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Come realizzare oli aromatizzati

Pubblicato: 11 ago 2011 da Roberto Russo

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Come realizzare oli aromatizzati

Gli oli aromatizzati sono oli – di solito di prima scelta – a cui vengono aggiunti degli aromi di varia natura (erbe e spezie, soprattutto). Solitamente questi aromi vengono messi in un recipiente di vetro, riempito con olio extravergine di oliva e poi lasciato riposare per almeno due settimane. Più il tempo di riposo è lungo, più intenso è il sapore. Se gli aromi impiegati si rompono o lasciano delle impurità nell’olio, allora è bene filtrare l’olio stesso prima dell’utilizzo; se invece si utilizzano aromi che rimangono integri (aglio, peperoncino, rosmarino per intendersi) li si può lasciare in infusione.

In linea generale gli oli aromatizzati con aglio, basilico o maggiorana sono ottimi per condire le verdure; quelli preparati con alloro, rosmarino, salvia o timo per condire le carni; gli oli aromatizzati con finocchietto sono ideali per i pesci come anche per i pesci (e i frutti di mare) si può usare dell’olio al limone, ottimo anche su insalate; l’olio al peperoncino si sposa bene con grigliate, pastasciutte e legumi vari. Una volta aperti è bene conservare gli oli aromatizzati in frigorifero o, comunque, in un luogo fresco e asciutto.

Se volete, provate questi oli aromatizzati:

  • aglio: mettete dell’aglio – intero o a fettine – nell’olio e fate cuocere a fuoco molto basso (se usate l’aglio intero, fate cuocere per un’ora, se a fettine mezz’ora è sufficiente); togliete quindi l’aglio, lasciate raffreddare e imbottigliate solo l’olio;
  • limone: lavate per bene due limoni e ricavatene la scorza, ma solo la parte gialla, versatela in un contenitore ermetico e ricoprite con 250 ml di olio extravergine di oliva; lasciate macerare per un mese in luogo fresco e buio. Da usare a crudo;
  • menta: tuffate le foglie di menta per mezzo minuto in acqua bollente, scolatele, asciuga tele per bene e spezzettatele; usate dell’olio extravergine di oliva delicato; da usare su dolci a base di frutta o anche con dei biscotti;
  • nero di seppia: usate 4 g di nero di seppia per 200 ml di olio extravergine di oliva; conservate in frigo ma non per troppo tempo (meglio farne poco per volta); da usare per rafforzare il sapore di piatti a base di pesce e di frutti di mare;
  • peperoncino: prendete 6 peperoncini rossi (fateli seccare nel forno se necessario), eliminate i semi, tagliateli a pezzettini e versateli in un recipiente con 200 ml di olio extravergine di oliva e uno spicchio d’aglio tritato finemente, aggiungete un pizzico di sale e fate riposare per almeno venti giorni in un luogo buio. Da usare a vostro piacimento. L’olio al peperoncino è un classico nella cucina italiana: se conoscete altre versioni di quest’olio segnalatecele nei commenti;
  • rosmarino: mettete uno o due ramoscelli di rosmarino in una bottiglia, coprite con olio e lasciate riposare; da usare con insalate o con piatti a base di carne;
  • speziato: in 750 ml di olio extravergine di oliva mettete in infusione 6 peperoncini freschi (verdi o rossi), 10 bacche di ginepro, 10 rametti di erba limoncina, 2 rametti di rosmarino, 2 spicchi di aglio schiacciato e 10 grani di pepe nero. Lasciate riposare per un mese, filtrate e usate a piacere;
  • tartufo: da preparare solo se avete un buon tartufo che potrete grattugiare o fare a pezzetti (non c’è bisogno di molto tartufo, perché il sapore è intenso);
  • zafferano: aggiungete dello zafferano a un olio extravergine di oliva dal sapore non troppo intenso e usatelo per aromatizzare minestre, pesci e frutti di mare.

Foto | Flickr

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • Afsaneh

    12 ago 2011 - 23:44 - #1
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    Un consiglio: mai, mai, mai, mai cuocere l’olio per aromatizzarlo. Non importa quanto sia bassa la temperatura, lo si sta cuocendo e quindi rovinando. Se si vuole una super aromatizzazione si può sempre schiacciare l’aglio e tritarne l’anima - visto che è quella che conta.

    Per quanto riguarda il rosmarino: dopo i venti giorni di infusione il consiglio è quello di togliere il rametto, altrimenti inizierà a rilasciare l’amaro proprio della pianta.

    Buona serata a tutti.

  • Profilo di robo_

    robo_

    13 ago 2011 - 08:01 - #2
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    @Afsaneh: gli oli possono essere aromatizzati per immersione (mettendo gli ingredienti nell’olio e dando il tempo che i sapori si sposino) o per infusione (scaldando l’olio a basse temperature). Quest’ultima si può usare per l’olio all’aglio - come ho scritto nel post – ma anche, per esempio, per altri oli particolari, come l’olio ai gamberoni. Va da sé che gli oli ottenuti per infusione si conservano per meno tempo, quindi meglio realizzarne minori quantità.

  • Profilo di shiri

    shiri

    13 ago 2011 - 12:12 - #3
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    sono anni ormai che a casa aromatizziamo l’olio con l’aglio, ma lo mettiamo assolutamente crudo.. leggere di farlo cuocere (addirittura un’ora) mi sembra strano, sarà che il gusto dell’aglio cotto non mi piace o boh, non so..

  • Profilo di robo_

    robo_

    13 ago 2011 - 13:04 - #4
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    @shiri: ci sono vari modi per fare l’olio all’aglio. Uno è con l’aglio crudo, l’altro facendo cuocere l’aglio. Sono due modi diversi, che danno sapori diversi. Uno non esclude l’altro.

  • Profilo di bollesan

    bollesan

    13 ago 2011 - 13:27 - #5
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    Mi dispiace Robo :( ma sono d’accordo con gli altri, l’olio cotto cambia sapore e si rovina.
    Comunque grazie per gli ottimi consigli :)

  • Profilo di robo_

    robo_

    13 ago 2011 - 13:28 - #6
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    @bollesan: ci mancherebbe altro! Il mondo è bello perché è vario, no? ;)

  • Afsaneh

    14 ago 2011 - 20:39 - #7
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    @Robo: non metto in discussione che si possa fare un olio aromatizzato per infusione a caldo, ma mi domando il pro. La mia non è neanche una questione di conservazione, ma di vero e proprio danno recato all’olio.

    Tu scrivi che di solito per gli aromatizzati si utilizza un olio “di prima scelta”, quindi parliamo di un extra vergine spremuto a freddo e possibilmente neanche filtrato?
    Bene, perché riscaldare fino ad un minimo di cinquanta gradi un olio che è stato ottenuto con temperature inferiori ai ventisette gradi? Perché voler consapevolmente rovinare tutti i profumi di un tale olio pregiato?

    Se ne devono fare un paio di cucchiai o più per una ricetta? No problema. Ma qualsiasi quantitativo superiore pensato per la conservazione per me è un vero e proprio atto criminale (soprattutto nei confronti del proprio portafoglio, dato quanto costa una bottiglia di olio fatta con tutti i crismi :)).

    In ultimo, per cercare di redimermi un po’, voglio lasciarti con un’altra ricetta di olio aromatizzato: quello alla vaniglia. Io metto in infusione - a freddo! :P - quindici stecche di vaniglia Bourbon aperte in un litro d’olio e lascio fare per una ventina di giorni. Si può utilizzare su carni bianche, pesce - non crostacei - e verdure al vapore. Oltre naturalmente alla classica sostituzione del burro nei dolci.

    Buona serata