A meno che non siate dei palati rozzi e apprezziate ancora mischiare coca e rum - magari, orrore, bianco! - saprete che oltre a Pampero, Havana Club e Bacardi dal Sudamerica arrivano delizie come il Rum Zacapa, prodotto del Guatemala, con una storia molto particolare alle spalle.
Ci hanno invitato al Vinitaly per degustarlo, insieme alla Maestra Mezcladora - per capirci: più o meno una super sommelier - Lorena Vasquez: che chiaramente abbiamo intervistato, non prima di aver assaggiato tutte le varietà Zacapa: dall’invecchiato 15 anni, passando per il 23 anni etiqueta negra e arrivando fino al sublime XO. Trovate tutto dopo il salto, buona lettura.
Come sei diventata una mezcladora?
Per caso… io sono una chimica, ho studiato chimica, ma sempre in famiglia abbiamo avuto talento per sentire gli odori, gli aromi i sapori, sono i casi della vita!
La tua famiglia ha una distilleria?
No no, niente distilleria di famiglia, solo il destino. E’ successo. Sono venticinque anni che lo faccio… e la Zacapa esiste dal 1976.
Com’è la tua giornata di lavoro? La tecnologia l’ha cambiata molto? Vedevo prima che usate codici a barre, lettori…
E’ molto cambiata negli ultimi anni con la tecnologia, ma sono e resto l’unica persona dell’azienda ad essere autorizzata a prendere un bicchiere di rum alle otto del mattino!
Hai dei figli? Lavorano con te?
Si due, ma non lavorano con me, uno è un economista, l’altro un disegnatore, non porteranno avanti la tradizione di famiglia
Con cosa abbineresti il Rum Zacapa?
Lo puoi abbinare con il pesce per esempio… o con cibi piccanti, a me piace molto
Un pò pesantino come abbinamento, a pranzo!
No, no, per voi europei forse (ride) per me il rum aiuta la digestione!
Per continuare, vista la recente acquisizione del marchio Zacapa da parte di Diageo, multinazionale del beverage, abbiamo fatto quattro chiacchiere con Franco Gasparri, Master Ambassador Classic Malts per l’Italia
Il mercato del rum in Italia e dominato da dei giganti
Ci sono due brand, Pampero da una parte e Havana dall’altro, poi Bacardi che rimane forte sui non invecchiati. Poi certo stiamo parlando di grandi aziende, brand importanti a livello internazionale. Quando scendiamo dal punto di vista di numero di bottiglie vendute, ma saliamo con la qualità, troviamo altri marchi importanti, come Zacapa. Un pò il barolo del rum, è molto dolce, molto aromatico. Il “23″ è quello che fatto il successo di questo brand, e credo sia quello che abbia conquistato il consumatore.
Zacapa quando è arrivato in Italia?
Indicativamente nel 97-98, prima di noi c’era un altro importatore. L’anno scorso noi di Diageo abbiamo fatto un accordo a livello mondiale con le distilleria Zacapa. C’è stata un’attenzione maggiore all’aspetto della comunicazione. Si partiva da un prodotto fatto in pratica tra amici nel nord del Guatemala, per il centenario della città nel 1976…
Chi sono i vostri concorrenti, nel luxury del distillati, del rum di alta qualità?
Possiamo parlare di prodotti che si avvicinano, ma non abbiamo concorrenti, ci sono prodotti che vanno a intrigiare il consumatore, ma che non sono distribuiti come noi. Per esempio dei rum agricole, prodotti della Martinica o della Guyana Francese…
Ti faccio la stessa domanda che ho fatto ad Horacio Pagani, ovvero “Perchè dovrei comprare una Zonda invece di una Bugatti Veyron?”. Ti chiedo: perchè dovremmo comprare proprio Zacapa invece di un prodotto equivalente?
Eheheh… secondo me, si dovrebbero prendere entrambi. Sicuramente sceglierei Zacapa perchè è unico, c’è una lavorazione unica, lavoro manuale, il passaggio da un barile all’altro. E’ un prodotto molto complesso, che premia. Poi basta assaggiarlo…
Parliamo di prezzi. Quanto costa e dove si può comprare?
Noi ovviamente stiamo cercando di allargarci e stiamo arrivando sicuramente, con il “23 anos etiqueta nera” ad un target da enoteca di qualità, o la ristorazione, mentre con il “23″, si vuole arrivare anche un pò in posizioni un pò più allargate.
Da supermercato no, però?
No, no. Sono comunque rum che hanno un prezzo sui cinquanta euro a bottiglia, sono prodotti da enoteca, da negozi dove si vende alcool e distillati.
dreamweaver80
05 apr 2009 - 10:07 - #1zacapa ormai è andato. chi lo conosce bene sa cosa intendo. Un tempo era un gran buon rum (forse troppo dolce per alcuni palati). Oggi non è lo zacapa di 5 anni fa… resta pur sempre una delle scelte “più comode” tra i rum di qualità medioalta, ma alla fine ci sono prodotti di gran lunga più buoni, più strutturati e più piacevoli di Zacapa: basta saperli cercare… e chi ama il buon rum non fa troppa fatica a trovarli, sia tra gli invecchiati che tra i silver. ho notato un certo “scandaloso sconcerto” nell’articolo al solo nominare “rum bianco”: forse ho inteso male, ma tengo a precisare che il rum è bianco in quanto distillato! l’invecchiamento è la fase successiva, ma non certo obbligatoria: ci sono rum bianchi di altissimo livello aromaticamente molto più “maturi” di rum invecchiati … 23anni… un esempio? sain etienne blanc cuvee 2000: un silver martinicano da 50° strepitoso! Certo che se come bianchi intendiamo havana, pampero e bacardi… allo stesso modo oserei dire: havana7? sarà mica rum serio…
tornando a Zacapa, è un peccato che abbiano cambiato (in peggio) la qualità.
Infine una domanda un po’ provocatoria: la famiglia Botran da quanto ne so (ma potrei sbagliarmi, so per sentito dire…da gente esperta, ma non posso dire che ho personalmente questa informazione) distilla Rum (Zacapa) dagli inizi degli anni ‘80. La domanda che sorge spontanea è: come diavolo facevano a sapere che il 23 anni, 23 anni dopo, avrebbe spopolato così tanto? in altre parole: se inizi un’attività investi subito in una produzione massiccia di un distillato che venderai tra 23 anni? questo fa pensare (e in molti la pensano così, soprattutto da quando il 23anni ha veramente cambiato sapore) che in bottiglia troviamo (come capita in altri prodotti, ma dove viene sempre specificato) distillati vari invecchiati “fino a 23anni”… considerazioni, niente di più!
mattia_difoggia
20 nov 2010 - 18:52 - #2Ciao Dreamweaver,
sono d’accordo con te al 100%, zacapa è andato, non vale più di un pampero aniversario.
Sui 23 anni specifico che zacapa è un solera, ovvero hanno usato un metodo di invecchiamento per il quale è impossibile risalire ad una età del distillato.
Senza entrare nello specifico (cerca su wkipedia “metodo solera”), i 23 anni indicati sono quindi spudoratemente sparati.
Mai fidarsi dell’età in etichetta dei rum, possono scrivere qualunque cosa perchè non ci sono leggi a proposito.
Gli unici che per legge indicano la vera età (o il distillato più giovane utilizzato) sono i rum prodotti in europa (per esempio Martinica, Guadaloupe, Reunion)