Sempre più cibo viene prodotto dai terreni confiscati ai boss mafiosi: pasta, vino, persino lenticchie. Tanto che sono nate tre cooperative che gestiscono questo affare: Libera Terra, Pio La Torre e Lavoro e non solo.
Ma, dove viene venduto tutto questo cibo mafioso? Sembra che l’affare tiri di più al nord che al sud. Infatti, oltre il 90% del mercato viene da Umbria, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia e Veneto. Al sud il magro 10%.
Esemplare il caso del vino bianco Centopassi Placido Rizzotto che ha venduto ben 100 mila bottiglie nel 2007. Per non parlare poi di Pizzo free, il supermarket che “vende solo prodotti di commercianti che non pagano il pizzo alla mafia, garantito dall’adesione al comitato Addiopizzo”
A questo punto la domanda mi viene spontanea: il successo di questi prodotti significa che la mafia sta finalmente arretrando oppure è solo un fenomeno modaiolo per cui comprare “cibo mafioso” è cool? Un po’ come in Germania dove sta spopolando KaffeeMafia, il caffè mafioso. Però non è prodotto su terreni confiscati ma è soltanto una mera trovata commerciale.
Inigo
18 mar 2008 - 16:30 - #1ma scusa, mi sembra di avere capito che questo è cibo “anti-mafioso”, non cibo mafioso… è il contrario del KaffeeMafia; e il fatto che lo comprino quasi solo al Nord è piuttosto inquietante… ma forse è una scelta di distribuzione?
Fabio Ingrosso
18 mar 2008 - 21:27 - #2Ok, questo non è cibo mafioso, ma meglio cibo prodotto su terreni confiscati alla mafia. Il fatto è che sempre di mafia si tratta in quanto al brand. E vende, ovvio, proprio dove il fenomeno mafioso non è presente, guarda caso…