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Assenzio vietato. Perchè?

Pubblicato: 26 ott 2005 da enrico

La vendita dell’assenzio fu vietata in Europa e tale resta nel territorio americano. Quello che si gusta oggi non sembra essere lo stesso di una volta, almeno dalle mie parti, mentre da Londra amici di famiglia portarono anni fa quello vero.

Se lo avete assaggiato, senza tener conto delle cose lette nei libri, viste nei film o sentite in giro… avete notato sintomi peculiari che non fossero dovuti espressamente alla sola gradazione alcolica?
La domanda è intrigante, perché la colpa degli effetti è attribuita a una componente magica, ma questa tesi è oggi ridimensionata. Voglio però mettere una pulce nell’orecchio, che mi arriva da un commento su Basic Juice… il motivo per cui molti non avvertono i sintomi dell’assenzio è banale

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393 commenti

Commenti dei lettori

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  • dreamweaver80

    26 ago 2006 - 08:56 - #101
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    il mio contatto MSN è dreamweaver80@hotmail.com ma non mandatemi mail a questo indirizzo: lo uso soltanto per MSN.

  • Albo

    26 ago 2006 - 09:53 - #102
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    Salve.. mi chiedevo se l’assenzio verde che vendono a San Marino (quello che fà 65 gradi) fosse autentico o un volgare colluttorio come lo chiamate voi? se non dovesse essero sapreste dirmi dove trovare del assenzio vero dalle parti di Ravenna o Bologna.

  • dreamweaver80

    26 ago 2006 - 10:31 - #103
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    ciao, in Italia oggi come oggi al di fuori del FAROM e di un altro (prodotto non per il commercio) non esiste vero assenzio.
    veri assenzi oggi al 99% sono prodotti soltanto in svizzera o in francia (dove peraltro esistono moltissimi surrogati).
    da quelle parti per il momento non ci sono rivenditori di vero assenzio (controlla sui siti importanti quali sono i veri assenzi e inizia a chiederli nei locali, nei negozi di liquori, vedrai che prima o poi te li procurano: visita siti come il mio www.assenzioitalia.it oppure il forum del sito www.sifattack.com oppure il forum del sito internazionale www.feeverte.net, il sito www.absinthe.se … oppure www.ciao.it dove io e altri bevitori italiani abbiamo fatto numerose recensioni sia in generale sia etichetta per etichetta.)

    in ogni caso credo che entro settembre bologna e un po’ tutta l’emilia romagna avrà una discreta distribuzione di assenzi autentici: sto trattando con alcuni grossisti di bologna che con molta probabilità distribuiranno un po’ in tutta la zona.
    per il momento, se vuoi acquistare assenzio puoi contattarmi tranquillamente :D spedisco anche in contrassegno se preferisci.

  • lucia

    27 ago 2006 - 20:06 - #104
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    hola……ciao l’assenzio lo visto che lo vendevano a san marino

  • premierfils

    28 ago 2006 - 08:32 - #105
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    surrogato d’assenzio… non assenzio ^^”

  • max

    28 ago 2006 - 13:36 - #106
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    salve sono max ho comprato tutte le erbe per la preparazione dell’ assenzio cercavo qualcuno che conoscesse la ricetta perfetta onde evitare danni grazie maxoliva@alice.it

  • dreamweaver80

    28 ago 2006 - 14:25 - #107
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    come ho già spiegato (e non riesco a capire perché la gente si ostini all’idea di farsi l’assenzio in casa ma non un qualsiasi altro amaro di erbe…la difficoltà è la medesima) farsi l’assenzio in casa non è assolutamente facile: deve essere distillato….hai l’alambicco? lo sai usare? sai che se distilli senza sapere come si fa veramente si rischia di produrre un alcolico velenoso per via del metanolo?
    detto questo: di ricette di assenzio autentiche ce ne sono centinaia (non esiste un solo assenzio autentico, nell’800 c’erano migliaia di etichette…) ma stai pur certo che nessuna di queste uscirà dalle distillerie! quindi, oltretutto, oltre cioè ad avere un alambicco e saperlo usare, oltre ad avere una ricetta più o meno precisa ti serve assolutamente sapere come deve essere un assenzio: conosci l’assenzio? sai come sono i veri assenzi? come puoi pretendere di produrre una cosa senza sapere com’è? non è una costruzione Lego che basta leggere le istruzioni e salta fuori…quando hai a che fare con le erbe e le piante entrano in gioco molti fattori e se non sai dove devi andare a parare non vai da nessuna parte.
    gli ingredienti: non basta trovare tutte le erbe (come fai a dire che hai comprato tutte le erbe se non conosci la ricetta e la chiedi?), ma devono essere anche di altissima qualità. le erbe da “erboristeria” non necessitano delle stesse esigenze che necessitano i produttori di assenzio. i fusti dell’artemisia absinthum (e attenzione, non assenzio romano: spesso si trova il termine assenzio romano per indicare l’artemisia absinthum: sono due cose diverse), l’artemisia pontica, la melissa, la menta devono essere molto verdi e non marroncine o con impurità, l’issopo deve contenere molti fiori (o addirittura soltanto i fiorni)… l’anice verde deve essere di buona qualità esattamente come il finocchio: ignorare la qualità delle erbe significa partire sapendo già che il liquore finale avrà un sapore cattivo.
    inoltre ti serve alcool a 85° (altre gradazioni non vanno bene per estrarre tutti gli aromi).
    in altre parole… ora che tu arrivi a produrti vero assenzio in casa hai speso molto più di quanto non avresti speso acquistando diverse bottiglie prodotte da distillerie con decine di anni (secoli) d’esperienza… sempre che tu sia così obiettivo da renderti conto, nel caso, se il risultato finale è assenzio o no: con farina, uova, zucchero e latte si fanno molti dolci… stessa cosa con gli ingredienti dell’assenzio: non è matematico che usando quegli ingredienti si produca assenzio, bisogna saperlo fare.

  • filmore

    30 ago 2006 - 08:59 - #108
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    la mia piccola esperienza mi ha portato a capire che il 90% di quello che vendono non è assenzio. se può essere utile a qualcuno ecco quelli che ricordo di aver bevuto:

    -acqua d’assenzio (non è assenzio)
    -versinthe (non è assenzio)
    -xenta (non è assenzio)
    -la fee parisian (non è assenzio)
    -la fee bohemian (non è assenzio)
    -dr.hyde (non è assenzio)
    -lemercier amer (è assenzio ma non mi piace)
    -la cour (non è assenzio)
    -rodnik (non è assenzio)
    -jacques seneaux (non è assenzio) (non so se l’ho scritto giusto)
    -assenzi tunel black, yellow, red o green (non sono assenzio)
    -un emile blanche (è assenzio ed è ottimo)
    -kallnacher (è assenzio ed è ottimo)
    -nouvelle orleans (è assenzio e non ha paragoni, almeno tra quelli che ho assaggiato).

    perché non fanno controlli di garanzia per stabilire quando un produttore può etichettare il suo liquore “assenzio” e quando non può?

  • dreamweaver80

    30 ago 2006 - 18:57 - #109
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    ciao a tutti, vi informo che durante il festival della letteratura di Mantova (inizia il 6 settembre) saremo in piazza con tutti i migliori assenzi per tutta la durata del festival. se vi va di fare un giro non dimenticate di passare da noi.
    ciao

  • Elektrone

    04 set 2006 - 19:05 - #110
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    Ciao a tutti i bevitori di assenzio, io l’adoro!
    Ma bando alle ciance…ho realizzato (e ovviamente già finito) un macero d’assenzio mettendo a mollo nell’alcohol a 95° varie erbe, come anice(verde+stellato), issopo, melissa, nonchè artemisia absintium.
    Non criticatemi, certamente non sarà stata la ricetta tradizionale, certamente non sarà stato come i comuni assenzi che costano più di 40€…ma io sono autarchico (o almeno aspiro a diventarlo) perciò l’ho preparato e non è venuto niente male, e non solo secondo me, ma anche secondo il parere di altri bevitori d’assenzio (non professionisti).

    Fatta questa introduzione sulle mie esperienze fià fatte vi comunico quello che invece è un mio progetto per il futuro.

    Come sapete un macero non è certo un distillato, e il mio obbiettivo e provare a realizzare un distillato, non appena avrò procurato o costruito (vi ho già detto che sono un aspirante autarchico?) uno.
    Qualcuno ha esperienza in campo di distillato d’assenzio? Grazie in anticipo qualora vorrete condividere le vostre esperienze a riguardo.ù

    Ancora in’altra cosa: Ho saputo che in un macero c’è alcohol (ovviamente e tujone), metre in un distillato grazie al calore queste due molecole si fondono dando vita al magico alcohol-tujolo, che per quanto ne so era la vera causa della “forza” della ricetta originale di Pernod. Qualcuno può confermare o sconfermare tale informazione?

