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Assenzio vietato. Perchè?

Pubblicato: 26 ott 2005 da enrico

La vendita dell’assenzio fu vietata in Europa e tale resta nel territorio americano. Quello che si gusta oggi non sembra essere lo stesso di una volta, almeno dalle mie parti, mentre da Londra amici di famiglia portarono anni fa quello vero.

Se lo avete assaggiato, senza tener conto delle cose lette nei libri, viste nei film o sentite in giro… avete notato sintomi peculiari che non fossero dovuti espressamente alla sola gradazione alcolica?
La domanda è intrigante, perché la colpa degli effetti è attribuita a una componente magica, ma questa tesi è oggi ridimensionata. Voglio però mettere una pulce nell’orecchio, che mi arriva da un commento su Basic Juice… il motivo per cui molti non avvertono i sintomi dell’assenzio è banale

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393 commenti

Commenti dei lettori

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  • dreamweaver80

    06 dic 2007 - 15:37 - #301
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    che assenzi hai assaggiato?
    guarda, l’assenzio deve sapere di anice, ma se bevi vero assenzio impari ad amare l’anice anche se odi ouzo, sambuca e pastis. assenzi con poco anice ci sono… ma effettivamente mancano di qualcosa… dovresti provare qlc come brevans, duplais verte, un emile per iniziare così capisci come deve essere un vero assenzio.
    lo xenta non è assenzio nemmeno lontanamente… non lo ricorda nemmeno da lontano, veramente.

  • dreamweaver80

    06 dic 2007 - 15:41 - #302
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    beh, l’assenzio deve sapere di anice, ma credimi: bevendo vero assenzio inizi ad amare il sapore dell’anice anche se odi sambuca, ouzo, pastis e ghiaccioli blu. il sapore dell’anice verde è molto diverso da quello dell’anice stellato a cui in italia siamo abituati, inoltre la complessità erbacea lo rende unico nell’assenzio.
    dovresti provare assenzi autentici come brevans, un emile e duplais verte per iniziare, così da capire come sono veramente gli assenzi.

    lo xenta non è assenzio: non lo ricorda nemmeno lontanamente… è completamente un’altra cosa, esattamente come versinthe, la fee, absente, leone e simili.

    di dove sei?

  • themasterofdisasters

    06 dic 2007 - 19:44 - #303
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    Sono di Napoli. Il problema dell’ assenzio qui è più che altro che almeno nei posti dove sono andato non prestavano minima cura a come servirlo. Capirai che non conoscendo niente della ritualità del modo di servire l’ assenzio va di suo che non conoscano niente neanche dell’ assenzio, e che quindi comprino anche assenzi che non possono essere definiti tali…
    Riguardo all’ anice mi riferivo infatti a quello stellato… comunque sono uno sperimentatore e il provare cose nuove non mi intimidisce mai ^^

  • dreamweaver80

    07 dic 2007 - 11:27 - #304
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    sì, il problema della mancanza di una normativa o una disciplinare che ne tuteli il nome fa sì che qualsiasi cosa possa essere etichettata come “assenzio” e il poveraccio (compreso i gestori dei locali) che non sa niente si fida (ovviamente) di quanto scritto in etichetta, senza pensare che per l’assenzio vuol dire molto poco.
    a napoli stavo per vendere il mansinthe al rock café ma mi hanno detto di averlo trovato a prezzo migliore in un’enoteca del centro (ora non ricordo il nome): ho telefonato all’enoteca dicendo che “stavo cercando il mansinthe e chiedevo se era disponibile” e mi hanno detto di no (ovvio: lo importiamo in esclusiva noi… so a chi lo vendo…). cmq non so se il locale avesse fatto il furbo per abbassare il prezzo o se qualcuno dell’enoteca stupidamente l’ha dato al locale e poi al secondo ipotetico cliente (io) dice che non ce l’ha. ti risulta che ci sia mansinthe in giro a Napoli?
    non è un assenzio stratosferico, ma è un buon assenzio base, molto gradevole, infinitamente superiore a xenta, versinthe e la fee…

  • dreamweaver80

    07 dic 2007 - 11:29 - #305
    1 punto
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    riguardo l’anice: sì, la badiana (l’anice stellato) dovrebbe non comparire nelle ricette d’assenzio (o in pochissima quantità). l’anice verde è molto più aromatico e stanca molto meno il palato. l’anice stellato (vedi sambuca, ouzo, pastis tipo ricard…) lascia spesso (se non usato da mani esperte: ho assaggiato pastis strepitosi, dove l’anice stellato era semplicemente divino) un fastidioso sapore metallico in bocca, ed è stucchevole.

  • Profilo di FAROM

    FAROM

    08 dic 2007 - 12:49 - #306
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    Ciao Dream, come ti và? Da parecchio tempo non mi affacciavo a questo blog, ti vedo a combattere con persone che poco sanno sull’assenzio, qualcuno di loro ha bevuto qualche brodaglia somministrata chissà dove e sono convinti di aver bevuto ASSENZIO. Ho letto un intervento dove si diceva che tu attingi le informazioni da wilkipedia (e non viceversa) e poi vieni quì a fare il saputello. La gente non sà della tua cultura a riguardo, non sà che sei il più preparato e la persona più competente che abbiamo in Italia, la gente non sà che l80% delle informazioni su wilkipedia è opera tua.

