La vendita dell’assenzio fu vietata in Europa e tale resta nel territorio americano. Quello che si gusta oggi non sembra essere lo stesso di una volta, almeno dalle mie parti, mentre da Londra amici di famiglia portarono anni fa quello vero.
Se lo avete assaggiato, senza tener conto delle cose lette nei libri, viste nei film o sentite in giro… avete notato sintomi peculiari che non fossero dovuti espressamente alla sola gradazione alcolica?
La domanda è intrigante, perché la colpa degli effetti è attribuita a una componente magica, ma questa tesi è oggi ridimensionata. Voglio però mettere una pulce nell’orecchio, che mi arriva da un commento su Basic Juice… il motivo per cui molti non avvertono i sintomi dell’assenzio è banale…
_marcus_
25 ago 2007 - 09:07 - #251:D
ottimo leggo ora le tue mail ;)
grazie infinite.
cgianni
13 set 2007 - 17:19 - #252grandissimi dream!
è un piacere acquistare assenzio da te. finora non ne ho trovato uno che non mi ha entusiasmato, peccato aver speso soldi in siti costosi che rifilano schifezze al posto di assenzio.
aspetto ora impaziente il brevans: spero arrivi presto, non vedo l’ora :-)
hyppolity
15 set 2007 - 09:38 - #253anch’io ho acquistato da dream e mi sono trovato sempre bene (anche se l’ordine di agosto è arrivato parecchio in ritardo, ma si sa che agosto è un brutto periodo… )
una domanda: esistono locali dove bere Jade, Un emile, Duplais, Brevans… perché sono davvero rari. Possibile che i gestori dei locali siano ancora qui a rifilarci le solite schifezze come La fee, Xenta, Versinthe, o peggio “assenzi dell’est”?
dreamweaver80
17 set 2007 - 06:58 - #254esistono locali, sì… si contano ancora sulle dita di una mano, ma ci sono… di dove sei? fammi sapere così ti dico quali potresti avere in zona.
I gestori continuano a rifilarci le solite schifezze perché:
-non hanno voglia di cercare qualcosa di migliore: quello che il loro fornitore gli propone va bene.
-non gliene frega niente di offrire la qualità: “tanto nessuno è interessato a bere vero assenzio… c’è scritto “assenzio” sull’etichetta? il cliente è contento” . questo è quello che mi sento sempre più spesso dire…
-i clienti non fanno i nomi di quello che vogliono: chiedono solo “assenzio” , senza rendersi conto che è come dire “vino”… ma c’è una bella differenza tra un tavernello e un brunello…
-i veri assenzi “costano troppo” secondo i gestori dei locali per poterli offrire ai clienti. poco importa se poi ci sono clienti disposti a pagare per berli… si devono accontentare di quello che loro decidono di tenere (robaccia, come dici tu).
-ancora troppa disinformazione sull’assenzio. c’è chi crede ancora che sia “un liquore” e non “una categoria”.
speriamo nel futuro…forse le cose cambieranno…
dreamweaver80
17 set 2007 - 07:01 - #255dimenticavo:
-i rivenditori infine sono i primi a non sapere niente sull’assenzio e per questo non possono nemmeno offrire qualità ai loro clienti (locali).
e purtroppo anche chi vende “solo assenzio” il più delle volte cerca ancora di vendere fumo e leggende… non saranno più di 4-5 i rivenditori in tutto il mondo che vi consiglierei per competenza, serietà, professionalità e conoscenza dell’assenzio…
haggoth
17 set 2007 - 15:30 - #256E poi, cacchio,c’è ancora gente che va nei locali chiedendo assenzio sperando di ottenere un effetto allucinogeno…per questo i gestori cercando di spendere il meno possibile comprano prodotti scadenti e ti fanno pagare un bicchierino un botto (già il fatto che abbia usato il termine bicchierino dovrebbe rendere l’idea di come lo servono…brrrrrr)…
comunque è vero….molte volte anche i gestori stessi non sanno nemmeno di cosa stanno trattando…e si fidano di fornitori che magari a loro volta non hanno ben chiaro che cosa sia l’assenzio…..
ti rendi conto che c’è un locale in provincia di novara che serve lo xenta SOTTOBANCO? :)
Anter
17 set 2007 - 16:00 - #257Volevo per prima cosa fare i complimenti a dreamweaver80, preparato, disponibile e sempre pronto a smascherare i venditori di frottole: ho letto tutta la discussione dall’inizio alla fine e devo ammettere che nonostante ce ne sono stati di diversi, essi poi non sono più tornati sull’argomento, ulteriore segno che si sbagliavano
Ho bevuto diverse volte l’assenzio, purtroppo anche nella versione flambè, tuttavia quello che mi sciocca è che non ho mai assaggiato vero assenzio. Mi rendo conto solo ora che a parte la miriade di frottole che si raccontano sull’argomento, la distribuzione di questo liquore in pub non dedicati è allo stesso livello delle leggende messe in giro.