    Grazie per la possibilità di publicare ste cazzate, ciao a tutti.

  • dreamweaver80

    05 set 2006 - 06:34 - #111
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    ciao, quella cosa del “magico alcool-tujolo” è un’assurdità. non sono un chimico ma non ci vuole un chimico per sapere che in distillazione non avviene assolutamente alcuna “fusione”. una grandissima stupidata! il pernod fils aveva 8mg/L di tujone e faceva 68° (la versione blanche faceva 65° se non ricordo male). distillando elimini gran parte del tujone che hai nel macerato poiché lo si butta via tagliando la testa, ma come ho già ripetuto diverse volte un po’ ovunque in internet il tujone presente in qualsiasi assenzio non è mai stato e mai sarà pericoloso o dagli effetti “magici”. l’assenzio autentico oggi come nel XIX secolo era semplicemente un liquore, niente di più.

    venendo al tuo lavoro con erbe ed alcool: se maceri soltanto non ottieni assenzio. puoi chiamarlo come ti pare, può piacere a chi ti pare ma non è assenzio. è come pretendere che mettendo il mais nell’alcool si ottenga whisky. è esattamente la stessa cosa. mi spiegate come mai tanti vogliono farsi l’assenzio in casa e nessuno pensa a farsi rum, whisky e brandy in casa? la situazione è praticamente la stessa…

    costruirsi un alambicco, se non sai davvero bene come si fa può essere molto pericoloso, non sto scherzando. di per sé può essere una sorta di bomba ed esplodere. inoltre devo ricordarti che gli alambicchi devono tutti essere dichiarati ed è illegale (si incorre in diverse sanzioni piuttosto pesanti) possedere, utilizzare e distillare senza dichiarare tutto alle autorità.
    ammettendo anche che tu possa procurarti un alambicco autentico (non auto-costruito) devi avere un’ottima conoscenza dei processi di distillazione perché se non sai tagliare perfettamente la testa ti ritrovi con un distillato (qualsiasi cosa distilli, non assenzio) tossico per la presenza di metanolo (si può morire con intossicazione da metanolo).

    oltre a tutto questo per produrre assenzio devi innanzitutto sapere come è l’assenzio: hai mai bevuto vero assenzio? come puoi pretendere di arrivare a distillare vero assenzio se non lo conosci (non lo so… stavo ipotizzando…): c’è un mucchio di gente che mi contatta per varie informazioni su come produrre assenzio ma nessuna di queste sa come deve essere un vero assenzio: come fate a sapere se alla fine siete arrivati a produrre assenzio o brodaglia?
    non è una cosa matematica: non basta un alambicco, alcool, e gli ingredienti per produrre assenzio, e nemmeno avere un’antica ricetta: bisogna sapere come modificare ogni singolo dettaglio in base al risultato.

    l’assenzio inoltre si produce macerando artemisia absinthum, anice verde, finocchio e varie erbe aromatiche in alcool a 85°, non a 95°. gradazioni superiori agli 85° sono troppo aggressive e le cellule vegetali in un certo senso si “chiudono” rilasciando soltanto una minima parte degli aromi e degli oli essenziali. alcoli di gradazione inferiore a 85° al contrario sono troppo deboli per poter estrarre il massimo dalle erbe.
    alla fine bisogna (eventualmente) colorarlo con un’ulteriore macerazione di artemisia pontica, melissa, issopo.

    inutile negarti che molte persone esperte di distillazione non sono ancora, dopo svariati tentativi, riusciti a produrre assenzio. se poi ci si autoconvince che quello che risulta sia assenzio è un altro discorso… bisogna però essere obiettivi e dire: è altro, non è assenzio, che piaccia o meno poco importa.

    non è questione di ricetta originale (ti ricordo che nell’800 c’erano centinaia di assenzi, e tutti erano “ricetta originale” e si distinuguevano dai surrogati dell’epoca che “non erano ricetta originale): è solo che se vuoi chiamare una bibita “cola” deve sapere di “cola”, non di “chinotto” . spero di esserti stato utile.
    ciao
    Paolo

  • Alastor

    05 set 2006 - 11:51 - #112
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    Domanda, ho letto dreamweaver80, che mi pare molto competente, parlare dell’assenzio marca tunel, come di roba diluita/surrogata etc… mi può esplicare i motivi? cioè cosa c’è di diverso, cosa cambia direttamente nella composizione e soprattutto cosa cambia la gradazione alcoolica (+ forte rispetto ad altri)

  • dreamweaver80

    07 set 2006 - 08:47 - #113
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    diluito e surrogato sono 2 cose diverse: l’assenzio si prepara diluendolo con acqua, i surrogati sono dei fac-simili. i tunel sono surrogati. la differenza non è nella gradazione alcolica ma nel metodo di produzione che porta come conseguenza un sapore sbagliato: può piacere o meno ma se non sa d’assenzio non lo è, semplice.

  • Rick

    08 set 2006 - 11:23 - #114
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    Mi accodo anch’io…
    D’accordo al 100% sul miti delle allucinazioni o altre stronzate derivanti da una lettura errata e tendenziosa della storia… però devo aggiungere una cosa..
    ho provato il Lemercier e non so se mi sono suggestionato troppo ma qualche lieve effetto diverso dai normali alcolici l’ho provato, in particolare dopo 4/5 generosi bicchieri puri (con ghiaccio) non sentivo più di tanto l’effetto dell’alcol nonostate la gradazione fosse altissima (72°). Cioè con 4 bicchieri di Jack Daniels in genere comincio a sbarellare (e quello è solo a 40°). Anche durante altre esperienze mi è sembrato di avere sempre la mente lucida ed ho letto di esperienze simili fatte da diverse persone su erowid.org. Inoltre ho letto uno studio scientifico del 2004 (Attention Performance and Mood under the Influence of Thujone) in cui hanno dimostrato che il tujone unito all’alcol ha effetti sull’attenzione, effetti che a quanto pare non hanno riscontrato con la somministrazione di solo alcol. Solo suggestione?

  • dreamweaver80

    11 set 2006 - 12:46 - #115
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    in tutta sincerità credo fosse proprio l’effetto dell’alcool: buttar giù così tanto alcool in poco tempo dà effetti ben diversi dall’ubriacatura lenta. cmq spero tu sappia che l’assenzio non va bevuto in quel modo.

  • dreamweaver80

    13 set 2006 - 09:50 - #116
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    ancora degustazione assenzio (solo i migliori e autentici) a Mantova questo weekend per l’inaugurazione della mostra sul Mantegna.

  • Elektrone

    13 set 2006 - 21:16 - #117
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    Specifico che l’alcohol-tujolo esiste, è scientifico, non sai forse che il calore porta a reazioni chimiche? ecco la differenza tra macero e distillato, nient’altro che il calore, che porta a reazioni chimiche. punto.
    Inoltre va usato anche anice stellato oltre l’anice verde in più melissa, menta piperita e issopo(che tra l’altro ha effetti narcotici).
    poi se ciò che ho fatto era un assenzio o un macero di artemisia non mi interessa molto, o quasi niente, era buono e lo rifarò, volevo provare ANCHE la ricetta originale, e specifico ancora ANCHE nel senzo che non è il mio obbiettivo di vita bere assenzio doc come per te. del resto le sperimentazioni a volte portano a migliorie, a me il chinotto piace molto più della coca-cola.
    mi accusi di voler distillare VERO assenzio (e anche che non ce la farò, il che è tutto da vedere!), ma chi se ne frega ti rispondo del vero assenzio, ciò che voglio è bere ciò che produco io, niente di più, e dato che non vuoi aiutarmi a bere un assenzio il più vicino possibile al VERO lo chiederò altrove.

    che ti colleghi a fare ad internet per incazzarti?
    o forse il vero assenzio lo vendi tu?
    …..quanto vuoi?
    un biliardo di euro?

    allora te la dico io una cosa, se c’è il mito dell’assenzio è anche perchè le case produttrici ci giocano e soprattutto ci mangiano sopra, altrimenti non si spiega come possa un abottiglia di semplice liquore costare 40€.

    ma siccome io sono autarchico a loro i soldi non li do e mi bevo la MIA GUSTOSISSIMA BRODAGLIA, ma pur sempre mia.