    @ themasterofdisasters
    L’alambicco utilizzato per la distillazione dell’assenzio è del tipo “pot still” che altro non è che una distillazione semplice, c’è ne sono di diversi tipi e forme, dal tipo classico con capitello (o duomo) e collo di cigno al tipo con colonna ed eventuale reflux per il taglio della testa. A darti un buon prodotto non è solo il tipo di alambicco utilizzato ma il più delle volte è dato da chi conduce la distillazione, la stessa ricetta e lo stesso alambicco in mani diverse ti può dare due distillati letteralmente diversi con nessuna caratteristica in comune. Ciao Dream, ciao themasterofdisasters, alle prossime.

  • themasterofdisasters

    08 dic 2007 - 13:12 - #307
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    Lol Mansinthe a Napoli? Dimmi dove e sono la! :°D Il rock cafè sinceramente non lo frequento più, paghi un sacco, panini ignavi, tutto contornato da band di ragazzini che tentano vanamente si coverare i Sistem Of A Down senza neanche sapere che la celebre band accorda le chitarre su note diverse. Insomma, almeno a parer mio, se c’ è un buon locale a Napoli dove potresti tentare la vendita di assenzio quello è Krugel (nel menù hanno alcolici di buona qualità: oltre alle birre, dei mathusalem 15 e 21 anni che non sono niente male), frequentato da gente di età media circa 25 anni, con band serie, un atmosfera molto caratteristica. Dico il fatto dell’ età perché capirai che l’ assenza di adolescenti implica anche la diminuzione di bevute spavalde unicamente per far vedere quanto si sia fighi.
    Riguardo a FAROM: quindi l’ alambicco che ho postato nella foto dovrebbe andar benissimo per la distillazione dell’ assenzio? Potresti postare qualche informazione o qualche link (se ne hai) che descriva in maniera abbastanza curata le tecniche base di distillazione al novizio?
    Grazie a entrambi, alla prossima ^_^

  • themasterofdisasters

    08 dic 2007 - 13:17 - #308
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    Ah, già che ci siamo: Ho visto che il trattato sui liquori è molto carino. Non è che avresti l’ edizione completa, o sapessi dove è possibile prenderla? Sono cose che potrebbero sempre servire ^_^

  • Profilo di FAROM

    FAROM

    08 dic 2007 - 13:23 - #309
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    Quel tipo di alambicco della foto non và assolutamente bene, è solo un sopramobile, una “bomboniera”. Potrei farti avere un doc scritto da me su come condurre una distillazione e relativi tagli di testa/cuore/ code, cosa molto importante per effetuare i tagli è l’uso dei termometri (almeno 2) uno in testa e uno in caldaia e di un alcolometro in continuo (oltre al palato e al naso, strumenti indispensabili direi). Portare l’alcol a 85°trl va benissimo l’aggiunta di acq

  • Profilo di FAROM

    FAROM

    08 dic 2007 - 13:29 - #310
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    Non sò come è stato ma il commento è partito da solo, forse il cattivo tempo mi ha fatto questo scherzo. Dicevo che va benissimo l’aggiunta di acqua come suggerito da DReam, io normalmente uso acqua minerale. Distillando con tutte le erbe è indispensabile un alambicco a bagnomaria o a vapore, a fuoco diretto si farebbero solo danni. Di siti italiani che parlino di assenzio (su procedure, ricette ecc ecc) non ne conosco, solo siti in inglese, gli stessi già suggeriti da Dream, ciao.

  • Profilo di FAROM

    FAROM

    08 dic 2007 - 13:57 - #311
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    Non mi piace lasciare la gente in mezzo al guado -:) e a riguardo al tuo scritto:

    La “camera secondaria” non è altro che un contenitore di soluzione idroalcolica dove viene attraversata dal collo di cigno (alcuni hanno una serpentina) ottenendo al passaggio un parziale raffreddamento del distillato (verrà impiegata meno acqua per la condensazione) e nello stesso tempo il riscaldamento della soluzione idroalcolica con un risparmio di energia nel portare a temperatura la nuova “cotta”, ciao.

  • dreamweaver80

    08 dic 2007 - 17:34 - #312
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    ciao, se ti interessa (anche a te Farom) c’è una copia del Duplais (un altro trattato di liquori simile al Bedel) replica dell’antico manuale, in tiratura limitata di 500 copie. penso che sia replica in tutto, rilegatura, compertina compresa.
    lo vende David sul suo sito . costo: circa 140dollari. se vi interessa possiamo prenderne qualche copia insieme. pensavo di prenderne un paio qui per il negozio, facendo un ordine insieme risparmiamo sulla spedizione.

  • themasterofdisasters

    08 dic 2007 - 19:41 - #313
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    Beh grazie per le dritte sugli alambicchi. Sarei lieto di trovare anche un sito che li tratti in dettaglio, magari anche che li venda. L’ alambicco che avevo postato è di fatti piccino e molto basilare. Vorrei capire gli alambicchi come quelli che hai descritto da che litraggi partono, almeno a grandi linee. Penso che un hobbysta non potrebbe permettersi un alambicco di cento e passa litri, anche perché una tale produzione di assenzio per uso personale sarebbe folle, almeno per chi come me non andrebbe oltre il bicchiere giornaliero. Riguardo al trattato, speravo di trovare qualcosa di digitale, così da poter dare a tutti la possibilità di fruirne…

  • Profilo di FAROM

    FAROM

    08 dic 2007 - 20:49 - #314
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    @ themasterofdisasters

    Non credo in giro tu possa trovare qualcosa di affidabile e di piccola capacità (3- 5 litri), in rete si trova qualcosa della lavelis, una ditta spagnola, per avere qualcosa di efficiente devi toccare i 40 litri. Perchè non provi a costruirtelo, se hai un pò di manualità te la caverai benissimo e farai qualcosa sicuramente meglio di quello che puoi trovare in commercio. Se la cosa ti interessa posso darti qualche suggerimento sul da farsi, in 2 ore circa riuscirai a farlo.