E’ mia intenzione assaggiare la marca Jade, spero di trovarla in qualche pub altrimenti la comprerò tramite i preziosi link forniti sopra; non sono sicuro che mi piaccia il sapore ecco perchè non voglio acquistare direttamente una preziosa bottiglia che poi andrebbe sprecata, la mia passione sono i whiskey torbati e tutti i surrogati o liquori spacciati per assenzio che ho bevuto mi hanno solo disgustato.
Attualmente a casa ho una bottiglia (regalo di viaggio di un mio amico) di assenzio, marca Hills Absinth prodotta in repubblica ceca, con tutte le cose lette sopra è chiaramente una porcheria che non c’entra nulla con l’assenzio vero e proprio, confermi dreamweaver80?
Ti ringrazio anticipatamente per la risposta e per avermi in quale modo educato sull’argomento.
dreamweaver80
17 set 2007 - 19:42 - #258confermo: l’hills è petrolio :D
gli Jade sono importati in esclusiva in Italia da Fee Verte Srl (www.assenzioitalia.it) per cui lavoro. se abiti vicino a Mantova puoi passare in negozio ad assaggiarne un goccio prima di comprare. altrimenti posso dirti che… sono davvero molto pochi i locali che hanno il lusso di trattare Jade: c’è il tres deseos di Verona, il Bistrot Whatever di Ferrara, il Bar Clandestino di Crevoladossola , il Modì qui a Mantova… non me ne vengono in mente altri…
haggoth
19 set 2007 - 01:23 - #259Ciao Dream…negli scorsi mesi ci hai anticipato qualcosa sul Mansinthe, dicendo anche che si tratta di un assenzio autentico……così per curiosità….di cosa si tratta di preciso?…..grazie, buona giornata….
dreamweaver80
19 set 2007 - 08:30 - #260il Mansinthe è l’assenzio che marilyin manson ha commissionato alla distilleria Matter-Luginbuhl (la distilleria dei duplais, del brevans, del kallnacher, del blanc traditionelle).
è un assenzio che, nonostante il nome di Manson, è veramente buono e merita davvero di essere assaggiato. autentico, erbaceo, poco anice e molto ben fatto.
absinthe-shop.eu
24 set 2007 - 15:05 - #261Comprare Assenzio online - Assenzio internet shop
www.absinthe-shop.eu
dreamweaver80
24 set 2007 - 20:28 - #262come al solito un finto sito italiano che in realtà è tedesco… con accise italiane non pagate, iva italiana non pagata… insomma, la solita solfa…
haggoth
26 set 2007 - 23:37 - #263?
cosa vuol dire di preciso?…
dreamweaver80
27 set 2007 - 07:50 - #264vuol dire che, poiché siamo nella comunità europea un privato che acquista da siti simili non paga tasse doganali (cosa che capita se acquisti extra CEE), ma la merce al massimo (perché anche questo spesso è da vedere) ha caricate le tasse di quel paese, non dell’Italia. quindi non c’è l’iva italiana, non c’è l’accisa italiana (tassa sull’alcool), non c’è il contrassegno di stato sul tappo. Questo non è un problema se si acquista un numero limitato di bottiglie (rientra nell’uso privato), ma può portare a seri problemi (contrabbando di alcolici, con tutto quanto ne consegue) se i volumi di acquisto/vendita iniziano ad essere importanti… ovviamente, finché si parla di qualche bottiglia non ci sono problemi, poi la finanza o la dogana, se vedono o si accorgono di ordini frequenti, potrebbero indagare e scoprire la cosa. Questo ovviamente è ancora più pericoloso per i locali pubblici, dove ci sono aggravanti e dove si è facilmente esposti a controlli di ogni genere.
il rischio inoltre non è solo di chi acquista, ma anche di chi gestisce “il sito fantasma” italiano (sarebbe lui il vero contrabbandiere in questo caso, poiché commercerebbe beni che solitamente portano alle casse dello stato non solo l’iva ma anche l’accisa, senza pagarli, o pagandoli (alla fonte) ad uno stato differente da quello in cui poi si vende la merce).
attenzione quindi.
dreamweaver80
27 set 2007 - 07:53 - #265dimenticavo: la questione del quantitativo minimo per “uso privato” non vale assolutamente per i locali pubblici… il gestore di un locale non può acquistare una bottiglia dall’estero spacciandola per uso privato e poi servirla nel locale. so che si fa regolarmente… ma è molto rischioso…
silly78
28 set 2007 - 14:58 - #266ho appena acquistato due bottiglie di assenzio da www.assenzioitalia.it di dreamweaver80, un PF1901 e un duplais balance.
ho assaggiato solo il duplais balance e devo dire che l’ho trovato ottimo: niente a che vedere con quello che si trova di solito nei pub. Il PF1901 lo assaggerò sabato sera con gli amici… non vedo l’ora.
grazie ancora dream, mi hai aperto un mondo! a presto per il nuovo ordine.