  • dreamweaver80

    14 set 2006 - 09:02 - #118
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    siccome sei autarchico chiedi informazioni ma vuoi le risposte che preferisci?

    il calore crea reazioni, ma la distillazione scinde i componenti, certo in realtà è una scissione temporanea e esclusivamente (o quasi) relativa all’alcol, ma permette per esempio di eliminare il metanolo (ti ricordo che le molecole di alcool e tujone chimicamente non possono fondersi).

    la differenza tra macerazione e distillazione in realtà è qualcosa in più… la macerazione è un’estrazione lenta di gran parte delle sostanze aromatiche delle piante, con la distillazione si può facilmente eliminare le sostanze amaricanti pesanti che restano sul fondo, così come il metanolo che viene eliminato con la testa. il risultato è completamente diverso.
    l’anice stellato è contemplato solo da pochissime ricette antiche esclusivamente come correttivo: è l’anice verde l’anice dell’assenzio autentico.
    l’issopo sarà pure narcotico…ma chi se ne frega… non avrai mai quegli effetti nemmeno usandone 100 volte le quantità richieste: ricordiamoci che le sostanze contenute nelle piante il più delle volte sono in quantità talmente piccole che bisognerebbe assumerne una quantità impossibile prima di “godere” di tali effetti.

    il chinotto non è un derivato della coca cola: il mio era semplicemente un esempio prendendo due bibite dello stesso colore che versate nel bicchiere possono essere confuse. quello che intendo dire è che qualsiasi cosa ha un nome e quel nome indica determinate caratteristiche al di fuori delle quali non può più essere utilizzato.

    vuoi bere quello che produci tu? fai pure, non mi importa niente: hai chiesto il mio parere e te l’ho dato, il più oggettivo possibile. vuoi chiedere altrove? non mi offendo mica sai? per lo meno io ho le conoscenze in materia e quello che ti dico sull’assenzio e sulla sua produzione può dirtelo qualsiasi altro esperto, ma se cerchi le risposte che vuoi ti basta il primo fanfarone in giro in internet. speravi ti dicessi:” sì, ecco, questa è la ricetta dell’Edouard Pernod, si produce così e cosà, ma se vuoi puoi fartelo in casa in questo modo.” no, non è così: questa è la verità. le ricette autentiche sono segrete come quelle di qualsiasi alcolico, il metodo di produzione è complesso come quello di qualsiasi distillato e se vuoi fare assenzio devi seguire un certo “protocollo” al di fuori del quale non otteresti mai assenzio. questa verità non ti piace perché sei autarchico? problemi tuoi. continua pure a credere che quello che produci sia assenzio, ma finché non distilli e segui quei consigli che ti avevo dato (sconsigliandoti, per esperienze diretta di continuare) non ottieni assenzio. vuoi bere quello che produci? fai pure…contentuo tu… ma non sarà mai assenzio.

    che mi collego ad internet a fare? a dire il vero credo di essere stato uno dei pochi in italia ad aver fatto luce sulle verità dell’assenzio visto che ogni giorno c’è gente che si inventa delle cose assurde: ne sento di tutti i colori, sembra che ci si diverta a creare situazioni improbabili sull’assenzio… e mi sembra corretto far capire che l’assenzio è questo e non quell’altro. credo in tutta onestà di aver fatto un discreto lavoro.
    sì, io vendo assenzio autentico, ma purtroppo (il commercio non perdona) anche autentiche schifezze… quanto voglio? con 30 euro già ti compri il duplais che ha vinto quest’anno medaglia d’oro al concorso wine and spirits… e al massimo paghi 80 euro per gli Jade. niente cifre improbabili… 30 euro più o meno è quanto si paga tra erbe, alcool e via dicendo per farselo in casa (sempre che non si usi alcool da 2 euro, ed erbe di scarsa qualità).

    ma se vuoi posso dirti anche altri che vendono vero assenzio: non voglio certo star qui a convincere la gente ad acquistare da me; voglio solo far capire quali sono i veri assenzi e quali no e cosa è vero e cosa è falso circa l’assenzio. se non volete acquistare da me a www.assenzioitalia.it acquistate da www.absinthe-distribution.com, oppure www.absintheonline.com giusto per dirne un paio… ci sono molti poi che in tutta onestà non vi consiglio perché non sono onesti e corretti…
    come vedi, non sono qui a fare in modo di vendere i miei assenzi: io vendo anche schifezze e non lo nego, ma ho l’esclusiva per il mercato italiano di gran parte dei veri assenzi oggi prodotti. in italia li puoi acquistare da me, ma sei libero di acquistarli all’estero se ti sto antipatico.

    perché costa 40euro? molto semplice (si spiega benissimo): innanzitutto vorrei invitarti a visitare le distillerie che producono vero assenzio e parlare con i titolati: pernot fils, pontarlier anis, kubler, combier… poi vieni qui a dirci cosa ti hanno detto dell’assenzio. io le frequento almeno 2 volte all’anno e posso garantirti che i produttori di vero assenzio sono i primi a far capire che l’assenzio altro non è che un alcolico con un mare di leggende stupide attorno. poi hai ragione tu se mi parli dei produttori di surrogati (e dei rivenditori): sono i primi da mettere al rogo perché continuano a fomentare le leggende, continuano a diffondere concetti sbagliati e propongono prodotti molto lontani dai veri assenzi.
    il costo di 40euro di un assenzio si spiega in “costi di produzione, tasse”. perché il whisky può costare tranquillamente 40euro e l’assenzio no?

    un vero assenzio viene prodotto utilizzando (mi ripeto lo so, ma certe persone le cose non le capiscono subito) alcool di vino, erbe di altissima qualità. viene poi fatto macerare 8-10ore e poi distillato tramite riscaldamento a vapore. allora, l’alcool (considera l’alta gradazione alcolica) è in pratica il 50-68-70-74% dell’assenzio (a seconda delle gradazioni) ed è indiscutibile che sia un ingrediente costoso. tu avrai avuto esperienza con l’alcool buongusto che trovi al supermercato che già non è economico, ma ti garantisco (e come al solito, se non mi credi informati da altre parti) che l’alcool di vino costa molto di più dell’alcool di grano. per fare la selezione delle erbe le distillerie per ora si trovano costrette ad acquistare enormi partite di erbe e poi selezionare quelle migliori perché i coltivatori, abituati a raccoglierle quasi esclusivamente per uso erboristico o per una liquoristeria dove la qualità importa meno, non si prendono la briga di fare belle selezionature. (tutto documentabile qui: http://www.oxygenee.com/absinthe-distillation.html )

    infine il processo di produzione porta via una dozzina di ore (e per un’azienda, grande o piccola che sia, è un costo: operai, luce elettrica…)

    terminata la produzione (che possiamo sommariamente calcolare attorno ai 15-17euro la bottiglia da 70cl) dobbiamo aggiungere la tassa sull’alcool (in italia circa 8 euro al litro), le spese doganali, la spedizione dalla distilleria al grossista, il rincaro del grossista e il rincaro del dettagliante. dimenticavo, nel costo all’origine devi calcolare il costo della bottiglia di vetro, dell’etichetta, di tutta la propaganda che l’azienda ha fatto per vendere il suo assenzio e via dicendo…tutti costi che rientrano nel costo della bottiglia.

    è comunque sufficiente calcolare il costo dell’alcool di vino, delle erbe selezionate (che costringono all’acquisto di enormi partite per poi buttare quelle non utilizzabili), del lento processo di produzione, delle tasse sull’alcool, dell’iva, delle spese doganali di importazione e della spedizione (che aumenta con l’aumentare del costo del carburante) ed ecco che ti trovi facilmente a prezzi attorno ai 40 euro.

    ma siccome sei autarchico e i soldi a loro non li dai continua pure a bere la tua gustosissima brodaglia consapevole, mi auguro, in cuor tuo che non stai bevendo assenzio, o se per caso ti vuoi autoconvincere che sia anche solo vagamente simile al vero assenzio… credimi, vorrei essere come te, e nascondere tutte le evidenze che mi turbano.

  • dreamweaver80

    14 set 2006 - 09:05 - #119
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    dimenticavo: esiste il fantomatico l’alcohol-tujolo ??? e parlacene un po’ per cortesia? ci spieghi come nasce e come reagisce? magari portando anche qualche formula chimica… ripeto, non sono un chimico e quindi potrebbe anche esistere (ho i miei serissimi dubbi), ma certo non ha niente a che fare con l’assenzio e la sua produzione.

  • Elektrone

    14 set 2006 - 11:09 - #120
    0 punti
    Up Down

    scrivi un papiro del genere per ripetere le stesse cose che hai già scritto qui stesso?

