Camerieri al cinema, perché sono sempre italiani?

Un mestiere che evidentemente ci contraddistingue… almeno al cinema

cinemacamerieritaliani

Molti grandi attori italiani, negli anni, si sono cimentati nel ruolo del cameriere e spesso ne è venuta fuori una delle loro migliori interpretazioni. Pensate che nell’immaginario collettivo il cameriere – essendo una figura strettamente legata al buon cibo – è raffigurato per questo motivo sempre di nazionalità italiana, tanto che sul tema, qualche anno fa, è stata realizzata addirittura una mostra!

Oggi noi ripercorriamo alcuni di questi film: non possiamo che iniziare con “Pane e cioccolata” che vede uno splendido Manfredi che fa il cameriere ciociaro emigrato in Svizzera e in prova presso un hotel. Purtroppo gli eventi precipitano e l’esito sarà drammatico. In un altro film triste, “La vita è bella”, Benigni – che interpreta un cameriere che aveva imparato il mestiere in famiglia – dà vita a una scena divertente: la cucina è chiusa ma lui accoglie l’ultimo cliente: cosa gli darà da mangiare?

Avevano ordinato un semplice caffè a Lino Banfi, cameriere pasticcione in “Vieni avanti, cretino!” che oltre a mettere le mani nei piatti, fraintende le comande mettendo in scena un siparietto comico come pochi. Anche Diego Abatantuono ha indossato la livrea in “Camerieri”, in cui il personale del ristorante Eden si gioca il posto di lavoro in una cena in onore del nuovo proprietario.

E poi c’è anche Aldo Fabrizi che si lamenta di un lavoro che lo tiene sempre in piedi; il cameriere di “Accattone” che fa da messaggero tra gli avventori ai tavoli e quello di “Dove vai in vacanza” che propone un menu a tema etrusco ad Alberto Sordi che non vuole mangiare “dalli cocci de li morti”. Infine Luigi Risotto, il cameriere dei Simpson un po’ simpatico un po’ losco, ma dallo slang inequivocabilmente italico.

Foto | listal.com

  • shares
  • Mail