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  <title>gustoblog</title>
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  <description>gustoblog.it</description>
  <pubDate>Thu, 17 May 2012 07:14:29 GMT</pubDate>
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  <copyright>2004-2011 Blogo.it</copyright>
  <language>it-it</language>


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    <title>Ricetta veneta, la gallina al Merlot</title>
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    <pubDate>Sat, 21 Apr 2012 08:01:59 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Martina Marianantoni</dc:creator>
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    <category>ricette-regionali</category><category>veneto</category><category>ricette-secondi-carne</category><category>ricette facili</category><category>ricette gallina</category><category>ricette venete</category><category>ricette vino</category>
    <description>Preparazione tipica della tradizione padovana, la gallina al Merlot è un secondo piatto aromatico e ricco di gusto. Sconosciuto ai più vi permetterà di servire un piatto che sorprenderà i vostri[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/gallinapadovana.jpg" class="post" border="0" width="586" height="439" alt="La gallina al Merlot, piatto profumato della tradizione padovana!" /><br clear="all" /></p>
<p>Preparazione tipica della tradizione padovana, la gallina al Merlot è un secondo piatto aromatico e ricco di gusto. Sconosciuto ai più vi permetterà di servire un piatto che sorprenderà i vostri commensali; può essere mangiato caldo irrorato dal fondo di cottura e, nel rispetto della tradizione estiva, freddo accompagnato con un&#8217; insalatina!</p>
<p>Ingredienti per 4 persone: 1 gallina a pezzi, 1 litro di vino Merlot, 1 grande cipolla, foglie di alloro, 1 patata a pezzetti, 1 gambo di sedano a pezzetti, olio evo, sale, pepe.</p>
<p>Preparazione: coprite la gallina con il vino, la verdura a dadini e le foglie di alloro e lasciatela marinare in frigo per qualche ora, una notte intera sarebbe l&#8217;ideale. Trascorso questo tempo, versate tutto in una pentola e lasciate cuocere a fuoco basso per circa 1 ora e mezza fino a quando il liquido si sarà ritirato.  Quando la carne sarà cotta, mettete da parte i pezzi di carne, frullate il fondo di cottura rimasto così da creare un composto unico insieme ai pezzettini di verdure e, se fosse troppo asciutto, allungate il sughetto con un po&#8217; di Merlot. Servite la carne irrorata con il fondo di cottura.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/feastguru_kirti/2571928897/">Flickr</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/10005/ricetta-veneta-la-gallina-al-merlot">Ricetta veneta, la gallina al Merlot</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 10:01 di sabato 21 aprile 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Ricetta di primavera, il risotto con i bruscandoli</title>
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    <pubDate>Sun, 15 Apr 2012 09:01:57 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Martina Marianantoni</dc:creator>
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    <category>veneto</category><category>ricette-primi</category><category>ricette-verdure</category><category>ricette asparagi</category><category>ricette bruscandoli</category><category>ricette primavera</category><category>ricette primi piatti</category><category>ricette risotto</category>
    <description>In primavera gli asparagi fanno da padroni e , anche se più difficili da reperire, quelli selvatici sono più saporiti della solita verdura e si prestano a preparazioni uniche; la varietà dei[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/risottobr.png" class="post" border="0" width="586" height="381" alt="Il ricotto con i bruscandoli, degli asparagi selvatici tipici del nord est." /><br clear="all" /></p>
<p>In primavera gli asparagi fanno da padroni e , anche se più difficili da reperire, quelli selvatici sono più saporiti della solita verdura e si prestano a preparazioni uniche; la varietà dei bruscandoli è tipica de nord est italiano, ma qualsiasi altra specie di asparago selvatico potrebbe essere impiegata in questa preparazione: il risotto che vi propongo con questa ricetta esalta il gusto tipico di questi ortaggi dando vita ad un primo piatto semplice e saporito.</p>
<p>Ingredienti per 4 persone: 1 cipolla tritata, 320g riso, 1 mazzetto di bruscandoli, 1,5 l di brodo vegetale, parmigiano grattugiato, olio evo, sale.</p>
<p>Preparazione: rosolate la cipolla in poco olio e lasciatela appassire con qualche mestolo di brodo. Dopo averli lavati, aggiungete i bruscandoli e copriteli di brodo. Lasciate cuocere fino a che non risultino morbidi. Successivamente aggiungete il riso e portate a cottura unendo un mestolo di brodo ogni qualvolta il precedente sarà evaporato. A cottura ultimata aggiustare di sale e mantecate con abbondante parmigiano grattugiato. </p>