    Comunque io sono solo entrato in questo forum sperando che avrei trovato consigli per produrre un liquore il più possibile vicino all’assenzio, e accetto il tuo consiglio sul comprare un alambicco anzicchè costruirlo e ti riconosco anche il motivo per cui va usato alcohol a 80 (anzichè a 95 o 60) ma non hai fatto niente di più per aiutarmi.
    ma forse non vuoi deliberatamente farlo, per motivi economici.

    Hai visto le case produttrici? bene..benissimo, sei una buona fonte di informazioni, e qui tutti lo riconosciamo (credo), ma allora parlaci di queste informanzioni che hai, dei tempi di distillazione e delle temperature e soprattutto delle erbe usate.

    Se una persona l’assenzio lo bevo per gustarlo o per sballare sono fatti suoi, non cercare di convincere la gente alla filosofia del vero (vero?) bevitore di assenzio, la testa per capire che l’assenzio è un mito un pò gonfiato ce l’abbiamo già grazie.

    Un’altra nota: nell’assenzio che vendi credi ci sia il livello di thujone come c’era nelle varie ricette originali del ‘900? E perchè non c’è lo stesso livello? Forse hanno scoperto effetti collaterali?

    Specifico che io ho prodotto assenzio non per avvicinarmi alla ricetta originale, ma solo per far si che all’interno ci sia stata una dose maggiore di thujone (e in questo era più simile all’originale della roba che si vende in giro).
    Il thujone ha effetti simili al thc, dato che agisce sui recettori cannabinoidi che sono inibitori del neurotrasmettitore gaba, ma lo spiega meglio qua: http://www.reference.com/browse/wiki/Thujone
    e qua:
    http://www.thujone.info/

    Inoltre se vuoi un riscontro sulle percentuali del thujone nelle varie marche d’assenzio (originale?) vedi qua :
    http://www.thujone.info/testing.html

    appena trovo il sito dove spiega la reazine chimica tra alcohol e thujone te lo posto

  • dreamweaver80

    14 set 2006 - 12:43 - #121
    0 punti
    Up Down

    quel sito sul tujone riporta solo surrogati moderni… niente di che.
    mi sembra che le tue fonti sia piuttosto blande…
    il tujone NON ha effetti simili al THC. sai come è nata questa favola? nel anni ‘60 due (forse un po’ fumati) scienziati di cui ammetto di non ricordare in nomi (ma se vuoi cerco e riporto) hanno notato che la molecola di tujone e di THC avevano disposizioni spaziali simili e da questo hanno detotto che potessero avere effetti simili. in realtà NON E’ così. il tujone è tossico e in dosi elevate porta a delirium tremens, defecamento involontario, spasmi e morte. non sono a conoscenza di questi effetti della THC.
    ti ricordo che sul tujone ci sono davvero molto pochi testi scientifici che ne parlano correttamente perché quasi tutti si basano sui primi (e quasi unici) test condotti spesati dagli stessi governi che volevano mettere al bando l’assenzio.

    ti lamenti del fatto che continuo a ripetere le stesse cose (è vero, ma evidentemente non tutti capiscono le cose alla prima volta…)ma poi chiedi che ripeta le cose del metodo di produzione dell’assenzio, che ho ripetuto fino alla nausea ovunque…ma visto che non tutti capiscono le cose la prima volta (e nemmeno la decima volta) ripeto ancora:

    absinthe è un termine GENERICO entro il quale entrano a far parte molti liquori distillati. in realtà per essere definiti absinthe devono avere determinati aromi che si ottengono seguendo alcuni concetti di produzione molto semplici.
    gli ingredienti principali sono artemisia absinthum, semi di finocchio, semi d’anice verde. insieme a questi si utilizzano miscele aromatiche di erbe solitamente scelte tra melissa, issopo, angelica (semi, radici a seconda della ricetta), coriandolo, calamo, camomilla, genepì, veronica, anice stellato, menta, artemisia pontica, artemisia marittima, artemisia vulgaris…. si macera per 6-10-12 ore (ogni distilleria ha i suoi tempi) spesso a bagnomaria e poi si distilla. ricordo che alla base della qualità di un assenzio deve esserci un alcool di grande qualità (spesso di vino) a 85° ed erbe di altissima qualità.
    una volta distillato lo si può lasciare incolore e abbassare alla gradazione desiderata oppure lo si può colorare tramite una macerazione di diverse piante, le più usate artemisia pontica, melissa, fiori di issopo e talvolta la menta. la colorazione può avvenire tramite l’utilizzo di un coloratore che fissa la clorofilla al distillato tramite vapore oppure, il più delle volte per semplice infusione. l’infusione può avvenire a freddo o a caldo, per semplice immersione delle erbe o mettendo le erbe in un sacchetto di canapa o iuta e utilizzarlo a mo’ di filtrino del tè. a questo punto l’assenzio colorato viene filtrato (non microfiltrato) e fatto riposare per 6-8 mesi minimo prima dell’imbottigliamento.
    tempi e dosi degli ingredienti variano da distilleria a distilleria e stai pur certo che non verranno mai a dirle né a te, né a me né a nessun altro.

    se una persona beve assenzio per gustarlo o sballarlo sono fatti suoi, indubbio, ma quando mi si chiede di rispondere alle solite domande di ragazzini stupidi in cerca di “uno sballo antico” rispondo che lo stesso sballo (l’ubriacatura) ce l’hanno con la vodka da discount e gli costa meno. inoltre, poiché sono un venditore di liquori mi sento in dovere di fare il possibile per far capire alle persone, e specialmente a quei ragazzini stupidi che credono sempre di saperne una di più, che è molto meglio bere qualità che quantità. poi sono liberi di ascoltarmi o meno, ma almeno credo di aver fatto il mio dovere rimanendo onesto e corretto per quanto riguarda le VERITA’ sull’assenzio.

    nell’assenzio che vendo c’è esattamente la stessa quantità di tujone degli assenzi dell’800!!!! ovviamente varia da ricetta a ricetta ma per esempio il Pernod fils, l’assenzio più popolare di tutti i tempi in assoluto, faceva solo 8mg/kg e oggi come oggi sarebbe perfettamente in regola. il berger ne faceva 22mg/kg e oggi, sotto il nome di verte suisse ne fa ancora 22mg/kg (ricordo che nei veri assenzi questi numeri sono assolutamente indicativi poiché la quantità di tujone varia a seconda della maturazione delle piante, del metodo di essiccamento e del metodo di taglio delle teste del distillato: nei surrogati, fatti per aggiunta di aromi e oli essenziali, quelli riportati nel sito che hai indicato, sono fissi poiché avendo l’olio essenziale di artemisia absinthum sanno precisamente dosare anche la quantità di tujone).

    non vuoi credere che ci sia lo stesso livello? hai soldi da spendere(non credo)? beh… se li hai ti faccio toccare con mano quanto dico, facendoti acquistare un’antica bottiglia di assenzio del XIX secolo. poi falla analizzare, bevila, fai quello che vuoi… scoprirai la grande delusione del mito del tujone.
    ho bevuto oltre 300etichette di liquori spacciati per assenzio, incluso quelli che indicavano 100mg/kg di tujone (che poi esaminati in laboratorio ne riportavano sì e no 2,5mg), ho bevuto diversi assenzi imbottigliati prima della messa al bando, e altri antichi prodotti dopo la messa al bando (1920-1970 spagnoli o clandestini): libero di credermi (ma sai, a volte è difficile far cambiare idea alle persone, anche di fronte a fatti tangibili), nessuno mi ha dato effetti particolari. il tujone, nelle dosi contenute in assenzi prodotti dal XIX secolo ad oggi non può fare assolutamente niente. devi berne litri prima di sentire l’effetto del tujone e puoi facilmente capire che l’alcool di ucciderebbe ben prima.

  • dreamweaver80

    14 set 2006 - 12:47 - #122
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    non avevo notato che quel sito sul tujone era di David :D ma lo hai letto con attenzione? David Nathan Maister è un super esperto di assenzio, lo conoscono personalmente e sa benissimo come stanno le cose sul tujone. :D leggi leggi.

