
E’ una tra le pentole più antiche, ma si adatta benissimo alla cucina moderna: la pentola a pressione non ha mai smesso di fischiare sui fornelli delle cucine italiane. Tante casalinghe hanno sempre avuto, però, un po’ di remore riguardo il suo utilizzo; ma basta seguire alcune semplici regole di manutenzione, per capire che è un attrezzo sicuro a tutti gli effetti.
Si adatta bene non solo alle medie e lunghe cotture, ma anche a scongelare alimenti o a sterilizzare conserve. Con questo tipo di cottura, si ottiene un trionfo di sapori ed un pieno di vitamine, senza il rischio di sbruciacchiature o di cibi che si attaccano sul fondo della pentola.
Oltre alle classiche minestre, zuppe e creme, la pentola a pressione si sposa bene con la preparazione dei risotti, di carni in umido e di brasati. Da mettere alla prova anche con i dessert: creme, budini, pudding, ma anche la frutta cotta.
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L’altro giorno abbiamo parlato dei vari tipi di pinze, da tenere in cucina all’occorrenza; insieme ad esse, un altro attrezzo fondamentale della cucina sono i mestoli, mestoli forati tecnicamente parlando. Il loro uso principale è quello di sgocciolare gli alimenti che cuociono in un liquido e le loro forme sono svariate. Sono le dimensioni dei fori e il disegno dei mestoli a renderli più adatti ad uno specifico utilizzo.
Esiste il mestolo “ragno”, chiamato così perché ricorda una ragnatela, con aperture molto ampie, che è comodo per sgocciolare alla perfezione i fritti dall’olio bollente o per sollevare dall’acqua le verdure a foglia larga, come verze e simili. Poi c’è il mestolo forato, a fori concentrici, che è il più versatile di tutti, che in genere viene usato per sgocciolare le verdure di piccole dimensioni.
Infine, sempre forato, ma a maglie fitte serve per schiumare i brodi durante la cottura; e quello forato a cucchiaio, che è un po’ più particolare in quanto svolge una funzione precisa, cioè quella di avvolgere l’albume sul tuorlo e sgocciolare l’uovo in camicia dall’acqua bollente.
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Praticissime e semplici da usare, semplificano molte operazioni in cucina. Le pinze presenti sul mercato sono numerosissime e si distinguono per forme, materiali e dimensioni. Vediamo quali sono le principali, cioè quelle basilari che in una cucina non possono mancare mai, e per cosa si utilizzano.
La pinza più classica è lunga ed in metallo, ovvero quella per le grigliate ed il barbecue, con cui girare a metà cottura salsicce e carni alla griglia, senza correre il rischio di scottarsi. La pinza dentata, invece, ci servirà per la pasta lunga, per afferrare saldamente spaghetti, bucatini, tagliatelle, comprensive del loro condimento. Infine, una punta con le punte sottili per le preparazioni delicate ed una a punte larghe per girare gli ingredienti di grandi dimensioni.
In ogni caso, è sempre meglio preferire pinze con le punte in materiale antigraffio, per non rischiare di rovinare padelle e pentole antiaderenti. Ricordiamo inoltre che le pinze non servono solo per afferrare, ma saranno utili anche per infarinare ed impanare, evitando di sporcarci le mani o per controllare la cottura di alcuni alimenti, per evitare di ustionarci le dita.
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