Grandi vini senza identità: Mater Matuta di Casale del Giglio

pubblicato: mercoledì 22 ottobre 2008 da gianluca

Inizio oggi una serie di post un po’ provocatoria. Anche per sapere cosa ne pensate in merito, vi presenterò settimanalmente un vino famoso e di cui è universalmente riconosciuto il pregio che però, a mio modesto parere, non trasmette una precisa identità territoriale.

Cominciamo con quello che forse è il più famoso vino del Lazio: il Mater Matuta (Syrah 85%, Petit Verdot 15%) si presenta nel bicchiere con una straordinaria concentrazione, al naso trasmette profumi ampi e complessi, che svariano dalle spezie dolci ad un fruttato intenso, passando addirittura per note di cuoio. In bocca la struttura possente e la morbidezza hanno la meglio su un’acidità comunque più che adeguata. Gran vino…non c’è che dire…complessità, persistenza…ma trasmette veramente un’identità territoriale? In una degustazione alla cieca in quanti saprebbero riconoscere la provenienza di questo vino?

Per giudicare la qualità di un vino si usano spesso parole come terroir, carattere, identità…troppe volte però i vini di qualità sembrano uniformarsi ad un modello di “vino buono” richiesto dal mercato, con la conseguenza di ottenere prodotti che risultano molto simili, pur proveniendo da zone o paesi diversi…un pregio o un difetto?

Foto | Flickr

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Commenti dei lettori

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  • fedepeach

    22 ott 2008 - 15:28 - #1
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    Ciao!
    Visto l’interesse alla gastronomia ti segnalo (forse un pò in ritardo, sorry!) questo evento: il Festival Internazionale dell’Alimentazione Expo Milano 2015 - Italia, troverai tutte le info qui:

    http://www.festivaldellalimentazione.com/home.php

    In breve, “chiama a raccolta in tutta Italia e dal mondo, Istituzioni, imprese, associazioni, cultura e scienza per raccogliere idee, proposte e progetti al fine di contrastare il caro cibo e creare migliori alleanze tra chi produce, chi distribuisce e chi consuma.”

    Spero possa interessarti! :)
    ciaociao

  • netbri

    23 ott 2008 - 10:43 - #2
    0 punti
    Up Down

    Visto come va il mercato attualmente puntare sulla tipicità e la differenziazione dei nostri prodotti è una politica lungimirante che fa poca gola a chi insegue un guadagno immediato. Figuriamoci che per adattarci al mercato pensiamo di cambiare addirittura il disciplinare del Brunello… Per quanto riguarda il Mater Matuta, forse è l’esempio meno grave di non tipicità, in quanto, proveniente da una zona non storicamente vocata e pienamente in linea con una politica aziendale rivolta interamente a vitigni internazionali. Questo vino ha avuto il grande merito di portare alla ribalta la qualità dei vini laziali assopiti e auto-relegatesi ad anonimi compagni delle “ciambelline” nostrane. Quello che un pò mi sorprende è che malgrado ci siano condizioni climatiche diverse e,secondo il mio parere, una sensibile diminuzione della qualità, questo vino riesca a prendere ogni anno i 5 grappoli.

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