Expo 2015: la Santa Sede parla di “Non solo Pane. Alla tavola di Dio con gli uomini”

Expo 2015 avrà anche il padiglione della Santa Sede che ruoterà attorno alla frase evangelica: “Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”

Expo 2015 - Anche la Santa Sede sarà presente all’Expo di Milano con un proprio padiglione il cui intento è quello di offrire ai visitatori uno spazio di riflessione sulle problematiche connesse al cibo e all’alimentazione, soprattutto all’accesso del cibo per tutte le persone. L’idea è quella di sottolineare come il nutrirsi sia al cuore dell’esperienza cristiana (come diceva un teologo, le cose più belle Gesù le ha fatte a tavola!).

Slogan della Santa Sede a Expo 2015 è Non solo Pane. Alla tavola di Dio con gli uomini e prende spunto da un frase del Vangelo che dice: “Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. Leggiamo sul sito dell’Expo:

Il cibo come valore primario nella vita degli uomini, da sempre oggetto di riti, simboli, racconti, calendari e regole ma anche strumento per conoscere la propria identità e costruire relazioni con il mondo, il creato, il tempo e la storia. La Santa Sede vuole concentrare l’attenzione dei visitatori sulla forte rilevanza simbolica dell’operazione del nutrire e sulle potenzialità di sviluppo antropologico che essa racchiude. Potenzialità che sono profondamente sociali e collettive e di cui spesso purtroppo dobbiamo prendere atto per via negativa, come denuncia di inadempienze e di ingiustizie.

Expo 2015: La Santa Sede parla di "Non solo Pane. Alla tavola di Dio con gli uomini"

È impossibile parlare di cucina del Vaticano dal momento che da un lato è compresa in quella italiana, dall’altro è così internazionale che ci sono una molteplicità di cucine. Se prendiamo come riferimento la figura del papa, possiamo immaginare che in questo periodo, con papa Francesco, ci sia una buona presenza di cucina argentina e qualche buon sorso di mate! Di papa Benedetto XVI si sapeva che era un amante dell’aranciata. Papa Giovanni Paolo II amava le grandi tavolate in cui si serviva del buon cibo, ma semplice. Di Giovanni Paolo I, papa Luciani, si tramanda la delicatezza nei confronti di chi stava in cucina, tanto che alla fine dei pasti accompagnava i suoi ospiti in cucina a ringraziare le suore che avevano preparato il cibo.

A proposito di cibo e cristianesimo, cito un passo dal libro La fede nel piatto. Sapere e sapori del cibo di poveri scritto da Paola Bizzarri e Davide Pelanda:

Un corretto rapporto con gli altri e con l’ambiente che ci circonda passa anche attraverso la scelta cosciente degli alimenti. Nella prospettiva di una sana alimentazione, ci pare che il cristiano contemporaneo debba essere posto nella condizione di potersi orientare nella direzione del salutismo e del cibo biologico […] Il cristiano oggi dovrebbe soprattutto preoccuparsi della “sovralimentazione delle società occidentali, i cui modelli di vita producono, tra l’altro, gravi squilibri planetari”.

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