
L’assenzio ha una reputazione talmente solforosa da giustificare ampiamente quell’aurea di mito che si porta ancora dietro. Un distillato che è da sempre sinonimo di abbandono e simbolo che accompagna come un sigillo verde, la vita artistica parigina a cavallo tra la fine del 1800 e il 1915, quando venne dichiarato illegale in Francia. Ciò che non tutti sanno è che un distillato denominato “Spirito a base di piante d’assenzio” ha continuato ad essere commercializzato e quindi disponibile sul mercato, scontando naturalmente, e ben oltre la presunta pericolosità, “il bollino della cattiva considerazione”, che si era ormai conquistato. Nonostante “gli interdetti” che pesavano sul liquore dalle belle nuance giallo-verdacee, i suoi fans hanno continuato a moltiplicarsi, costituendo vere e proprie “comunità di amatori”, ulteriormente incentivate dall’abrogazione del divieto avvenuta il 18 maggio di quest’anno.
Perché bere l’assenzio è partecipare ad un rito che ripercorre le atmosfere del secolo che fu, e di alcuni tra i suoi momenti storici e creativi più volte rievocati. Coloro che si prestano al gioco, lo fanno con una curiosità eccitata dal “sentimento di appartenenza” che riesce a ridar vita a vere e proprie leggende del passato. E il tutto resta perfettamente legale, perché se solo pochi mesi che la bevanda è stata rimessa sul mercato sotto la denominazione originale di Assenzio, lo si deve ai numerosi controlli che ne hanno accertato la non-tossicità. Il quantitativo di tujone, il terpeme dal profumo mentolato responsabile di effetti devastanti sul sistema nervoso, è infatti presente in concentrazioni minime e ben al di sotto i limiti previsti dalla legge (10 mg/kg per i liquori e 35 mg/kg di tujone per gli amari). Una notizia accolta con piacere dagli aficionados della fée verte, che hanno fretta di vedere riabilitato uno dei più fedeli compagni dei personaggi dei quadri e non.
Via | heureverte.com
Visto il grande interesse che la questione assenzio riscuote sul nostro blog, ecco una notizia succulenta: Marilyn Manson, discussa star musicale nota per la sua eccentricità, si è dato alla produzione di questo distillato, soprannominato per i suoi effetti allucinogeni la “fata verde”.
Ad agosto è iniziata la produzione in Svizzera e le prime bottiglie a edizione limitata al prezzo di 300 euro (500 quelle autografate) sono andate a ruba. Vista la risposta positiva del mercato, a settembre è iniziata la vendita on line del ‘Mansinthe’ a circa 30 euro, ma soltanto per l’Europa: in Usa, infatti, la bevanda a base di semi di anice verde è vietata.
Sul sito che pubblicizza la produzione della star (che firma personalmente le etichette delle bottiglie, riproduzioni fedeli dei suoi quadri) viene spiegato che si tratta di “autentico assenzio, distillato da erbe pregiate, privo di colorant artificiali e senza zuccheri aggiunti”.
La passione di Manson per l’assenzio era nota dai tempi del lancio di ‘The Golden Age of Grotesque’, quando la fidanzata Dita Von Teese emerse da un enorme calice di questa bevanda detergendosi con una spugna a forma di zolletta di zucchero.
Un’ultima nota: la gradazione alcolica non poteva che essere di 66.6 gradi!