    @Dream
    Non è che costi poco, anche io come themasterofdisasters
    preferirei qualcosa di digitale sarebbe più comodo, mettermi a leggere qualche pagina per me è un grosso sacrificio, dopo 5 minuti di lettura mi si incrociano gli occhi, la vista non è più quella di una volta. Ciao ad entrambi.

  • themasterofdisasters

    09 dic 2007 - 02:30 - #315
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    Mh, si, gradirei molto qualche dritta, e la manualità non mi manca. Non avevo proprio considerato la cosa perché lo ritenevoun processo difficile… Se però mi dici che non ci vuole poi tanto si può sempre provare. Al massimo, come in ogni cosa, non si riesce :)

  • dreamweaver80

    09 dic 2007 - 14:56 - #316
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    già. purtroppo quei manuali sono di proprietà privata e l’unica cosa che hanno digitalizzato che io sappia sono la sezione dell’assenzio. per il resto David ha pensato di farne alcune copie da collezione tali e quali all’originale in 500copie: è normale che il prezzo alto sia dovuto anche alla tiratura e alla cura della replica.
    se interessa qualcosa di non costoso (o quasi) posso dirvi di aver visto diverse volte trattati di liquoristica di fine XIX secolo primi XX secolo nei mercatini dell’usato/antiquariato, solitamente editi dalla Hoepli. hanno anche una sezione sull’assenzio con alcune ricette insolite tra cui quelle italiane…

  • haggoth

    11 dic 2007 - 21:27 - #317
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    oddio….tra le idiozie che ho sentito mi mancava solo l’assenzio in polvere da sciogliere nel vino che un mio amico mi ha appena raccontato di aver assaggato in rep. ceca. bah…….
    Ma per carità…ma cos’è???!!!!

    Non lo dico per alimentare leggende ma soltanto per dirvi: OCIO!

    X DREAM: scusa hai ragione…sob….ma l’hai già aperto il negozio?….

    Ciao a tutti!

  • dreamweaver80

    12 dic 2007 - 09:19 - #318
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    praticamente già aperto, ma non ancora inaugurato.
    credimi: una cosa simile esisteva già in passato… erano delle pastigliette effervescenti al sapore d’assenzio da sciogliere in acqua. Una delle tante stupidate arrivate quando si iniziò la campagna contro l’alcool e l’alcolismo. non credo ebbero molto successo…

  • dreamweaver80

    18 dic 2007 - 15:24 - #319
    0 punti
    Up Down

    siamo appena tornati da Parigi per un meeting privato di amatori d’assenzio e gente del settore. che dire: ho avuto occasione di assaggiare Pernod fils del 1914 in PERFETTE CONDIZIONI (ancora molto verde). è a dir poco eccezionale. e poi, da sboroni quali siamo ( ih ih ih ) abbiamo preparato un treblement de terre (il cocktail inventato da Henri Toulouse Lautrec che consiste in assenzio con cognac/brandy) utilizzando quel Pernod fils d’epoca e un brandy del 1900! PARADISIACO :D

  • dreamweaver80

    28 dic 2007 - 10:59 - #320
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    per chi fosse interessato: disponibili ora, a completare la linea degli assenzi autentici di alta qualità anche doubs mystique e roquette. www.assenzioitalia.it
    sempre a vostra disposizione

  • psyguru

    16 gen 2008 - 18:36 - #321
    0 punti
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    non trovo il catalogo sul sito…

  • dreamweaver80

    17 gen 2008 - 10:32 - #322
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    mandami una mail che te lo mando in PDF

  • psyguru

    18 gen 2008 - 16:17 - #323
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    mi riscrivi il tuo indirizzo mail per evitare ricerche? grazie

  • dreamweaver80

    18 gen 2008 - 17:56 - #324
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  • josè

    19 gen 2008 - 00:05 - #325
    0 punti
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    a dreamwaver80
    vorrei acquistare dell’ottimo assenzio per la mia attività..mi hanno parlato di te.. fammi sapere.

  • dreamweaver80

    19 gen 2008 - 09:37 - #326
    0 punti
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    ciao josè, contattami agli indirizzi sopra elencati che ci mettiamo d’accordo.
    resto a disposizione

  • dreamweaver80

    24 gen 2008 - 15:04 - #327
    0 punti
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    il 20 FEBBRAIO 2008 terremo a Mantova un corso di PRIMO LIVELLO di degustazione assenzio.

    sarà un corso di 8 ore e si parlerà in modo dettagliato e approfondito di:

    -storia dell’assenzio
    -produzione dell’assenzio
    -classificazione dei vari tipi di assenzio
    -metodi di preparazione di un assenzio
    -assenzi moderni e assenzi autentici
    -problematiche moderne inerenti l’assenzio
    -degustazione guidata imparando a riconoscere gli aromi dei vari ingredienti
    -cocktail a base d’assenzio

    so che magari molti di quelli che frequentavano il forum sapranno già parecchio su questi argomenti, ma il corso li approfondirà veramente bene (specialmente i punti nevralgici come la degustazione guidata e la classificazione).
    i partecipanti riceveranno un attestato di frequenza riconosciuto da tutti i più grandi nomi del mondo dell’assenzio e permetterà di partecipare ad un futuro corso di SECONDO livello, che entrerà decisamente più in dettaglio con visita (inclusa nel prezzo) alle distillerie, alle coltivazioni.

    chi fosse interessato mi contatti qui in MP oppure a info@assenzioitalia.it

  • andy_83

    16 feb 2008 - 15:00 - #328
    0 punti
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    ho acquistato da dream assenzio la settimana scorsa. assolutamente soddisfatto! ho comprato duplais 72, un emile verde e la ptit e sono completamente un’altra cosa rispetto a quelli che trovi comunemente nei locali e che ti rifilano preparati flambee.
    il duplais l’ho trovato forte, corposo e intenso, l’un emile è eleganza allo stato puro e il la ptit è veramente rinfrescante: una piccola gemma. ti ringrazio dream per quello che stai facendo per far capire cosa sia il vero assenzio e per la disponibilità che offri: acquistando da te ho avuto un servizio completo in tutto, dai suggerimenti sull’acquisto alle spiegazione sull’assenzio. grazie davvero tanto.

