Cucinare i carciofi: alla romana o alla giudía?


Mammole o cimaroli, i carciofi, qui nella capitale, sono solo romaneschi! Conosciuti da tempo immemorabile (li citava già Plinio il Vecchio) e apprezzati per la loro azione anticolesterolo, sono buonissimi, ma questa non è certo una novità.

E allora, prima che finisca la stagione con tutte le sagre del caso, impariamo qualcosa di più su questi grandi e ‘floreali’ alleati della buona tavola primaverile. Vi abbiamo già rivelato tutti i segreti della loro pulizia, ora vi diamo qualche dritta sulle due ricette preferite qui a Roma: i carciofi alla romana e i carciofi alla giudìa. Far scegliere a un romano tra le due è pressoché impossibile, sarebbe come obbligare a prendere posizione nell’eterna disputa tra amatriciana e carbonara…

Insomma, per trarci dall’impiccio dobbiamo imparare a cucinare alla perfezione entrambe le ricette. Per quanto riguarda i carciofi alla romana, vi sarà utile sapere che possono essere preparati anche nella pentola a pressione e che bisogna saper dosare acqua e olio (che non si mescolano) fino a coprirli completamente. Non dimenticate, poi la mentuccia, il vero segreto, non il prezzemolo come fanno alcuni (orrore!). Per quanto riguarda i carciofi alla giudìa, se volete farli a casa vi consiglio di utilizzare la friggitrice e fare delle prove. Nella mia, ad esempio, ce ne vanno non più di 4 per volta: infatti devono aprirsi ma non schiacciarsi; occhio, poi, alla temperatura dell’olio e ad aver eliminato le foglie più esterne.

Foto | Flickr

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