<p>Foto | Martina</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/9911/ricetta-di-primavera-il-risotto-con-i-bruscandoli">Ricetta di primavera, il risotto con i bruscandoli</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 11:01 di domenica 15 aprile 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Vitigni &amp; Vini: L&#039;Oseleta</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/9705/vitigni-vini-loseleta</link>
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    <pubDate>Sat, 31 Mar 2012 11:30:46 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Alessia </dc:creator>
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    <category>vino</category><category>veneto</category><category>rosso</category><category>oseleta del veronese</category><category>vini</category><category>vitigni&amp; oseleta vitigno rosso</category><category>vitigno veneto</category>
    <description>I primi cenni riguardanti diverse varietà di un&amp;#8217;uva denominata Oselina risalgono al 1880. Successivamente l&amp;#8217; Oseleta, viene recuperata nel veronese, all’inizio degli anni ‘70,[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/Vitigni_oseletajpg.jpg" class="post" border="0" align="left" width="293" height="360" alt="vitigni&amp;vini: l&#39;oseleta" />I primi cenni riguardanti diverse varietà di un&#8217;<a href="http://www.gustoblog.it/post/9197/vitigni-vini-il-carcaghjolu-neru">uva</a> denominata Oselina risalgono al 1880. Successivamente l&#8217; Oseleta, viene recuperata nel veronese, all’inizio degli anni ‘70, quindi viene descritta e valutata dal punto di vista viticolo ed enologico. Il suo vino viene definito “complessivamente molto interessante per il colore, il corpo, la vivacità”. </p>
<p>Recuperata e riscoperta la Oseleta, comincia ad essere utilizzata in uvaggio per la produzione del vino Valpolicella, del Recioto e dell’<a href="http://www.gustoblog.it/post/5808/vini-naturali-corte-santalda">Amarone</a>, per le caratteristiche enologiche: per la buona idoneità all’appassimento e per le basse rese che consentono di rientrare nei parametri del disciplinare. </p>
<p>Qui vi propongo un&#8217;Oseleta in purezza dell&#8217;azienda Zýmē che ho assaggiato al <a href="http://www.gustoblog.it/post/9685/conclusione-della-46esima-edizione-del-vinitaly">Vinitaly</a>. Il vino è strutturato e speziato, un rosso corposo da abbinare a qualche pietanza sostanziosa, anche per fronteggiare il grado alcolico. Il tannino è ben presente ed al naso risulta abbastanza complesso. Il prezzo non è dei più accessibili, dovrebbe infatti trovarsi a scaffale intorno ai € 35,00.</p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/9705/vitigni-vini-loseleta">Vitigni & Vini: L'Oseleta</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 13:30 di sabato 31 marzo 2012.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Ristoranti: Trattoria del Borgo a Bassano del Grappa (Vi)</title>
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    <pubDate>Thu, 08 Mar 2012 08:30:01 GMT</pubDate>
    <dc:creator>roberta</dc:creator>
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    <category>ristoranti</category><category>veneto</category><category>recensioni ristoranti</category><category>ristoranti</category><category>trattoria del borgo bassano del grappa</category><category>veneto</category>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/trattoriaborgo.jpg" class="post" border="0" width="586" height="389" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Anche questa volta, durante una piacevolissima gita tra le ville venete, la guida Slow Food non ci ha tradito e quando è venuta l’ora di pranzo di una fredda ma assolata domenica in cui ci siamo sentiti tutti un po’ alpini passeggiando sul ponte di Bassano (dove sì, ci siamo dati la mano, proprio come recita la canzone) ci ha condotto alla Trattoria del Borgo, <a href="http://www.gustoblog.it/cerca/ristoranti">ristorantino</a> defilato appena fuori dal centro storico.</p>
<p>Il locale è vecchio stile e piuttosto rustico: ricorda una di quelle osterie dove il tempo sembra essersi fermato a una cinquantina di anni fa. Gli indizi ci sono proprio tutti: le tovaglie a quadrettoni lunghe fino a terra e i piatti che appartengono alla tradizione, cucinati espressi, infatti per gustarli si deve attendere un po’. Nel frattempo potete prepararvi andando a lavarvi le mani, ma pensateci bene se, ad esempio, piove o tira vento, perché la toilette è esterna. </p>
<p>La nostra pazienza, come anche la vostra scommetto, sarà premiata. Il nostro trofeo ha le forme, il profumo e il sapore inebriante di un antipasto a base di lardo con crostini e paté di fegato di vitella che ci dividiamo familiarmente.</p>


