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L'etica del critico gastronomico (americano)

Pubblicato: 02 mar 2005 da Laura

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Può essere istruttivo leggere, sul sito dell’Association of Food Journalist americana, le pagine dedicate all’etica delle critiche gastronomiche.

Si parte da un presupposto apparentemente banale:
una buona critica è buon giornalismo.

Meno scontato di quanto possa sembrare.

Si continua con

  • l’anonimato, che deve contraddistinguere le recensioni
  • la necessità di effettuare visite multiple prima di scrivere la critica definitiva di un locale
  • la scelta delle portate, che devono spaziare sul maggior numero di proposte possibili
  • il pagamento, che dev’essere sempre effettuato per intero
  • la varietà nella scelta dei locali da recensire in una zona
  • il tempismo che porta a non visitare localinuovi prima di un mese dall’apertura, per consentire una piena operatività
  • le votazioni, che devono riflettere le reazioni al menu, all’atmosfera, al servizio e, possibilmente, anche al costo.
    A questo proposito, viene proposta una possibile classificazione

    • quattro stelle: straordinario, più unico che raro
    • tre stelle: eccellente, ottimo meno ed altrettanto buon servizio
    • due stelle: buono
    • una stelle: discreto
    • nessuna stella: povero, sotto la media
  • le evoluzioni, che devono essere descritte, sia che siano verso il miglioramento, sia verso il peggioramento
  • le recensioni negative, accettabili se corrette
  • la verifica della correttezza dei dati riportati
  • la capacità di separare la recensione di un pasto dalla redazione di pezzi sui ristoranti o sui ristoratori
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