  • FAROM

    14 set 2006 - 13:31 - #123
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    @Elektrone

    Siccome non e’ facile trovare l’alcol a 85°trl e’ suffiente aggiungere 120ml di acqua per ogni litro di alcol a 95°trl.
    Esecuzione:
    Mettere a macerare le erbe nell’alcol a 85°trl per almeno 12 ore, aggiungere acqua pari alla meta’ dell’alcol utilizzato e lasciare riposare per un paio d’ore. L’alambicco da utilizzare e’ del tipo pot still sottovuoto con fonte di calore a bagnomaria, l’ideale sarebbe a vapore (sconsigliabile la fiamma diretta di un bruciatore o piastra elettrica). Mettere l’alcol ed erbe comprese nell’alambicco e iniziare la distillazione effettuando il taglio della testa (metanolo, tujone e altri veleni vari) e condurre una distillazione il piu’ dolce possibile. Indispensebile e’ l’uso di almeno un termometro posto sulla sommita (al T che va verso il condensatore), fare attenzione verso la fine del processo di distillazione, le code sono in agguato e rischiano di inquinare il distillato. A distillazione ultimata, aggiungere tanta acqua al distillato ottenuto sino a portarlo alla gradazione alcolica desiderata.Altri due strumenti di cui non si puo’ fare a meno durante la distillazione sono la bocca e il naso, a differenza del termometro, se non c’e'l’hai non puoi acquistarli, ciao a tutti.

    p.s……e per chi non l’avesse capito ancora, in Italia, Dreamweaver e’ la persona piu’ qualificata a parlare di assenzio, sa’ vita, morte (mi pare 1915) e miracoli, si e’ documentato e si documenta,ha visitato e visita le distillerie piu’ piu’ famose e puo’ vantarsi di bere assenzio originale d’epoca.
    p.s1. Scusami DReam ma non c’e’ l’ho fatta -:) -:) -:)

  • dreamweaver80

    14 set 2006 - 18:53 - #124
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    grazie FAROM, e allora, tanto che ci siamo diciamola pure: per quanto riguarda la produzione di assenzio oggi come oggi in Italia sei l’unico che è riuscito a produrre qualcosa che può essere davvero chiamato assenzio, ma, diciamola a chi si vuole cimentare: quante prove prima di arrivare?

  • FAROM

    15 set 2006 - 13:39 - #125
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    La mia passione per la distillazione e’ nata circa 5 anni fa’ (sino a quel momento ero un enorme ignorante), ho iniziato distillando del vino con un alambicco da me costruito, risultati piu’ che soddisfacenti per essere alle prime armi, ho letto e leggo come un forsennato tutto cio’ che riguarda la distillazione. Da circa 2 anni mi e’ venuta la passione dell’assenzio e giu’ con tutte le letture che lo riguardavano, tutto cio’ che “sapeva” d’assenzio mi riguardava, indipendentepende dalla lingua scritta (non perche’ sono un poliglotta), un traduttore mi ha semplificato il tutto. Ora mi ritrovo a fare un buon assenzio (mettendo da parte la falsa modestia). Per arrivare a fare cio’, ho dovuto fare una miriade di prove di distillazione (ricordo d’aver iniziato con il macerato, una ricetta/intruglio messa in rete da un certo Quequero, in quel periodo, ho avuto la fortuna di conoscere Dreamweaver il quale sapendo cosa stavo facendo mi sorriso in faccia (ho sempre avuto la sensazione che abbia riso, mah! -:)) ma mi ha preso in simpatia, si, visto che mi ha dato dei suggerimenti su come procedere e quale linea seguire). E’ chiaro che per fare queste prove ho dovuto incontrare delle spese, non poche visto che 1 lt di alcol puro costa mediamente € 13,50 + costo delle erbe, gas, acqua minerale e attrezzature varie. Devo dire onestamente, che sono riuscito a fare un buon assenzio grazie si alla mia costanza, grazie si all’aiuto di Dream ma sono piu’ che convinto di aver avuto anche un fondoschiena non indifferente, forse se dico CULO (passetemi il termine) do’ meglio l’idea -:) , ciao a tutti.

  • dreamweaver80

    16 set 2006 - 12:12 - #126
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    il risultato è quello che conta, ma quello che è bene far capire è che se non sai come deve essere il risultato è praticamente impossibile ottenerlo…

  • sabrina

    16 set 2006 - 22:02 - #127
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    Ma avete mai provato gli alcolici delle repubbliche balcaniche ?? Pelinkovec, sljivovica, brinjavec… altro che assenzio !!! costano anche di meno !!!
    ciao

  • AliRenzoAli

    17 set 2006 - 09:46 - #128
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    Sabrina, proprio come i cavoli a merenda, cosa hai voluto dire?

  • dreamweaver80

    17 set 2006 - 10:40 - #129
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    ce lo domandiamo un po’ tutti :|

  • savio BA

    19 set 2006 - 14:13 - #130
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    volevo sapere da dreamer se puo procurarmi ARTEMISIA ABSENTHIUM di Pastiglie leone e quanto mi viene a costare

  • dreamweaver80

    19 set 2006 - 14:35 - #131
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    lo trovi nei normalissimi negozi di liquori, ma te lo sconsiglio caldamente: non ha assolutamente niente in comune con i veri assenzi.

  • savio BA

    19 set 2006 - 14:44 - #132
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    il mio paese è piccolissimo e volevo acquistrlo su internet.potresti consigliarmene uno buono con il prezzo?grazie

  • vincenzo

    19 set 2006 - 16:09 - #133
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    salve a tutti mi chiamo vincenzo sono italiano da padre francese .Un giorno sbirciando nelle cose di mio padre ho trovato dei documenti che parlavano di ASSENZIO e mio nonno lo produceva come tanti in Francia in quei tempi, e dal quel momento mi sono appassionato ho trovato delle ricette che verificando un pò in giro non sono uguali,e per questo mi sto impegnando con una piccola produzione artigianale insieme ad un mio amico che vanta una esperienza di 3 generazioni che producono liquore con erbe e non .Spero di non avervi scocciato con la mia storia ma ci vedremo presto con il mio ASSENZIO originale

  • vinny

    19 set 2006 - 16:21 - #134
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    ciao volevo parlare un po dell’Assenzio perche ne ho assaggiati parecchio e a dir la verita quelli molto colorati Verde carico e rosso(FRANCESI) non me la contano giusto perche sono pieni di coloranti)il vero Assenzio deve avere un colore verde chiaro un po giallino.Rivolgo una domanda un po a tutti secondo voi che cosa e che rende l’Assenzio torbido quando ci si mette l’acqua dopo aver acceso la zolletta di zucchero?ciao a tutti

  • marco

    19 set 2006 - 16:32 - #135
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    ciao dreamweaver80 mi chiamo Marco e la prima volta che entro a far parte di questo forum e come vedo un po in giro sei il piu quotato riguardo l’Assenzio.Visto che io faccio una piccola produzione artigianale desidererei mandarti un campione per darmi qualche giudizio e se il caso correggermi .Fammi sapere dove te lo posso mandare Grazie Marco

  • dreamweaver80

    19 set 2006 - 16:50 - #136
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    per BA: contattami all’indirizzo info@assenzioitalia.it

    per vincenzo: attenzione, non è che tutti se lo producevano in casa… occhio alle fregature anche d’epoca… con questo non voglio scoraggiarti… ma se mi dicevi che tuo nonno era svizzero della val de travers avrei avuto la certezza che tra le mani avevi una valida ricetta… in francia in tutta onestà un po’ meno… cmq non voglio demoralizzarti…

    vinny: hai detto cose giuste, con le dovute eccezioni: ci sono surrgati gialli e verde chiaro e autentici con un bel colore verde smeraldo (l’edouard). il vero autentico assenzio non lo si riconosce dalla colorazione, ma effettivamente può essere un buon inizio. l’assenzio autentico è distillato e come tale è incolore oppure colorato successivamente per mezzo di una macerazione di erbe e quindi potrà avere tutte le colorazioni della clorofilla, dal giallo pallido al verde smeraldo. oggi come oggi sono tuttavia meno di 10 i veri assenzi veramente verdi quindi… attenzione.
    vinny, la zolletta non si accende!!!! è UN ERRORE MODERNO!!!! è un rituale inventato attorno al 1993-1995 a Praga dove non si è mai servito (tanto meno oggi) assenzio e dove non hanno fatto altro che prendere il rituale dell’eroinomane che scalda l’eroina sul cucchiaio. l’assenzio va bevuto semplicemente allungato con acqua fredda o sciogliendo la zolletta con acqua fredda. se non mi credi fai una ricerca di poster e foto d’epoca in internet: troverai solo questi metodi: niente zollette incendiate. altre prove le trovi in film come Dracula di Coppola o in Poeti dall’inferno con Di Caprio: tutti film girati prima che nascesse la moda di dar fuoco all’assenzio, dove si vede come veramente veniva e deve essere bevuto l’assenzio. dando fuoco alla zolletta alteri il delicato bilanciamento aromatico delle erbe, violenti un raffinato ed elegante rituale che ha un fascino pazzesco se preparato con cura dei particolari e ti ritrovi nel bicchiere un beverone tiepidino anziché un aperitivo fresco. l’assenzio intorbidisce (anche senza zucchero) perché pieno di oli essenziali estratti per distillazione (negli autentici) o aggiunti artificialmente (nei surrogati) solubili in alcool e quando si trovano in una soluzione acquosa addensano. stessa cosa vale per i pastis (che sono i direttissimi discendenti degli assenzi e infatti i pastis si preparano esattamente come l’assenzio: allungato con acqua) e per altri liquori a base d’anice poiché questo effetto è specialmente dovuto all’anetolo e all’olio essenziale di finocchio.