  • Psyguru

    20 feb 2008 - 10:59 - #329
    0 punti
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    Cavolo Andy_83 sembra una dichiarazione ! he he scherzo

    Ho incominciato con l’Un Emile: è semplice ma soprattutto è la prima volta che un assenzio mi lascia il sapore in bocca dopo averlo bevuto!! Rivelazione!! Ciao Dreamw!

  • dreamweaver80

    21 feb 2008 - 10:38 - #330
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    l’un emile è un grandissimo must, ma resta un assenzio da tutti i giorni. esattamente come il jack daniels o il glen grant 10Y bisognerebbe trovarlo ormai in qualsiasi locale/bar.

  • psyguru

    21 feb 2008 - 15:20 - #331
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    he he è vero, invece nelle “tavole di tutti i giorni” finiscono i “colluttori”, che che tu ne dica 50 gradi sono 50 gradi e non so se a quella gradazione prevalgono i palati fini (he he) o meno..devo dire però che tra i colluttori(stai calmo dream) quello con i semini di Praga non mi era dispiaciuto per il sapore deciso(di medicina..suppongo di assenzio) caratteristico e diretto….l’Un Emile è superiore al Lemercier Amer, ho capito quello che intendevi, nel senso che è più complesso, anche se il secondo non va degradato perchè il sapore di anice(anche se un po’ più piatto) è rinfrescante e lo rende di primo impatto piacevole… ciao!

  • dreamweaver80

    21 feb 2008 - 20:01 - #332
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    “a 50 gradi non sai se prevalgono i palati fini”? che intendi dire? suona un po’ come “a 50 gradi i palati sono quasi esclusivamente quelli dei beoni”… ma tu sai benissimo che i grandi degustatori di ogni dove amano whisky, cognac, rum (non havana, pampero, bacardi o matusalem), armagnac, calvados, grappe, marc… e sono tutti prodotti con gradazioni tra i 40 e i 60 gradi…

    per quanto riguarda il resto… il problema non è “piace o non piace”: nessuno mette in dubbio che un prodotto qualsiasi di praga possa piacere come sapore a qualcuno (nonostante verrebbe additato quasi in tutti i casi :D ) o che i surrogati possano piacere anche se non sono assenzi… si tratta del sapore: un gin può piacere a moltissime persone, ma se lo vendi come rum bianco c’è qualcosa che tocca! :D
    tutto lì. poi de gustibus…

    il lemercier non è affatto cattivo: è semplice (nella versione a 45 e 72 gradi, che tuttavia preferisco) e molto confuso nella versione 72° amer (che trovo veramente poco elegante).

  • Psyguru

    21 feb 2008 - 21:02 - #333
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    nn intendevo dire quello con tono offensivo ma sicuramente l’Assenzio è tosto ed è più facile trovare amici che condividano una birra o un vino particolare che i suoi 70 gradi…..una bella botta anche diluito..quindi il pubblico destinatario si restringe ulteriormente salvo che tu ritenga il 70 e passa solo un numero..he he..oggi sono polemico!
    Sciolto in acqua non penso perda gradi…non sarà che il rito del bruciarlo (sbagliatisssssssimo…lo so) è stato introdotto per abbassarne la gradazione?P.s. vanno usate zollette normali?anche se lo bevo solitamente senza quando le uso non mi si sciolgono mai…
    Il Clandestine lo tengo per Pasqua…poi ti chiederò qualche delucidazione sugli Jade…ciao dreamw

  • dreamweaver80

    22 feb 2008 - 12:29 - #334
    0 punti
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    mi sa che hai un po’ di confusione. sai che significa per esempio 60% come indicazione alcolica? che del contenuto di quella bottiglia il 60% è alcool puro, e il restante 40% acqua, aromi, oli essenziali, zuccheri… a seconda del prodotto preso in considerazione. E’ quindi normale che quando allunghi un assenzio di 70° (alias 70%) con acqua abbassi la gradazione alcolica… pura e volgarissima chimica. il discorso è che nella mentalità comune l’alcool lo si considera in modo sbagliato. l’alcool puro a “95°” contiene il 5% di acqua. chiaro il discorso? vien da sè che se ne aggiungi altri le percentuali cambiano. e lo zucchero (anticipo possibili e prevedibili domande) non ne aumenta la gradazione alcolica poiché serve una fermentazione per trasformare gli zuccheri in alcool.

    aggiungendo acqua il tuo bicchiere d’assenzio avrà inesorabilmente meno gradi alcolici, nonostante la QUANTITA’ in cl o ml di alcool resti invariata! è qui il tranello in cui spesso si casca. i gradi alcolici non sono una quantità ma una percentuale!

