Le star del vino bianco friulano a Milano con il decennale di SuperWhites.

pubblicato: martedì 11 maggio 2010 da barbara

Decennale SuperWhites

L’evento SuperWhites Milano compie dieci anni e li ha festeggiati con un nutrito raduno di produttori friulani selezionati dagli esperti di Slow Food. Dribblando le fashionistas in zona Montenapoleone, arrivo al Four Seasons incuriosita dalla presenza di oltre 40 brands di vini che hanno ottenuto punteggi elevatissimi e che sono reduci dall’ edizione romana tenutasi lo scorso febbraio.

All’ingresso vengo prontamente dotata di tracolla porta calice e mi avvio per l’ampio salone gremito di appassionati e supertecnici del vino. L’atmosfera è pensosa e solenne, volano domande a bruciapelo sulla data di imbottigliamento o sulla natura del terreno: prevalenza di sabbia, ghiaia o argilla? Gli operatori sono tutti molto preparati e generosamente elargiscono dettagli, ma soprattutto impressioni personali sui vari vitigni. Anche se poi alla fine i figli so’ tutti piezz e core ed è difficile strappare una preferenza, siano essi Chardonnay, Traminer, Collio, Sauvignon, Friulano (ex Tocai), Pinot Grigio o Ribolla Gialla. Riguardo alla distribuzione è facile trovarli in enoteche e ristoranti, un po’ meno nei supermercati, ma i prezzi sono spesso ragionevoli e si aggirano mediamente intorno ai 12€.

Insomma quale scegliere? Qual’è la star tra le star? La varietà è notevole, anche perchè alcune cantine, dopo l’esplosione tecnologica degli anni ‘90, fanno del loro punto di forza le tecniche più naturali. Poi c’è chi utilizza vasche di solo acciaio e chi in cemento vetrificato per mantenere una nitidezza aromatica di base. E infatti sono vini di spesso dotati di un bell’equilibrio, oltre a una certa versatilità e morbidezza che permette di accompagnarli agli antipasti, come ai piatti di pesce e alle uova, ma soprattutto al prodotto principe, a cui vola subito il pensiero quando dici Friuli Venezia Giulia.

Il prosciutto: possente e incastonato in una morsa di legno (mi perdoneranno i vegetariani). Tra un banco di vini e l’altro spuntano oasi con provetti tagliatori di succosi prosciutti DOP e leste aiutanti giù a preparare una tartina dietro l’altra e a sistemarle su vassoi argentati. A questo punto tutti si rilassano, nell’indecisione tra il crudo e il cotto. Di sicuro entrambi decisivi nel produrre un grande effetto di armonia a questo tour vinicolo regionale.

Per gli appassionati di enogastronomia friulana che si fossero persi l’evento, segnalo domenica 30 maggio la diciottesima edizione di Cantine Aperte che prevede anche uno winebus, pedalate enoturistiche nella natura e degustazioni gourmet in molti agriturismi della zona.

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