    per Marco: la tua produzione è distillata? se sì contattami all’indirizzo info@assenzioitalia.it e ti mando il mio indirizzo: non è il caso di dare il mio indirizzo qui pubblicamente. se non distilli mi spiace… so già cosa ottieni… :( e nel caso prova a distillare (facendo enorme attenzione al taglio delle teste) e poi sarò a tua completa disposizione… ad ogni modo ripeto sempre per coloro che vogliono cimentarsi nella produzione d’assenzio: sapete davvero quale dovrebbe essere il risultato finale? è indispensabile sapere come è un assenzio autentico per sperare di produrne uno… come si fa a sapere altrimenti se abbiamo fatto bene o se abbiamo sbagliato?

  • dreamweaver80

    19 set 2006 - 17:24 - #137
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    vorrei chiarire un po’ meglio a Vincenzo: vedi, la produzione di assenzio equivale come impegno alla produzione di whisky. è possibile che tuo nonno avesse un alambicco? se in quella ricetta non è contemplato il suo utilizzo certamente non era assenzio inteso come “absinthe” francese quello che produceva. c’è inoltre da tener presente che, ipotizzando che la ricetta in tuo possesso sia di qualità (come sicuramente saprai anche nell’800 spopolavano brodaglie spacciate per assenzio, molto spesso molto pericolose perché contenevano sostanze chimiche tossiche (verde rame, benzoati) e alcool di pessima qualità) è possibile che tuo nonno distillasse absinthe di qualità ma che tu e il tuo amico, non avendo le stesse strumentazioni o la stessa qualità di ingredienti non riusciate ad ottenere qualcosa di buono. purtroppo, e non lo dico per scoraggiarti, avere una ricetta è solo il primo passo, il più semplice: alla fine si possono tranquillamente inventare nuove ricette di veri assenzi, non è che debbano per forza essere tutte d’epoca: se uno sa COME DEVE ESSERE UN LIQUORE PER ESSERE EFFETTIVAMENTE CHIAMATO ASSENZIO può inventarsi la sua personalissima ricetta. voi sapete come deve essere un liquore per essere davvero chiamato “assenzio”? se lo sapete veramente allora siete a cavallo.

  • roberto

    22 set 2006 - 16:33 - #138
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    salve volevo chiedere a dreamweaver80 se conosce la ricetta e le quantita di ogni erba per fare un grande assenzio e se secondo lui con la macerazione di tinture madri (erbe fresche)senza distillazzione si puo ottenere un prodotto di grande rispetto.grazie

  • dreamweaver80

    23 set 2006 - 00:48 - #139
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    devi partire dal presupposto che non esiste LA RICETTA, ma le ricette…centinaia di ricette… la primissima ricetta è stata persa nella notte dei tempi… si vuol far risalire la nascita dell’assenzio al 1792 con il dott. Ordinaire ma con molta probabilità Ordinaire ha preso una ricetta storica della Val de Travers e la resa ufficialmente “medicamentosa” e da lì poi è nato tutto… qual’è la vera ricetta? non esiste. esistono i canoni per cui un liquore può essere definito assenzio e da lì parti a creare tutte le ricette che vuoi. ricorda inoltre che, anche se conosco personalmente tutti i più importanti produttori d’assenzio di oggi e ho visto personalmente l’assenzio uscire dall’alambicco nessuno di loro si sognerebbe mai di darmi le loro ricette: io posso dare solo le linee generali, nient’altro. sta poi all’abilità del produttore riuscire a produrre assenzio.
    no, l’assenzio si ottiene esclusivamente per macerazione e diretta distillazione delle erbe essiccate. alcuni utilizzano minime parti di erbe fresche,ma sono situazioni rare e particolari e ad ogni modo sono quantità irrisorie rispetto alle erbe secche. qualsiasi altro metodo (in molti oggi preparano e vendono liquori spacciandoli per assenzio producendoli solo con macerazione o con aggiunta di oli essenziali, aromi e coloranti: in ogni caso non è assenzio… è come pretendere di fare la pizza anziché cuocendola in forno preparandola in padella sui fornelli: il risultato sarà simile, ma è tutta un’altra cosa e non puoi chiamarla pizza.

  • Albo

    24 set 2006 - 13:12 - #140
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    Ciao dreamweaver80 ieri sono andato in un pub delle mie parti e ho notato che nel menù vi era anche l’assenzio sugar e fire, a quel punto lì mi sono detto che probabilmente lo danno da bere alla francese. Insomma alla fine ho deciso di ordinarlo chiedendo prima in ke modo lo servivano, la cameriera mi ha detto che dopo aver immerso la zolletta di zucchero avrebbe dato fuoco al tutto, decisi così di prenderlo semplicemente con la zolletta in assenza di cucchiaino e acqua fredda. La cosa che + mi ha colpito è che la cameriera mi ha chiesto se io volevo berlo veramente così, a quel punto gli spiego che l’assenzio nn andrebbe mai flambè e lei nn del tutto convinta se nè andata. Comunque era del Xenta absenta e se nn erro è un surrogato.

  • dreamweaver80

    25 set 2006 - 08:54 - #141
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    hai detto tutto tu.è proprio così :)
    il problema non è che in giro ci sono baristi, barman e camerieri che vogliono fregarci: sono loro i primi ad essere fregati dalla disinformazione e dai troppi surrogati spacciati per assenzio.

  • Francesco

    25 set 2006 - 16:08 - #142
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    dreamweaver potresti consigliarmi l’assenzio che più si avvicina per preparazione e gusto all’unico e vero assenzio dell’800.

  • dreamweaver80

    25 set 2006 - 17:51 - #143
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    caro Francesco, non esiste un unico e vero assenzio dell’800: assenzio, o meglio “absinthe”è un nome generico per definire un tipo di liquori, esattamente come whisky, come pastis, come rum, come birra o come vino… non esiste un unico vero whisky o un’unica vera birra…
    basta una brevissima ricerca in internet (o acquistare i primi due volumi dell’eniclopedia delle marche storiche della delahaye) per farsi una minima idea di quante centinaia di assenzi esistessero nell’800.
    posso dirti per certo che il primo ad essere prodotto regolarmente per un commercio “all’ingrosso” è stato il Pernod fils della distilleria di Pontarlier. in realtà Pernod già produceva assenzio da qualche anno a Couvet in Svizzera, ma era una produzione limitata ad una vendita locale.
    nel giro di pochissimi anni nacquero subito moltissime distillerie d’assenzio…la Berger, l’edouard pernod (del fratello del titolare della pernod fils), la terminus, la laquetin fils, la premier fils, la bourgeois, la bazinet, e tantissime altre…

    posso dirti quali si avvicinano di più a questi assenzi,ma devo prima di tuto dirti che alcuni di questi antichi assenzi sono prodotti ancora oggi tali e quali (ti devi fidare della mia parola e di quella di altri esperti in giro per il mondo lo so… ho assaggiato antichi assenzi e ti garantisco che sono uguali… se vuoi un antico assenzio posso procurartelo…ma costano davvero molto…): la jade replica per esempio in modo maniacale il berger (ora chiamato verte suisse perché la berger come azienda esiste ancora e il nome “berger” ha il copyright), l’edouard pernod (ora chiamato semplicemente edouard per lo stesso motivo: la pernod esiste ancora, è una delle più importanti multinazionali di liquori), poi clona fedelmente un antico assenzio prodotto per il mercato della louisiana… altri assenzi autentici che già esistevano nell’800 sono l’un emile verte, il kubler, il montmartre, il blanche de fougerolles, il duplais, il duplais blanche, il blanchette, il verte de fougerolles… altri assenzi antichi oggi prodotti ma leggermente diversi da come erano in passato sono il guy, il la ptit, il lemercier45, il coulin… ci sono poi tutti gli assenzi antichi ma risalenti ai primi anni del XX secolo: il clandestine, i la valote, il kallnacher, l’elixier du pays des fees e quasi tutti gli altri la blue.
    infine ci sono assenzi neonati ma che hanno le caratteristiche in regola per essere chiamati assenzi autentici: il white fairy è uno di questi esempi, ma anche il doubs…

