pianta bottoni floreali di varie dimensioni.
Al momento dell’acquisto, è importante scegliere capperi conservati sotto sale marino: garanzia per il consumatore di un prodotto di qualità. La conservazione sotto aceto è a volte un espediente per insaporire capperi scadenti. Prima del consumo i capperi si possono poi lavare in acqua corrente per togliere l’eccesso di sale.
Foto | Flickr
Uno dei modi migliori per usare le spezie – soprattutto quelle che si conoscono poco – è quello di realizzare dei panetti di burro speziato da usare poi su carne, pesce, verdure, sandwich. Il burro diventa un ottimo vettore per le spezie e vi permette di insaporire in maniera nuova i piatti.
In linea generale è meglio utilizzare burro non salato: lasciatelo ammorbidire fino a quando diventa cremoso; a questo punto unite le spezie (e, se volete, un pizzico di sale). Mescolate per bene burro e spezia, date al composto ottenuto una forma di rotolo e ponetela a raffreddare in frigorifero (preferibilmente avvolta ben stretta in carta trasparente). Ecco alcuni suggerimenti su come usare le spezie (le indicazioni si intendono per panetti di burro da 250 grammi):
Come consigliamo sempre, provate a creare il vostro burro speziato preferito. Provate con pepe, peperoncini, peperoni, coriandolo, semi di sesamo, semi di papavero o con altre spezie di vostro gradimento. E poi, se volete, fateci sapere quale riscuote più successo.
Foto | Flickr

Lo ammetto: il cibo che servono sugli aerei generalmente mi piace. Ho avuto occasione di fare diversi voli, anche molto lunghi, e ho sempre apprezzato la cucina di bordo. Forse perché alla fine mangiare è un diversivo nella noia delle lunghe traversate, forse perché ammiro come facciano stare tutto in poco spazio, ma, ripeto, mi piace.
Non immaginavo, però, che ci fossero addirittura dei siti che raccogliessero le foto dei vassoi con i pasti che servono in aereo. C’è, per esempio, il sito Airline Meals sul quale si possono caricare le proprio foto, fornendo i dati del volo e dare una valutazione del cibo; Airplane Food, un sito web con foto, video e forum sul tema: i dati possono essere ricercati per compagnia, classe, tipo di pasto; infine vari gruppi su Flickr – Comida de avión, Inflight Meal e Airplane Food – che raccolgono foto degli utenti.
Ma a voi, piace il cibo che danno sugli aerei?
Foto | Airplane Food

Il detto che sui gusti non si discute va sempre tenuto presente in quanto è fondamentalmente vero. È pur vero, però, che alcuni gusti sono alquanto discutibili, soprattutto quando ci troviamo dinanzi a orrori da gustare, per prendere in prestito il titolo della celebre trasmissione di Andrew Zimmern.
Ho trovato in rete la pizzagna, ovvero una lasagna fatta con tranci di pizza. L’autore di questa pizzagna ha utilizzato tranci provenienti da cinque pizze diverse (con la salsiccia, con la soppressata, con la pancetta, con il prosciutto e con i peperoni), li ha sistemati in una teglia (questa è la parte più difficile secondo il cuoco che consiglia di usare una teglia tonda per facilitare il lavoro) alternando con del formaggio e poi via, in forno. Per l’autore il piatto è ottimo, della stessa consistenza della lasagna, con in più la versatilità della pizza. Ammetto di non essere un grande amante della lasagna in genere. Immaginatevi di questa…
Comunque l’autore è onesto. Si chiede, infatti: “Perché uno dovrebbe fare questo?”. Già. Perché?
Foto | Serious eats
Il bello della cucina è che puoi inventare sempre nuovi piatti e, se proprio non ti viene alcuna idea in merito, puoi dare una forma nuova alle classiche portate. I panini, per esempio: due fette di pane con una imbottitura. E i tramezzini? La stessa cosa. Ma se si usa un po’ di fantasia allora il panino può assumere la forma di una scarpa e il tramezzino quella di un cubo di Rubik o di una simpatica cravatta (da non usare su una camicia delicata!).
Oltre a stimolare la fantasia, creare nuove forme per i nostri panini e tramezzini ci stimola a cercare vari ingredienti per le decorazioni. Alla fine, così, avremo un prodotto sia più bello che più buono perché ricco di ingredienti.
Prendete spunto dalla gallery e provateci anche voi: sono sicuro che i risultati saranno eccellenti!
Continua a leggere: Idee in cucina: panini e tramezzini dalle forme strane
Non si tratta, in realtà, di un nuovo museo, ma di una nuova sala all’interno del Museo archeologico di Milano, dedicata a un percorso del tutto singolare: il cibo declinato dall’antichità fino all’oggi e dal suggestivo titolo ‘Nutrire il corpo e lo spirito’.
In effetti, anche se probabilmente non abbiamo mai approfondito la questione, a tutti è chiaro come il mangiare sia un’attività sicuramente legata alla sopravvivenza, avendo l’uomo una natura mortale, ma anche che i vari alimenti, come la tavola, fino al significato stesso del pasto, cioè un momento di condivisione, siano variati nel tempo e nello spazio.
E così questa nuova sala allestita nella cripta cinquecentesca della chiesa di San Maurizio Maggiore, all’interno del polo museale, cercherà proprio di dare risposta a molti di questi interrogativi, esplorando via via come cibo e bevande abbiano codificato le relazioni del vivere sociale, stabilendo l’unione tra i partecipanti e l’appartenenza di questi a un gruppo, piuttosto che a una comunità familiare o religiosa. Buon appetito, pardon, buon divertimento!
Foto | Flickr