
Continuiamo il nostro giro nel favoloso mondo della birra. Abbiamo già detto come suddividerla, come riconoscerla, e come “capire” la birra. Oggi, cerchiamo di approfondire un poco come quattro soli elementi, acqua, malto, lievito e luppolo, possano dare una varietà così ampia di stili birrai. Vi ho già accennato a riguardo che basta anche un solo elemento che varia da una ricetta ad un’altra, che la birra è diversa. Una storia che a riguardo viene spesso raccontata è quella dell’arrivo in Italia della Bud: la famosa birra prodotta sul territorio italiano non riusciva ad essere la stessa prodotta in America. Perché? era colpa dell’acqua. L’unica cosa che non potevano importare era l’acqua! Così la birra risultava diversa.
Questo per spiegare quanto sia difficile ed affascinante l’arte di fare birra. La produzione richiede accurata selezione delle materie prime, ogni ingrediente come una ricetta in cucina deve essere dosato, misurato, perfettamente combinato. Una delle componenti principali è quella del malto: possiamo filtrare l’acqua, possiamo fare a meno del luppolo, possiamo non aggiungere lieviti e aspettare la fermentazione spontanea, ma non possiamo fare a meno del malto per la produzione della birra.
Esistono diverse tipologie di malto d’orzo, ognuna delle quali conferisce un gusto, un colore e una personalità diversa alla birra. Vediamone alcuni, per capirne le differenze:
Ed ancora, malto Vienna e malto Monaco, malto aromatico, malto Barley, malto Pale Chocolate, malto Lager e tanti quanto è vasto il mondo della birra. Fate un giro su Mr.Malt per farvi un’idea!
Naturalmente una volta scelta la tipologia di malto che si vuole usare, sarà compito del birraio decidere anche la giusta macinatura dei chicchi e le quantità da immettere nel fermentatore con l’acqua ed i lieviti per avviare il processo di produzione.
Foto | Flickr
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