Come ho già scritto molte volte, per me la cucina è cultura: per questo quando viaggio mi piace assaggiare le specialità del Paese in cui vado, in questo modo mi sembra di conoscerlo meglio, penetrando a fondo nell’ambiente e respirandone l’atmosfera.
Qualcuno, presso l’assessorato alla Scuola del comune di Roma deve pensarla come me ed essere convinto che la cucina possa essere anche strumento educativo contro il razzismo e a favore dell’inclusione sociale: questo almeno sembra l’obiettivo del progetto ‘Ogni mese un Paese’ che è stato appena avviato in molte mense scolastiche. Da ottobre fino a maggio, infatti, gli alunni delle scuole aderenti avranno a pranzo la possibilità di scegliere menu etnici dele otto comunità più presenti in città: Bangladesh (ottobre), Romania (novembre), Albania (dicembre), Polonia (gennaio), Perù (febbraio), Cina (marzo), Marocco (aprile) e Filippine (maggio).
Dal pollo alle mandorle al couscous, dal budino di latte di riso alla zuppa di barbabietole, una bella iniziativa che mira a condurre dallo scambio dei ‘sapori’ all’unione dei ‘saperi’ attraverso ricette specifiche per bambini, cioè preparate con marchi di qualità garantita e con prodotti provenienti dall’agricoltura biologica o dal mercato dell’equo e solidale.
Non so a voi, a me resta la curiosità di sapere quali pietanze faranno parte dei menu.
Alessandra Damia
26 ott 2007 - 10:49 - #1Oggi mia figlia è tornata da scuola dicendo che il pranzo etnico faceva “schifo” immangiabile, pieno di spezie e la pasta era dolce. Numerosi bambini a mensa addirittua piangevano perchè avevano fame e avevano buttato tutto! Mi figlia mi ha chiesto se da oggi ogni mercoledì posso prepararle un panino che mangerà di nascosto in bagno…..
Non mi sembra nè una scelta economica buttar via il mangiare nè adeguata a bambini sotto il 10 anni che devono ancora imparare ad apprezzare le pietanze italiane!!!
rosalba sgroia
27 ott 2007 - 14:39 - #2Ho scritto un post su questo. Io ho mangiato a scuola, essendo insegnante e posso dire che il cibo era accettabile. Il guaio è che questi bambini sono abbastanza viziati e sazi perché fanno merende stratosferiche. Il cibo, purtroppo si butta ogni giorno!!! E noi povere insegnanti , oltre che stimolare ad assaggiare, non possiamo far nulla. Ovviamente condanno chi li forza, ma almeno dare l’esempio e non disprezzare a priori una pietanza.
Grazie!