Prima di metterci al lavoro è necessaria qualche piccola precisazione. Regola numero uno: dimenticatevi dei limoni acri, quelli che se li mettete in bocca vi danno una scossa elettrica neanche aveste messo due dita nella presa di corrente (tanto per intenderci). Gli agrumi in questione “gli sfusati amalfitani” come li chiamano i fortunati abitanti del ridente comune costiero di Amalfi, sono un trionfo di dolcezza e questa marmellata è talmente amabile che vi toccherà nasconderla se vorrete farla durare un po’.
Secondo mito da sfatare: non è per niente complessa da preparare, ci vuole solo tempo e pazienza, ma il risultato ripaga abbondantemente e la soddisfazione di poter offrire in regalo un gioiellino simile, ancora di più, per non parlare del fatto che si tratta di un procedimento tradizionale tramandato da generazioni. Da il meglio di sé su semplicissimi biscottini di pasta frolla come sulle fette, aggiunge un tocco originale alle crostatine e sul pane tostato è una vera delizia. Se non dovesse riuscire a trovare gli ambiti protagonisti della ricetta in questione (non è sempre evidente) non scoraggiatevi: possono essere sostituiti con dei limoni non trattati.
Per la preparazione è sufficiente munirsi di un chilo di limoni, 800 g di zucchero semolato, acqua fresca in abbondanza e qualche ora (meglio se mattutina):
Si ringrazia per il suggerimento la Signora Teresa Gambardella.