<p> I primi, invece, sono uno per uno: le preferenze si distribuiscono equamente tra la pasta con radicchio e salsiccia, e i garganelli al ragù d’agnello. Davvero non saprei quale consigliarvi: il primo se avete voglia di gustare un prodotto tipico come il radicchio che assaggiato fuori da questo territorio non sarà altrettanto soddisfacente; il secondo se preferite un sapore deciso che non dimenticherete facilmente.</p>
<p>I secondi, invece, sono classici ben eseguiti che non deluderanno le vostre aspettative: direttamente dall’Abruzzo arrosticini di agnello oppure, per chi non teme la carne un tantino sfilacciosa, la  guancia di vitello stracotta nella birra rossa, entrambi i piatti serviti con polenta gialla alla griglia.</p>
<p>Non volevamo strafare, ma per accompagnare un caffè che qui preparano solo con la moka, è necessario piluccare dal tagliere di dolci che propone lingue di gatto, biscottini con gocce di cioccolato, assaggini di torta della nonna, torta di nocciole e mandorle e torta di mele, cantucci serviti con assaggino di passito.Un’interessante esperienza di fingerfood dolce per concludere un pasto davvero da ricordare.</p>
<p>Con il vino della casa e acqua a volontà, il conto é 30 euro a testa: anche dal punto di vista economico, ancora una volta, Slow Food non riserva cattive sorprese finali. Da provare. </p>
<p>Trattoria del Borgo<br />
Via Margnan, 7<br />
36061 – Bassano del Grappa (Vi)<br />
Tel 0424 522155 ‎</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/graeme/3766480876/">Flickr</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/9311/ristoranti-trattoria-del-borgo-a-bassano-del-grappa-vi">Ristoranti: Trattoria del Borgo a Bassano del Grappa (Vi)</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 10:30 di giovedì 08 marzo 2012.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Ricetta veneta: bigoli al radicchio tardivo</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/9189/ricetta-veneta-bigoli-al-radicchio-tardivo</link>
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    <pubDate>Fri, 02 Mar 2012 00:15:06 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Martina Marianantoni</dc:creator>
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    <category>veneto</category><category>ricette-primi</category><category>ortaggi</category><category>ricetta tipica</category><category>ricette pasta</category><category>ricette primi</category><category>ricette radicchio</category>
    <description>Vivendo da qualche tempo in Veneto ho scoperto prodotti tipici e abbinamenti tradizionali della regione che permettono di realizzare ricette molto sfiziose; una di queste è la ricetta dei bigoli al[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/bigoliviola.jpg" class="post" border="0" width="586" height="586" alt="I bigoli al radicchio tardivo, ricetta buonissima ispirata a quella di una trattoria nel padovano!" /><br clear="all" /></p>
<p>Vivendo da qualche tempo in Veneto ho scoperto prodotti tipici e abbinamenti tradizionali della regione che permettono di realizzare ricette molto sfiziose; una di queste è la ricetta dei bigoli al radicchio tardivo che ho scoperto in una trattoria della provincia di Padova e che oggi ho deciso di condividere con voi!</p>
<p>Ingredienti per 4 persone: bigoli 320 g, foglie di radicchio tardivo 500 g, cipolla tritata 100 g, pancetta dolce a dadini 100 g, olio evo, sale, pepe, vino bianco per sfumare.</p>
<p>Preparazione: Mentre l&#8217;acqua per i bigoli si scalda, fate rosolare la pancetta e la cipolla in un filo d&#8217;olio, unite le foglie di radicchio tagliate a striscioline sottili e fatele appassire a fuoco lento per qualche minuto aggiungendo un mestolo d&#8217;acqua di cottura della pasta. Lessate i bigoli nell&#8217;acqua salata che ormai sarà giunta ad ebollizione,  unite al radicchio il vino bianco e lasciatelo sfumare tenendo conto che il radicchio deve cuocere ma rimanere croccante. Aggiustate di sale e pepe, scolate i bigoli e conditeli con il composto ottenuto.</p>
<p>Foto|<a href="http://www.flickr.com/photos/ink_mama/6251582156/"> Flickr</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/9189/ricetta-veneta-bigoli-al-radicchio-tardivo">Ricetta veneta: bigoli al radicchio tardivo</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 02:15 di venerdì 02 marzo 2012.</p>
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    <title>Ristoranti: Carbone a Treviso</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/9165/ristoranti-carbone-a-treviso</link>
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    <pubDate>Thu, 01 Mar 2012 08:30:51 GMT</pubDate>
    <dc:creator>roberta</dc:creator>
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    <category>ristoranti</category><category>veneto</category><category>carbone a treviso</category><category>mangiare la carne</category><category>recensioni</category><category>ristoranti</category>