aprite gli occhi
30 set 2007 - 02:51 - #267sono capitata per caso in questo sito e ho impiegato 2 ore buone a leggere 6 pagine di commenti, la maggior parte scritti da dreamweaver80 o da persone che elogiavano il suo sito.
questo non perchè non abbia niente da fare (e in effetti ce l’avrei).
gigante e palese truffa.
schede telefoniche eh, quante 3000 caro dream?
sei malato e non saprei se ridere per incredulità o disgusto.
e sono sicura avrai un papiro di risposta bello e pronto da postare.
clap clap.
aprite gli occhi
30 set 2007 - 02:54 - #268anzi scusa la mancanza di precisione:
vendo collezione di schede telefoniche italiane, circa 1000 pezzi, nuovi e usati, svariate sere, molte basse tirature e alcune molto rare (fasce orarie 20000 e 30000 nuove e magnetizzate x esempio); valore catalogo goldenitalia 2000 circa 8milioni di lire. vendo sl in blocco. chi fosse interessato mi contatti all’indirizzo dreamweaver80@virgilio.it oppure chiavediviolino@virgilio.it
non dirò che è truffa la tua, ma la puzza c’è.
dreamweaver80
30 set 2007 - 09:28 - #269sai…a dire il vero ho impiegato qlc minuto a capire a cosa ti stavi riferendo. nessun papiro. è molto, molto semplice. chiavediviolino è la mail di un mio amico (prova ne è che sul forum di sifattack, poiché al momento di iscrizione al forum avevo fatto confusione con il mio indirizzo, mi ero iscritto con il suo. e alcuni del forum sanno che siamo due persone diverse…) con il quale avevo fatto da ragazzino la collezione di schede telefoniche. onestamente, non capisco dove sia la truffa. ora non ho voglia di star qui a rileggere tutte e 6 le pagine di questo blog… forse “chiavediviolino” ha scritto che compra l’assenzio da me (come molti altri miei amici…) oppure io come “mail” ho segnato chiavediviolino@virgilio.it … semplicemente perché la mia (come puoi notare ne ho messe due… una in virgilio e una in hotmail… perché quella in virgilio si è riempita di spam…e la uso di rado ormai) non era legata al “dreamweaver80″ del forum di sifattack (in passato molto frequentato dagli appassionati d’assenzio italiani). onestamente ripeto… non capisco dove avrei truffato la gente… ho detto delle fesserie sull’assenzio? importo irregolarmente assenzio? qlc è stato truffato dal sottoscritto? vendo assenzio in italia da molti anni, è normale che siano molte le persone che lo comprano da me, anche perché oltre che in internet lavoro molto “al di fuori” di internet… e forse il mio modo di fare, di rendere “amici” i clienti fa sì che si parli bene di me. è forse un reato dire che “mi sono trovato bene a comprare qui o lì?”.
proprio non capisco…
dreamweaver80
30 set 2007 - 09:30 - #270sono malato???? oddio non mi ero perso le offese… si può sapere dove vuoi arrivare? la gente raramente non è stata soddisfatta del mio lavoro, e credo che gran parte degli esperti e amatori d’assenzio italiani ruotino attorno a me in qualche modo: ci conosciamo un po’ tutti in tutto il mondo… figurati se non è così in Italia… vabbé la madre degli asini è sempre incinta… e forse ho anche capito chi sei… poveretto.
dreamweaver80
30 set 2007 - 09:33 - #271prego cmq a tutti di smettere d dire che comprano assenzio da me o che si sono trovati bene… evidentemente questo da fastidio a qualcuno.
dreamweaver80
30 set 2007 - 09:34 - #272nemmeno le palle di presentarsi o di dare un indirizzo… poverino… proprio non l’hai mandata giù la storia dell’oblivion vero?
anonimo per dreamweaver
30 set 2007 - 11:55 - #273mi spieghi caro dream a cosa ti serve l’email di una persona?la rintracci e la denunci?la vai a picchiare?
spiegami allora perchè è rimasto illegale fino a pochissimo tempo fa qui in italia visto che non è allucinogeno?!?se è un semplice distillato con una forte gradazione senza proprietà particolari perchè dovrebbe essere bandito?
aprite gli occhi
30 set 2007 - 12:08 - #274e cosa dire caro dream riguardo al fatto che tutte le tue fonti vengano da wikipedia?
controbattere a coloro che ti hanno contraddetto (con tesi valide) con un semplice copia-incolla da un sito.
bah.
bravo anonimo.
dreamweaver80
30 set 2007 - 12:14 - #275la pagina sull’assenzio di wikipedia l’ho scritta io al 99,99% è molto semplice.
per quanto riguarda le allucinazioni e la messa al bando non credo ci sia molto di più da dire: c’è pieno di cose scritte da me e da altri esperti da tutto il mondo. se poi c’è chi come te che vuole credere ancora alle favole faccia pure: non sarò certo io a dirgli che Babbo Natale non esiste.
