Qualche giorno fa ho letto su Repubblica un articolo di Alessandra Retico su uno dei maggiori problemi per il cibo made in Itlay: le copie, le imitazioni, i falsi. Ormai è un dato di fatto che all’estero i danni provocati dallo sfruttamento del marchio Italia ai prodotti enogastronomici è enorme.
Il più copiato è sempre lui, il Parmigiano Reggiano, o meglio il Parmesan, il Parmeson, il Parmesao, il Pamesello o il Parma, questione di punti di vista. Per non parlare poi delle descrizioni che lo riguardano: ‘fresh grana cheese’, ‘perfect italiano’ oppure ‘natural and italian’. Unica nota dolente il fatto che queste versioni non abbiano nulla di italiano!
Per non parlare poi di spaghetti tedeschi al pomodoro o ai quattro formaggi, di tagliatelle portoghesi ‘Milaneza’ (anche possibilità di trovare pasta fresca), di caciotta ‘natural italian’ prodotta in Cina, di Amaretto di Venezia con tanto di Leone simbolo della città prodotto in Germania, di Mozzarella Apache del Minnesota, di olio extra vergine di oliva ‘Romulo’, proveniente dalla Spagna ma richiamante Roma con l’etichetta che presenta una lupa che allatta i gemelli fondatori della città eterna, di ‘Aceto Balsamico di Modena’ tedesco, di un pecorino ‘natural italian’ prodotto in Cina, …
I più copioni gli americani e gli australiani. All’estero è un patacca un prodotto alimentare italiano su quattro. Un dato su tutti: il valore del made in Italy gastronomico taroccato è di oltre 50 miliardi di euro, il triplo di quanto esportiamo. Che fine fa il made in Italy una volta uscito fuori dall’Italia?
K-2
10 lug 2007 - 17:12 - #1Esempi terribili ce ne sono dappertutto: “Original Parmigian Cheese without filler!” ho letto una volta in una confezione di pseudo-parmigiano Kraft, come cavolo vendono formaggio grattugiato con filler, cioè, extra per farlo più voluminoso?. Al meno quelli che copiano potrebbero fare la cortesia de dire “tipo”, come formaggio tipo parmigiano dal Uruguay: loro non dicono che è parmigiano ma che è simile; lo stesso accade con altri prodotti che trattano di essere simili a quelli italiani ma al meno i produttori sono sinceri dicendo che sono delle copie. Al meno se mangi qualcosa di scadente, puoi suporre che l’originale è superiore.
gustoblog
21 ott 2007 - 23:34 - #2[…] […]