    vedi, la cosa importante da capire è che “assenzio” o “absinthe” è una definizione che determina un preciso aroma generale (ovviamente ogni azienda lo varia a seconda del proprio gusto…esattamente come c’è differenza tra una birra e un altra), e nonostante (per nostra fortuna) ogni anno rinascano antichi assenzi è molto bello (e non bisogna avere pregiudizi riguardo QUESTI prodotti) che alcune aziende creino nuove ricette di assenzi. la distilleria pernot per esempio (da non confondere con la pernod) ancora oggi distilla il suo antico assenzio con il nome di un emile68, ma con questa ricetta oggi produce altri assenzi (variazioni): l’un emile blanche, l’un emile45, e l’un emile sapin. oltre tutto, in collaborazione con la liqueur de france oggi produce anche un nuovo assenzio chiamato white fairy e ti posso garantire essere eccezionale. è bene mantenere le antiche ricette, ma non c’è nulla di male nel farne di nuove, a patto che mantengano le caratteristiche essenziali per far sì che il prodotto finale possa a tutti gli effetti essere chiamato “assenzio” o “absinthe”. questo per esempio non accade con i produttori di surrogati… alcune aziende come la vallesana (che produce il deva), la montana (che produce l’omonimo assenzio) o la deniset (che produce l’assnezio deniset)… un tempo producevano vero assenzio ma oggi non più: hanno cambiato metodo di produzione (non più macerazione e distillazione bensì aggiunta di oli essenziali, aromi ed eventualmente coloranti) e a mio avviso anche ricetta.

    riassumendo, se vuoi qlc prodotto simile ai veri assenzi dell’800 vai sui migliori surrogati (NS, Pernod68, ben diverso dall’antico Pernod fils, montana68…), ma se vuoi ci sono anche autentici assenzi fatti come li facevano un tempo e la jade tra tutte è quella che resta più fedele in assoluto ai prodotti antichi perché non solo utilizza stessi metodi e protocolli di produzione e stesse ricette ma anche alcool prodotto come lo si produceva nel XIX secolo, erbe raccolte nei paesi che un tempo rifornivano le migliori distillerie, alambicchi autentici e antichi (gli alambicchi della Pernod fils)…
    spero di esserti stato d’aiuto.

  • Francesco

    25 set 2006 - 21:38 - #144
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    Scusa dreamweaver ma in Francia giravano già gli assenzi con quantità alte di tujone ossia “illegali”?.
    E a titolo informativo qual’è l’assenzio con il più alto contenuto di tujone e se è reperibile in un qualsiasi bar.E volevo sapere anche,per vedere se è vero assenzio o meno è utile fare la prova dell’efetto loche?

  • dreamweaver80

    26 set 2006 - 08:24 - #145
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    il tujone (non o se hai letto qyuello che ho scritto in giro) è una bella leggenda, o quasi. nell’800 non esistevano (o per lo meno nessuna bottiglia antica oggi analizzata )assenzi che avessero quantitativi superiori ai 20-25mg/kg di tujone. il pernod fils, il più popolare e famoso faceva solo 8mg/kg. devo poi ricordarti che parlando di VERI assenzi è inutile parlare di quantità di tujone poiché essere variano, seppure di poco, da partita a partita. oggi è tecnicamente provato che è impossibile, se si produce come in teoria bisognerebbe produrre un vero assenzio, superare i 30 mg/kg di tujone perché gran parte di esso viene perso durante l’essiccamento della pianta e molto altro lo si perde in distillazione eliminandolo con la testa (che devi eliminare per togliere il metanolo). non conosco nessun assenzio di oggi o del passato che abbia quantità di tujone superiori alle normative di oggi. e ti ricordo che brodaglie tipo il king of spirits spacciato come “assenzio a 100mg/kg di tujone” in realtà, alle analisi ne dimostra circa 3….
    al massimo puoi trovare assenzi a 35mg/kg ma sono quasi sempre surrogati prodotti con oli essenziali oppure, come nel caso del lemercier amer sono assenzi veri a cui aggiungono olio essenziali di artemisia absinthum solo per aumentare il quantitativo di tujone perché effettivamente impossibile da raggiungere con il metodo di produzione vero. ti garantisco tuttavia che non c’è alcuna differenza di effetto tra un vero assenzio con 8mg/kg o uno con 25mg/kg esattamente come non c’è alcun effetto miracoloso in alcun assenzio.
    il louche può essere, se già sei esperto, un elemento per capire se l’assenzio è autentico o meno…ma attenzione: se non c’è assolutamente louche non è assenzio (l’un emile e il montmartre hanno louche molto delicati nonostante siano autentici, e se non utilizzi acqua molto fredda potrebbe quasi non comparire), se hanno un louche troppo violento e intenso quasi sicuramente è un surrogato (che appunto hanno louche identici a quelli dei pastis, molto violenti, intensi densi a causa di un uso abbondante di anice stellato). eccezione potrebbero farla un po’ tutti i la bleu che sono assenzi autentici ma con louche molto intensi…anche se diversi per come si evolvono da quelli dei surrogati. insomma, devi avere un po’ l’occhio e l’esperienza per basarti solo sul louche… e poi alla fine potrebbe tranquillamente mandarti sulla strada sbagliata. il louche dei veri assenzi è più o meno intenso ma graduale, riesci, versando l’acqua molto lentamente, vedere addensare i singoli oli separatamente: prima hai una sorta di “nebbiolina” delicata, poi dal fondo se ne addensa un’altra più fitta e alla fine ti ritrovi con un addensamento omogenero che sale dal fondo del bicchiere. questa è solo una descrizione generale ripeto, non basarti solo sul louche.

    un vero assenzio per essere defintio tale deve:
    -essere distillato
    -se colorato deve essere colorato tramite macerazione di erbe
    -non contenere zuccheri aggiunti
    -non contenere anice stellato se non in minime quantità. l’anice dei veri assenzi è l’anice verde.
    -non deve essere schifosamente amaro. un vero assenzio ha solo un delicato retrogusto amarognolo.
    -deve avere un aroma più o meno complesso dove tutti gli ingredienti sono perfettamente bilanciati tra loro: nessun aroma deve esageratamente sovrastare gli altri, nonostante l’aroma di anice, enfatizzato anche dai semi di finocchio, sia quello più presente.

  • dreamweaver80

    26 set 2006 - 10:53 - #146
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    voglio fare una breve lista degli assenzi che vi garantisco essere autentici per ora: ne escono di continuo quindi questa lista è mooolto generale…. qualcuno forse lo dimenticherò…ma spero di no ;)

    -Jade: nouvelle orleans, verte suisse, edouard
    -pernot: un emile68, un emile blanche, un emile45, un emile68 sapin, un emile45 sapin, white fairy
    -pontarlier anis: françois guy
    -devoille: verte de fougerolles, blanche de fougerolles, l’heure verte (che altro non è che il blanche de fougerolles a 60° anziché a 74°. produce anche altri assenzi chiamati libertine ma non sono autentici: utilizzano altre artemisia al posto dell’absinthum
    -lemercier: lemercier45, lemercier72, lemercier amer (molto semplici, senza grandi pretese. la versione amer è snobbata dai puristi perché palesemente diretta a chi consuma assenzio per “tujone”)
    -combier: blanchette
    -blackmint: kubler
    -matter-luginbuhl: kallnacher, duplais, duplais blanche, brut d’alambic blanc traditionelle
    -la valote: la valote fornoni, la valote bovet, la valote martin
    -bugnon: clandestine ricetta marianne, clandestine ricetta charlotte (s a a 72° che a 53°)
    -altri la bleu artigianali: elixier du pays des fees (prodotto da bezençon) la ptit, la troublante, l’absinthe artisanale de la val de travers, l’absinth love69 (palesemente commerciale come etichetta ma gradevole)
    -fischer: montmartre (produce altri due alcolici spacciati per assenzio: mata hari e grune verte o grune fee non ricordo bene…due brodaglie)
    -il doubs prodotto in sudafrica (nonostante sia solo in parte distillato e il resto prodotto per aggiunta di oli essenziali e coloranti. si vocifera che, dopo aver vinto come miglior assenzio a 55° la produzione diventi completamente distillata…si vedrà…)
    -il FAROM italiano (non ancora commercializzato…solo prototipi)
    -l’eichelberger (sia verte che blanche)prodotto in germania utilizzando anche parte di artemisia abisnthum fresca
    -alandia: partisane, moulin verte, maison alandia (autentici assenzi ma ricette moderne. il partisane e il moulin verte non mi fanno impazzire…ma è questione di gusti…il maison alandia non l’ho assaggiato ma alcuni miei illustrissimi colleghi dicono essere buono)
    -unico assenzio di praga autentico (ricetta cmq moderna) è il toulouse lautrec, ma non è niente di eccezionale: mille volte migliore degli altri prodotti di praga (per lo meno è assenzio…) ma non compete con altri prodotti di pari prezzo.

