Visto che Marco’s qualche giorno fa con un articolo ci ha avvertito sul “pericolo gnocchi di miglio“, ritorno sull’argomento gnocchi.
Non riesco a capire per quale motivo spesso si continuino a far passare gli gnocchi preparati con farina di semola e serviti con burro e salvia come i tradizionali “gnocchi alla romana”. Sicuramente qualcuno saprà citare qualche tradizione o aneddoto gastronomico a me ignoto che possa spiegare l’arcano.
È pure vero però che, da che mondo è mondo, in qualsiasi trattoria tipica di Roma, quando il giovedì vengono preparati gli gnocchi, trattasi sempre e comunque di quelli fatti con patate schiacciate e mischiate alla farina bianca, poi cotti e serviti con un succulento sugo di carne, preferibilmente con quello delle spuntature di maiale.
Per un “riscontro sul campo”, vi consiglio di provare “Olindo” a Trastevere o “Dino e Toni” in Prati, vicino ai Musei Vaticani.
La foto è tratta dal sito di ricette: www.forchettina.it
Bruto
21 giu 2007 - 09:56 - #1sono d’accordo.anche in casa mia(siamo romani da generazioni),gli gnocchi sono sempre stati quelli di patate…e secondo me sono insuperabili.più che col sugo di spuntature però penso sia meglio quello della coda alla vaccinara
Staximo
21 giu 2007 - 10:18 - #2Se non ricordo male anche Pellegrino Artusi li chiama così nel suo ricettario. Chissà se lui ha messo qualche cenno sull’origine del nome.
verace
21 giu 2007 - 17:54 - #3mitici.mi nonna me li faceva sempre