    dubito che il flambee sia stato inventato per abbassarne il contenuto alcolico dal momento che niente è meglio dell’acqua per farlo e dal momento che chi lo utilizza spesso lo fa per dare “una connotazione proibita, alla stregua della droga proibita” all’assenzio.

    dici bene che è più facile condividere una birra o un vino con gli amici… semplicemente perché è inutile: non tutti siamo uguali. nella massa quelli che in ogni campo e ogni situazione emergono sono pochi. so che detta così suona pesante, ma non possiamo certo pretendere che tutti apprezzino i buoni distillati, i whisky o i cognac: la massa continuerà a bere vino, birra e bacardi breezer… perché li beve senza pensarci, non si rende nemmeno conto di quello che beve: butta giù! mettere in modo le papille gustative è un’operazione impegnativa a cui la massa non è abituata e lo trova spesso “un inutile spreco di tempo”! questa è la verità, nuda e cruda. Vorrei presentare alla massa un amarone di alta qualità o una birra vera (non le bottigliette di ceres o di corona per farci un’idea) e vorrei veramente capire quanti veramente riescano a capire la portata di quello che ho offerto loro di bere… ben pochi, credimi: la massa butta giù, fa l’asina, spara una battuta da bovaro in dialetto locale, magari con la birra ci piazza un rutto e conclude con “buona” o “quanta ne devo bere per sbronzarmi?”. questa è la massa, e lo sai benissimo.
    E’ vero quindi che l’assenzio verrà apprezzato da pochi estimatori (più di quanto non si pensi), semplicemente perché la massa non reputa interessante impegnarsi ad apprezzarlo, l’assenzio come tutte le cose veramente buone… che sono veramente impegnative (nonché costose).
    Questo è quanto. Detto questo c’è l’ulteriore problema che birra e vino ormai sono sapori talmente conosciuti che non ci impieghiamo niente ad apprezzare più della norma: è la solita questione che “mettere in moto le papille gustative è impegnativo” e sostanzialmente l’uomo medio moderno è immensamente pigro… andrebbe persino in bagno in auto se potesse (homer simpson credo sia un’ottima caricatura ): cosa vuoi che gliene freghi all’uomo medio di scoprire nuovi sapori, apprezzare le sfumature dell’invecchiamento, delle annate, degli abbinamenti… assolutamente niente. e i gradi non c’entrano assolutamente niente, credimi. il problema è solo questo.

    so che non lo dicevi in modo offensivo, non lo metto in dubbio, ma parlandoci chiaro e cercando di vedere le come per come veramente (e tristemente) sono, al di fuori dell’apprezzamento dell’assenzio… beh che dire… che tristezza ragazzi… il palato ormai è un accessorio che nemmeno ci rendiamo conto di avere!

  • dreamweaver80

    22 feb 2008 - 12:36 - #335
    0 punti
    Up Down

    giusto per fare un esempio chiaro a tutti:

    una dose di assenzio preparato correttamente è di 3cl.
    prendiamo un assenzio tipico a 68° (68%).

    quanto è il 68% di 3 cl? —> 2,04cl

    in un bicchiere di assenzio a 68° troviamo quindi 2,04cl di alcool.

    prendiamo ora una bottiglietta di birra sempre molto tipica:

    33cl a 5° (5%)

    quanto alcool c’è in una bottiglietta da 33cl di birra a 5°? —> 1,65cl

    va da sé che se bevi 2 birre (1,65 x 2) ti ritrovi 3,3 cl di alcool.
    due birre (che alla gente comune sembrano meno rispetto ad un bicchiere d’assenzio che fa ben 68°) e ti ritrovi in corpo 1,26cl di alcool in più.

  • psyguru

    05 mar 2008 - 15:46 - #336
    0 punti
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    sì è vero, AVEVO un po’ di confusione. Condivido il discorso che era poi quello che pensavo!! he he, non avrei saputo renderlo meglio… Ho aperto il Clandestine..non penso riuscirò più a bere assenzi più semplici. Più si affina il gusto e piu diventa difficile accontentarsi.. A me piace non aggiungere lo zucchero che ritengo finisca per impastarne il sapore e coprirne le sfumature. Sapore molto complesso non solo dal punto di vista del retrogusto ma anche del suo sapore aromatico (misto). Piacevole sentire e risentire in bocca mentre e dopo sapori sempre diversi che variano con la nostra attenzione all’una o altra erba, che persistono con personalità all’aggiunta di acqua e che permangono come piacevole selvatico ricordo in bocca e nell’esperienza, non è un liquore di erbe. Ciao Dreamw

  • dreamweaver80

    19 mar 2008 - 12:02 - #337
    0 punti
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    Inaugura questo sabato! (22 marzo)

    Fata Verde Café

    sì trova a Villa Garibaldi, frazione di Roncoferraro provincia di Mantova

    se siete in zona fateci un salto: credo non esistano locali così altamente specializzati in assenzio in Italia.

    ben 6 fontane di cui 2 di metallo, bicchieri pontarlier stampati ma per i grandi assenzi ha anche i cordon lisci tagliati a mano. Ha brouille, porta zollette, porta cucchiai, cucchiai e cosa più importante in assoluto… ben 13 assenzi autentici, kallnacher red e carpano antica formula. e potrebbero anche aumentare!

    ecco la carta dei disponibili: verte suisse, roquette, brevans, italienne, un emile 45, duplais balance, eichelberger, kallnacher, clandestine charlotte, kubler, montmartre, segarra 45, mansinthe.

    più, come dicevo, kallnacher red e carpano antica formula!

