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Degustazioni: Verticale di Vorberg dal 1957 al 2009

Pubblicato: 10 nov 2011 da Alessia

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verticale vorberg

Al Merano Wine Festival ho partecipato alla verticale del Pinot bianco di Vorberg di Cantina di Terlano. Le annate degustate sono state: la 1957, 1971, 1980, 1993, 1999, 2001, 2002, 2004, 2006 e l’attuale 2009. La degustazione è iniziata con l’annata più vecchia, scelta che per altro approvo in pieno, poiché la prorompenza dei millesimi nuovi potrebbero coprire sentori terziari più sottili che si formano con gli anni. Questa azienda altoatesina ci mostra quanto i vini bianchi possano invecchiare e bene e di come è sbagliato aprirne di troppo giovani. Nella loro filosofia infatti, non esiste vino bianco o rosso ma esiste il vino.

Alla vista si presenta di un oro verde, sedimenti pressoché assenti, grasso ma non viscoso. Al naso emergono le note di zucchero filato, miele una leggera ma ben integrata ossidazione, e frutta candita. Questi sentori li ritroviamo al naso unitamente ad un’acidità ancora presente ed abbastanza vivace, che supporta insieme alla sapidità la struttura del vino. L’annata ‘71 a parer mio, credo sia quella con il naso più affascinante e che quindi mi ha stregata. Andando con ordine il colore qui è giallo paglierino carico con riflessi verdi, indizio che ci fa pensare all’acidità. Il naso è sottile, fine, minerale, fresco. Corrispondente in bocca, ma con una persistenza inferiore rispetto al vino precedente.

L’annata ‘80 dista un’abisso per sensazioni aromatiche, qui infatti emergono soprattuto note di marmellata di albicocca appena fatta ed agrumi canditi. La ‘93 a detta degli esperti è stata un’annata magnifica. Il colore è un oro verde poco intenso con qualche traccia di particelle in sospensione. Al naso le note più marcate sono quelle della cera d’api, cipria e gesso, ma troviamo anche note caramellate e di frutta matura a polpa gialla. Il millesimo ‘99 è di colore giallo paglierino, in bocca è più sapido e minerale e più succoso, con un’acidità notevole anche se l’alcol si avverte un po’ di più.

La 2001 nel suo complesso è un annata molto equilibrata, minerale, ricca ma non eccessiva, dove l’alcol è presente ma ben bilanciato. Credo sia un’annata molto promettente. la 2002 si presenta con un corpo più corposo, più glicerico e strutturato, rimane comunque equilibrato ed al naso emergono delle note che rievocano somiglianze con il Riesling renano di qualche austriaco. L’annata ‘04 si presenta con un naso più sottomesso al quale si contrappone una bocca decisamente più vivace.

La 2006 è una delle annate che mi è piaciuta di più. Naso complesso, minerale, miele di acacia, cipria, fiori gialli ecc… All’assaggio non delude, il sorso non è affatto stucchevole, ma avvolgente e persistente. L’ultima annata è la ‘09 attualmente in commercio, si presenta infatti giovanissima, fruttata, con molta polpa e di grande potenziale evolutivo. Più che una degustazione lo chiamerei un viaggio sensoriale attraverso il Pinot Bianco, vitigno forse un po’ sottovalutato.

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • 11

    11 nov 2011 - 10:06 - #1
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    Il termine millesimato si utilizza esclusivamente per gli spumanti, per indicare che il vino base che si porta alla presa di spuma è fatto con uve della stessa vendemmia, il quale si distingue dagli altri prodotti per l’eccezzionale qualità, in quanto, nella produzione di vini spumanti per motivi commerciali si cerca di tenere una qualità standard utilizzando cuvèe, tranne per il Prosecco che è sempre prodotto con uve di una stessa vendemmia.
    Per i vini fermi si parla di annate, solo ai vini classificati come vini da tavola e I.G.T. è consentito omettere l’annata della vendemmia, invece per le D.O.C. e le D.O.C.G. è obbligatorio per legge indicarne l’annata, millesimo non è sinonimo di annata.
    Sembra una verticale alternata di Pinot Bianco fermo e spumantizzato.

  • Profilo di cale

    cale

    12 nov 2011 - 01:36 - #2
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    Allora caro anonimo, ti ringrazio per aver dato mostra del tuo sapere sul termine millesimato, che per altro non ho mai usato in questo post, per il termine millesimo invece, potrebbe interessarti sapere che è il sinonimo di annata e se non ti fidi di me controlla sul dizionario Veronelli dei termini del vino, che sicuramente è più affidabile della percezione personale che si può avere su un determinato nome. Aggiungerei, che millesimato significa letteralmente di quel millesimo, ovvero, di quell’annata. Quindi tutti i vini della degustazione di cantina di Terlano erano millesimati, è vero che convenzionalmente usiamo questo termine per i metodi classici ecc ma non è un errore dire che un barolo, ad esempio, è millesimato, lo è per legge come hai detto tu.