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La cucina turca: Dal rito del tè quello del raki

Pubblicato: domenica 07 dicembre 2008 da roberta

Un pasto turco non può dirsi completo se non viene accompagnato dalle tante bevande che popolano la tradizione turca. Ne esistono per ogni situazione e momento della giornata e scandiscono, ognuna con il suo sapore, il lento scorrere del tempo.

Non fatevi ingannare dal fatto che la Turchia sia un Paese a prevalenza islamico: a eccezione di qualche luogo più legato alla tradizione o di qualche ristorante troppo vicino alla moschea, gli alcolici si trovano quasi ovunque: potrete assaggiare la birra nazionale chiara, l’Efes Pilsen, o, se preferite, i vini: şarap. I migliori sono bianchi, ma per assaggiare il top della produzione locale dovete recarvi in Cappadocia, nella cittadina di Ürgüp. Se avete bambini che non si accontentano solo dell’acqua, inoltre, potrete affascinarli con la bibita tipica con cui pasteggiano i bimbi turchi: l’ayran, yogurt bianco mischiato con acqua minerale naturale.

Un pranzo o una cena particolarmente soddisfacenti, di certo termineranno con un goccino di raki, un’acquavite fortissima ottenuta dalla distillazione del raspo d’uva e aromatizzata all’anice (tipo ouzo greco). Un consiglio: non fate gli eroi e allungatela con acqua. Gustosa alternativa è anche il khavesi, caffè turco dal sapore alquanto deciso poiché preparato con i fondi e già zuccherato nella miscela. La bevanda nazionale, però, è certamente il çai, il tè. Nero o verde, viene servito bollente in piccoli bicchieri a tulipano, molto lontani dalle nostre tazze. Ricordate: per i turchi c’è sempre un buon motivo per prender un tè, mollemente seduti sui cuscini a fare quattro chiacchiere, ed è una grande scortesia rifiutarlo. Oggi si sta diffondendo anche l’elma çay, il tè al sapore di mela. Molto chimico.

Foto | Flickr

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