  • ascamind

    30 mar 2008 - 21:05 - #338
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    salve a tutti…io muoio dalla voglia di sentire l’assenzio ma non ho idea di dove prenderne di decente…ho cercato un po su internet ma non spiega molto su come trovarlo…avevo pensato di farlo da me, però ho gia capito che è meglio di no. ho sentito parlare di assenzi buoni come un emile blanche, kallnacher, e nouvelle orleans, ma non ho la possibilità di spostarmi troppo e preferirei non comprarlo su internet. Dove posso trovarlo? Ci sono posti dove lo vendono? Qualcuno conosce posti in provincia di Modena o a Bologna?
    grazie
    ciao

  • dreamweaver80

    31 mar 2008 - 18:23 - #339
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    Ciao, in zona non trovi niente. quegli assenzi che hai citato li importo in Italia io in esclusiva (e diversi altri di pari qualità). noi siamo di Mantova e abbiamo il punto vendita a Porto Mantovano. se vuoi puoi passare dalle nostre parti (60-65 km da Modena), altrimenti possiamo spedirtelo a casa anche in contrassegno (con pagamento alla consegna).

    resto a tua disposizione
    ciao
    Paolo

  • ascamind

    09 apr 2008 - 22:17 - #340
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    per venire non posso perche non posso usare la macchina e per mandarmelo a casa avrei qualche problemino…se mai tra un po di tempo…comunque ho letto su internet di un enoteca a bologna che si chiama Scaramagli che vende assenzio La Fèe. è assenzio vero o colluttorio?

  • dreamweaver80

    10 apr 2008 - 08:15 - #341
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    scusa, sei per caso minorenne?
    il la fee non è assolutamente un assenzio autentico (solo la serie XS lo è ma costa circa 90euro la bottiglia e lo stesso assenzio acquistato dalla distilleria che lo produce e non etichettato la fee costa 49euro) ma non è nemmeno una brodaglia.
    vedi, ci sono 3 categorie di alcolici spacciati per assenzio:

    -gli autentici. sono assenzi prodotti esattamente come nel XIX secolo (o con ricette antiche o con nuove ricette che comunque rispettano l’aroma generale, i metodi di produzione e gli ingredienti base)

    -le brodaglie. sono prodotti che non hanno niente a che fare con l’assenzio. di questa categoria sono gli assenzi di Praga, quelli che non contengono assolutamente anice (pretendere un assenzio senz’anice è come pretendere una sambuca senz’anice!). l’assenzio è un distillato di artemisia absinthum, semi di finocchio e semi d’anice verde per definizione: se togli uno di questi 3 ingredienti base non è più assenzio! Brodaglie sono anche (oltre a quelli di Praga) prodotti tipo mata hari, neto costa, lehmann, perigan (lo vendo io questo prodotto, e anche qlc della lehmann, ma non nascondo che sn brodaglie), pere kermann, haspburg (credo si scriva così. è prodotto a Roma, contrariamente a quanto si possa credere), xenta superior…

    -surrogati. sono quei prodotti dove generalmente mancano due cose per essere autentici: metodo di produzione e ingredienti corretti.
    l’assenzio autentico (come quello pre-bando) deve per definizione essere distillato ed eventualmente colorato naturalmente con infusione di erbe (ed è inutile che alcuni produttori di surrogati o brodaglie ce la vengano a raccontare: se metti cereali nell’alcool ottieni forse whisky? non credo proprio…). I surrogati sono solitamente ottenuti solo tramite macerazione (generalmente sono prodotti di qualità anche se non assenzio), e questo comporta che si utilizzi un’altra artemisia e non l’absinthum, altrimenti il sapore sarebbe pessimo (l’artemisia absinthum perde l’amarezza che la rende rivoltante solo distillandola. se la maceri e basta è troppo amara per essere gradevole): il problema è che spesso i produttori nemmeno si accorgono che utilizzano assenzio romano, o gentile, o volgare al posto dell’absinthum, perché c’è molta confusione sulla nomenclatura delle artemisie. Altro metodo molto diffuso di produzione di questi surrogati consiste nell’aggiungere oli essenziali, coloranti artificiali (ed eventualmente anche aromi artificiali) all’alcool. E questo, nonostante chi lo utilizza sostiene che non cambia niente dal momento che gli oli essenziali si ottengono per distillazione, NON porta allo stesso risultato di un assenzio ottenuto per macerazione e DIRETTA distillazione delle erbe! la distillazione di oli essenziali è un processo completamente diverso da quello di distillazione di assenzio!
    Il La fee che tu citi (nella sua più popolare versione Parisienne) fa parte di questa categoria: è un surrogato che ricorda vagamente l’assenzio autentico, ma in realtà sa solo di alcool e anice stellato (perché, come dicevo, ci sono anche differenze negli ingredienti: gli assenzi autentici utilizzano quasi esclusivamente anice verde, i surrogati, come pastis e sambuca, anice stellato: sono due aromi molto diversi tra loro!). Il la fee bohemien invece fa parte delle brodaglie :D dal momento che cerca di assomigliare agli assenzi di Praga!

    spero ti sia chiaro tutto! :)
    non ho capito bene il problema di fartelo spedire a casa (nel caso fossi maggiorenne… ), cmq puoi eventualmente chiedere all’enoteca che dicevi di ordinartene così poi lo trovi comodamente a Bologna :D

    ciao

  • Filautos

    21 apr 2008 - 09:08 - #342
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    Salve,
    Caro dreamweaver80 (Scusa se ti do del “caro” ma ti ho letto talmente spesso che sei di famiglia ;) )
    Ho spesso letto di assenzio e affini e sarei interessato ad approfondire la scoperta della fata verde…
    Non credo ai suoi poteri di chissà quale entita’ e non ne sono nemmeno attirato, sarei piu’ interessato a cercare di capire, degustarlo in compagnia e cercare di apprezzarne le differenze e sfumature…
    Ora, come dicevo, sono abbastanza alle prime armi quindi ti chiederei cortesemente se potessi indicarmi siti,libri o materiale utile ad approfondire la conoscenza.
    Inoltre vorrei anche cercare di iniziare un percorso di degustazione, evitando il piu’ possibile cose che non c’entrano nulla con l’assenzio, a questo proposito appunto ti chiederei di consigliarmi e volendo anche vendermi un buon assenzio per cercare di iniziare il mio percorso.
    Grazie molto per le infomrazioni che ci dai (alemno per me sono utili) buona giornata.
    Ps ho guardato il tuo sito ma la sezione shop non è attiva, lo sarà presto?