cmq per tagliare la testa al toro chi pensa che l’assenzio dell’800 fosse allucinogeno potrebbe traquillamente comprare bottiglie antiche e berlo: se devi per forza toccare con mano per credere la possibilità c’è.
non voglio mica denunciarti o picchiarti :D no, mi divertono queste discussioni… danno un brivido di adrenalina alla solita monotona giornata da commerciante.
dreamweaver80
30 set 2007 - 12:17 - #276scusa… pensavi che mi facessi bello prendendo da wikipedia le informazioni :D non credi che sia veramente “tutta farina del mio sacco” :D guarda che non bisogna essere laureati e specializzati in “assenziologia” per sapere queste cose: sono anni che vado regolarmente ad absinthiades e feste dell’assenzio, che frequento distillerie…e che ho la possibilità di parlare e discutere con esperti, storici, chimici, collezionisti, distillatori da generazioni… guarda che ci vuole davvero poco per arrivare a sapere quello che io sto qui a dirvi, veramente…
dreamweaver80
30 set 2007 - 12:23 - #277tesi valide? quali??? guarda che è molto semplice: se non credete a quello che vi dico con l’assenzio è sufficiente comprare una bottiglia di Pernod fils 1890, o un Edouard Pernod 1910 quasi facilmente reperibili… che bisogno c’è di star qui a far congetture? bevete l’assenzio pre-bando e tirate le vostre conclusioni. prendetene un campione, portatelo nei vostri laboratori di fiducia e chiedete di trovare un qualsiasi elemento “dannoso” alla salute umana (al di fuori dell’alcool ovviamente) o una qualsiasi sostanza allucinogena.
Ma pensi veramente che nel XIX secolo erano tutti allucinati? :D ma ti rendi conto della fesseria?
non me ne frega niente se non credi a quanto scrivo (qui, in altri forum/blog, su wikipedia, sul mio sito…), alla fine le leggende che cerco di smantellare creano un alone di fascino attorno all’assenzio che mi fa vendere più facilmente: fesso io che cerco di dirvi che bere assenzio autentico anche del XIX secolo e bere martini è la stessa cosa come effetto.
guarda, acquista una bottiglia di assenzio autentica, bevilo, fallo analizzare e poi vieni a dirci cosa hai scoperto.
dreamweaver80
30 set 2007 - 12:25 - #278la messa al bando dell’assenzio ha motivazioni storiche documentabili, che ti piaccia o no. se vuoi poi capire perché e come è stato messo al bando vai a leggere wikipedia, il mio sito o forse anche in questo blog.
absinthe-shop.eu
20 ott 2007 - 15:43 - #279Comprare assenzia a www.absinthe-shop.eu
dreamweaver80
21 ott 2007 - 09:44 - #280almeno lo scrivessi giusto :D
dreamweaver80
21 ott 2007 - 10:00 - #281dimenticavo…
stiamo organizzando il primo corso sull’assenzio con l’autorizzazione di tutte le più grandi istituzioni mondiali dell’assenzio: distilleria Emile Pernot, distilleria Matter-Luginbuhl, distilleria Combier, Museo di Pontarlier, Museo dell’assenzio. il corso sarà riconosciuto e rilascerà un attestato ufficiale riconosciuto da tutte le distillerie e musei nonché dai più grandi esperti del settore come Benoit Noel, Markus Lion, Peter Schaf, Ted Breaux, David Nathan Maister e da tutte le più importanti aziende di distribuzione mondiale: Absinthe vietrieb, Liqueur de France, Vert d’absinthe…
sarà quindi un corso ufficiale e non “campato in aria”: chi frequenterà il corso sarà riconosciuto come “esperto d’assenzio di primo livello” in tutto il mondo.
il corso di primo livello avrà un costo piuttosto contenuto, si imparerà a capire a fondo cos’è l’assenzio, come lo si distingue dai pastis e dai vari surrogati, le caratteristiche dei vari tipi d’assenzio (verte, blanche, la bleu), rituali: nascita e varianti storiche. gli errori, fantasie di cocktail, cocktail storici, cenni sull’utilizzo gastronomico dell’assenzio…
il corso di secondo livello costerà abbastanza (non so ancora darvi i dati precisi…);
qui si entrerà decisamente nel dettaglio: la produzione, gli ingredienti, la scelta della qualità degli ingredienti, imparare a riconoscere i sapori e gli aromi dei singoli ingredienti. degustazione guidata, abbinamenti “assenzio formaggi”, le tecniche di distillazione…
nel prezzo sarà incluso il viaggio a Pontarlier (e magari a Saumur) con visita alle distillerie.
i corsi sono aperti a tutti. se qualcuno è interessato mi contatti via mail a dreamweaver80@hotmail.com oppure a info@assenzioitalia.it e non appena avremo stabilito data e costi dei corsi vi informerò via mail.
ciao
green utopia
23 ott 2007 - 03:30 - #282Salve.. volevo farvi notare che in giro ci sono tante canta storie a cui molti ingenui abboccano.