    <description>Ci sono serate che ti riconciliano letteralmente con il mondo: accade quando meno te lo aspetti e tac! Si azzecca la cena perfetta che fa sprizzare di gioia ogni singola papilla gustativa, si imbrocca[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/carbone.jpg" class="post" border="0" width="586" height="282" alt="" /><br clear="all" /></p>
<p>Ci sono serate che ti riconciliano letteralmente con il mondo: accade quando meno te lo aspetti e tac! Si azzecca <a href="http://www.gustoblog.it/cerca/ristoranti">la cena perfetta </a>che fa sprizzare di gioia ogni singola papilla gustativa, si imbrocca l’ambiente adatto, rilassante quel tanto che basta a chiudere i pensieri del quotidiano fuori dalla porta e naturalmente anche la compagnia giusta…</p>
<p>Ebbene, gli amici li dovete scegliere voi, ma se per caso capitate (o vivete) nei pressi di Treviso, il ristorante per una cena così, ve lo proponiamo noi: si chiama Carbone e si trova praticamente all’interno del centro sportivo San Lazzaro. </p>
<p>Non fatevi ingannare dalle apparenze: ci si arriva, infatti, solo se lo si conosce perché è dietro a un campetto di calcio e al mio compagno ha fatto venire la nostalgia dei 20 anni, quando certe sere infrasettimanali da universitari si passavano a giocare a calcetto con gli amici e poi, docciati e cambiati, si andava a mangiare qualcosa insieme prima di salutarsi fino alla settimana successiva.</p>


<p> Eh, se all’epoca avesse avuto un Carbone qualsiasi! L’ambiente è piccolo e carino, con una veranda perfettamente riscaldata che con il favore della stagione funge anche da giardino estivo. La storia di questo locale, se vi interessa l’esegesi di chi lasciate che v’incanti con la sua cucina anche solo per una cena, sta scritta sui menu e grossomodo racconta di una lei (la riconoscerete fra mille e fa tutti i dolci in casa!) che finalmente, dopo vari tentativi, ha convinto il suo lui a lanciarsi in questa avventura della ristorazione che taglia la pasta fuori dal menu.</p>
<p>Una scelta coraggiosa per la coppia che forse (mi viene in mente ora) ha scelto di chiamare il ristorante Carbone proprio in omaggio a questa filosofia di vita completamente antivegetariana. E in effetti cominciamo la nostra cena con un antipasto comunitario a base di prosciutto di montagna tagliato a mano e tortino patate e speck talmente buono che sembrava sciogliersi in bocca.</p>
<p>Di secondo potete scegliere praticamente ogni tipo di carne, ma io vi consiglio la specialità della casa che consiste in una tagliata di filetto servita con una salsa di parmigiano e una di senape con semi tostati da mettere sopra. Mangiarla è stata davvero un’esperienza sublime, ma devo dire che anche i miei compagni di merenda erano soddisfatti, rispettivamente, delle loro enormi fiorentine alla griglia e delle morbidissime tartare extralarge.   </p>
<p>Come contorno non dovete assolutamente privarvi del radicchio grigliato, il sovrano indiscusso della tavola trevigiana, né rinunciare a un evergreen come le patate al forno. Nonostante le dimensioni dei piatti, so già che vi concederete anche un dessert: se volete un semplice assaggino scegliete il Goccetto della mamma, un liquore al cioccolato con panna servito con biscottino, mentre se non temete il test del palloncino meglio un semifreddo alla grappa davvero molto alcolico. Infine, se siete indecisi, no problem: la padrona vi proporrà un assaggio di crostata e tiramisù bello generoso.</p>
<p>Carbone<br />
Via delle Medaglie d’Oro, 5<br />
41100 – Treviso<br />
Tel 0422 348867 opp 340 4517365<br />
carbone.sas@alice.it<br />
Chiuso il lunedì</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/waferboard/4659211175/">Flickr</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/9165/ristoranti-carbone-a-treviso">Ristoranti: Carbone a Treviso</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 10:30 di giovedì 01 marzo 2012.</p>
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  </item>

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    <title>Vitigni &amp; Vini: il Durello</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/7861/vitigni-vini-il-durello</link>
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    <pubDate>Sat, 08 Oct 2011 08:30:03 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Alessia </dc:creator>
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    <category>vino</category><category>veneto</category><category>bianco</category><category>cucina veneta</category><category>durello</category><category>pinot nero</category><category>vitigno bianco</category>
