Giovedì scorso sono stata a cena da Primo, un bel ristorante che si trova al Pigneto, quartiere di Roma, zona ormai famosa per la movida notturna. Devo dire che mi sono trovata davvero bene, i piatti erano tutti ben cucinati. E le materie prime utilizzate tutte di prima scelta.
L’ambiente è molto ben curato, essenziale e minimalista. Predomina il bianco.
Abbiamo cominciato con un piccolo appetizer offerto dalla casa, acciughe fritte ripiene di menta. Davvero ottime.
La cucina dello chef Marco Gallotta parte da basi tradizionali, per poi essere alleggerita nell’uso dei grassi e nelle cotture. Uno stile semplice, che punta a mantenere il più possibile l’intesità dei sapori originali degli ingredienti di un piatto.
Tra gli antipasti segnalerei l’insalata di faraona con verdure e una maionese leggera, davvero sfiziosa. Non era certo da meno l’insalata di polpo, fresca e saporita, con patate e verdurine.
Tra i primi ci si può sbizzarrire. Ottimi gli spaghetti con le alici, deliziosi e davvero particolari i taglierini tiepidi con la tartara di spigola e le verdure di stagione.
Tra i secondi sono ottimi le triglie con filetti di pomodoro; e che dire del pollo con i bignè di patate (fantastici, anche se non troppo estivi) e i peperoncini verdi dolci? Una vera delizia.
La carta dei vini è ben fornita ed i ricarichi non sono esagerati.
La spesa media con vini esclusi si aggira intorno ai 35 euro, più o meno. Un posto decisamente da provare.
Foto | Flickr
redzip
02 nov 2008 - 22:24 - #1MALEDUCATI ED INCOMPETENTI!!!
un locale troppo esigente nei prezzi e scadente nel servizio e nella competenza di gestione e servizio. Locale scontato e molto scomodo. Il gestore è un nostalgico di dibattiti televisivi… un consiglio: non ne vale la spesa… ci sono locali che a quei prezzi offrono professionalità ben più qualificate!
trencherman
03 nov 2008 - 14:18 - #2Il cibo è ottimo, nonostante il servizio molto lento. A rovinare il tutto - non giustificando assolutamente i prezzi - è la sostanziale scortesia e poca professionalità della gestione. A Roma c’è decisamente di meglio