Se volete veramnete apprezzare un buon bicchiere di assenzio con la possibilità di degustare anche le prime varinati storiche al gusto di Cioccolato e anche di caffè arabico, allora contattate il sito www.artemisiacollection.com.. spedizione gratuita per gli iscritti. grazie della vs attenzione e mi raccomando non esagerate con gli originali :-)
dreamweaver80
23 ott 2007 - 08:17 - #283siamo a posto. mancava solo chi mi dava del canta storie (ti ricordi… sono quello che ti ha risposto di non essere interessato ai tuoi prodotti su info@assenzioitalia.it ) per vendere i suoi “assenzi” ottenuti con autentica ricetta (ma non distillati)…
dreamweaver80
23 ott 2007 - 08:22 - #284al dire il vero le “prime varianti” già le hanno fatte in spagna… surrogati come il rodnik al mango, i lehmann sexy rouge e sexy bleu rispettivamente al lampone-fragola e banana-mango, lo chat noir, liquore di caffé all’assenzio, insomma… tutte queste varianti sul tema sono già in giro da un bel po’ di tempo.
la domanda è: la gente quando beve assenzio vuole bere assenzio o qualche rivisitazione moderna come surrogati, varianti aromatizzate, brodaglie dell’est europa? io credo che voglia bere “assenzio” se chiede “un assenzio”. io mi arrabbierei molto se chiedendo un whisky qualcuno mi portasse una crema al whisky “come variante moderna”…
tommasosan
23 ott 2007 - 17:26 - #285non capisco tutto questo accanimento contro dreamweaver80. In fondo mi sembra molto competente e disponibile. Personalmente non ho ancora assaggiato assenzio, nè autentico nè surrogato, ma credo che trovarsi davanti una persona come dreamweaver80 non possa dare altro che fiducia. Inoltre ho fatto qualche ricerca, perché mi sto interessando all’assenzio, e prima di iniziare la pratica voglio avere ben chiara la teoria, e non mi sembra che dreamweaver80 sia l’unico a dire certe cose. Mi sembra che chiunque, proveniente da tutto il mondo e che sappia un minimo sull’assenzio dica le stesse cose.
riguardo i nuovi sapori al caffè e al cioccolato: non so, sicuramente saranno interessanti e buonissimi, ma mi pare che la cosa più importante al momento sia quella di chiarire cosa sia assenzio e cosa non lo sia. tutto il resto può creare confusione.
da quanto ho capito l’assenzio è un determinato spirito (poiché è improprio chiamarlo liquore dal momento che non contiene zucchero ma è improprio chiamarlo anche distillato dal momento che non è l’alcool estratto da qualcosa… è un po’ come il gin se non sbaglio) con delle caratteristiche semplici e chiare, ma annebbiate da chi per mero scopo di lucro imbottiglia qualsiasi cosa sfruttando le infinite leggende che continuano a far colpo sulla massa.
Ora mi domando: ma perché non si cerca di ottenere a livello nazionale, o europeo, o internazionale una definizione precisa con tutti i limiti di tujone che volete per l’assenzio? non si risolverebbero molti problemi?
dreamweaver80
24 ott 2007 - 13:39 - #286il problema è che le vendite di “assenzio”, autentico e non, sono ancora troppo esigue per porsi quel problema a livello europeo. finché le vendite non cresceranno esponenzialmente mi sa che non si farà nulla… e anche se fosse credo che la normativa sarà più o meno del tipo:
“assenzio: spirito ottenuto da artemisia absinthum, semi di finocchio, semi d’anice verde e diverse altre piante aromatiche. aggiungendo l’acqua deve intorbidire. gli assenzi di “qualità superiore saranno quelli ottenuti per macerazione e distillazione degli ingredienti e la colorazione, se presente, sarà naturale, mentre gli assenzi ordinari saranno ottenuti per aggiunta di oli essenziali, aromi e coloranti”.
purtroppo, per motivi di mercato, una normativa europea non eliminerà mai la produzione di massa per oli essenziali… ma già questa definizione limiterebbe tutte le brodaglie spacciate per assenzio (chiarisco: assenzi come la fee, versinthe, absente & C. sono a mio avviso surrogati, ma almeno “ricordano vagamente il sapore dell’assenzio”. prodotti dell’europa dell’est, di Praga, italiani e cose aromatizzate all’assenzio sono altro).
haggoth
07 nov 2007 - 17:27 - #287x green utopia:
dai del cantastorie a persone che neanche conosci quando il sito di cui hai lasciato il link è pieno di errori, imprecisioni, e favole.