    <description>Di questo vitigno, localmente conosciuto anche come Durella, si hanno tracce storiche a partire dal XIII secolo, malgrado ciò, oggi non se ne sente parlare molto. Eppure ha una buona vigoria, si adatta[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/durello_spumantejpg_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="106" height="360" alt="vini &amp; vitigni: il durello" />Di questo <a href="http://www.gustoblog.it/post/7470/vitigni-vini-sotto-ai-e-1000-la-vespolina">vitigno</a>, localmente conosciuto anche come Durella, si hanno tracce storiche a partire dal XIII secolo, malgrado ciò, oggi non se ne sente parlare molto. Eppure ha una buona vigoria, si adatta facilmente ai terreni argilloso-calarei ed è resistente a molte malattie. Acido ed abbastanza profumato è ottimo per la spumantizzazione, sia metodo classico che charmat. Proprio per divenire uno spumante, Sekt in tedesco, è stato esportato e trapiantato in Germania. </p>
<p>La zona di vocazione è tra la provincia di Verona e quella di Vicenza, più precisamente nelle vallate della Lessinia. Con la sua struttura non eccessiva e la sua acidità presente, si abbina facilmente alla cucina veneta, soprattutto col <a href="http://www.gustoblog.it/post/7001/settimana-bianca-in-veneto-il-baccala-mantecato">baccalà</a> alla vicentina e con gli asparagi. Nella versione metodo classico con affinamento sui lieviti per dieci anni, emergono note molto interessanti, di frutta secca, crosta di pane ed una persistenza che stupisce.</p>
<p>Va detto che questo spumante contiene il 15% di Pinot Nero, il quale sicuramente donerà una struttura più decisa al vino, ma l&#8217;acidità piacevole sostiene tutto il sorso, e lo rende ottimo per pasteggiare con più pietanze. Un vitigno bianco la cui conoscenza andrebbe approfondita.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.marcatovini.it/eu/it/vini-lessini/a-r-lessini-durello.html">Marcato</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/7861/vitigni-vini-il-durello">Vitigni & Vini: il Durello</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 10:30 di sabato 08 ottobre 2011.</p>
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    <title>La ricetta della zuppa di radicchio</title>
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    <pubDate>Tue, 20 Sep 2011 09:30:03 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Roberto Russo</dc:creator>
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    <category>ricette-regionali</category><category>veneto</category><category>ricette-primi</category><category>ricette radicchio</category><category>ricette zuppe</category><category>zuppa di radicchio</category>
    <description>L&amp;#8217;estate scivola via e le temperature si abbassano, in alcune zone anche di molto. In questi casi una zuppa è l&amp;#8217;ideale. Vi propongo la zuppa di radicchio – piatto della tradizione[...]</description>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/zuppiera_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="209" alt="La ricetta della zuppa di radicchio" />L&#8217;estate scivola via e le temperature si abbassano, in alcune zone anche di molto. In questi casi una <a href="http://www.gustoblog.it/tag/ricette+zuppe">zuppa</a> è l&#8217;ideale. Vi propongo la zuppa di radicchio – piatto della tradizione veneta, ma qui leggermente rivisitato – che unisce alla bellezza dei colori (che ci riportano all&#8217;estate), il tepore della zuppa (che richiama i mesi freddi).</p>
<p>Per quattro persone occorrono: 50 g di farina, 30 g di burro, 100 cl di brodo vegetale, 4 cespi di <a href="http://www.gustoblog.it/tag/ricette+radicchio">radicchio</a>, 4 fette di pane casareccio, 2 porri, formaggio grattugiato, sale e pepe.</p>
<p>Pulite il radicchio e tagliatelo a pezzi come per fare un&#8217;insalata; tagliate ad anelli sottili la parte bianca dei porri e fateli appassire in una pentola con il burro. Dopo 5 minuti aggiungete il resto del radicchio, cospargete con la farina, mescolate per bene, aggiustate di sale e pepe, versate il brodo vegetale e fate cuocere, coperto, per una quarantina di minuti. A questo punto, disponete in una pirofila da forno le fette di pane, cospargete con il formaggio grattugiato e versatevi sopra la zuppa ben calda. Passate la pirofila nel forno caldo a 200 gradi per una decina di minuti, quindi portate in tavola.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/72861652@N00/2896952875/">Flickr</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/7713/la-ricetta-della-zuppa-di-radicchio">La ricetta della zuppa di radicchio</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 11:30 di martedì 20 settembre 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Ristoranti: Al Bersagliere a Verona</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/7170/ristoranti-al-bersagliere-a-verona</link>
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    <pubDate>Thu, 05 May 2011 08:30:34 GMT</pubDate>
    <dc:creator>roberta</dc:creator>
