Il dilemma dell'onnivoro: una nuova critica all'industria alimentare

coltello e forchetta

E’ uscito in Italia, pubblicato da Adelphi “Il dilemma dell’onnivoro”, un libro sulla nostra catena alimentare, scritto da un professore di giornalismo dell’Università di Berkeley in California, Michael Pollan.

Dalla critica americana è stato definito in vari modi, un trattato filosofico, storico, economico, un grande reportage, una nuova bibbia per una dieta sana.

Io collocherei questo libro nel nuovo panorama di critica all’industria alimentare e alla sua globalizzazione, con la conseguente perdita della tracciabilità dei vari prodotti e quindi della qualità.

Ho letto l’intervista all’autore del libro su Repubblica di ieri. Pollan spiega proprio che è grazie alla sua presa di coscienza su come vengono allevati i bovini e coltivate le patate negli U.S.A. che gli è venuta l’idea di approfondire l’argomento cibo in un libro.

Pollan si concentra sull’industria alimentare americana che, secondo lui, è spia dei successivi mutamenti che potrebbero avvenire in Europa e in Asia, dove il localismo della cucina, anche se già pofondamente intaccato, è più difficile da sdradicare per la grande industria alimentare.

Il libro è diviso in quattro sezioni: cibo industriale, cibo alternativo o biologico, la grande catena Whole food e infine quello che ci si produce da soli, coltivando o cacciando.

In alcuni passaggi sembra un giallo, in altri può dare fastidio e in altri ancora arriva a conclusioni totalmente inaspettate, insomma un libro che ha tutte le premesse per essere interessante e anche utile per capire meglio dove viviamo.

Foto | Flickr

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