
Il presupposto, ovvio, è che chiunque voglia spendere 20 euro per comperare al proprio gatto 12 scatole di tonno con bianchetti “completamente naturale, con pollo e pesce cotti a vapore e inscatolati con la loro acqua do cottura, senza aggiunta di coloranti, conservanti, additivi” è ben libero di farlo.
Però, da appassionato di buon cibo e da gustoblogger, mi chiedo se sia davvero sano che ci si preoccupi di dare ai propri animali domestici “carne proveniente solo da allevamenti liberi e hormon/antibiotic free e pesce di aziende che garantiscono che sia pescato in mare aperto, non di allevamento”.
Forse è solo una questione di invidia tra specie viventi, dato che io non sono mica sicuro di mangiare carne da allevamenti liberi e hormon/antibiotic free e sono invece sicuro che gran parte del pesce che mangio non è stato pescato con l’amo da un anziano e paziente pescatore nelle acque norvegesi.
E a dirla tutta mi chiedo se davvero un pechinese o un soriano siano in grado di riconoscere, dopo la lavorazione e la cottura, una trota d’allevamento da una pescata in un limpido torrente del Trentino.
Aspettiamo con ansia che finalmente qualcuno colmi un inspiegabile vuoto, realizzando delle piccole bottiglie di vermentino di Gallura per accompagnare il pranzo di pesce del nostro siamese…
alanbenjo
24 gen 2008 - 13:56 - #1Gli animali non sono un oggetto, nonostante la nostra cultura tenda a classificarli come tali.
Adottare un animale è una scelta, non un obbligo.
Secondo me cercare di dare il meglio possibile al proprio animale è quello che un allevatore dovrebbe fare, anche se l’allevato non si renderebbe conto della differenza tra una scatoletta da 0,40 o da 1,60 euro.
Inoltre credo che le scatoletta da 70gr abbiano un prezzo consigliato di 0,95 euro mentre per quelle da 140gr il prezzo consigliato è 1,40 euro.
Carolus
24 gen 2008 - 20:26 - #2Scusate l’ignoranza che deriva dal non avere animali domestici. Mi chiedo se non sia meglio per un animale come il cane o il gatto mangiare alimenti freschi come la carne tritata invece delle scatolette che, per quanto ottime, contengono sicuramente conservanti e schifezze chimiche varie. Una nostra amica di famiglia “gattara” di professione comperava in macelleria i tagli di seconda e terza scelta, se li faceva macinare e poi li dava ai gatti, anche i suoi, con grande soddisfazione di questi micioni dall’aspetto sano (anzi forse erano pure un po’ cicciottelli).
Marcoooooo
25 gen 2008 - 02:04 - #3E’ un oscenità…….. se la materia prima di queste scatolette e così bella-buona-free, perchè non destinarla per l’uomo?? Caro/a alanbenjo, ma capisci che questo pesce costa 13,57 €/Kg [=0.95/70*1000]? Ma lo sai che (per esempio) al PAM il più delle volte si trova il branzino freschissimo (grondante sangue) a 5,90 €/Kg?
Ma stiamo scherzando o cosa??
Sarei curioso di capire cosa mangi te, caro alanbenjo………..
luglio
27 gen 2008 - 19:24 - #4è uno spreco assurdo! con i soldi per una scatoletta si può adottare a distanza un bambino per un paio di settimane.. mamma mia! chi potrebbe preferire usare quei soldi per nutrire un gatto che molto porbabilmente sarebbe più contento di mangiare un pò di avanzi?
alemu
27 gen 2008 - 20:36 - #5..e infatti i gatti che mangiano le scatolette hanno poi problemi di stomaco. saranno i miei che sono troppo ruspanti, ma dopo avere avuto 3 ed attualmente 4 gatti (rotondi come palle dato che nei dintorni si lasciano tutti commuovere) posso dire con sicurezza che le scatolette proprio 1 ogni tanto!!! al massimo le crocchette, graditi spuntini, mentre adorano gli avanzi. appunto perchè adottare un animale è una scelta, è ancora più un obbligo non sballare la loro dieta abituale con cose “strane” come le scatolette, che seppure con salmone scozzese o bianchetti del mar baltico sono sempre addizionate con conservanti ecc. ma avete mai provato ad aprire una scatoletta ed annusarla? davvero, allora meglio prendere un branzino e sfilettarlo!!!!
annab
14 mag 2008 - 10:25 - #6Tengo a precisare che Almo Nature è uno dei pochi prodotti per animali Cruelty-Free!! VI sembra poco? Poi ognuno è libero di mangiare e di far mangiare al proprio animale quello che preferisce, io preferisco dargli mangimi non testati su altri animali e non chimici..
fabbb
21 nov 2008 - 17:40 - #7credo che in molti che hanno risposto a questa notizia non siano assolutamente a conoscenza della differenza che c’è tra una scatoletta di almonature e quella di un’altra marca qualsiasi… consiglio di andarvi a fare un giro su internet per scoprire cosa mettono le altre marche (soprattutto quelle più conosciute) dentro le loro scatolette e come testano questo cibo… per chi propone invece resti del nostro cibo o carne cruda consiglio di informarsi bene su quale sia la dieta migliore per un gatto in una qualsiasi clinica veterinaria seria…
se poi i gatti le volete solo sfamare e non preoccuparvi preventivamente della loro salute (spendendo poi un domani il triplo per cure varie… sempre se sono disturbi reversibili) può continuare a fare come gli pare…
mi preme infine rispondere a “luglio” ricordandogli che aiutare a star bene un gatto non preclude aiutare anche altri essere umani in difficoltà, ma soprattutto se il signor Luglio si crede così tanto pieno di morale immacolata che pensa di aiutare il prossimo semplicemente spedendo dei soldi, sarei curioso di sapere come impiega parte del proprio stipendio, magari comprando scarpe fatte sfruttando bambini in asia o buttando soldi per andarsi a vedere una partita di calcio…
questa provacazione è solo per dire che secondo me ognuno è libero di gestire il proprio denaro come vuole, e che se devo leggere in un blog chi addirittura si trasforma in predicatore contro chi cerca di fare un pochino di bene, quando intorno abbiamo una miriade di ladri e sfruttatori, mi pare paradossale
p.s. e cmq un gatto al giorno mangia al massimo di almonature una scatoletta grossa intera e forse un’altra metà (intorno ai 200 gr.)… il che vuol dire poco più di due euro al giorno… magari pensate prima a bere due caffè di meno al bar, prima di alzare futili polemiche