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    <category>ristoranti</category><category>veneto</category><category>al bersagliere verona</category><category>ristiranti veneto</category><category>slow food</category>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/IlBersagliere.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="185" alt="" />  Vi sembrerà di trovarvi nella bottega di un rigattiere, oppure nel Paese dei balocchi, a seconda del vostro grado di romanticismo o del vostro amore per il vintage e invece sarete ‘solo’ a mangiare <a href="http://www.trattoriaalbersagliere.it/">Al Bersagliere di Verona</a>, dove la cura del ricordo e l’estasi del passato sono quasi una religione.</p>
<p><a href="http://www.gustoblog.it/tag/ristoranti">Pasteggerete</a>, quindi, circondati da carabattole di ogni sorta, stile ed epoca: dagli attrezzi da lavoro come la scarlatta affettatrice fiammante degli anni Sessanta al juke box all’ingresso che le è più o meno coetaneo, fino ai cimeli automobilistici per veri appassionati, tra cui spicca il volante originale di Villeneuve. Ma ciò che farà la differenza, ovviamente, è quel che metterete sotto i denti.</p>
<p>Iniziamo col rassicurarvi che siamo nella grande famiglia Slow Food e poi col dirvi che anche se non avete tanto appetito, potete fare un salto qui per bere alla mescita al bancone e optare per i golosi stuzzichini offerti, ma noi, da veri golosoni, non ve lo consigliamo, caldeggiando, invece, un pasto tradizionale, con i piedi sotto il tavolo per intenderci, che qui si rivelerà un’esperienza davvero indimenticabile.</p>


<p> Unica nota dolente che però non posso esimermi dal sottolineare: cercate di arrivare dal Bersagliere senza aver bisogno del bagno, perché questo… è alla turca! Davvero unica nota stonata di un pranzo davvero appagante.</p>
<p>Ci facciamo stuzzicare da un tris di polentine con soppressa e lardo locale e con formaggio affumicato: quando arrivano in tavola sono talmente profumate che non riusciamo a trattenerci e ci avventiamo sul piatto con il risultato di averle divorate senza sperimentare tutte le scioglievoli sfumature del loro sapore.</p>
<p>A seguire saltiamo il primo per tuffarci in un sublime filetto <a href="http://www.gustoblog.it/post/7000/settimana-bianca-in-veneto-il-risotto-allamarone">all’Amarone</a> che viene servito con croccanti patate arrosto a parte. Non si può assolutamente perdere questo viaggio all’interno della tradizione veneta più tipica, che è quella del bere bene e della quale l’Amarone è forse il più emblematico rappresentante… certamente è quello che a me piace di più.</p>
<p>A giudicare dal menu, il filetto è uno dei piatti forti che vanno per la maggiore: la casa lo offre anche cremolato al gorgonzola o in una più classica e vista (anzi, assaggiata) versione al pepe accompagnato da cipolle dorate.</p>
<p>Un’altra sublime specialità da non mancare, che da sola vale una visita in questo stravagante locale a due passi dall’Arena, è il diplomatico della casa, preparato con il pandoro (il dolce veronese per eccellenza) affogato in una crema morbida tipo zabaione.</p>
<p>Da bere, oltra alla rugginosa acqua, avevamo scelto un altro vitigno d’eccellenza locale: il Valpolicella, e per finire il caffè. Il conto si aggira sui 35 euro a testa, ma la pancia è bella piena e i sensi tutti e cinque soddisfatti.</p>
<p>Al Bersagliere<br />
Via dietro Pallone, 1<br />
37121 – Verona<br />
Tel 045 8004824<br />
<a href="http://www.trattoriaalbersagliere.it/">www.trattoriabersagliere.it</a><br />
info@trattoriabersagliere.it<br />
Chiuso la domenica</p>
<p>Foto | <a href="http://www.trattoriaalbersagliere.it/">Trattoriaalbersagliere.it</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/7170/ristoranti-al-bersagliere-a-verona">Ristoranti: Al Bersagliere a Verona</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 10:30 di giovedì 05 maggio 2011.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Ristoranti: Osteria ai 4 Feri a Venezia</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/7156/ristoranti-osteria-ai-4-feri-a-venezia</link>
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    <pubDate>Thu, 28 Apr 2011 10:30:51 GMT</pubDate>
    <dc:creator>roberta</dc:creator>
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    <category>ricette-regionali</category><category>ristoranti</category><category>veneto</category><category>osteria ai 4 feri</category><category>ristoranti</category><category>ristoranti a venezia</category><category>venezia</category>
    <description>Mangiare bene senza rischiare di incorrere in ‘trappole per turisti’ e senza dover accendere un mutuo, si può anche a Venezia: basta, come sempre, conoscere il territorio e fare la scelta giusta.[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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      <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&text=Ristoranti%3A+Osteria+ai+4+Feri+a+Venezia&url=http%3A%2F%2Fwww.gustoblog.it%2Fpost%2F7156%2Fristoranti-osteria-ai-4-feri-a-venezia" style="margin-right:6px"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width=55 height=20 alt="Tweet" /></a>