Ed ora, per favore, torniamo a parlare di assenzio.
dreamweaver80
08 nov 2007 - 11:26 - #288haggoth, non sei ancora venuto a trovarmi a Mantova :D
stiamo per aprire il negozio (si chiamerà “artemise, la boutique de la bouteille) e venderemo tutti i grandi assenzi, l’oggettistica, antichità, ma anche vermouth pregiati, rum agricoli rari, liquori pregiati… spero verrai a trovarci quanto prima ;-)
eccomi
20 nov 2007 - 10:25 - #289dove si trova il tuo negozio dreamweaver80? mi piacerebbe venire a trovarti.
dreamweaver80
22 nov 2007 - 16:35 - #290Artemise
la boutique de la bouteille
via Gramsci 24
Porto Mantovano
Mantova
venite a trovarmi quando volete :D
eccomi
26 nov 2007 - 09:58 - #291grazie,
appena possibile verrò a fare un giro: non abito molto lontanto, e quindi preferisco vedere e toccare con mano prima di acquistare.
ciao e grazie ancora.
themasterofdisasters
04 dic 2007 - 23:40 - #292Ho letto (ammetto di non essermela sorbita tutta) questa discussione.
Ora, quello che mi interessava conoscere bene era un modo per produrre un absinthe che rasenti almeno la decenza. Non intendo minimamente produrlo per me, ma, dato che mi è parso evidente che le richieste di delucidazioni in merito siano più che numerose, cercherei di capire per bene cosa caratterizza l’ absinthe in quanto tale.
Allora, da quanto ho capito, e parlo da profano, come chi è ignorante e pone sane questioni, le erbe che caratterizzano l’ absinthe in quanto tale sono circa sei o sette, con una serie di eventuali aggiunte che possono personalizzarne il sapore.
La prima domanda che mi pongo, riguarda i dosaggi. Non metto in dubbio che le distillerie mantengano le proprie ricette segrete, ma è evidente che il dosaggio può determinare un risultato che oscilla tra questi tre livelli:
-Schifoso
-Surrogato
-Absinthe
Ora, dato che tutte le distillerie che producono vero absinthe ottengono prodotti del terzo livello, la razionalità mi suggerisce che sia evidente che le dosi, benché variabili, si aggirano intorno a dei range comunque determinabili.
Potremmo quindi cominciare a dare un range per litro di ogni erba fondamentale, ovvero una dose che può andare da una quantità minima ad una massima, sforate le quali si tange, come è facile immaginare, il livello dello schifo e dell’ indecenza al gusto più totale.
Ora, secondo dubbio: l’ alcool. Ho appreso che deve essere di vino, sull’ 85% rispetto al volume. Ho tuttavia anche appreso che questa percentuale si può ottenere mediante semplice diluizione di alcool 95% in acqua. Vorrei capire bene se questa pratica è da evitare e se c’ è un metodo corretto e stocastico per la diluizione dell’ alcool.
Terzo dubbio: Questo è stato il più difficile da chiarire, e, in effetti, ancora non è chiaro: la tipologia di alambicco da utilizzare. Mi pare di aver letto che debba essere “pot still”, ma vorrei ulteriori delucidazioni e comunque vorrei capire se tutte le distillerie utilizzano questo tipo di alambicco. Se non è così, dato che dreamweawer80 ha visitato molte distillerie, potremmo trarre uno schema della tipologia di alambicco utilizzato da ogni distilleria, così da capire più o meno in che modo questo possa influire sul gusto. Insomma, se ad alambicchi diversi corrispondono risultati diversi, sicuramente alambicchi diversi avranno proprietà diverse.
Ultimo ma non ultimo suggerimento, curerei una piccola dispensa di siti in cui sia possibile comprare alambicchi, erbe (o, per chi volesse provare veramente la cosa in maniera autarchica , semi di erbe) e occorrenti basilari per la produzione dell’ absinthe.
Inutile dire che a tutto questo dovrà aggiungersi una certa esperienza nella distillazione (per la quale si spera qualche anima pia possa dare consigli, ad esempio sul taglio delle teste), una pazienza degna di Giobbe e una certa dose di fortuna. Tuttavia, si potrebbero ottenere anche risultati apprezzabili con la giusta dedizione, o comunque un eventuale surrogato che incontri il favore del palato di chi lo prepara, gratificandolo.
Insomma, se l’ absinthe è stato prodotto dall’ esperienza, che è un processo empirico, empiricamente si possono ricostruire i passi della sua produzione, arrivando a definirne gli standard in maniera precisa.
La ricetta dell’ absinthe non è una, ma tutti gli absinthe, pur seguendo ricette diverse, lo sono. Lo standard, come esiste a livello di valutazione dovrà quindi esistere anche a livello chimico (perdonate l’ ardimento, ma artigianale mi sembrava un po’ rozzo come termine). Il mio interesse è puramente scientifico, dato che ho la passione per qualunque tipo di scienza o pratica che involva l’ uso dell’ Arte e della Razionalità.