  • dreamweaver80

    21 apr 2008 - 14:08 - #343
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    Ciao Filautos,
    la sezione shop è disattiva perché a breve metteremo online il sito del nostro negozio e assenzioitalia.it sarà semplicemente un portale informativo (con il link ben chiaro al sito del negozio).
    per acquistare scrivimi a dreamweaver80@hotmail.com oppure se sei comodo puoi passare nel nostro negozio a Mantova.

    ti potrei consigliare un libro, si chiama “la fata verde”, di Alex Panigada, pubblicato da Eretica, Stampa Alternativa. Costa 10euro, è tascabile. Non è un libro che entra nel dettaglio ma un piccolo vademecum che tocca un po’ tutti gli aspetti in modo corretto e chiaro.
    altro materiale utile posso mandartelo io via mail.
    resto a disposizione
    ciao
    Paolo

  • dayka

    30 apr 2008 - 00:18 - #344
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    Salve, è veroche un tempo era vietato, il motivo? Era colpa di un’alcaloide che aveva la pianta e dava all’ucinazioni e portava alla cerrosi epatica, ma ora, hanno tolto dalle piante questo alcaloide e si beve tranquillamente anche nei bar, infatti una famosa azienda di caramelle naturali, la Leone, lo produce e lo vende nei bar, il liquore di Assenzio, ed è buonissimo!

  • dreamweaver80

    30 apr 2008 - 07:41 - #345
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    ciao dayka, forse se avessi letto un po’ di topic avresti trovato la risposta :D

    l’assenzio non ha mai contenuto alcaloide (semmai il tujone che è un terpene), e gli alcaloidi non hanno mai portato a cirrosi epatica (l’alcool sì però! :D qualunque alcolico! anche l’assenzio ovviamente!). L’assenzio non ha MAI causato allucinazioni ma qualcuno le aveva perché intossicato di alcool (alcolisti ALLO STADIO TERMINALE hanno allucinazioni. A quei tempi era molto facile essere alcolizzato di assenzio poiché era di moda e costava relativamente poco. l’alcolismo d’assenzio era chiamato absinthismo). Il tujone, la famosa sostanza che hanno mitizzato rendendola “simile alla THC della cannabis”, “capace di produrre allucinazioni”, e cose varie (tutte false e prive di fondamenta) è presente in tutte le artemisie, in tutte le salvie e nel cedro bianco e quindi te la trovi anche oggi in quantitativi vari nei veri assenzi, nei surrogati d’assenzio, nei vermouth (come martini, cinzano ect ect), negli amari d’erbe (braulio, unicum…), nei genepì, nei liquori di salvia… insomma: il tujone è presente in moltissimi alcolici di vario tipo.

    il leone non è assenzio, è un surrogato! purtroppo oggi il nome assenzio è considerato “un nome fantasia” e non esiste alcuna normativa che ne tuteli le caratteristiche, e quindi chiunque può vendere come assenzio qualsiasi cosa. Il leone ricorda molto vagamente l’assenzio autentico… ma almeno lo ricorda: poteva capitarti ben di peggio! :D

    se vuoi assaggiare vero assenzio (e sono convinto ti piacerebbe visto che ti piace il leone) devi puntare ad altre marche, dimenticare le leggende, e documentarti un po’. :-)

    sempre a disposizione
    ciao
    Paolo

  • dandan

    10 ott 2008 - 14:03 - #346
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    Beh cosa dire,ho comperato on-line una bottiglia del pregiato e di certo costosissimo assenzio della Jade l ‘Eduard.sinceramente sono rimasto deluso dal gusto,troppo erbaceo, con spiccata tendenza della camomilla,che a me non piace anzi tende a nausearmi.Ho provato a berlo anche con lo zucchero ed ovviamente diluendolo con acqua molto fredda ma rimane una specie di camomilla alcolica con troppo gusto di erba non male ma non gradevolissimo al mio palato.Il gusto di fine 800′ è troppo diverso da quello attuale,ho provato a farlo assaggiare a 2 altre persone senza dirle nulla della mia opinione e tutte e 2 hanno decisamente preferito un comune pastis ricard da 8,75 euro.Ho comperato insieme all ‘Eduard anche il PF 1901 sempre Jade e speriamo che non sia così deludente,tutte e due mi sono costati 225 e euro,spedizione compresa,e li sto un po rimpiangendo.

