Tutti sappiamo quanto incidano sulla qualità del vino i fattori climatici che si susseguono in vigna durante l’anno. Sole, pioggia, grandine, neve possono modificare in modo determinante il carattere e la qualità delle bottiglie di una singola annata.
A differenza dell’andamento climatico però, quando andiamo ad acquistare una bottiglia, il prezzo sullo scaffale è sempre lo stesso, ogni anno, se non addirittura superiore all’anno precedente. Così ad esempio mi trovo ad acquistare un vino toscano del 2002 allo stesso prezzo di un ’99, annata decisamente migliore. Il fatto è che molti produttori giocano sul nome e la fama del vino prodotto. Con un atto d’onestà, si dovrebbe modificare il prezzo a seconda della qualità dell’annata.
D’altra parte questa è un’abitudine già seguita in Francia, non solo da famosi Chateau ma anche da piccole aziende. Ed inoltre una variazione di prezzo sarebbe anche d’aiuto al consumatore, ignaro degli andamenti climatici.
La foto è tratta dal sito: www.agricoltura.it
er-etiko
25 lug 2007 - 14:47 - #1Forse con un atto di onestà ancora maggiore, i produttori delle zone che hanno particolarmente risentito delle avversità di un’annata negativa potrebbero anche rinunciare a produrre i vini di punta, in favore dei secondi o terzi vini aziendali. Nel 2002/2003 alcune aziende in effetti si sono comportate in questo modo, rinunciando magari ad alcuni guadagni, ma avendo un bel ritorno d’immagine e credibilità.
Poi il discorso si potrebbe allargare e coinvolgere i vari consorzi, spesso un pò troppo generosi nell’affibbiare 4 o 5 stelle ad annate assolutamente normali……….ma questa è un’altra storia e riguarda un mercato del vino ormai saturo e sempre alla ricerca di modi per riuscire a vendere vini “normali” a prezzi spesso esagerati.
lo-na
26 lug 2007 - 19:50 - #2bravo!!!concordo!!!