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Er mejo sedano d’Italia? Quello di Sperlonga

Pubblicato: 03 mar 2008 da roberta

Saporito, dolce, dall’aroma inconfondibile, insieme acidulo e delicato: è il sedano bianco di Sperlonga (cittadina del pontino, nel Lazio meridionale) sul quale è stato avviato uno studio da parte dell’Inran, l’istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione in collaborazione con l’Arsial nella fase di richiesta di riconoscimento di Indicazione geografica protetta (Itg) da parte del prodotto.

La coltura di questa pianta è stata ‘importata’ nella regione tra Sperlonga e Fondi a partire dagli anni ’60 e da allora i suoi ‘gambi’ sono stati gustati non solo sulle tavole di Roma e Lazio, ma addirittura in Piemonte (magari si scoprirà che è essenziale per la bagna cauda), dove pare questa varietà sia particolarmente apprezzata. La sua proprietà è di quella di poter essere venduto sia fresco sia lavorato, mentre se immerso nell’acqua a 50 gradi, è capace di rallentare l’imbrunimento.

Il suo utilizzo migliore è crudo in pinzimonio o in accompagnamento al pesce azzurro. Mi viene appetito solo a pensarci!

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1 commento

Commenti dei lettori

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  • Valerio Baron

    04 mar 2008 - 18:54 - #1
    0 punti
    Up Down

    In zona di Bassano del Grappa e precisamente in loc. Rubbio e loc. Campese ci fanno le sagre del sedano (sàeno in lingua Veneta) ottimo sia crudo che cotto, parola di cuoco (www.elbrigante.it). Perciò tale prodotto ha gusto particolare in conformità del terreno dove viene piantato.

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