Ora, dopo aver posto dubbi e definito un eventuale modello che si potrebbe seguire per cominciare ad intravedere almeno un barlume di parvenza di risultato, sarei lieto di lasciare la parola a chi sa, avendo raccolto preziosi consigli dall’ esperienza.
dreamweawer80 è indubbiamente esperto in materia di absinthe, e può indubbiamente darci utili informazioni in merito. Se ci fosse qualcuno esperto in distillazione potrebbe essere di aiuto non indifferente. Insomma, internet esiste per questo, diamoci una mano e trascorriamo questo nostro tempo in maniera fruttuosa. Ricordate che, se anche uno come Manson ha deciso di produrre assenzio e ci è bene o male riuscito, vorrà dire che una ricetta standard da personalizzare, sebbene con parecchie difficoltà, la si può trovare.
A voi la parola…
dreamweaver80
05 dic 2007 - 08:24 - #293sono di fretta ma vedo di risponderti velocemente:
differenza tra schifezze, surrogati, absinthe circa la produzione:
-schifezze: sono prodotte o per aggiunta di aromi artificiali e coloranti artificiali o per aggiunta di oli essenziali. non intorbidiscono con l’aggiunta dell’acqua. non contengono anice.
-surrogati: derivando DIRETTAMENTE dai pastis contengono enormi quantità di anice stellato che copre qualsiasi altro sapore. sono prodotti o esclusivamente per macerazione (e in questo caso l’artemisia absinthum è sostituita con artemisie meno amare) o per aggiunta di oli essenziali e coloranti artificiali.
-absinthe autentici: sono prodotti partendo da macerazione e distillazione di vere erbe, dove anice verde, semi di finocchio e artemisia absinthum sono i principali, subito seguiti da issopo, artemisia pontica, melissa, e diverse altre erbe aromatiche che variano da ricetta a ricetta.
l’anice stellato dei pastis e dei surrogati non rientra nelle ricette dei veri absinthe se non in minime percentuali come “correttore”.
come vedi non è la differenza di quantità di erbe che cambia le cose. poi, effettivamente anche le quantità sono importanti e le tecniche di distillazione (con gli stessi ingredienti puoi ottenere molti dolci diversi. stessa cosa per gli alcolici). tuttavia esistono ricettari generici, trattati più o meno importanti di fine XIX secolo dove danno diverse ricette base d’assenzio. su www.assenzioitalia.it per esempio ho tradotto il ricettario Bedel dove trovi diverse ricette basi da cui partire. sono ricette che al tempo servivano ad indicare le differenze produttive tra un vero assenzio e l’altro. lì trovi già delle indicazioni più che utili per partire: ti garantisco tuttavia che se le segui al dettaglio non arriverai ad ottenere un buon assenzio… però è un ottimo punto di partenza.
alcool 85°. il discorso è che nel XIX secolo quella era la gradazione massima dell’alcool. purtroppo oggi non viene più prodotto a quella gradazione (se non su esplicita richiesta) quindi fare come dici tu è più che corretto.
l’alcool di vino non è indispensabile, ma lo diventa se si vuole fare un assenzio di alta qualità (le cosa cambiano parecchio quando lo si usa…).
alambicchi: non me ne intendo molto, ma le distillerie importanti usano sempre alambicchi Egrot (che credo siano pot still) perché permettono di distillare i vapori più pesanti due volte. il riscaldamento è a vapore e non a fiamma diretta. esistono tuttavia produttori che usano alambicchi a fiamma diretta… ma come è ovvio c’è il rischio di bruciare le erbe verso la fine (la quantità di erbe che vanno nell’alambicco è veramente impressionante) con danni al risultato finale.
la scelta delle erbe è un problema anche per le grandi distillerie di oggi: difficile trovare siti di coltivatori che mantengano gli standard produttivi richiesti per ottenere absinthe. purtroppo posso garantirti che se hai erbe mediocri o buone… ma non eccellenti non otterrai niente che si avvicini al sapore dell’absinthe. i produttori più importanti oggi si fanno coltivare le piante secondo parametri da loro richiesti: non ho trovato alcun coltivatore per esempio che fornisca artemisia absinthum della qualità di Pontarlier, o artemisia pontica …. ma anche melissa, menta… spesso hanno foglie marroni o rovinate: sono erbe da scartare in quel caso.
Manson non ha fatto un assenzio, ma ha chiesto ad una delle 2 o 3 più importanti distillerie di oggi di fare un assenzio con le caratteristiche che piacciono a lui… :D
spero di averti aiutato. devo scappare.
ciao
themasterofdisasters
06 dic 2007 - 00:35 - #294Grazie per il prezioso aiuto. Rimane soltanto qualche dubbio sulla tipologia dell’ alambicco: Il tipo “pot still” sembra essere un po’ generico: Quello “standard” è un alambicco molto semplice, nel quale il contenuto scaldato evapora fluendo lungo un circuito raffreddato, condensandosi. Tuttavia, l’ alambicco “pot still” da cognac, pur portando lo stesso nome, presenta delle particolarità, precisamente una camera secondaria che si frappone tra serpentina e caldaia. Ho anche sentito di alambicchi con colonne di rettificazione utilizzati per la distillazione dell’ assenzio. Insomma, quale alambicco è il “pot still” che serve generalmente a distillare assenzio?
