È vero: il riso proviene dall’oriente, ma nel nostro Paese già da tempo si è radicato nella cucina tradizionale, soprattutto in alcune regioni del nord, venendo a costituire uno dei pilastri dell’alimentazione italiana.
La Lomellina e la piana vercellese sono da sempre le sue roccaforti: tra Candia, Mortara e Robbio, dove al castello, Ludovico il Moro, signore di Milano, diede il via alle coltivazioni delle sementi ricevute dal cugino Gonzaga. Oppure, ancora, a Grumolo, in provincia di Vincenza, dove la famiglia Pavan rilevò la riseria delle Abbadesse, le monache benedettine che dopo l’anno Mille ne avviarono la coltura; e lì si ha ancora l’ambizione di sgusciare, ma non “sbiancare” il chicco.
Carnaroli, Baldo, Vialone nano, Balilla si contendono il primato della qualità migliore, decantata da personaggi del calibro di Mario Soldati, Dino Buzzati, Curzio Malaparte, Indro Montanelli che non se lo sono mai fatti mancare, considerandolo un piacere unico, al pari di un buon bicchiere di vino e di un aromatico sigaro. Il piatto migliore da preparare col riso? Ma che domande: il Milano style, risotto giallo (allo zafferano) in compagnia dell’ossobuco.
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Valerio Baron
09 nov 2008 - 16:15 - #1Giusto a Milano si mangi quella specialità. Nella mia Trattoria (www.elbrigante.it), il risotto che viene gustato e apprezzato, è quello “alla Montanara” con funghi e salsiccia oppure quello al sugo della lepre o del capriolo. Ogni bravo chef ha il suo piatto preferito. Buon riso a tutti.
Valerio Baron
09 nov 2008 - 16:19 - #2Una precisazione la riseria di Grumolo delle Abbadesse si trova in provincia di Vicenza.
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20 feb 2009 - 17:35 - #3bel post, giusto recuperare certe tradizioni della nostra gastronomia…