Provate a immaginare di essere un condannato a morte che deve decidere cosa mangiare nell’ultimo pasto della propria vita: su cosa cadrebbe la vostra preferenza?
L’argomento è un po’ triste secondo me, ma ha stuzzicato la curiosità di una fotografa americana, Melanine Dunea, che ha pubblicato il libro ‘My last supper’ (La mia ultima cena, appunto) con i ritratti di 50 chef che hanno risposto alla ‘fatale’ domanda.
La notizia è riportata dal New Yorker che si diverte ad analizzare le risposte degli esperti di cucina: la maggior parte di loro gradirebbe per l’ultimo pasto tartufi (ovvio, li paga il governo) bianchi, neri, cucinati in salsa su fettine di maiale, in sandwich o a condimento di un risotto poco importa, bastano loro a rendere l’ultimo pasto un pasto da re.
Al secondo e terzo posto tra le preferenze troviamo rispettivamente caviale e fois gras, quindi tutti quei condimenti diffusi all’estero a base di pepe e sale marino, a condizione che siano serviti con pane (baguette, segala ecc.), accompagnamento graditissimo dagli chef.
Una curiosità: fra le domande a cui gli eccellenti cuochi hanno dovuto sottomettersi c’era anche la possibilità di scegliere il luogo in cui consumare l’ultimo pasto: molte preferenze sono andate a un’incontaminata spiaggia (o comunque in un luogo vicino all’acqua), ma uno ha addirittura risposto la Sala degli Specchi alla Reggia di Versailles!
ero supergino
13 nov 2007 - 09:37 - #1posso scegliere la stagione nella quale crepare? bon, prendo l’inverno e per ultimo pasto un super-piatto di trippa o magari un bollito come si deve… appena dirimo questa spinosissima questione vi chiamo per giustiziarmi!