Meglio l'olio o il burro per l'alimentazione dei bambini?

Un goccino d’olio o un tocchetto di burro? Questo è il dilemma… delle mamme!

Sicuramente leggendo il titolo di questo post, ognuna di voi avrà pensato di avere la risposta bella e pronta in tasca… e invece no, perché se abbiamo deciso di dedicare il nostro appuntamento settimanale con l’alimentazione dei bambini al dilemma della scelta tra olio e burro, vuol dire che ce n’è per stupirsene.

bambiniolioburro

Vorrei cominciare, come sempre, dalla mia esperienza personale, quando la stessa, fatidica domanda, l’ho posta al mio pediatra, che mi ha risposto con un aneddoto: “Una volta raccomandavo alla mamma di un bimbo con problemi di peso di limitare l’uso dell’olio e lei mi ha interrotto dicendo: dottore, lo so benissimo, solo olio a crudo! Peccato però che preferire l’olio crudo sia solo una questione di digeribilità e non di calorie, che il processo di cottura non muta!”.

Insomma, se anche voi come questa mamma avevate pensato che l’olio è sempre e comunque da preferire al burro, avete sbagliato! Innanzitutto, seppur immediata, partiamo da una definizione: l’olio è un prodotto pieno di steroli vegetali che aiutano a bloccare l’assorbimento del colesterolo ed è ricco di sostanze antiossidanti; il burro, al contrario, è un grasso animale, un latticino per la precisione, ricco di colesterolo ma anche di vitamine A e D.

Pertanto, nell’alimentazione di un bambino, che per sua definizione è in fase di crescita, non andrebbero esclusi né l’uno né l’altro dal momento che hanno entrambi proprietà nutritive importanti, ma ovviamente vanno consumati in maniera moderata, soprattutto se il bambino non fa attività fisica o se ha già di suo problemi di peso.

Ecco poi un altro dato che vi stupirà: a quantità di prodotto, facciamo 100 g, l’olio apporta 900 calorie; il burro ‘appena’ 780 perché è composto in buona parte di acqua, ma ovviamente abbiamo già precisato che se il primo appartiene alla famiglia dei grassi insaturi; l’altro purtroppo no. E dal momento che lo stesso tipo di grassi contenuti nel burro si trovano anche nel latte, nella carne e nei salumi, se i nostri bimbi sono abituati a consumare comunemente questi alimenti, allora l’apporto di burro dovrà essere ancora più ridotto.

Attenzione, però, a sostituire il burro con un olio qualsiasi: tutte le buone qualità che abbiamo elencato fino ad ora riguardano specificamente l’olio extravergine d’oliva, che conserva pienamente le sue caratteristiche nutritive ed organolettiche entro 2-3 anni dalla spremitura (il burro appena 6 mesi, a patto che sia conservato in frigorifero e al buio).

Se avete bisogno di sostituire l’olio al burro, sappiate che nelle ricette è quasi sempre permesso, ma dovrete tenere conto della parte di acqua di cui è fatto il burro e aggiungerla all’olio, ad esempio in alcuni tipi di cottura; inoltre è bene sapere che avendo il burro un punto di fumo più basso, è meglio friggere con l’olio (e quello d’oliva, lasciate perdere i semi vari, meglio una frittura meno leggera ma più sana!).

Infine vorrei dedicare due righe alla margarina, che una volta veniva pubblicizzata come sostituto light e naturale del burro: nulla di più falso! Essendo, infatti, un prodotto ottenuto dalla solidificazione di grassi vegetali è tutt’altro che naturale; quanto all’apporto calorico, poi, è esattamente identica al burro.

Sperando, come sempre, di avervi aiutato a chiarire qualche dubbio e a sfatare qualche mito, concludiamo con due ricette di merende classiche, che hanno sfamato generazioni di bambini e in cui si esplica la vera sfida olio vs. burro, e anche la sfida tra chi preferisce lo spuntino dolce e chi quello salato. Diteci cosa ne pensate!

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