Dato che hai visto parecchie distillerie, e i loro alambicchi, sebbene questi siano maggiormente complessi perché utilizzati per grandi produzioni, magari sei riuscito a capirne approssimativamente la struttura.
Sarebbe di grande aiuto poter sapere se la camera di distillazione è una, che sfocia direttamente del condotto di condensazione, oppure no.
Confido nella tua preparazione ^_^
Grazie.
P.S. Le ricette presenti sul sito che hai linkato sembrano essere molto dettagliate. Ora sta solo all’ abilità pratica di chi vuol produrre assenzio casereccio e alla sua pazienza e fortuna ottenere un buon risultato…
dreamweaver80
06 dic 2007 - 09:32 - #295molto dettagliate ma altrettanto generiche… sono solo un punto di partenza.
per quanto riguarda l’alambicco posso dirti che sono alambicchi semplicissimi, alcuni utilizzano per esempio alambicchi dove il “calderone” porta direttamente al recipiente di raccolta del distillato: nemmeno una serpentina. alambicchi così spartani sono usati dai produttori artigianali della Val de Travers (non tutti), ma in mani esperte funzionano bene.
le distillerie che usano ancora antichi alambicchi d’assenzio hanno sempre degli Egrot: un calderone riscaldato a vapore dove vengono fatte macerare le erbe nell’alcool (e con parte della coda della distillazione precedente) che finisce in un tubo di condensazione e porta alla serpentina (a volte nascosta all’interno di una “palla” raffreddata ad acqua) e poi va nel recipiente di raccolta del distillato. La particolarità degli Egrot è di avere un secondo tubo di condensazione (solitamente più piccolo) posto leggermente sotto a quello principale che rientra nel calderone: tramite questo tubo i vapori più pesanti vengono distillati continuamente finché non sono liberati dalle sostanze pesanti che restano nella coda.
nessuna rettificazione moderna che “eliminerebbe” ogni sapore dal distillato e assolutamente nessun microfiltraggio per eliminare le erbe della colorazione.
importante che non ci siano piatti di raffreddamento (o non so come si chiamino) nell’alambicco, migliori quelli in rame.
altra cosa importante: non bisogna eliminare le erbe prima di distillare, ma si distilla con le erbe ancora dentro l’alcool.
ovviamente poi testa e coda vanno eliminati.
l’assenzio, una volta distillato viene colorato (se non si vuole fare un absinthe blanche) tramite infusione di erbe: l’infusione può avvenire a caldo o a freddo (risultati diversi), può avvenire per tutto il distillato o solo per una parte che poi viene mescolata con il resto del distillato. le erbe della colorazione possono essere lasciate libere nel distillato o raccolte in un sacchettino “tipo busta di té”. mi raccomando: in ogni caso, ma microfiltrare l’assenzio. si eliminano le foglie macerate con un colino fine e poi si elimina eventuale fondo con filtri di carta o semplicemente dopo l’invecchiamento (importantissimo: almeno 1 mese).
dreamweaver80
06 dic 2007 - 10:21 - #296non so se hai visto questo link del sito di David (un grandissimo esperto e mio amico)
http://www.oxygenee.com/absinthe-distillation.html
credo che il suo sito sia il più esauriente e completo in giro e questa sezione aiuta molto bene a capire l’artigianalità della produzione dei veri assenzi. in quelle foto sono alla distilleria Pernot (da non confondere mai con l’ormai multinazionale Pernod), che produce Un emile vari, roquette, white fairy, doubs mystique, maitresse rouge (l’ex un emile rouge), belle amie: tutti grandissimi assenzi che vanno da quelli “più semplici da tutti i giorni” ad assenzi impegnativi e di gran rilievo.
themasterofdisasters
06 dic 2007 - 14:21 - #297Ho visto questo sito, e appunto non capisco che tipo di alambicco sia quello lì presente. Per intenderci, un alambicco “pot still” normale dovrebbe essere così:
http://www.alambicchi.com/images/4225new.jpg
Ma lì si nota chiaramente una “sfera” che probabilmente serve a rettificare, che non so minimamente come interpretare…
themasterofdisasters
06 dic 2007 - 14:23 - #298Cercherò ulteriori informazioni sull’ alambicco Egrot ad ogni modo ^_^
dreamweaver80
06 dic 2007 - 14:32 - #299ok, cmq, se intanto vuoi assaggiare vero assenzio (e credimi, è la base per iniziare a produrlo: come puoi iniziare qualcosa se non sai quale è l’obiettivo?) non hai che da chiedermi :D
themasterofdisasters
06 dic 2007 - 14:56 - #300Beh si, la prova gusto l’ ho già fatta, e vorrei rifarla dato che qui hanno solo del pessimo Xenta, il problema è sempre trovare il danaro :)
Preferisco gli assenzi che non abbiano un sapore di anice troppo marcato comunque… per intenderci, qui ce ne sono alcuni che sono veramente troppo vicini all’ ouzo per i miei gusti :