Una buona notizia per l’ingrediente che fa davvero la differenza nella cucina italiana: l’olio d’oliva. Dallo scorso 17 gennaio, infatti, è entrato in vigore il cosiddetto decreto ‘salva olio’, cioè quello che prevede l’obbligo di indicare sull’etichetta non solo la provenienza delle olive (se da più Paesi devono essere esplicitati tutti in ordine di percentuale dei frutti impiegati), ma anche il luogo del frantoio. L’ammenda per chi non ottempera l’obbligo può arrivare fino a 9500 euro.
Un provvedimento doveroso per il made in Italy che tutela anche i consumatori (metà dell’olio usato in Italia proviene dall’estero) e contribuisce a fermare frodi e inganni. Magari riuscirà pure a risollevare i consumi calati nei primi nove mesi del 2007 di ben l’1.2% (secondo i dati Ismea Ac Nielsen): ogni italiano pare usi 14 kg di olio a testa in un anno, con preferenza netta per l’extravergine d’oliva.
adobio
23 gen 2008 - 23:19 - #1Se, Europa permettendo, questo decreto rimarrà in vigore, si perchè qualcuno ha già sollevato obiezioni, forse avremo fatto un passo avanti nella trasparenza , nella chiarezza e nella salvaguardia del nostro unico patrimonio italiano di 500 cultivar di ulivi. Qualcuno però già da tempo è andato oltre la legge e le regole tra i prodduttori italiani di alta qualità nell’olio di oliva e.v. Ad esempio l’iniziativa on line che prevede addirittura l’adozione a distanza di piante di ulivi di cultivar uniche come l’olivastra di Seggiano, ulivo unico al mondo nel suo genere e che cresce il provincia di Grosseto. Adottaunuliveto.com io l’ho scoperto attraverso un regalo di un amico ed ora è diventato il mio modus per avere certezza sull’olio che arriva sulla mia tavola, con tutte le caratteristiche antiossidanti che, purtroppo, l’olio di oliva e.v. dovrebbe avere , ma che ahimè perde in pochi giorni entrando in contatto con l’ossigeno dell’aria e addio polifenoli.
Buon olio a tutti.