    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/i4feri.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="209" alt="" />  Mangiare bene senza rischiare di incorrere in ‘trappole per turisti’ e senza dover accendere un mutuo, si può anche a Venezia: basta, come sempre, conoscere il territorio e fare la scelta giusta. Noi l’ultima volta nella splendida città lagunare avevamo ‘guide’ locali, ma per chi non le avesse, potete seguire i nostri consigli, so per certo che non resterete delusi.</p>
<p><a href="http://www.gustoblog.it/tag/ristoranti">Questa osteria </a>un po’ defilata dai percorsi più battuti è quello che ci vuole per un’oretta di relax lontano dalla folla e dai flash delle macchine fotografiche, fenomeno che a Venezia, qualunque sia la stagione, non dà mai tregua. Tenete presente che se non siete accompagnati da autoctoni, vi sarà difficile comunicare, perché qui la tradizione è un culto tale che impone l’uso del dialetto, quindi&#8230; buona fortuna!</p>
<p>L’ambiente è piccolo e caratteristico, con gli arredi in legno antichi e l’enorme bancone che campeggia al centro dell’unica sala, a ricordare quanto la cultura del bere bene, ancor prima del mangiare bene, sia <a href="http://www.gustoblog.it/tag/veneto">in Veneto </a>un vero e proprio diktat. E poi, da dietro quello stesso bancone, tutte le pietanze vengono preparate ‘a vista’ del cliente, garanzia di autenticità.</p>


<p> Altro punto in suo favore: qui si mangia pesce fresco, quello che c’è, perciò se anche le proposte in menu dovessero essere scarse e non soddisfare proprio in pieno le vostre voglie di quel determinato giorno, consolatevi che certamente state mangiando pescato di prima qualità.</p>
<p>Noi eravamo in quattro (come sti feri) e abbiamo iniziato con un antipasto di mare in realtà un po’ sciapetto, nel quale degno di essere sottolineato era solo il polpetto ripieno di battuto di basilico. Il piatto, comunque, era ben equilibrato tra i vari sapori del mare. Qualcuno, invece, ha optato per un antipasto assai più consistente: la polenta con le aringhe, che è il massimo della tipicità.</p>
<p>Al momento di ordinare il primo, nel leggere il menu il mio occhio si è soffermato su una pasta davvero originale: gli spaghetti conditi con<a href="http://www.gustoblog.it/post/4321/ricetta-insalate-puntarelle-con-acciughe-fritte"> puntarelle </a>(tipiche romane!) e canoce, ossia cannolicchi di mare. Devo dire che osare non mi è stato fatale: il piatto era molto ben riuscito grazie al contrasto creato dal fondo amaro di una verdura energica come le puntarelle, pur appena scottate, e la tenera dolcezza di questi piccoli crostacei.</p>
<p>Peggio è andata, invece, a chi ha preferito sapori locali e ha scelto la<a href="http://www.gustoblog.it/post/6742/le-mie-lasagne-al-radicchio"> lasagna di mare al radicchio</a>: una mattonella scura in cui la salsa risultava eccessivamente aspra, non essendo stato mitigato il gusto del radicchio con nulla; quanto al mare, poi, non si è capito bene a che punto intervenisse.</p>
<p>I dolci sono tutti al cucchiaio, ma cremosi e ricchi di gusto, anche se di taglia extrasmall: sia la crema alla vaniglia che la mousse al caffè, sia un insolito budino menta e cioccolato. Con l’acqua e il vino della casa spendiamo in tutto 119 euro, ma ricordatevi che siamo pur sempre a Venezia.</p>
<p>Osteria ai 4 feri<br />
Dorsoduro, 2754/A<br />
30123 – Venezia<br />
Tel. 041 5206978</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/mulaohu/534147561/">Flickr</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/7156/ristoranti-osteria-ai-4-feri-a-venezia">Ristoranti: Osteria ai 4 Feri a Venezia</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 12:30 di giovedì 28 aprile 2011.</p>
]]></content:encoded>
    
  </item>

  <item>
    <title>Ristoranti: La Colonnetta a Treviso</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/7125/ristoranti-la-colonnetta-a-treviso</link>
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    <pubDate>Thu, 21 Apr 2011 08:30:17 GMT</pubDate>
    <dc:creator>roberta</dc:creator>
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    <category>ristoranti</category><category>veneto</category><category>la colonnetta</category><category>ristoranti</category><category>treviso</category><category>veneto</category>
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/Lacolonnettatreviso.jpg" class="post" border="0" align="left" width="230" height="280" alt="" /></p>
<p>Un po’ osteria, un po’<a href="http://www.gustoblog.it/tag/ristoranti"> ristorantino</a>: comunque la vogliate definire La Colonnetta è davvero una piccola, anzi, piccolissima perla di gusto nel centro storico di quell’altra perla del Veneto che è Treviso, per nulla intimorita dalle vicine bellezze ingombranti di Venezia e, un po’ più in là, Verona, che comunque visiteremo nelle prossime settimane.</p>
