
Eccovi un’altra ricetta della cucina macrobiotica: un’insalata fresca e diversa per accontentare anche i palati più alternativi. Tra gli ingredienti troviamo i chuba, ovvero sardine secche; l’alga wakame e l’umeboshi, condimento a base di prugne salate.
Per la preparazione vi occorrono: 2 tazze di alga wakame; mezzo cetriolo non troppo grosso; mezza tazza di chuba; aceto di riso integrale o umeboshi e succo di limone o arancia fresco.
Preparate l’alga, lavandola, tenendola a bagno per 10 minuti, poi bollendola per altri 2-3 minuti ed infine passandola sotto l’acqua fredda e tagliandola a pezzi di circa 2 cm. Poi arrostite i chuba per diversi minuti a fuoco lento, fino a farle diventare croccanti. Infine tagliate il cetriolo a rondelle finissime. Mettete una porzione di wakame ed una di cetriolo nei singoli piatti. Sopra mettete i chuba e condite con qualche goccia di aceto di riso integrale o altro succo come abbiamo indicato sopra. Questo piatto è particolarmente indicato per l’estate.
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L’ho detto più volte: questi strani connubi tra ciò che nutre noi esseri umani e ciò che nutre i veicoli che ci portano a spasso mi inquieta un po’… dopo grano, riso e addirittura cocco (se ve lo siete perso cliccate qui) dalla Sapphire Energy, azienda americana, arriva l’ipotesi del ‘motore ad alghe’.
Il nuovo combustibile (che poi tanto nuovo non è, visto che l’aveva già annunciato la Shell ma poi non se n’è fatto più niente) già battezzato greggio verde, ha una sua ricetta, ovviamente molto diversa da quelle ottime che appaiono sul nostro blog e che potete riprodurre nella vostra cucina: luce solare, acqua non potabile, alghe e anidride carbonica, da riprodurre solo nelle raffinerie, che possono essere le stesse in cui si lavora il petrolio.
Secondo la start up originaria di San Diego che ha messo a punto il tutto, ciò rivoluzionerà il settore dei biocarburanti, ma ha rivelato poco su quel che sarà il processo di conversione e sul progetto pilota esistente. Se consideriamo poi che il petrolio stesso deriva, in pratica, dalla decomposizione di alghe e organismi del mondo animale e vegetale acquatico, mangereste ancora le alghe?
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Un giusto apporto di iodio risulta indispensabile per lo sviluppo dell’organismo, poiché aiuta la produzione degli ormoni tiroidei. Gli alimenti naturalmente più ricchi di iodio oltre al pesce e al sale marino integrale sono le alghe. L’idea può non solleticare tutti i palati, ma chi è abituato alla cucina orientale sa che questo alimento da carattere ad alcune preparazioni ed è ottimo anche da solo. Pensate al cibo giapponese che vede l’alga in moltissime preparazioni, o alle ottime alghe fritte tipiche dei ristoranti cinesi.
La vostra cucina si arricchisce con le ricette alternative, e l’utilizzo delle alghe può essere un modo originale e simpatico per sbalordire i propri ospiti. Riportando l’oriente sulle vostre tavole potete proporre le frittelle di alghe come antipasto, o presentare un ottimo piatto di cozze gratinate con le alghe fritte. I più temerari possono provare con la lasagna alle alghe oppure rimanere su un contorno-antipasto più soft con le alghe e i germogli di soia.
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