  • Endymion

    17 ott 2008 - 00:27 - #347
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    Dandan, se hai provato l’Edouard e il PF1901 preparati nel modo corretto (2-3 parti di acqua ghiacciata versata goccia a goccia e mezza zolletta di zucchero facoltativa) e non ti sono piaciuti, beh, forse non sei fatto per l’assenzio. ;-) Sarà difficile, infatti (impossibile sarebbe il termine più corretto) trovare sul mercato prodotti simili (a parte il Verte Suisse) o migliori.
    Il PF1901 è sempre stato e continua ad essere il mio assenzio di riferimento, una specie di metro col quale ho sempre valutato tutti gli altri. E’ un assenzio che consiglio anche ai neofiti (finanze permettendo, of course), per capire immediatamente il gusto, il louche, il colore e il profumo del vero assenzio (poi, ovviamente, può piacere o non piacere, questo è legittimo, però il gusto prevalentemente di camomilla, sinceramente, nell’Edouard non l’ho mai sentito - al massimo è un pò più anisato degli altri Jade..).
    Per chi non volesse fare investimenti importanti (225euro per quelle 2 bottiglie mi sembrano un pò tanti: su quale sito le hai ordinate?) può iniziare, come ho fatto io tempo addietro, con bottiglie da 0,2 o 0,5lt (le prime costano una ventina d’euro o poco più e sono sufficienti per 6-10 bicchieri, abbastanza per farsi una bella idea.
    Non sono ovviamente d’accordo sul confronto abbastanza improponibile col Ricard (un pò più simile all’assenzio sarebbero i pastis Artemise, Muse verte o gli “absinthine” Libertine) però ammetto che un buon Pastis può essere migliore e più economico di molti assenzi moderni come il La Fée Parisian, ad esempio.
    Io ti consiglio di non demordere e di fare ancora qualche prova, da solo e con calma. Il Ricard lo bevo anch’io e non mi dispiace neppure, però, obiettivamente, se confrontato con uno Jade, è una botta di anice stellato e liquirizia con l’aggiunta di un bel (bel?) colorante marroncino. La Jade utilizza solo ingredienti naturali di primissima scelta e alcool di vino, il tutto viene distillato e successivamente colorato (sempre naturalmente) con altre erbe super selezionate. Ovvio che alla fine, una qualità (oggettiva) del genere ha per forza di cose un prezzo..

  • Psyguru

    18 ott 2008 - 17:17 - #348
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    Premetto che non ho mai bevuto Jade. Il Francois Guy è finora il migliore che ho assaggiato, essenziale, fresco e non erbaceo, lievemente introspettivo.
    Mi attende ancora il Duplais Verte.
    Secondo me una volta che un assenzio è autentico ossia fatto in modo naturale e genuino con prevalenza di assenzio sulle altre erbe guardare marca e prezzi non ha nessun senso perchè va solo ed esclusivamente a gusto e magari, come vien detto qualche post sopra, uno Jade può proprio non piacere e non valerne il prezzo.
    Magari una persona ha un palato meno da francese e più da tedesco e preferisce quelli della germania..o austriaci..
    Anche se “assenzio” come si è già detto è un nome di fantasia e non obbliga ad una ricetta precisa, tuttavia se invitassi Dreamw ad escludere da tale dizione i pastis e quelli che finiscono per essere più vicini ad amari o misture di erbe tra cui un po’ più di assenzio quanti ne rimarrebbero?
    Mi spiego, se bevessi una sambuca (che apprezzo moltisssimo) e percepissi ulteriori varietà di erbe oltre il suo caratteristico sapore (non esistono centinaia di sambuche eppure di assenzi autentici ne esistono molti…) , non mi piacerebbe perchè finirei per reputarla un liquore di erbe. Così nella grappa etc etc.. non so se sono stato chiaro. Alle volte la ricchezza di sapori (es. sentire la camomilla) non vuol dire migliore, anzi penalizza la tipicità!
    Psyguru

  • Endymion

    19 ott 2008 - 23:39 - #349
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    Psyguru, in realtà l’Edouard, come gli altri Jade (escludiamo magari per un attimo il Nouvelle Orleans) è/sono quanto di più “tipico” (per utilizzare il tuo stesso termine) tu possa immaginare, in fatto di assenzi, e, soprattutto, la loro “ricchezza di sapori” non penalizza affatto la loro “tipicità”, anzi, ne è (al)la base! :)
    Posso inoltre assicurarti che l’Edouard non sa di camomilla - a meno che si trattasse di una partita difettosa, ma mi sembra davvero strano..
    Il Guy è un buon assenzio, ideale per iniziare, ma secondo me troverai di meglio (poi, de gustibus…). Il Duplais verte sulla carta dovrebbe/potrebbe essere superiore, però è decisamente meno anisato e molto più erbaceo del Guy, non è detto che riesca ad assecondare i tuoi gusti. Io ho una leggera quanto apparentemente ingiustificata preferenza per il Brevans, ma la sostanza bene o male resta la stessa.
    Certo è che almeno una volta nella vita l’Edouard o il 1901 o il Verte Suisse potresti/dovresti davvero provarli. Poi potrai decidere liberamente in base ai tuoi gusti..

  • Psyguru

    20 ott 2008 - 20:55 - #350
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    Endymion mi sembra che non hai proprio colto quello che ho detto,
    Come dice dreamweav l’”Assenzio” non ha una ricetta fissa come la coca cola, quindi non esiste l’Assenzio.
    Non ho ben capito perche il Guy debba essere definito “per iniziare”, Se a me piacessero gusti piatti ed uniformi conm poco retrogusto e solo di assenzio, senza retrogusti misti?
    Se tu mi dicessi che il Guy non è genuinoo o che non sa di assenzio allora avresti capito il mio discorso.
    Comunque è infattibile il provare ad assaggiare assenzi a 100 Euro la bottiglia con il rischio che non sia di mio gusto!
    Magari quando mi reincarnerò in un miliardario alcolista le comprerò tutte!

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