Le bolle dello champagne, ecco il segreto per farle perfette

Ogni grande Maison che si rispetti conserva gelosamente la sua ricetta che rende, insieme al terroir, unico ed inconfondibile il proprio Champagne. Il tocco magico della liquer d'expedition che contraddistingue il vino con le bolle più conosciuto al mondo è una formula strettamente personale, mentre invece la ricetta per un perlage fine e continuo da oggi non è più un segreto.

Le dimensioni delle bolle contano, infatti più son piccole e continuative più lo Champagne è di qualità superiore. Il fisico francese ci svela il segreto di tante bolle, che si ottengono aumentando l'anidrite carbonica e di come renderle più piccole, riducendone lo zucchero. Con la riduzione da 24 gr per litro a soli 18 gr di zucchero per litro le dimensioni delle bollicine diminuiscono e rendono lo Champagne elegante.

Non meno importante sono le forme e la qualità dei bicchieri che andranno a contenerle e le reazioni che intercorrono fra contenuto e contenitore. Le grandi case di bicchieri per il vino, usano incidere con il laser dei microtagli all'interno dei propri bicchieri, non visibili ad occhio nudo, per fare in modo che l'anidrite carbonica contenurta si rompa e venga sprigionate meglio.

Dopo un attento studio delle forme, quella consigliata sembra essere a tulipano, ideale per facilitare la risalita delle bolle e lo sprigionarsi degli aromi. Ricordiamo che la Flûte è più indicata per gli champagne meno strutturati e con profumi meno importanti e la coppa, usata in origine è indicata per le tipologie di Champagne demi-ces e doux.

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