<p>Tornando al nostro localino (potremmo effettivamente chiamarlo anche così), l’etichetta che più gli calza è quella che gli hanno dato i suoi inventori: ‘chicchetteria’, perché tutto quello che si gusta, o meglio, si degusta, qui, è chic, oltre a essere buonissimo.</p>
<p>Lo è, tanto per cominciare, il piatto di polenta bianca (tipica di queste zone) servita tiepida con <a href="http://www.gustoblog.it/post/7001/settimana-bianca-in-veneto-il-baccala-mantecato">baccalà mantecato </a>in un connubio di sapori fusi insieme talmente bene da non capire più dove finisce la polenta e dove inizia il baccalà, anche perché tutto si scioglie armoniosamente in bocca.</p>


<p> Un altro antipasto d’eccezione, che non esitiamo ad assaggiare, è la formaggella fresca con radicchio alla piastra, ottima anche per chi vuole mantenersi in forma e ha già il terrore della prova costume, mentre ecco che arrivano i primi ‘unanimi’: bigoli al sugo d’anatra, all’insegna di una tipicità che di più non potrebbe essere, segno che nessuno meglio di noi ha interiorizzato il principio del km 0.</p>
<p>Tutto questo si svolge in un’atmosfera rilassata riscaldata da stufe, in cui la piccola sala sembrerà davvero abbracciarvi con le sue pareti bianche, i suoi arredi in legno dai toni ‘cioccolatosi’ e le sue morbide sedie. Ancora meglio se fuori scroscia la pioggia.</p>
<p>Con acqua, un <a href="http://www.gustoblog.it/post/7000/settimana-bianca-in-veneto-il-risotto-allamarone">Amarone</a> sublime e un giro di amari per accompagnare degnamente la digestione, abbiamo sforato i 35 euro a persona: il nostro viaggio in Veneto promette bene, con palato soddisfatto e portafogli leggero… ed è solo l’inizio!</p>
<p>Osteria Ristorantino La Colonnetta<br />
Via Palestro, 2<br />
31100 – Treviso<br />
Tel 340 0796200</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/orsorama/2717186113/">Flickr</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/7125/ristoranti-la-colonnetta-a-treviso">Ristoranti: La Colonnetta a Treviso</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 10:30 di giovedì 21 aprile 2011.</p>
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    <title>Settimana bianca in Veneto: il risotto all’Amarone</title>
    <link>http://www.gustoblog.it/post/7000/settimana-bianca-in-veneto-il-risotto-allamarone</link>
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    <pubDate>Thu, 24 Feb 2011 08:30:31 GMT</pubDate>
    <dc:creator>roberta</dc:creator>
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    <category>veneto</category><category>ricette-primi</category><category>amarone</category><category>ricette primi</category><category>risotti</category>
    <description>Un&amp;#8217;altra specialità veneta che non dovete mancare tra una pista e l&amp;#8217;altra è questo superbo risotto, il cui gusto è capace di risvegliare i morti! Dal momento che[...]</description>
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    <p style="clear:both">
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    </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/gustoblog/risottoamarone.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="186" alt="" /> Un&#8217;altra specialità veneta che non dovete mancare tra una pista e l&#8217;altra è questo superbo <a href="http://www.gustoblog.it/post/6262/ricette-tricolore-il-risotto-alle-verdure">risotto</a>, il cui gusto è capace di risvegliare i morti! Dal momento che l&#8217;Amarone è il fiore all&#8217;occhiello della cantina regionale, non dovreste avere molta difficoltà a trovarlo nei menu di tutto il <a href="http://www.gustoblog.it/post/6108/ricette-cinema-il-fegato-alla-veneziana-di-pane-e-tulipani">Veneto</a>&#8230; anche in montagna!</p>
<p>Cosa vi occorre per 4 persone: 320 g di riso Carnaroli, ½ bottiglia di <a href="http://www.gustoblog.it/post/5917/italia-poco-protezionista-e-orgogliosa">Amarone della Valpolicella</a>, 1 cipolla, 50 g di burro, 1 foglia d&#8217;alloro, 1 l di brodo di carne, grana padano grattugiato q.b.</p>
<p>Come si prepara: tritate la cipolla e fatela appassire in 30 g di burro aromatizzato con l&#8217;alloro, poi togliete la foglia a fate tostare il riso a fiamma alta e mescolando di continuo. Versate il vino e fatelo evaporare, quindi cuocete il riso nel brodo bollente aggiunto a poco a poco man mano che evapora e portate a cottura. Quando il riso sarà cotto, spegnete il fuoco e mantecate con il burro rimasto e abbondante grana grattugiato, salate e fate riposare qualche minuto prima di servire comunque caldo.   </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/fimbrethil/3285949476/">Flickr</a></p>



<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.gustoblog.it/post/7000/settimana-bianca-in-veneto-il-risotto-allamarone">Settimana bianca in Veneto: il risotto all’Amarone</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.gustoblog.it">gustoblog</a> alle 10:30 di giovedì 24 febbraio 2011.</p>
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