Continua la solfa del cuoco peposo

Niente, devo proprio ricordarmi di essere meno cocciuta.

Qualche tempo fa avevo postato una "critica" ad un locale torinese, il Light. Qualche tempo dopo, nei commenti al post, compare un anonimo, o meglio, un certo Alessandro (a cui ho provato anche a mandare un mail ma non ho mai ricevuto risposta), in cui si dice che il cuoco, soggetto centrale della critica, in realtà era cambiato.

Presa da magnanimità posto immediatamente l'update, ripromettendomi di testare di nuovo il ristorante.

Fatto. Purtroppo.

Il cuoco non è cambiato. Dei due esistenti uno ha lasciato il locale. Purtroppo è rimasto quello egocentrico, secondo il quale gli avventori non capiscono niente.

Il menu è sempre lo stesso, 5 antipasti, 5 primi e 5 secondi che cambiano molto, molto raramente. I costi sono alti.

Il primo con le verdurine di stagione (praticamente crude, melanzana compresa) sapeva solo di pepe. Ce n'era una quantità sproporzionata per il tipo di piatto, per gli ingredienti e per il palato medio.

Insomma, spiacente, ma manco troppo; cassato dalla mia personalissima lista dei ristoranti potabili. E non ci casco più, se leggo da qualche parte che hanno fatto il lavaggio del cervello al cuoco o similia. Anche perché, all'atto del pagamento del conto, oltre che ustionata in bocca, mi sono sentita decisamente presa in giro...

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