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Cucina romanesca: il quinto quarto

Pubblicato: 12 giu 2007 da gianluca

Commenti dei lettori

I cuochi e le massaie romane hanno creato un vero universo gastronomico con il quinto quarto, in altre parole lo scarto, gli avanzi dei tagli effettuati dai macellai; alcune delle ricette romanesche più famose vengono preparate con quella che una volta era considerata la carne dei poveri: coda alla vaccinara, rigatoni con la pajata, animelle fritte, testina al forno, trippa.

Nell’800 nacquero tantissime trattorie nei dintorni del Mattatoio di Testaccio, specializzate proprio nella preparazione di questi piatti. Il Mattatoio ormai ha chiuso e Testaccio oggi è conosciuto soprattutto per i tanti locali del sabato-sera ma alcuni ristoranti sopravvivono, mantenendo viva la tradizione: la pajata di “Turiddu al Mattatoio” è d’obbligo per chi fa un salto a Roma ed è un appassionato di gastronomia regionale tradizionale.

Vi consiglio questo ristorante anche per la fornitissima cantina (soprattutto di vini laziali) e per l’ottimo rapporto qualità/prezzo.

La foto, che rappresenta la classica trippa alla romana con la mentuccia è presa dal sito del ristorante “Taverna Romana”.

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7 commenti

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  • er ventresca

    12 giu 2007 - 10:52 - #1
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    Col quinto quarto si possono fare ricette sensazionali…non riesco veramente a capire gli schizzinosi che ancora si schifano a mangiare cose che fino a pochi anni fa,per la gente “normale”,costituivano l’unica risorsa di proteine animali…forse c’è ancora chi preferische una bella cotoletta di soia surgelata…contenti loro…

  • er-etiko

    12 giu 2007 - 15:08 - #2
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    Ehm…….credo che la “cotoletta di soia surgelata” (che peraltro detesto, ci tengo a sottolinearlo) non sia tanto una questione di preferenza al palato, quanto una scelta etica e/o salutistica. Si può discutere la scelta dal punto di vista gustativo, ma eticamente non mi sembra una cosa troppo condannabile. Quanti tra i “carnivori” hanno mai ucciso o visto uccidere “dal vivo” un animale? E quanti si sentirebbero in grado di farlo?

  • Profilo di sguizx

    sguizx

    12 giu 2007 - 23:37 - #3
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    scusa, ma in che senso si può “discutere la scelta dal punto di vista gustativo”?

  • er-etiko

    13 giu 2007 - 10:30 - #4
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    Intendevo dire che difficilmente si può immaginare un cibo del genere scelto per il suo sapore o per il gusto che dà al consumatore! quindi sotto questo aspetto è sicuramente una scelta discutibile, mentre può essere eventualmente apprezzata dal punto di vista “etico”. Questo perché il primo post sembrava invece indicarla come una preferenza legata al gusto tout court, senza associarla ad una scelta “morale”.

  • Profilo di sguizx

    sguizx

    13 giu 2007 - 20:13 - #5
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    vediamo se ho capito bene :

    tu dici che le leccornie tanto apprezzate dall’erventre sono certamente discutibili considerando il loro sapore tout court (ossia difficilmente si può pensare che qualcuno possa sognare di mangiare testicoli, intestini, cervella e chi più ne ha più ne metta! ;-P).

    Tuttavia tu dici che qualcuno potrebbe NON apprezzare la scelta di quei “viziosi” come l’erventre poiché é eticamente discutibile mangiare cose simili.

    Però mi chiedo : ma che differenza “etico-morale” può mai esserci nel mangiare un cervello anziché un filetto?
    Voglio dire, quando l’ex essere vivente in questione da cui ci premuriamo di procurarci il “pezzo” (qualsiasi esso sia) per preparare il fantastico intingoletto é morto, cosa cambia tra il segargli una zampa, tagliare un pezzo di natica, asportare l’ex apparato digerente o riproduttivo?
    Mi verrebbe, anzi, da dire che é sicuramente + discutibile eticamente la scelta di ammazzare l’animale per la bistecca (che costituisce il VERO motivi per cui viene ammazzato!), mentre il “fare la scarpetta” con tutto ciò che avanza diventa quasi ecologicamente da preferire (mangi quelli da molti considerati “scarti” anziché buttarli) !!….o mi sbaglio?!

    ;-P

  • er-etiko

    14 giu 2007 - 10:27 - #6
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    Ahahah…………non mi sono spiegato bene………io non trovo affatto discutibile mangiare intestini, zoccoli, corna o chissà cos’altro, anzi! Ho sempre trovato assurdo chi mangia una bistecca e poi si schifa a provare cose più “estreme”, non per il loro sapore, ma perché le ritiene “concettualmente” sgradevoli!
    Quello che discutevo era semplicemente il fatto che erventre prendeva un pò in giro coloro che “preferiscono” la cotoletta di soia surgelata. Mentre ho sostenuto che quella scelta non andava certo considerata come una preferenza legata al gusto, quanto piuttosto alla “morale” di costoro.
    Il tuo ragionamento non fa una grinza, anzi, proprio il recupero delle parti meno nobili, che da sempre caratterizza diverse cucine popolari, rappresenta una fondamentale forma di recupero di elementi altrimenti destinati allo scarto, con uno spreco di preziose risorse proteiche, soprattutto in tempi passati (e neanche troppo remoti). Massimo rispetto quindi per l’arte del recupero e del riciclo, ma anche per chi “preferisce” il soiaburger o simili “prelibatezze” vegetarian-ecologico-salutiste………….!!!
    Ciao.

  • Profilo di sguizx

    sguizx

    14 giu 2007 - 20:49 - #7
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    ora mi é tutto + chiaro

    )

    grazie

    ciao