    spero di esservi stato utile. forse qlc manca… presto (credo entro fine anno) dovranno uscire altri assenzi autentici: uno con ricetta del 1797 prodotto nella distilleria pernot da due dei massimi esperti in materia (assaggiato in anteprima a giugno: molto molto impegnativo, ma eccezionale. si chiamerà qlc tipo “rock” o giù di lì…perché era il nome del cavallo di Pierre Ordinaire, l’inventore dell’assenzio). inoltre potrebbe uscire un nuovo assenzio ora venduto come prototipo 27.
    la jade stessa dovrebbe far uscire altri cloni di grandissimi assenzi… c’era in progetto il clone del pernod fils… e almeno un assenzio di loro invenzione… è possibile che clonino altri assenzi antichi…ma per ora sono fermi con i loro 3 assenzi più la produzione del blanchette della combier (ricordo che la jade distilla alla combier).

    potrei fare anche una lista dei surrogati e dei “non assenzi”…. ma sarebbe molto lunga e ne mancherebbero sempre.
    i surrogati più comuni in italia sono: l’absente, il la fee parisienne, il versinthe, il versinthe blanche, il leone, lo xenta, il la cour, il deva…

    i non assenzi (intendendo quindi come surrogati quelli che in qlc modo ricordano vagamente l’assenzio, come non assenzi quelli che in comune hanno solo il nome in etichetta) più diffusi sono:
    lo xenta superior, il la fee bohemian, i lehmann, il trenet, tutti quelli provenienti dall’est e da praga (hills, kings, e altre brodaglie simili a colluttori).

  • Mordecai

    27 set 2006 - 16:05 - #147
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    Ciao a tutti!
    Sono un neofita consumatore di assenzio e dopo aver comprato una schifezza polacca o ceca ho deciso di cercare in internet del vero assenzio e sono finito quì…penso che alla prima occasione acquisterò una bottiglia da dreamweaver 80, che mi sembra molto serio…però vorrei anche fare delle precisazioni, in quanto biologo:
    -Il tujone ha effetti paragonabili al THC, il fatto che sia presente in prezzemolo, salvia ecc. non lo rende una molecola innocua. Le sue concentrazioni nell’Artemisia Absinthium sono ben più alte rispetto a quelle delle succitate piante aromatizzanti. Il test che si cita con dosaggi “impensabili” in realtà non è così assurdo e attenzione: non è che hanno iniettato in un topo un chilo di tujone e questo è schiattato, bensì hanno testato vari dosaggi progressivi valutandone tossicità e letalità. Posto un link di un sito in inglese che tratta la tossicità del tujone: http://www.inchem.org/documents/jecfa/jecmono/v16je25.htm
    dalla homepage del sito si può anche accedere agli studi condotti sul THC, che risulta letale a dosaggi ben più alti rispetto al tujone…il che dovrebbe implicare una maggior pericolosità di quest’ultimo.
    A confermare gli effetti psicoattivi del tujone c’è la somiglianza di struttura con il THC, dovete infatti sapere che una molecola biologica esplica le proprie attività attraverso la sua struttura 3D, più che attraverso la sua composizione chimica nuda e cruda.
    -Il tujone potrebbe effettivamente subire una trasformazione in tujolo (ammesso che esista), attraverso lo scambio di un gruppo -OH (detto gruppo alcolico) proprio con l’alcol con cui si fa l’infuso. Sulla eventuale tossicità del tujolo e sulla sua stabilità non so dirvi null’altro.
    Detto ciò vi chiederete: perchè un biologo si vuole “drogare” :-) con l’assenzio?
    La risposta è semplice: il tujone è presente nel liquore in quantità minima. Ho letto anche quì mi pare, che la legge stabilisce un contenuto massimo di 10 mg/litro…se qualcuno dovesse riuscire a buttare giù un litro di alcol a 70° avrebbe sicuramente problemi ben peggiori di quelli causati da 10mg di tujone. In internet si trovano bevande, credo illegali, che decantano contenuto di tujone superiore ai 35 mg/litro, cosa che credo sia impossibile da ottenere in modo naturale…e comunque, come detto prima: l’effetto della sbornia da alcol arriverebbe moooooolto prima dell’”euforia” data dal tujone.
    Vorrei aggiungere un’ultima cosa. A tutti quelli che vogliono fare gli apprendisti stregoni e farsi il distillato in casa: LASCIATE PERDERE! Costa di più ed è’ pericoloso perchè potrebbe esplodere l’allambicco ma se vi va di culo e non scoppia niente potreste avvelenarvi con metanolo, erbe che non conoscete o mal conservate, estratti ed olii essenziale che miscelati potrebbero dare origine a prodotti nocivi. Se proprio non resistete allo spirito di trasgressione fatevi un bel decotto di erbe svizzere! :-D
    Ciao!

  • dreamweaver80

    27 set 2006 - 16:24 - #148
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    ciao
    vai sul mio sito oppure su www.thujone.info e troverai molte informazioni corrette.
    il tujone non è presente nel prezzemolo, nessuno l’ha mai detto e non ha effetti simili alla THC: so che si legge anche questo nei libri… ma non sempre i libri, nemmeno quelli scientifici, dicono la verità…
    questa è una leggenda scientifica nata solamente dall’osservazione della struttura molecolare…un po’ poco a mio avviso. il tujone è tossico e porta a delirium tremens, defecamento involontario, morte, la THC ha effetti diversi direi…

    mi spiace, i documenti storici (quelli condotti agli inizi del XX secolo) dicono che iniettando DIRETTAMENTE IN VENA un grammo di tujone il topolino muore. è documentabile sui rapporti dell’epoca. fai poi tu i tuoi calcoli rapportando la massa corporea del topolino e dell’uomo e di una sostanza direttamente in vena e la stessa assimilata da tutto l’organismo. inoltre, perché continuiamo a fossilizzarci sul tujone??? se leggete i soliti documenti dell’epoca noterete che nessuno parlava solo di tujone bensì di tujone, anetolo e fenitolo. come mai allora oggi anetolo e fenitolo non vengono citati nemmeno di striscio?

    non sono un chimico…ma che io sappia il gruppo OH è detto gruppo ossidrile…

    a 35mg/kg di tujone sono ancora legali.

    il martini rosso fa ben 14mg/kg di tujone, molto più di molti assenzi… perché continuiamo a parlare di tujone con l’assenzio e non con altri liquori che contengono artemisie? vi rendete conto di quanto cento anni di leggende e pregiudizi abbiano influenzato la storia dell’assenzio? gran parte dei test condotti sul tujone risalgono ai primi del XX secolo e sono molto pochi quelli recenti (Che peraltro dicono proprio il contrario o quasi: ultimo test di cui ho sentito parlare parla di un’assunzione di 7mg ogni chilo di massa corporea per diversi giorni prima dell’intossicamento.. un dosaggio a dir poco esagerato). i test del XX secolo sono tutti da non prendere in considerazione perché FINANZIATI DAGLI STESSI GOVERNI CHE VOLEVANO METTERE AL BANDO L’ASSENZIO! credete questo non conti? non ne sarei così certo… attenzione che non sempre i libri dicono la verità, perché sono scritti da uomini, ovvero esseri imperfetti e molto facilmente corruttibili, persino gli scienziati sono così.
    volete credere che il tujone sia tossico, che sia simile alla THC o che faccia chissà quale effetto? fate pure… che importanza ha? ognuno è libero di credete a quello che vuole. poi si beve assenzio e basta. chi se ne frega del resto? cosa importa tutta questa inutile e sterile letteratura sul tujone? tutto fa male se se ne si abusa: questa credo sia l’unica verità. per il resto ognuno è libero di credere a quello che preferisce.

  • roberto

    28 set 2006 - 13:17 - #149
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    mi chiamo vincenzo e devo produrre un distillato di albicocca qualcuno mi puo aiutare a trovare un nome di fantasia per la mia etichetta.grazie

  • LIsa

    28 set 2006 - 15:32 - #150
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    Hai poco da scegliere, e se tu lo chiamassi “Elisir d’apricot” oppure “nectar d’apricot”? Non mi dare botte, non mi viene niente in mente, ciao. -:)

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